Storie – Alberto Giussani

giussani alberto

GIUSSANI Alberto, nato il 7 giugno 1922 a Renate Veduggio (Monza e Brianza) 1a, 10 – Deceduto presso l’ospedale del campo di Fullen / Meppen (Bassa Sassonia) il 3 febbraio 1945 alle ore 13.00 – Inumato in prima sepoltura nella stessa località – Posizione tombale: campo D / fila IV / n° 19 / croce 368 2b – Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo 1a – Posizione tombale: riquadro 3 – fila K – tomba 22 1b. Fonti:1a, 1b, 2b, 10 – Alberta Maria Giussani (nipote).

 

12 giugno 2011 – Buona sera signor Zamboni, tramite un giornale locale, ho avuto modo di conoscere il suo sito ed il suo lodevole lavoro sui «Dimenticati di Stato». Seguendo le sue indicazioni, ho controllato sul sito del Ministero della difesa, il nome di uno dei fratelli di mio padre.

Alberto Giussani è morto il 3 febbraio del 1945 nel campo di Fuellen in Germania ed avevamo anche due foto del cimitero del campo dove risultava sepolto, oltre a vari scritti suoi e di altre persone che erano con lui, compreso il cappellano.

Ora leggo nel sito del ministero che mio zio risulterebbe sepolto ad Amburgo… naturalmente, noi parenti (mio padre è ancora vivente) non ne sapevamo nulla. È possibile che sia veramente così? Il desiderio di mio padre è sempre stato quello di poter vedere i luoghi dove i suoi fratelli sono stati sepolti, ora noi vorremmo veramente esaudire questo suo desiderio. […] Alberta Maria Giussani.

Tratto da resegoneonline.it del 1° novembre 2012 – Articolo di Gloria Folcio.

Alberto Giussani, nasce nel ’22 e muore nel ’45. Si perdono le tracce della sua salma e la speranza di ritrovarlo. Finchè…

Sono i giorni del ricordo dei cari che non ci sono più, giorni in cui il cimitero diventa luogo dell’incontro, giorni in cui il pensiero si fa azione collettiva nella visita, nell’acquisto di un fiore, nella preghiera in piedi di fronte al marmo.

Eppure «tante persone non sanno dove sono sepolti i propri cari», spiega Alberta Giussani, raccontando la storia dello zio Alberto, chiamato alle armi nel 1942 e morto in Germania nel 1945.

«Ma ora c’è la possibilità di ritrovarli e finalmente, il prossimo 4 novembre, a distanza di quasi settant’anni, mio zio potrà avere il funerale che non ha mai avuto e riposare accanto ai genitori che tanto lo hanno amato, cercato e aspettato».

Alberto Giussani nasce a Veduggio, attualmente il paese più a nord della provincia di Monza a Brianza ma al confine con la Brianza lecchese.

La sua storia è quella di un soldato non ancora ventenne che, come tanti altri, è costretto a subire il corso degli eventi della Seconda guerra mondiale.

L’8 settembre 1943, in seguito all’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile tra Regno d’Italia e forze Alleate, più di mezzo milione di militari italiani vengono internati perché si rifiutano di passare nelle fila dell’esercito tedesco.

«Alberto, catturato in Grecia, è tra i prigionieri deportati nel campo di smistamento di Meppen in Germania ed è destinato a lavorare in una fabbrica bellica», spiega Alberta.

Debilitato da una precedente malattia e stremato dal lavoro e la scarsa alimentazione si ammala di bronchite e gastrite e nel febbraio ‘44 viene «ricoverato» nel Lager Lazzaret di Fullen, «un luogo sperduto in una zona paludosa e malsana ai confini tra Germania e Olanda soprannominato «Campo della morte», dove infatti muore e viene poi sepolto».

La notizia della sua morte viene comunicata ai familiari dal cappellano militare e successivamente dai vari organi competenti.

Ma quando Alessandro, il padre di Alberta, cerca di rintracciare la tomba del fratello scopre che in realtà l’intero campo di concentramento di Fullen, ritenuto infetto, era stato raso al suolo dall’esercito americano.

Solo quest’anno i nipoti sono riusciti a trovare la nuova sepoltura di Alberto nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo, in particolare «grazie alle indicazioni di Roberto Zamboni di Verona, che da anni si dedica alla ricerca dei militari morti o dispersi in Germania e cerca di comunicare i nominativi e le storie di questi «dimenticati», tramite il suo sito internet. Nessuno ci aveva avvisato, noi pensavamo fosse inizialmente a Fullen e poi disperso».

Alberta, il marito Damiano e i figli a giugno si sono recati ad Amburgo, dove al momento vive la figlia Paola.

Hanno trovato un cimitero immenso, con almeno seimila tombe di italiani, compresa quella di Alberto.

«È stata una grande emozione – commenta – dopo aver compilato le pratiche necessarie, il 25 settembre è stato riesumato e il giorno successivo abbiamo aspettato l’arrivo dell’urna alla Caserma Militare di Milano».

Ma l’emozione non è racchiusa nel reticolo di affetti familiari della famiglia di Alberto, tutto il Comune di Veduggio a partire da domani dedicherà tre giorni alla celebrazione del ritorno del concittadino.

[…]

Speriamo che la nostra esperienza possa ridare speranza a quanti si sono rassegnati a non dare risposta al chiedersi che fine avranno fatto i congiunti caduti e mai più ritrovati.

Sono già stata contattata da alcune persone che alla domanda «Dov’è?» vogliono dare una risposta».

È risaputo, la Storia non si esaurisce nei fatti stampati sui libri, nelle date ricordate a memoria, nei nomi dei protagonisti e delle battaglie.

«Tante notizie. Altrettante domande.», diceva Brecht.

giussani alberto vaticanoTestimonianza sulla morte di Alberto Giussani
 giussani alberto tombaLapide nel Cimitero di Amburgo
giussani alberto cimiteroLa famiglia Giussani sulla tomba del loro congiunto ad Amburgo
 giussani alberto rimpatrio 2
Rientro a Milano dei resti di Alberto Giussani
 giussani alberto rimpatrio

[nda] – Il fratello di Alberto, Mario, alla data dell’8 settembre 1943 si trovava a Cefalonia. Si salvò dal tragico eccidio avvenuto sull’isola, fu catturato dai tedeschi e deportato a Minsk (oggi Bielorussia), in campo di concentramento. All’arrivo dei russi venne fatto prigioniero dagli stessi e deportato in un gulag a Spazky Zavod in Kazakistan, dove morì nel novembre del 1945. In data 16 gennaio 2013 è stato disposto il conferimento della Medaglia d’Onore ai fratelli Alberto e Mario Giussani, il primo deceduto in un lager tedesco, il secondo in un gulag per mano russa.

 

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