Storie – Francesco Pezzotta

PEZZOTTA Francesco, nato l’11 agosto 1914 a Scanzorosciate (Bergamo) 1a – Soldato – Internato nello Stalag I B – Deceduto a Swietajno / Hohenstein (Voivodato di Varmia-Masuria) il 9 giugno 1944 – Causa della morte: malattia 2b – Sepolto nel Cimitero militare italiano di Bielany / Varsavia (Polonia) 1a . Fonti: 1a, 2b.

Tratto da «l’Eco di Bergamo» del 23 giugno 2010 – Articolo di Alberto Campoleoni.

«Mi sono commosso». Savino Pezzotta è un omone grande e grosso, talvolta dai toni burberi. Quando era segretario generale della Cisl lo chiamavano «l’orso bergamasco».

Eppure ieri mattina, leggendo «L’Eco di Bergamo» si è commosso come un bambino.

Lo sguardo, infatti, si è fermato su una riga fra tante, in una pagina fitta fitta. Sotto il nome del paese, Scanzorosciate, in neretto, ha letto il nome Pezzotta Francesco e poi le informazioni: «Nato l’11 agosto 1914 – soldato – internato nello stammlager IB – deceduto a Hohenstein / Wietajno (Voivodato di Varma-Masuria) il 9 giugno 1944 – causa della morte: malattia – attualmente sepolto a Bielany (Polonia) – cimitero militare italiano d’onore – posizione tombale da richiedere al ministero della Difesa».

«Era il mio papà», dice Pezzotta. «Non avevamo mai saputo dove fosse sepolto».

E adesso, grazie alle ricerche di Roberto Zamboni, di cui il nostro giornale ha riferito ampiamente ieri, si accende una nuova luce, così come per altri 297 bergamaschi di cui abbiamo pubblicato i nomi.

Lo sguardo al giornale è stato quasi per caso. «Ero dal medico, per un controllo – racconta Pezzotta – e una signora ha chiesto a mia moglie se aveva già visto «L’Eco».

Allora mi ha mandato a comprarlo e, dopo averlo sfogliato, mi ha fatto vedere il trafiletto, cui all’inizio non avevo fatto caso.

Quando ho letto bene, però, mi sono venute le lacrime agli occhi». Savino Pezzotta non ha mai conosciuto il suo papà.

«Avevo appena sei mesi quando è morto – spiega -, ma naturalmente la mamma ci ha parlato di lui, ne ha conservato il ricordo.

Era un artigliere alpino, della Tridentina. Era tornato dalla campagna di Russia. Catturato al Brennero era stato poi portato in Germania e qui gli era stato chiesto, come ai suoi compagni, se voleva entrare nella Repubblica di Salò. Ha detto no ed è andato a morire».

pezzotta articoloTratto da l’Eco di Bergamo del 16 ottobre 2010 Pezzotta sulla tomba del padre: «Ora l’ho finalmente incontrato»

Il sole stava tramontando quando la famiglia Pezzotta è arrivata venerdì 15 ottobre a Bielany, un sobborgo di Varsavia, al cimitero militare di Zolnierzy Wloskich. Varcati i cancelli, Savino Pezzotta e i suoi familiari si sono trovati davanti alla lastra di pietra con incisi i nomi dei soldati italiani lì sepolti, sepolti insieme, esattamente come erano stati trovati, nella fossa del campo di concentramento di Hohenstein, nella Prussia Orientale, non troppo lontano dalla capitale polacca.
Savino Pezzotta è rimasto in silenzio, con lui la moglie Renata, i figli Giuditta ed Emanuel. Intorno, altri diciannove familiari arrivati qui per questo incontro con il passato.

Da quel giugno del 1944, quando perse la vita, di Francesco Pezzotta non si era saputo più niente. Come era morto? Dove? Da qualche parte si trovavano ancora i suoi resti? Quando Francesco morì, a trent’anni, Savino Pezzotta aveva pochi mesi di vita. Non ha mai conosciuto suo padre.

Savino Pezzotta mormora che è difficile parlare, dire quello che si prova, però aggiunge: «È stato come quando ho letto il nome di mio padre su L’Eco nel giugno scorso.

Ora ho visto il suo nome sulla pietra, so che i suoi resti sono qui. D’improvviso un ricordo forte, ma astratto si è fatto concreto, tangibile. È come se io avessi finalmente incontrato mio padre».

Il viaggio della famiglia Pezzotta è cominciato venerdì mattina all’alba per arrivare in aeroporto dove l’aereo per Varsavia doveva decollare alle 8.30. Invece è partito alle 13.45.

Il programma della giornata ha rischiato di saltare. Il gruppo è arrivato a Varsavia alle 15.40, l’apertura del cimitero è stata prorogata apposta fino alle 18, la Messa nella chiesa del beato Popieluszko in suffragio di Francesco Pezzotta e degli altri Caduti è stata spostata alle 19.15. Il programma mattutino è diventato tardo-pomeridiano.

 

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