Storie – Arnolfo Calandrelli

calandrelli arnolfo

CALANDRELLI Arnolfo, nato il 6 marzo 1914 a Crognaleto (Teramo) 1a, 10 – Soldato – Matricola 44944 – Fatto prigioniero in Albania – Internato nello Stalag XII D (Trier) – Deceduto il 12 giugno 1944 presso lo Stalag VI A di Hemer-Hiserlon – Causa della morte: tubercolosi – Inumato in prima sepoltura nel cimitero per gli italiani il 15 giugno 1944 – Posizione tombale: tomba n°15 2b – Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Germania) 1a – Posizione tombale: riquadro P – fila 3 – tomba 40 1b. Fonti: 1a, 1b, 2b, 10 – Margherita e Milva Calandrelli (nipoti).

Ricostruzione di Margherita e Milva Calandrelli

Primo di dodici fratelli, nacque a Cesacastina (comune di Crognaleto, Teramo) il 6 marzo 1914. Dopo l’8 settembre 1943 fu catturato dai nazisti in Albania, deportato in Germania e internato nello Stammlager XII di Trier. Morì (pare per tubercolosi) il 12 giugno 1944 presso lo Stalag VI A di Hemer Hiserlon (Nord Reno-Westfalia).

I famigliari furono informati della tragedia da una lettera di un frate cappellano presente all’interno del campo. Da allora per tutti i famigliari fu «disperso». Non ebbero più nessuna notizia e il non aver potuto dare a quel figlio almeno una degna sepoltura fu per i nonni e per i suoi fratelli una ferita che il tempo non riuscì a rimarginare.

Negli anni, per noi nipoti «quello Zio» che aveva rifiutato di aderire al nazifascismo e che per questo aveva pagato con la vita, era diventato il «nostro eroe» e cresceva il bisogno di saperne di più. Ma tutte le «indagini» intraprese non portavano da nessuna parte. Gli elementi a disposizione erano pochi: una lettera dal lager di Hemer e sbiaditi ricordi dei fratelli che con il tempo diventavano più flebili.

Per anni nel rivolgerci alle autorità in cerca di informazioni, avemmo sempre la risposta: «Non abbiamo nessuna notizia sul luogo di sepoltura», seguita immancabilmente dall’invito a rassegnarci: «È passato tanto tempo …». Finalmente nel 1997, «casualmente», durante una visita al Sacrario delle Fosse Ardeatine, un numero di telefono attirò la mia attenzione. Telefonai senza avere ormai più speranza ed invece …

«Il Soldato Calandrelli Arnolfo è sepolto nel Cimitero militare italiano d’onore a Francoforte sul Meno». Finalmente la mia tenacia era stata premiata. Immediatamente io e mia cugina Margherita organizzammo la partenza per la Germania. Non sapevamo che cosa avremmo trovato ma portavamo con noi tanta speranza, tante emozioni e un «preziosissimo sacchettino».

Arrivammo a Francoforte il 6 agosto 1997, quartiere Westausen, Cimitero Italiano, riquadro P, fila 3, tomba 40… una pietra di granito… Soldato Calandrelli Arnolfo. Che emozione!

calandrelli arnolfo tomba

Io e Margot non parlammo, ci abbracciammo in profondo raccoglimento. Poi in solenne silenzio sparsi sopra quella tomba la terra contenuta nel nostro «sacchettino».

L’aveva raccolta zio Lamberto, uno dei fratelli di Arnolfo, davanti alla casa paterna a Cesacastina, sotto il melo che aveva visto giocare negli anni tutti i bambini Calandrelli, e che, testimone muto, aveva ascoltato (anche lui) i racconti della nonna.

Emozionate, ricordando i nonni e pensando ai fratelli rimasti in Italia, piangemmo insieme. Visitammo il Cimitero, 4788 tombe. Una follia della storia. Provammo tanta tristezza.

Decidemmo di informarci per riportare in Italia lo zio. Con sconcerto scoprimmo che non era possibile. Una legge assurda ne vietava il rimpatrio. E questo fu un ulteriore sopruso.

Tornammo in Italia con tante foto per documentare quello che avevamo visto.

Un anno dopo, una lettera della Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione Interministeriale atti Giuridici Caduti in Guerra ci informava che il Servizio Internazionale di Ricerche di Arolsen in risposta a una mia lettera del 1994 (nella quale si chiedevano informazioni del Soldato Calandrelli) non erano riusciti, malgrado l’impegno, a trovare nessuna informazione …

Risposi indignata, mandando io a loro tutte le informazioni, fornendo anche la posizione del cimitero a Francoforte e invitandoli (visto che sono pagati per questo e visto che non lo avevano fatto fino allora) a contattare i parenti di tutti quei «dispersi» che probabilmente avevano dimenticato di avvertire nel momento della sepoltura e che probabilmente ancora ne erano all’oscuro.

Passarono altri anni e ancora «per caso», navigando su Internet, mi imbattei nel sito «Dimenticati di Stato». Un archivio eccezionale! Con meraviglia scoprii che quella legge vergognosa che vietava il rimpatrio dei «sepolti all’estero» era cambiata. Questo grazie alla caparbietà e alla tenacia di un altro nipote, «Roberto Zamboni», di un altro soldato (Luciano Zamboni). Con una storia alle spalle simile alla nostra, aveva fatto sì che il Parlamento italiano modificasse quella legge. Il sito è una fonte inesauribile di dati catalogati in maniera impressionante.

Con sdegno ho avuto conferma che nessuno, o quasi, dei famigliari di tutti quei «dispersi» era stato avvertito.

Da quell’archivio ho preso le informazioni per riportare in Italia lo zio. I suoi resti sono stati rimpatriati il 25 ottobre del 2011.

Finalmente, dopo 69 anni, riposa nel piccolo cimitero di Cesacastina, tra le sue montagne vicino ai suoi cari.

Il 30 maggio 2012 a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, ci hanno consegnato la Medaglia d’Onore insignita al Soldato Calandrelli Arnolfo.

Questa storia vuole essere un omaggio a tutti gli internati, uomini, donne e bambini, che con il loro sacrificio hanno contribuito a far fare un passo avanti alla storia.

Il nostro impegno di nipoti dovrà essere quello di non dimenticare il loro sacrificio facendo conoscere, per quanto è possibile, la loro storia, le loro pene, il loro coraggio.

calandrelli arnolfo rimpatrioConsegna delle spoglie mortali ai congiunti
calandrelli arnolfo rimpatrio 2La sorella Irma veglia le spoglie di Arnolfo

Un pensiero su “Storie – Arnolfo Calandrelli

  1. Rincuora molto sapere che ci sia chi è riuscito nel ritrovare un parente dato per disperso e riportarlo a casa.
    Spero vivamente di avere la stessa fortuna , ritrovare lo zio Arcangelo Todeschini Alpino del 5° Tridentina internato a Stablack ,solo di recente abbiamo scoperto che è stato decapitato il 12-04-44.
    Grazie .
    Arcangelo Pirovano

    Mi piace

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