Storie – Bartolomeo Spadavecchia

spadavecchia bartolomeo

SPADAVECCHIA Bartolomeo, nato il 4 maggio 1921 a Molfetta (Bari) 1a, 10Fatto prigioniero sull’Isola di Lero (Grecia) e deportato a Buchenwald – Matricola 47450 – Trasferito a Dachau e a Natzweiler – Rientrato a Dachau il 2 aprile 1945 – Matricola 147450 1a, 4, 7 – Liberato dagli americani il 29 aprile 1945 – Deceduto all’Ospedale americano di Dachau il 30 maggio 1945 – Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Dachau 5 – Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera (Germania) 1a, 7 – Posizione tombale: riquadro 4 – fila 9 – tomba 65 1b. Fonti: 1a,1b, 4, 5, 7, 10 – Roselli Bartolomeo (nipote).

Tratto da Quindici Online / Molfetta – Numero di novembre 2003 – Articolo di Laura Amoroso.

Una storia nella storia è quella del marò Bartolomeo Spadavecchia, molfettese morto durante la seconda guerra mondiale e seppellito in un cimitero di Monaco. Dopo svariate ricerche da parte dei parenti e inchieste burocratiche, il nome di Bartolomeo è risultato da un elenco di un libro che raccoglieva tutti coloro riconosciuti e seppelliti a Monaco. Panettiere, celibe, licenza elementare, morto a 24 anni, questo è il ritratto di Bartolomeo che lasciò la sua città per inserirsi nel Corpo della Marina Militare durante il conflitto mondiale. Destinazione: Lero. Nella Fabbrica di San Domenico, l’Associazione «Eredi della Storia», in presenza del sindaco e di molti cittadini, ha commemorato il ritorno in patria, dopo quasi sessanta anni, dei resti di un giovane concittadino, la cui storia è stata oscurata dal trascorrere del tempo. Nel corso della serata si è parlato di una vicenda storica a non molti nota: la battaglia di Lero, alla quale partecipò Bartolomeo come altri molfettesi. Lero fa parte di 12 isole, sottratte dagli italiani ai turchi nel 1912 e considerate ufficialmente propaggini della penisola con il Trattato di Losanna. Caratterizzata da rilievi disordinati, Lero era luogo di esilio per i soldati più disobbedienti. Durante il conflitto la base navale di Porto Lago fu strenuamente difesa dalle pattuglie di soldati e marinai italiani. Con l’arrivo dell’armistizio dell’8 settembre 1943, nell’isola sbarcarono gli inglesi, la convivenza non fu affatto facile ma stava per avvenire qualcosa di molto più tragico. Ormai si pensava che la guerra fosse davvero finita, ma le speranze di ritornare finalmente in patria furono distrutte con l’attacco tedesco violentissimo. Molti rifugi vennero colpiti, così come anche la base navale. L’occupazione tedesca causò la deportazione in lager della Germania di moltissimi soldati inglesi e italiani e tra questi anche Bartolomeo (che durante i giorni difficili dell’occupazione, proprio per il suo fisico robusto, avrebbe trasportato cibo e acqua ai suoi compagni). Molti, sotto pressioni continue vengono fatti lavorare nelle cave, nelle industrie e si pensa che il giovane molfettese sia stato trasportato nel campo di Dachau e che poi lì sia morto. Una vita giovane i cui contorni chiari e netti non verranno alla luce, ma il cui destino può essere paragonato a quella di migliaia di giovani morti in battaglia. Presenti alla serata tre ufficiali molfettesi e il comandante Sergio Spaccavento che ha raccontato, come un nonno ai suoi nipoti, quegli anni tremendi di miserie e sofferenze, la sua deportazione insieme ai suoi compagni, le umiliazioni e le torture inflitte dai tedeschi. Questi uomini hanno ancora voglia di raccontare per non dimenticare e non far dimenticare, perché patria, resistenza e libertà siano ancora valori da trasmettere alle future generazioni. «Senza il nostro passato non saremmo il nostro presente.

Molfetta (Bari), 19 febbraio 2004 – Caduto in Guerra Spadavecchia Bartolomeo

 

Egregio signore, è passato un bel po’ di tempo da quel lontano 25 dicembre 2001 quando, tramite il Comando dei Carabinieri del mio paese, ricevetti una sua lettera intesa a rintracciare eventuali parenti del caduto in Guerra in oggetto. Il Suo aiuto essenziale, quale spinta iniziale, ha permesso di superare tutte le difficoltà burocratiche e di portare felicemente a termine la riesumazione ed il rimpatrio di mio zio. Nonostante le difficoltà maggiori con gli Enti locali, i resti mortali di Spadavecchia Bartolomeo sono stati finalmente e definitivamente inumati con appropriata cerimonia nella Chiesa del Cimitero di Molfetta, dove riposano tanti altri Caduti in guerra. […] Da parte mia e di tutti gli altri nipoti, anche a nome dei quali le scrivo, non si poteva sperare miglior risultato per cui oggi ci sentiamo la coscienza tranquilla ed appagata per aver fatto quello che sia ai nostri nonni che ai nostri genitori era stato negato da quella famosa legge modificata solo nel dicembre del 1999. Per sua informazione, grazie all’esperienza acquisita, attualmente ci stiamo interessando, con le associazioni ANMIG, Combattenti e Reduci Giovani Eredi della Storia di cui faccio parte, del rimpatrio di altri due Caduti in Guerra (De Cesare Giovanni dal Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo e Lisena da Mauthausen. […]. Distinti Saluti. Roselli Bartolomeo.

 spadavecchia bartolomeo kzCampo di concentramento di Buchenwald. Sceda di entrata Documento depositato presso il National Archives and Records Administration / Washington DC – Doc. NARA A3355 / Pagina 2362. Materiale gentilmente concesso per la pubblicazione da Fold3 – Registri militari storici – http://www.fold3.com.

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