Storie – Francesco Occhibove

OCCHIBOVE Francesco Sisto, nato il 9 marzo 1924 ad Alife (Caserta) 1a, 10 – Catturato dai tedeschi a Bolzano il 10 settembre 1943 10 – Deceduto a Dortmund (Nord Reno-Westfalia) il 26 maggio 1944 – Sepolto nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Germania) 1a – Posizione tombale: riquadro O – fila 12 – tomba 23 1b . Fonti: 1a, 1b, 10 – Anna Occhibove Saunders (nipote).

 occhibove francescoBersagliere Francesco Occhibove

Brighton (Regno Unito), 8 giugno 2012

Egregio Signor Zamboni, vorrei cogliere questa occasione per dichiarare il nostro apprezzamento per il sito che, organizzato e presentato in modo premuroso, consente alle famiglie di trovare i propri cari morti al servizio del loro Paese.

È stato dal suo sito che la famiglia Occhibove da Alife (CE) è stata in grado di rintracciare Occhibove Francesco, assassinato dalle forze tedesche nel 1944.

Non conosciamo le circostanze della sua morte, ma solamente che morì in un campo di concentramento. Conoscere il luogo di sepoltura è stato il culmine di un lungo viaggio improvvisamente reso semplice dal suo sito. […]

Siamo ora in contatto con l’Ambasciata italiana a Londra per quanto riguarda la possibilità di rimpatrio di Francesco ad Alife in modo che egli possa essere sepolto con gli altri membri della sua famiglia.

Mi sono anche presa la libertà di dare i dettagli del suo sito all’addetto della Difesa a Londra per dare informazioni a chiunque altro avesse bisogno di aiuto in questo senso.

Ancora una volta e per conto della famiglia Occhibove preghiamo di accettare i nostri più sentiti ringraziamenti.

[…] Roger e Anna (nata Occhibove) Saunders.

 

Ricostruzione di Anna Occhibove

Francesco Occhibove era nato ad Alife il 9 marzo 1924 e venne catturato dai tedeschi a Bolzano il 10 settembre 1943.

Il 4 maggio 1944, mio nonno Luigi Occhibove, padre di Francesco Occhibove, ricevette una lettera nella quale veniva comunicato che suo figlio Francesco era morto.

Mia nonna, madre di Francesco, si era ammalata fin dalla partenza in guerra del figlio.

Per questo motivo il nonno decise di non informarla di quanto accaduto a Francesco, sperando così di non aggravare lo stato di salute della moglie che sarebbe sicuramente morta per il dolore. Queste sono tutte le informazioni che avevamo!

Non avevamo idea dove fosse stato portato o dove fosse stato sepolto! Solo adesso sappiamo dov’è.

Tratto da http://www.clarusonline.it del 12 ottobre 2013 – Articolo di Emilia Parisi

 

Alife, ieri la cerimonia in ricordo di Francesco Occhibove, bersagliere prigioniero di guerra – Dopo 70 anni tornano a casa le spoglie del bersagliere, vittima del Secondo Conflitto Mondiale

Si è svolta ieri ad Alife la cerimonia di commemorazione del bersagliere alifano Francesco Occhibove, in presenza delle autorità religiose, militari e civili.

Le sue spoglie mortali sono state trasportate in processione da Piazza della Liberazione alla Cattedrale di S. Maria Assunta, dove è stato celebrato il rito religioso.

Una folla silenziosa, i parenti del bersagliere scomparso e i bambini delle scuole elementari e medie di Alife, hanno seguito in processione il feretro, accompagnandolo nel suo ultimo viaggio terreno.

Era il 10 settembre del 1943: Francesco Occhibove aveva solo vent’anni quando, durante il Secondo Conflitto Mondiale, fu fatto prigioniero dai tedeschi a Bolzano e trasportato in un campo di concentramento in Germania.

Fu proprio nel lager di Dortmund, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, che il giovane trovò la morte un anno più tardi, il 26 maggio del 1944.

Fu sepolto nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, dove le sue spoglie hanno trovato riposo fino al 5 Ottobre scorso, quando finalmente sono state trasportate in Italia per essere tumulate nel cimitero di Alife.

Il valoroso bersagliere, a cui fu conferita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la Medaglia d’Onore di Bronzo, è tornato casa dopo settant’anni. Un rientro in patria fortemente voluto dalla famiglia, dal Comune di Alife e dall’Arma dei Carabinieri. «Questa è l’urna di un forte!» – ha esclamato Don Domenico La Cerra, parroco di Alife, all’inizio dell’omelia – «Il suo nome non può non farci pensare al nostro Pontefice e al poverello di Assisi, simboli universali di sacrificio e di rinuncia».

Il sacerdote, infine, ha messo in evidenza i valori fondamentali della pace e della non violenza, una strada che tutti gli esseri umani dovrebbero percorrere.

Francesco Occhibove lo aveva capito, nonostante la giovane età. In questo senso le ultime parole pronunciate dal religioso sono significative: «Francesco si è sacrificato per l’indipendenza, per il ritorno alla libertà e per la concordia del mondo».

4 novembre 2013 – Alife. Ci scrive la nipote di Francesco Occhibove, il militare alifano vittima di guerra riportato da poco nella sua città

La nipote del militare deceduto nel 1944 in Germania ci scrive dopo aver letto il nostro articolo sul rimpatrio della salma di Francesco ad Alife, e allega qualche immagine della cerimonia di consegna della Medaglia d’Onore a Londra.

 

«Salve! Sono Anna Occhibove, nipote di Francesco Occhibove. Vivo in Britannia e per tre anni ho fatto ricerche per rintracciare il luogo di sepoltura di mio zio, quando finalmente l’anno scorso ho scoperto dove era. Con l’aiuto del dott. Roger Saunders e dei suoi contatti nell’Ambasciata Italiana di Londra, e con quello dell’ammiraglio Dario Giacommin e del giornalista Roberto Zamboni, ho poi trasferito tutte le informazioni a mio cugino Giuseppe Di Matteo e mia zia Felicina ad Alife, per portare a termine il rimpatrio di zio Francesco.

Sfortunatamente non sono potuta venire per la cerimonia, ma ne sono stata molto orgogliosa e onorata, l’ho seguita via internet». […]

Il messaggio di Anna contiene anche un pensiero dell’amico Roger Saunders da lei menzionato: «Caro lettore, come ex militare so quanto è importante assicurarsi che un soldato non resti dimenticato, e che ritorni al suo Reggimento o alla sua famiglia. Per me è stato un onore aver avuto la mia piccola parte nel ritorno di Francesco ad Alife.

L’avete reso orgoglioso e sono sicuro che è contento del vostro impegno. Ben fatto. Roger» […].

 

occhibove francesco manifesto

 

 

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