Pietro e Giuseppe sono tornati a casa.

Servizio di Tele Boario del 1° novembre 2015

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Rientro a Paisco Loveno dei due Caduti (foto di Fabio Branchi)
Brunelli e Mascherpa
Le cassette-ossario dei Caduti Brunelli e Mascherpa (foto di Nadia Facchini)
Brunelli e Mascherpa 2
Cerimonia di rientro (foto Nadia Facchini)

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Foto di Katia Eufemia Bresadola

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Gazzetta delle Valli

Brunelli Pietro fu Domenico e di Zigliani Maria, nato il 31 dicembre 1924 a Paisco Loveno (Brescia). Alpino del Centro Mobilitazione / 2° Reggimento Artiglieria Alpina / Batteria Reclute Rovereto. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Matricola 02266. Deceduto a Hildesheim (Bassa Sassonia) il 13 ottobre 1944. Causa della morte: tubercolosi polmonare. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Hildesheim (Gemeindefriedhof) il 17 ottobre 1944. Posizione tombale: riquadro VI / B. fossa II / 16. Riesumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 1 / fila R / tomba 14. Fonti: Ministero della Difesa, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra, Archivio Anrp, Comune di Paisco Loveno.

Mascherpa Giuseppe, nato l’8 agosto 1911 a Paisco Loveno (Brescia). Soldato del 5° Reggimento Alpini. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Deceduto il 7 marzo 1944. Sepolto a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro M / fila 1 / tomba 26. Fonti: Ministero della Difesa, Archivio Anrp, Comune di Paisco Loveno.

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Manifesto

Nicola Di Roberto – Il tenente pittore

29 ottobre 2015

Prego di farmi conoscere, se in possesso, ulteriori dati (grado militare e quant’altro) sul sopraindicato Di Roberto, cugino di mio nonno Vincenzo.
Grazie

Mario Tammaro

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Di Roberto NicolaDi Roberto Nicola fu Roberto, nato a Popoli (Pescara) il 27 maggio 1883, rappresentante di commercio (ma la sua vera passione era la pittura) viveva a Milano, in Viale Romagna, 46. Si era sposato nel 1930 con la triestina Luigia Stein, a Cerchio (L’Aquila) – un piccolo comune dell’abruzzo marsicano – dove aveva il cugino Parroco (Don Salvatore). Tenente presso il Quartier Generale, venne fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato nell’Offlager 83 di Wietzendorf/Soltau (Bassa Sassonia) con numero di matricola 28334. Morì a Wietzendorf il 4 settembre 1944 alle ore 19.35 per malattia (pleurite purulenta) e venne inumato in prima sepoltura nel cimitero del lager (Offlager 83 Friedhof), nell’angolo sinistro estremo del camposanto. Nella seconda metà degli anni ’50, il Ministero della Difesa lo fece esumare e traslare ad Amburgo nel Cimitero militare italiano d’onore (Hauptfriedhof Öjendorf). La sua tomba ad Amburgo si trova alla posizione tombale: riquadro 1 / fila K / tomba 31. Fonti: Ministero della Difesa, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (testimonianze dei Cappellani Militari Don Luigi Pasa e Don Josè Cottini), Archivio Anrp, Deutsche Dienststelle (WASt), Mario Tammaro.

Sotto, alcuni quadri del Tenente Di Roberto (immagini inviate da Mario Tammaro)

Dipinto 1  Dipinto 2  Dipinto 3

Si veda anche: Fidenza arte e storia: Nicola Di Roberto pittore

Modesto Zaru – Un sardo nell’inferno di Buchenwald

Campo di concentramento di Mittelbau Dora

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Di Modesto, purtroppo non si aveva nemmeno un’immagine. Nemmeno una vecchia fotografia. Di lui erano rimasti solo i ricordi. E proprio con questi, e tanta determinazione, il pronipote Cesare Zaru, è riuscito a ricostruire gli ultimi mesi di vita di quel prozio mai conosciuto e a dargli un volto .

Zaru ModestoModesto Zaru, era nato a Genoni (Nuoro ora Oristano) il 3 febbraio 1920. Soldato del 2° Reggimento Genio, nel maggio del 1942 venne inviato in Albania.

