Storie – Giacinto Allegranza

allegranza giacinto

ALLEGRANZA Giacinto, nato il 29 aprile 1920 a Brozolo (Torino) – Alpino – Arruolato nel 1° Reggimento di Artiglieria Alpina – Fatto prigioniero a Gorizia dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Polonia – Deceduto a Zgorzelec / Görlitz (Voivodato della Bassa Slesia – Polonia) il 12 dicembre 1944 – Inumato in prima sepoltura nel cimitero locale – Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano di Bielany / Varsavia (Polonia) 10. Fonti: 1a, 10 – Patrizia Battagliotti e Laura Allegranza (pronipoti).

 

Ricostruzione di Patrizia Battagliotti e Laura Allegranza

 

Dopo essersi sposato con Elisabetta giovanissimo (lei era addirittura minorenne), è stato chiamato alle armi nel corpo degli Alpini, dopo circa un mese dal matrimonio.

Dopo la partenza, non abbiamo ricevuto notizie di dove fosse stato mandato. Le uniche notizie che abbiamo, riguardano già il periodo in cui lui era in campo di concentramento. Mio nonno, che era suo fratello, parlava di Mauthausen.

Nelle poche lettere ricevute, che purtroppo non abbiamo recuperato, Giacinto diceva di non stare bene di salute, era deperito, pelle ed ossa.

Non riusciva a nutrirsi di bucce di patate e immondizia come gli altri internati e per giunta, le condizioni nel campo erano penose. Freddo, botte e stenti.

Mia nonna, sua cognata, allora gli preparava il pane bianco fatto nel forno di casa, e altro cibo che spediva in pacchi, a un indirizzo che Giacinto aveva scritto. Giacinto diceva che non riceveva nulla e dopo poco tempo, non si sono avute più notizie.

Finita la guerra, due ragazzi che erano con lui nel campo, sono andati da mio nonno a portare notizie. Giacinto era malato, denutrito e le ultime immagini che loro hanno avuto, sono state di un ragazzo coricato a terra morente. Il mattino seguente, Giacinto non c’era più. I ragazzi quando si sono svegliati, non hanno più visto nemmeno il corpo.

Nessuno purtroppo si ricorda il nome del campo e il nome di questi ragazzi.

L’unica cosa che si ricorda mia mamma, è che presumibilmente i ragazzi fossero di un paese nel Canavese.

Tratto da «La Nuova Periferia» del 14 settembre 2011 – Articolo di Simona Novo

 

Brozolo (nsm). È ritornato nella «sua» Brozolo dopo 67 anni di silenzio il feretro di Giacinto Allegranza, soldato caduto nel campo di concentramento di Görlitz nel 1944 a cui il Comune collinare, nella mattinata di domenica 11 settembre, si è infatti stretto in un grande abbraccio nella cerimonia per la sua tumulazione nel cimitero di Brozolo.

Allegranza nacque a Brozolo il 29 aprile 1920 e nel 1943 venne arruolato nel primo Reggimento Artiglieria Alpini fino all’arresto a Gorizia verso il duro campo di concentramento polacco dove nel 1944, dopo essersi ammalato di tubercolosi, morì.

Una morte a cui seguì una frettolosa sepoltura nel cimitero di Görlitz, salma che la famiglia ha fortemente voluto riavere e con sé richiedendone il trasferimento nel cimitero di Brozolo.

Un ritorno che è stato celebrato alla presenza delle autorità con il saluto del picchetto d’onore di quel primo Reggimento artiglieria alpini che aveva visto Allegranza arruolarsi 24enne, la Santa Messa ed, infine, la tumulazione nel cimitero di Brozolo dove la famiglia, le autorità e la popolazione ha potuto dare, sulle note del «silenzio»,

l’ultimo saluto ad Allegranza.

allegranza giacinto articolo«La Nuova Periferia» del 14 settembre 2011 
allegranza giacinto rimpatrioRientro a Brozolo (Torino) dei resti di Giacinto Allegranza
 allegranza giacinto rimpatrio 211 settembre 2011 – Cimitero di Brozolo (Torino)

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