Storie – Giovanni D’Intino

d'intino giovanni

D’INTINO Giovanni, nato il 24 settembre 1914 a Bomba (Chieti) 1a, 10Soldato del 9° Reggimento Alpini / Battaglione Bassano – Matricola 30640 – Fatto prigioniero in Albania dopo l’8 settembre 1943 – Deceduto a Landau an der Pfalz il 13 febbraio 1945 – Inumato in prima sepoltura nel cimitero locale 10 – Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Germania) 1a. Posizione tombale: riquadro G – fila 8 – tomba 13 1b. Fonti: 1a, 1b, 10 – Gabriele D’Intino (nipote).

 

Ricostruzione di Gabriele D’Intino

Giovanni D’Intino nacque a Bomba (Chieti) il 24 settembre 1914.

I suoi genitori Antonio e Agata Gianfarra, entrambi di estrazione contadina, vivevano a Vallecupa, una contrada che dista circa tre chilometri dal centro capoluogo.

Terminato presto gli studi, sin dall’età di quattordici anni iniziò la sua carriera lavorativa, come operaio, presso il locale cementificio.

Soldato di leva nel Distretto Militare di Chieti nell’anno 1934. Dopo il servizio di leva sposò Teresa Vitullo, anch’ella di Bomba, che aspettò invano il suo ritorno e, appresa la notizia della scomparsa di Giovanni, emigrò in Australia. Dal matrimonio non nacquero figli.

In data 6 aprile 1935 fu chiamato alle armi ed assegnato al 9° Reggimento Alpini – Battaglione Bassano, (Matricola 30640). Dal 1° giugno 1935 operò in detto reparto quale «Soldato Scelto».

Nel compiere dodici mesi di servizio fu trattenuto alle armi ed assegnato al Distretto Militare di Chieti e, successivamente, posto in congedo il 29 novembre 1936.

Il 30 agosto 1939 fu richiamato alle armi per essere successivamente congedato il giorno 31 marzo1940 e il 10 gennaio 1941 fu nuovamente richiamato alle armi per «urgenze militari di carattere eccezionale» presso il 9° Reggimento Alpini di Sulmona ed inviato, poco dopo, il 29 gennaio 1941, in Albania, in territorio dichiarato in stato di guerra, con imbarco a Bari e sbarco a Durazzo.

In data 7 ottobre 1942 Giovanni D’Intino fu rimpatriato via terra e raggiunse il 9° Reggimento Alpini di stanza a Gorizia.

Il giorno 20 gennaio 1943 fu nuovamente inviato in Albania, in territorio dichiarato in stato di guerra e vi rimase stabilmente in servizio fino al 15 settembre 1943, quando a seguito dei noti eventi storici succedutisi all’8 settembre di quell’anno, fu catturato dai tedeschi e condotto in Germania quale prigioniero di guerra.

In terra straniera Giovanni trovò la morte in malattia, nella cittadina di Landau an der Pfalz (regione Renania Palatinato), il giorno 13 febbraio 1945 (da scheda anagrafica consultata a suo tempo presso il Comune di Bomba risulta il decesso per tifo petecchiale).

d'intino giovanni 2Soldato Giovanni D’Intino

Si legge testualmente nel Foglio Matricolare: «Nessun addebito può essere elevato in merito alle circostanze della cattura e al comportamento tenuto durante la prigionia di guerra».

Presumibilmente, Giovanni D’Intino fu inizialmente tumulato nel cimitero francese della cittadina tedesca di Landau. Nel 1951 il governo italiano ratificò la legge 204/51 che vietava il rimpatrio delle salme sepolte nei cimiteri italiani all’estero. Nel biennio 1957/1958, per iniziativa del Commissariato Generale Caduti in Guerra – Onorcaduti -, Giovanni fu riesumato e trasferito a Francoforte sul Meno, nel Cimitero militare italiano d’onore (riquadro G, fila 8, tomba 13).

I familiari non furono mai informati dell’opera svolta da Onorcaduti.

Per tutti questi anni è regnato il più completo silenzio delle autorità competenti sul luogo della sepoltura e, nonostante, ricerche intraprese privatamente con un viaggio nella città tedesca del decesso, i familiari non erano riusciti a porgere un fiore sulla sua tomba. Solo grazie all’iniziativa di un comune cittadino italiano, il Signor Roberto Zamboni, che volontariamente e caparbiamente ha raccolto notizie ed informazioni nel sito «Dimenticati di Stato» e li ha, con elevato senso civico, resi telematicamente disponibili agli interessati, gli stessi familiari sono giunti a conoscere l’esatta ubicazione dei resti del caro congiunto.

A conclusione dell’iter procedurale attivato presso il Ministero della Difesa, la Salma di Giovanni è stata riesumata il 22 ottobre 2012 ed è stata rimpatriata nei giorni seguenti. Il primo novembre 2012 si è tenuta a Bomba (CH) la cerimonia commemorativa in onore dell’Alpino, D’Intino Giovanni, uno di quei tanti, troppi, giovani militari abbandonati ad un triste destino, che ha reciso la loro vita e gettato nell’oblio la loro morte.

Dopo oltre sessantasette anni di attesa, il giovane Alpino, strappato prematuramente all’affetto dei suoi cari dalla crudeltà degli strascichi del secondo conflitto mondiale, è tornato in Patria e potrà riposare in pace nel suo paese natio, dove, per lungo tempo, è stato atteso, invano, il suo ritorno.

La cerimonia in suo onore, nell’ambito della quale è stata celebrata la Santa messa per la benedizione delle spoglie (e un Consiglio Comunale in sua memoria), ha rappresentato per i familiari, gli amici e tutta la comunità bombese un momento di grande commozione, uno di quei giorni che resterà sicuramente impresso per sempre nella mente e nel cuore. Finalmente, i suoi cari hanno potuto porgere un fiore sulla tomba di Giovanni, giovane eroe morto per la libertà delle generazioni future.

d'intino giovanni rimpatrio
Rientro a Bomba (Chieti) dei resti di Giovanni D’Intino

d'intino giovanni rimpatrio 2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...