L’8 settembre 1943 fu catturato dalle truppe tedesche e, il 12 ottobre, deportato in Germania come Internato Militare Italiano. Inviato allo Stalag IX C di Bad Sulza, gli venne assegnato il numero di matricola 49890.

Il 30 ottobre 1943 fu trasferito a Dora (comando esterno dipendente dal Campo di concentramento di Buchenwald), gli venne dato il numero di matricola 0122 e gli fu assegnata la categoria di prigioniero di guerra (Kriegsgefangene – KGF).

La sua situazione di prigioniero peggiorò notevolmente, passando da un lager gestito dall’esercito regolare tedesco (Wehrmacht) ad un lager gestito dalle SS, appunto quello di Mittelbau Dora nei pressi di Nordausen.

Riuscì a sopravvivere per oltre quattro mesi in condizioni disumane.

Modesto morirà alle ore 08.30 dell’11 marzo 1944 e verrà sepolto in una fossa comune a Mittelbau Dora.

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Rientra anche Celestino Pastorelli

Solo grazie al grandissimo impegno dell’Ufficiale in congedo Mirco Livi di Mantignana (Perugia), rientra anche Celestino Pastorelli.

Ciao Roberto, domani 27 ottobre 2015 alle 19,30 dopo 71 anni Celestino Pastorelli ritorna a casa a San Martino in Campo (PG) dalla sua famiglia. Un’altro piccolo miracolo è stato compiuto. Sabato 31 ottobre si terrà la celebrazione funebre nella chiesa parrocchiale del paese. Un grazie di cuore da parte di tutti.

Mirco Livi

Pastorelli Celestino, nato il 6 aprile 1923 a Perugia. Deceduto il 3 marzo 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Dortmund (Hauptfriedhof am Gottesacker). Riesumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro M / fila 1 / tomba 22. Fonti: Ministero della Difesa. Mirco Livi – Mantignana (Perugia). Documentazione familiare.

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Celestino Pastorelli

I parenti ritrovano la tomba di Antonio, morto poco più che ventenne in un lager nazista

16 ottobre 2015

Caro Roberto, la mamma (morta a 94 anni il 2 ottobre scorso) non ci ha mai raccontato grandi fatti circa suo fratello, anche per la sua breve vita evidentemente. Disperso in guerra non hanno più saputo niente. Solo tre anni fa cercando sul sito del Ministero della Difesa abbiamo saputo quando morì e dove fu sepolto.

Grazie ancora tantissimo.

Massimo Gualtieri

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Di Antonio si sa poco. Non aveva ancora vent’anni quando di lui si persero le tracce. Sabatino, il suo papà, nel 1944 aveva chiesto aiuto al Vaticano per riuscire a rintracciare qualcosa di quel figlio del quale da mesi non si sapeva più nulla. Ma anche la Santa Sede non era riuscita a trovare nulla di concreto.

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Tratto da: Archivium Secretum Vaticanum / Cav 52: «Inter Arma Caritas» – L’Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra, istituito da Pio XII (1939-1947) – A cura di Francesca Di Giovanni e Giuseppina Roselli. Presentazione di Sergio Pagano (2004) – Volume 1 / Inventario, volume 2 / Documenti; schedario digitalizzato (schede di ricerca in formato digitale, dei militari e dei civili di cui si chiesero notizie tra il 1939 e il 1947).

Antonio era scomparso. Disperso. Così ai suoi genitori e alla sorella non era rimasto altro che rimanere in attesa che un giorno Antonio tornasse. Purtroppo, Antonio non sarebbe tornato.

Antonio Scocchefoto 2 Scocchetti Antoniotti era nato l’8 novembre 1924 a Spoleto (Perugia).

Dopo l’8 settembre 1943 era stato fatto prigioniero dai tedeschi ed internato nel Campo di concentramento di Bolzano, in località Gries, che fungeva da campo di smistamento per la deportazione verso i lager tedeschi.

La mattina del 19 gennaio, Antonio ed altri 358 prigionieri (tra questi anche mio zio – Luciano Zamboni) furono caricati su camion e portati alla stazione ferroviaria di Bolzano dove li attendeva un treno merci, scortato da militi SS e polizia altoatesina, che aveva come destinazione finale il Campo di concentramento di Flossenbürg.

Era il pomeriggio del 23 gennaio 1945 e dai vagoni oltre ai vivi furono scaricati anche una decina di morti.

