Storie – Giovanni Scappini

Scappini Giovanni 300 dpi

SCAPPINI Giovanni, nato il 22 giugno 1922 a Isola della Scala (Verona) 1a, 10Deceduto il 26 febbraio 1945 – Sepolto nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Germania) 1a – Posizione tombale: riquadro 4 – fila X – tomba 68 1b . Fonti: 1a, 1b, 10 – Giovanni Scappini (nipote) – Stefano Polato.

Ricostruzione di Stefano Polato

Mio zio Giovanni Scappini, nasce a Isola della Scala (Verona) il 22 giugno 1922 da un’umile famiglia povera di contadini fittavola per conto di uno dei signori del tempo.

È il primogenito di 4 fratelli. Va a scuola ma ci rimane solo fino alla IVa elementare, ad aspettarlo infatti c’è la vita nei campi di gran lunga ben più importante per la ristretta economia familiare.

L’infanzia scorre tranquilla tra il lavoro e il «correr dietro alle ragazze». Siamo nel pieno dell’era fascista e anche Giovanni, contro la volontà del padre, partecipa tutti i fine settimana ai sabato fascista per le vie del paese.

Allo scoppiare del secondo conflitto mondiale, Giovanni ha quasi 18 anni. Poco tempo dopo arriva anche per lui la chiamata al servizio militare che egli svolge regolarmente a Bressanone fino all’aprile del 1941 quando può ritornare a casa con congedo illimitato.

Il 17 gennaio 1942, Giovanni per motivi bellici riceve la lettera del Ministero della Guerra che lo obbliga a presentarsi per il richiamo alle armi. In questa occasione saluterà i genitori e i fratelli. Si rivedranno un’ultima volta qualche mese più tardi. Viene assegnato al 231° Reggimento Fanteria «Avellino», inserito nella 11ª Divisione «Brennero», 4ª compagnia. Il 1° agosto 1942, per ordine dei comandi superiori, il 231° Reggimento «Avellino», sale sul treno che da Bressanone lo porterà in Grecia, territorio dichiarato in stato di guerra. Giungerà ad Atene l’11 agosto del 1942 e rimarrà nella penisola balcanica di presidio mobilitato tra Grecia e Albania, con compiti logistici e di perlustrazione fino al settembre del 1943. Alla data dell’8 settembre 1943, il 231° Reggimento Fanteria «Avellino» finì per sciogliersi laddove si trovava lasciando gli uomini al loro destino.

Giovanni in GreciaGiovanni Scappini in Grecia

Difficile sapere cosa sia successo in quei momenti, quello di cui si è certi è che proprio qui in Albania, precisamente a Durazzo, l’11 settembre 1943, Giovanni viene catturato e fatto prigioniero dai soldati dell’esercito tedesco. Rimase lì fino al 25 settembre ’43 quando insieme ai compagni della divisione Brennero venne fatto salire a bordo della nave Arborea e condotto a Venezia. Da lì smistato sulla linea ferroviaria fino a Padova ed infine partito per il viaggio di non ritorno verso i lager tedeschi. Giunse allo Stammlager VI C Bathorn, nord ovest della Germania ai confini con Belgio e Olanda, da lì smistato in altri campi di internamento e lavoro coatto quali Fullen, Krefeld- Fichtenhain, Bocholt ed infine Munster. Classificato come Internato militare italiano non venne mai assistito dalla Croce Rossa e non tutelato dalla Convenzione di Ginevra. Si ammalò per via delle condizioni brutali a cui furono sottoposti tutti quei poveri ragazzi. Oltre al deperimento organico che lo portò a pesare 50 chilogrammi per 1 metro e 85 centimetri, contrasse la malaria, la difterite ed infine la tubercolosi polmonare. Senza cure, morì il 26 febbraio 1945 a Munster, non aveva ancora 23 anni.

Sepolto nel cimitero che sorgeva fuori dal campo, nel ’58 venne traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo senza che la famiglia ne venisse informata.

L’11 agosto 2010, appena saputo del luogo dove era sepolto, ci siamo recati ad Amburgo per portare un fiore e il saluto di chi non lo ha mai dimenticato. Il 2 giugno 2012 gli è stata conferita la Medaglia d’Onore ai cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti.

Trascrizione della lettera inviata alla famiglia dalla prigionia

 

29 dicembre 1944 – Carissimi di famiglia, io mi trovo in ottima salute e così spero sia di voi. Dunque io è diverso tempo che non ricevo vostre notizie, ma non importa perché, a quanto credo io, il perché che non ricevo sia che ogni tanto si cambia posto, ma il necessario è che riceviate voi. Dunque sebbene ricevete moduli per pacchi non state spedirne. Carissimi, pure questo anno è passato il giorno del Santo Natale è stato un dispiacere perché non abbiamo potuto passarlo in compagnia, ma speriamo l’anno venturo. Carissimi voi non pensate di me che mi trovo bene e quest’anno le feste le abbiamo passate meglio dell’anno scorso e pure il trattamento è molto migliore. Dunque allegri specialmente la mamma. Fatemi sapere dei fratelli che immagino che non saranno a casa. Padre non faticatevi troppo che presto vi verrà l’aiuto. Vi saluto, vostro figlio Giovanni

LETTERA  229 dicembre 1944 – Lettera inviata alla famiglia da Giovanni Scappini
scappini giovanni articoloArticolo apparso su «L’arena» di Verona il 27 gennaio 2011

scappini 2

 

scappini 1Lapide nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo

DSC_0145

 

Stefano Polato con la famiglia Scappini al C.M.I. di Amburgo

 

DSC_0092Il nipote omonimo sulla tomba ad Amburgo

 

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