Storie – Enrico Nava

enrico nava

NAVA Enrico, nato l’11 dicembre 1924 a Proserpio (Como) 1a, 10 – Deceduto il 17 luglio 1944 1a, 10 – Sepolto nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Germania) 1a – Posizione tombale: riquadro 5 – fila R – tomba 35 1b . Fonti: 1a, 1b, 10 – Daniela Nava (nipote) – Raffaella Colombo (pronipote).

30 agosto 2010 – Gentile signor Zamboni, grazie al suo prezioso lavoro di ricerca abbiamo finalmente scoperto che i resti del fratello di mio nonno, deportato a 19 anni in Germania, si trovano nel cimitero militare di Amburgo. Si è trattato di una sorpresa enorme e sinceramente inattesa. Di nuovo grazie. Raffaella Colombo.

 enrico nava articolo«Giornale di Erba» – 28 maggio 2011

Tratto dal «Giornale di Erba» – 28 maggio 2011 – Articolo di Laura Renzi

Proserpio (Como) – Dopo quasi 67 anni Enrico Nava tornerà a casa. Una ricerca lunga quella compiuta da Daniela Nava e dalla figlia Raffaella Colombo per riportare i resti dello zio morto in guerra nel 1944.

Una ricerca che ancora risulta lacunosa in alcuni tratti: è stato difficile ricostruire tutto il suo percorso durante la seconda guerra mondiale e scoprire le tappe di quel viaggio che l’hanno condotto fino al campo di prigionia di Fallingbostel, nella Germania del Nord, tra Hannover e Amburgo. Lager in cui è morto per deperimento del cuore il 17 luglio 1944, come è riportato, nell’atto compilato il 20 marzo del 1945.

«Sapevamo che questo zio era morto in guerra. Era il fratello di mio papà – spiega Daniela Nava – Lui, però, non ha mai parlato molto di questo fatto. Era stato in guerra per tantissimi anni e non amava ricordare nulla di quel periodo. Così la vicenda dello zio Enrico era rimasta un capitolo chiuso per tutto questo tempo. Anche se dentro di me c’era la voglia di poterlo ritrovare e riportare a Proserpio, dove era nato e cresciuto».

È stato un articolo di giornale, letto per caso nel settembre dello scorso anno a far diventare realtà il desiderio di Daniela. Tra una serie di soldati italiani ritrovati dal veronese Roberto Zamboni nei cimiteri di guerra di Germania, Austria e Polonia figurava anche quello del proserpino. E così la famiglia ha potuto scoprire dove fosse esattamente sepolto Enrico e far partire l’iter per ricondurlo a casa.

«Ha passato quasi un anno nel lager di Fallingbostel e la fame e gli stenti lo hanno portato alla morte. Era nato l’11 dicembre del ’24 e perciò non aveva neppure 20 anni». Enrico Nava era stato chiamato al servizio di leva pochi giorni prima dell’8 settembre 1943. Faceva parte del III° gruppo carri veloci dell’unità Principe Amedeo. «Era partito da poco. Era stato mandato a Milano e poi sappiamo che al momento della cattura, il 9 settembre del 1943 si trovava a Bolzano – spiega Raffaella Colombo – Purtroppo questo percorso è lacunoso e non sappiamo con certezza i tempi e le date del suo passaggio da una caserma all’altra. Dai documenti che ci hanno mandato dal Ministero della Difesa abbiamo poi individuato con certezza la sua prigionia, la sua morte e la sua sepoltura». Nava, infatti, è rimasto per quasi 67 anni al cimitero militare italiano d’onore di Amburgo. «Abbiamo dato l’assenso per il rimpatrio entro lo scorso 3 maggio e ora stiamo attendendo la cassettina con i suoi resti. Lo zio sarà sepolto al cimitero di Proserpio, nella parte vecchia, accanto al monumento dei Caduti».

enrico nava docCertificato di morte e sepoltura stilato a Fallingbostel il 22 luglio 1944
enrico nava articolo 2«Giornale di Erba» del 29 ottobre 2011

Tratto dal «Giornale di Erba» del 29 ottobre 2011 – Articolo firmato (tee).

Proserpio (Como) – Enrico Nava torna a casa. Dopo più di un anno dalla richiesta di rimpatrio voluta dai parenti e dopo 67 anni dalla sua scomparsa, i resti del valoroso soldato proserpino, morto nel campo di prigionia di Fallingbostel durante la seconda guerra mondiale alla giovanissima età di 19 anni, rientreranno in Italia per essere deposti nel cimitero comunale, all’interno dell’area riservata ai Caduti in guerra.

Era stata la nipote Daniela Nava, con l’aiuto della figlia, Raffaella Colombo, a volere ardentemente il rientro delle reliquie dello zio nel suo paese natio. Quando scoprì, il settembre dello scorso anno, grazie a un articolo letto per caso nell’inserto di un quotidiano, che i resti del parente erano conservati in un cimitero militare, fece immediatamente avviare l’iter burocratico per il rimpatrio.

«Mia mamma diceva sempre che in questo modo avrebbe fatto contento il nonno, il quale era restato molto segnato dalla scomparsa prematura del giovane fratello – racconta la figlia Raffaella – È stata una sorpresa, in quanto non pensavamo fosse possibile ritrovare il corpo, lo credevamo finito in una fossa comune».

La restituzione delle reliquie era prevista inizialmente per fine maggio, ma, a causa di alcuni problemi burocratici dovuti alla chiusura del consolato italiano in Germania, è stata possibile solo ora.

Troppo tardi però perché la nipote Daniela, scomparsa lo scorso 15 luglio a causa di un tumore, potesse assistere a questa importante occasione, che tanto aveva desiderato. […].

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