Antonio, con gli altri prigionieri, fu avviato a piedi verso il campo di concentramento che si trovava a qualche chilometro più in alto rispetto alla stazione ferroviaria.

All’arrivo nel lager, dovette subire la procedura standard prevista per ogni deportato. Fu spogliato di ogni avere, dei vestiti e della dignità, rapato, rasato e lavato. Gli venne fornito il vestiario e, trasferito al blocco 20, immatricolato. Antonio ebbe il numero di matricola 43581 e il triangolo distintivo rosso con la «I» nera che lo classificava come prigioniero politico italiano.

Scocchetti - Libro matricola Flossenburg
Estratto della pagina del libro matricola del Campo di concentramento di Flossenbürg (Antonio, il primo in alto, con il cognome sbagliato per un probabile errore di trascrizione – Socchetti) – Tratto da Fold3 – Registri militari storici

Flossenbürg era un campo di concentramento «principale», dal quale i deportati erano smistati in campi satellite, detti «Kommandos», per essere impiegati nei lavori più svariati.

Il 20 febbraio 1945, dopo il periodo di «quarantena», vale a dire l’intervallo che precedeva il decentramento, Antonio con altri detenuti fu inviato al Sottocampo di Obertraubling (un sobborgo di Regensburg).

Purtroppo, per le condizioni di vita terribili e le malattie (nel campo era scoppiata un’epidemia di tifo), Antonio riuscì a sopravvivere solamente un mese. Era il 20 marzo 1945.

Scocchetti - Deceduti a Obertraubling il 20.03,45
Estratto di pagina 4 della lista dei deceduti a Obertraubling il 20 marzo 1945 – Tratto da Fold3 – Registri militari storici

Nel dopoguerra i caduti sepolti nel terreno che ospitava il Kommando di Obertraubling furono esumati.

Le salme dei 230 deportati non identificati vennero traslate nel grande cimitero del Campo di concentramento di Flossenbürg (Lagerfriedhof).

Altri deportati furono invece identificati e successivamente traslati nel Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera.

Tra questi anche Antonio.

Nominativi degli identificati a Obertraubling e traslati a Monaco di Baviera:

Avigdor Enrico Doro, nato il 17 agosto 1927 a Torino. Partigiano. Matricola 43467. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 27 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 43.

Baldovin Terenzio, nato il 5 aprile 1926 a Lozzo di Cadore (Belluno). Figlio di Lorenzo e Dolores. Studente. Partigiano. Matricola 43469. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Morto il 3 aprile 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 44. Resti rimpatriati.

De Angeli Bruno, nato il 28 maggio 1915 a San Giovanni Lupatoto (Verona). Matricola 43447. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 3 aprile 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 42.

Caviglia Tommaso, nato il 25 novembre 1926 a Morbello (Alessandria). Matricola 43569. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 16 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 45.

Del Piero Fortunato (detto Pin) di Emilio e Giulia Michelazzi, nato il 6 aprile 1924 a Roveredo in Piano (Pordenone). Deportato a Flossenburg il 21 dicembre 1944. Matricola 40146 Flossenburg. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Morto il 20 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 41. Resti rimpatriati.

Pastarini Arnaldo di Luigi, nato il 9 marzo 1924 a Gualtieri (Reggio Emilia). Matricola 43717. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 20 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 47.

Pianon Fortunato, nato l’8 novembre 1923 a Tambre d’Alpago / Frazione Pianon (belluno). Matricola 43712. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 16 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 46.

Scocchetti Antonio, nato l’8 novembre 1924 a Spoleto (Perugia). Matricola 43581. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 20 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 32.

Geniere Giuseppe Dito. Un sacrificio dimenticato

20 ottobre 2015

Salve. Il mio nome è Maria Franca e vivo in un piccolo paesino dell’entroterra cosentino… e dopo una ricerca son riuscita a trovare mio zio, caduto in Tunisia nel 1943. Ora so che si trova nel Sacrario di Bari. Ho informazioni su di lui, com’è morto ed ho anche una sua foto… e tante lettere scritte (essendo zio Giuseppe analfabeta, le lettere le scriveva per lui un suo commilitone ed amico, il Caporale Ferraro Angelo) . Ho fatto richiesta il 3 aprile 2007 per un’onorificenza in quanto risulta esser morto (come da dati acquisiti) per tentare generosamente di salvare un altro commilitone, colpito a morte dall’esplosione di una mina. La richiesta è stata bocciata perché un decreto concedeva la possibilità di presentare le proposte fino al compimento del secondo anno dalla data di dichiarazione della cessazione dello stato di guerra… e i miei nonni pensavano a questo?
Penso proprio che non facevano altro che piangere la disgrazia…

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Dito Giuseppe di Vidito giuseppencenzo, nato l’11 novembre 1921 a Verbicaro (Cosenza). Deceduto in Tunisia il 19 marzo 1943. Inumato in prima sepoltura a Teboulbou. Esumato e traslato nel Sacrario Militare Caduti d’Oltremare di Bari.

 

Dito Giuseppe Foglio Matricolare
Foglio Matricolare di Giuseppe Dito

Fedele trascrizione testo rela

Relazione bn
Relazione originale sui fatti accaduti
Richiesta onorificenza
Richiesta onorificienza

Ritornano i due alpini di Paisco Loveno (Brescia)

Manifesto

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Brunelli Pietro fu Domenico e di Zigliani Maria, nato il 31 dicembre 1924 a Paisco Loveno (Brescia). Alpino del Centro Mobilitazione / 2° Reggimento Artiglieria Alpina / Batteria Reclute Rovereto. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Matricola 02266. Deceduto a Hildesheim (Bassa Sassonia) il 13 ottobre 1944. Causa della morte: tubercolosi polmonare. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Hildesheim (Gemeindefriedhof) il 17 ottobre 1944. Posizione tombale: riquadro VI / B. fossa II / 16. Riesumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 1 / fila R / tomba 14. Fonti: Ministero della Difesa, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra, Archivio Anrp, Comune di Paisco Loveno.

Mascherpa Giuseppe, nato l’8 agosto 1911 a Paisco Loveno (Brescia). Soldato del 5° Reggimento Alpini. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Deceduto il 7 marzo 1944. Sepolto a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro M / fila 1 / tomba 26. Fonti: Ministero della Difesa, Archivio Anrp, Comune di Paisco Loveno.

Ritorna tra i suoi cari Erminio Dal Corso

E’ rientrato oggi nella sua amata terra Ermino Dal Corso.

dal corso erminioDal Corso Erminio, nato il 10 dicembre 1921 a Lugo di Grezzana (Verona). Soldato del 2° Reggimento Artiglieria Alpina. Internato nello Stalag XI B. Matricola 152700. Ricoverato il 5 aprile 1944 nel Lazzaretto dello Stalag di Fallingbostel. Deceduto il 20 maggio 1944. Causa della morte: tubercolosi. Sepolto nel cimitero di Oerbke. Posizione tombale: tomba n° 441. Riesumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 5 / fila L / tomba 38. Fonti: Ministero della Difesa. Notizie pervenute dai congiunti.

Storie – Erminio Dal Corso

Figlio e nipoti finalmente riuniti sulla tomba di nonno Angelo

17 ottobre 2015

Caro Roberto,
ti scrivo questa volta per dirti che nel mese di agosto siamo volati, io e la mia famiglia di origine (con me, i miei genitori e i miei due fratelli), ad Amburgo.
In due giorni di pioggia, abbiamo avuto due ore di tregua che ci hanno permesso di visitare il Cimitero Militare d’Onore, ospitato in un parco meraviglioso, luogo di pace e di silenzio.
Ovviamente l’emozione è stata molto forte, la distesa di tombe si perde a vista d’occhio e l’impatto emotivo toglie il fiato.
Abbiamo quindi cercato e trovato la tomba di mio nonno, ed è stato un momento molto toccante.
Mio padre aveva solo 5 anni quando suo padre è partito nell’agosto del 1942, per lavorare nel nord della Germania, dove è morto poco dopo, nel gennaio del 1943.
Poi, di lui, la sua famiglia non ha saputo più nulla, nemmeno della traslazione in questo Cimitero militare.
Vogliamo quindi, questa volta lo faccio anche a nome loro, ringraziarti per il lavoro che svolgi, che ha permesso anche a noi, come vedo a molti altri,
di aggiungere un tassello importante alla nostra storia.
Prima, per me, mio nonno paterno era una foto sul muro. Una foto che ti allego, così se vuoi la puoi aggiungere alle altre che stai raccogliendo.
Ora è anche una tomba, che sarà conservata in un luogo bellissimo per sempre e la storia di una vita che ho potuto ricostruire un altro po’, anche attraverso dei documenti di guerra, grazie a te e al Ministero della Difesa che mi ha sempre gentilmente risposto.
Ti allego anche una nostra foto, un autoscatto che riunisce con uno dei suoi 8 figli e la sua famiglia mio nonno Angelo Rigon.

Grazie ancora e un caro saluto.

Carla Rigon con Giuseppe ed Evelina, i miei genitori e Angelo (come il nonno, nella foto con la maglia arancione) e Francesco, i miei fratelli. 

Rigon Angelo, naRigon Carloto il 9 aprile 1891 a Vicenza. Partito per la Germania come civile militarizzato nell’agosto del 1942. Deceduto a Duisburg il 13 gennaio 1943. Traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania) nel luglio 1958. Posizione tombale: riquadro 1 / fila X / tomba 59. Fonti: Ministero della Difesa.Documentazione dei familiari (Carla Rigon – nipote).

Famiglia Rigon
La famiglia Rigon ad Amburgo

Civile Rigon Angelo
Lapide nel Cimitero di Amburgo

Prima che il tempo cancelli ogni traccia

16 ottobre 2015

Ho cercato di trovare Anna Campaiola per dirle che mi aveva fatto piangere di commozione leggendo il suo scritto che così bene esprime la sorte di quelli che quella guerra ingiusta travolse: io non ho diretti ricordi di guerra ma l’ingiustizia prima e l’esilio poi mi hanno insegnato cosa sono certi dolori e avrei voluto dirle che le sono vicino: non l’ho trovata: se ne parli tu, non mi potrà altro che far piacere.

Riccardo Gorini

Questo è ciò che si può trovare nei cimiteri militari italiani.
Tra due lastre di plexiglass, davanti ad una lapide nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, la struggente lettera di una figlia al padre.
Si tratta della tomba del Caduto Luigi Campaiola, che era nato il 5 luglio 1914 a Teano, in provincia di Caserta. Soldato del 14° Reggimento di Fanteria era stato fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco il 14 settembre 1943 ed internato negli Stalag II B e VI D. A causa di una malattia, era morto il 14 aprile del 1944 a Bochum-Gerthe. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero centrale di Bochum, le sue Spoglie furono esumate e traslate dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania) ed inumate alla posizione tombale: riquadro Q / fila 5 / tomba 4. Fonti: Ministero della Difesa, Archivio Anrp, Deutsche Dienststelle (WASt).
Nel 2014 …

Per il mio papà Luigi.

Papà, in questo piccolo nome c’è tutto.

Sei l’albero della mia vita, che la guerra me lo ha stroncato a soli trent’anni.

Quando sei partito, io avevo solo 40 giorni, ero un piccolo ramoscello del tuo albero.

Hai combattuto per tre anni e mezzo, poi i tedeschi ti hanno tenuto prigioniero, condannato ai lavori forzati, facendoti soffrire fame, sete e tutto quello che un essere umano ha bisogno.

Ti hanno privato degli affetti più cari, soprattutto di me e la mamma.

Sei morto il 14 aprile 1944.

La sfortuna è ancora poca per me, perché cinque mesi dopo muore anche la mamma.

Sono rimasta sola con la nonna, sono cresciuta e il tuo ramoscello è diventato un albero bello come te, mi sono sposata e ho fatto due figli stupendi che hanno colmato il mio cuore di gioia.

Tuo nipote Carmelo mi ha fatto questo regalo di trovarti e a 70 anni sono ormai vecchia però ho il piacere di chiamarti Papà per la prima volta, nel mio cuore c’è una grande gioia.

Per sempre il tuo tesorino Anna (sono felice per il nome che tu hai scelto per me).

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Segnalazione e foto di Riccardo Gorini

I nipoti della guerra

Molto spesso succede che quando viene a mancare un nostro caro ci vengano tra le mani vecchi documenti conservati per decenni gelosamente.

Ed è così che riemerge il nome e la storia di un parente scomparso tra le nebbie della guerra, del quale si è sempre sentito parlare ma non se ne conosce la storia.

La curiosità ed il legame di sangue fanno il resto…

 

Arezzo 11 ottobre 2015

Mi chiamo Stefania Severi e volevo prima di tutto complimentarmi con lei per il gran lavoro svolto nella ricerca dei nostri congiunti deceduti durante la guerra.

Premetto che ho avuto modo di visionare il suo sito quando ho iniziato la ricerca di mio zio, Severi Giuseppe nato il 23 Aprile 1917 a Pergine Valdarno (AR) e deceduto a Dortmun (Germania) in prigionia in seguito a bombardamento aereo il 23 maggio 1944.

Sono riuscita a rintracciare il luogo di sepoltura attraverso “onorcaduti” del Ministero della Difesa. Attualmente si trova sepolto nel cimitero militare d’Onore di Francoforte sul Meno con il nominativo errato di Leverio Giuseppe. A settembre sono andata a trovarlo con un emozione che non può essere descritta.

Dopo 70 anni ho finalmente ritrovato quello zio morto in Germania di cui ho sempre sentito parlare e che i suoi fratelli (uno di loro era mio padre) avrebbero voluto riportare a casa.

La mia ricerca ha avuto inizio nel dicembre del 2013 quando è deceduta una mia zia molto anziana, moglie (vedova) del fratello maggiore di Severi Giuseppe.

Nel riordinare vecchie “scartoffie” come si fa di solito, io e mio cugino, abbiamo trovato la comunicazione inviata alla nostra famiglia del decesso e del luogo di prima sepoltura di nostro zio e una cartolina inviata da nostro zio ai nostri nonni. Da lì è iniziato tutto…

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Severi GiuseppeSEVERI Giuseppe, nato il 23 aprile 1917 a Pergine Valdarno (Arezzo). Soldato del 9° Reggimento Genio. Fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte albanese il 22 settembre 1943. Internato a Hemer (Nord Reno-Westfalia) nello Stalag VI A / Matricola VI A 53808. Trasferito a Dortmund allo Stalag VI D / Arbeits Kommando (comando di lavoro) n° 1045. Deceduto a Dortmund il 23 maggio 1944. Causa della morte: ferite da bombardamento aereo. Inumato in prima sepoltura nel cimitero principale di Dortmund / Reparto prigionieri di guerra. Posizione tombale: Campo 11 / Tomba 61. A causa di un errore di trascrizione sarà sepolto con il nome sbagliato (Giuseppe Leverio). Riesumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro O / fila 12 / tomba 6. Sulla lapide verrà riportato l’errore del nome. Fonti: Ministero della Difesa. Albo IMI – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia. Documentazione dei famigliari (Stefania Severi – nipote).

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26 febbraio 2015

Ministero della Difesa – Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra

Dopo aver acquisito la necessaria documentazione, e’ stato verificato che:

–          il Sig. LEVERIO Giuseppe, di cui si sconoscono le generalità anagrafiche, non risulta censito tra i Caduti in Guerra e nulla risulta agli atti, anche presso altri Enti istituzionali, trattasi di un mero errore di trascrizione da parte delle Autorità tedesche;

–          il Sold. SEVERI Giuseppe, nato a Pergine Valdarno (AR) il 23.04.1917, già effettivo al Comando 9^ Armata – Ufficio Personale, risulta deceduto in prigionia (Stammlager VI-D, campo di lavoro 1045) a Dortmund (Germania), il 23 maggio 1944, in seguito a Bombardamento aereo e sepolto nel Cimitero Principale per Prigionieri di Guerra di Dortmund, campo 11, tomba 61.

Per quanto sopra, per questo Commissariato Generale, dopo aver visionato, accuratamente, la documentazione acquisita relativa al Sold. Giuseppe SEVERI, dopo aver accertato che, il Sig. LEVERIO Giuseppe, non risulta censito tra i prigionieri e i Caduti in Guerra, i Resti mortali esumati e traslati al Cimitero Militare Italiano d’Onore di Francoforte sul Meno, riquadro O, fila 12, tomba 6, risultano essere del Sold. Giuseppe SEVERI, trascritto con il Cognome errato di LEVERIO Giuseppe.

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Cartolina postale inviata alla famiglia nel marzo del 1944
Croce rossa italiana SEVERI
inviato al Ministero della Guerra dalla Croce Rossa Italiana (Ufficio Prigionieri di Guerra)
Severi scheda sepoltura
Scheda di sepoltura del cimitero di guerra

Lezioni sulle deportazioni

Ricevo e pubblico

Gentili amici e amiche,

                                     come anticipato in una conferenza stampa il 24 aprile scorso e allora ripreso dalla stampa locale, la sezione provinciale ANED (Associazione nazionale ex Deportati nei Campi nazisti) sta per avviare il ciclo ‘Lezioni sulle deportazioni’, in collaborazione con il Dipartimento culture e civiltà dell’Università, l’Ufficio scolastico territoriale e con il contributo del Comune di Verona.

Il corso, ideato e voluto soprattutto dal nostro compianto Presidente Provinciale Gino Spiazzi, recentemente scomparso, è rivolto primariamente a studenti delle ultime classi delle superiori e del triennio universitario, che avranno diritto di precedenza nell’iscrizione.

La conoscenza degli eventi terribili del ‘900 non deve morire insieme ai superstiti ed è proprio per questo che, come associazione che riunisce i sopravvissuti all’orrore dei Campi nazisti e i familiari di chi dalla deportazione non è più tornato, abbiamo pensato, nella ricorrenza del 70° anniversario della Liberazione e della fine della Seconda Guerra Mondiale, di trasmettere la Memoria della deportazione alle giovani generazioni, perché possa costituire argine contro nuove barbarie e fonte di consapevolezza del valore della democrazia.

Direttore del corso è il prof. Maurizio Zangarini, già docente di storia contemporanea all’Università di Verona, fondatore e Presidente onorario dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, mentre un Comitato scientifico di tutto rilievo, composto da Gian Paolo Romagnani, Lorenzo Migliorati, Anna Maria Paini (Università di Verona), Alessia Bussola e Dario Venegoni (Aned) ha scelto gli argomenti di studio e il corpo docente tra i migliori studiosi e specialisti di ogni argomento trattato. (Vedi calendario, programma e docenti in allegato).

Abbiamo scelto un percorso impegnativo e rigoroso, rivolto a giovani (e, se i posti lo consentiranno, meno giovani) motivati e che si accostino all’impegno mossi da un interesse culturale ma anche sociale e di impegno civile.

Il corso, che è libero e gratuito e per gli studenti genererà crediti formativi, prevede l’iscrizione entro il 16 ottobre, così da poter comunicare in tempo utile ai partecipanti  la sede del corso (un’aula universitaria o scolastica in base al numero degli iscritti) e avrà obbligo di frequenza.

Le iscrizioni si ricevono tramite la posta elettronica con una mail all’ANED nella quale inserire i propri recapiti o telefonando in orario d’apertura all’ufficio ANED.

Chiediamo la cortesia a chi riceve questa comunicazione di volerla diffondere tramite i propri canali a destinatari potenzialmente interessati/e, così che un maggior numero di persone possa profittare di questa rara opportunità che propone esperti e contenuti di inusuale rilevanza.

Grazie per l’attenzione e la partecipazione

Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi nazisti ANED sezione di Verona

Presidente Gino Spiazzi, deportato a Flossenbürg

Vicepresidente Tiziana Valpiana, familiare

Via Arnolfo Di Cambio 17 37122 Verona tel. 0458036150 Mail: aned.verona@gmail.com

Segreteria lunedì e martedì 10-12, mercoledì 16-19

Lezioni sulle deportazioni programma

Bortolo torna tra le sue montagne

Zanella Bortolo, nato il 20 settembre 1917 a Brescia. Caporale della 78^ Compagnia Telegrafisti / Distaccamento Telefonisti. Posta Militare 118 (Spalato / Zara). Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 in Jugoslavia ed internato in Germania. Deceduto per mitragliamento a Bardenberg (in un documento del Vaticano risulta come luogo del decesso, forse per un errore di trascrizione, Badenburg) il 9 settembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Bardenberg. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila W / tomba 55.

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TELRBOARIO – Domenica 4 ottobre 2015

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Tratto da BresciaOggi del 3 ottobre 2015
Tratto da BresciaOggi del 3 ottobre 2015
bortolo zanella più valli TV
Su segnalazione dell’amica Nadia Facchini – Foto tratta da http://www.piuvallitv.it/index.php/news/11966-837c46ad248c0c428a3114ba9e1124101443858602

Le foto che seguono sono dell’amica Katia Eufemia Bresadola