Pietro e Giuseppe sono tornati a casa.

Servizio di Tele Boario del 1° novembre 2015

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Rientro a Paisco Loveno dei due Caduti (foto di Fabio Branchi)
Brunelli e Mascherpa
Le cassette-ossario dei Caduti Brunelli e Mascherpa (foto di Nadia Facchini)
Brunelli e Mascherpa 2
Cerimonia di rientro (foto Nadia Facchini)

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Foto di Katia Eufemia Bresadola

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Gazzetta delle Valli

Brunelli Pietro fu Domenico e di Zigliani Maria, nato il 31 dicembre 1924 a Paisco Loveno (Brescia). Alpino del Centro Mobilitazione / 2° Reggimento Artiglieria Alpina / Batteria Reclute Rovereto. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Matricola 02266. Deceduto a Hildesheim (Bassa Sassonia) il 13 ottobre 1944. Causa della morte: tubercolosi polmonare. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Hildesheim (Gemeindefriedhof) il 17 ottobre 1944. Posizione tombale: riquadro VI / B. fossa II / 16. Riesumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 1 / fila R / tomba 14. Fonti: Ministero della Difesa, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra, Archivio Anrp, Comune di Paisco Loveno.

Mascherpa Giuseppe, nato l’8 agosto 1911 a Paisco Loveno (Brescia). Soldato del 5° Reggimento Alpini. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Deceduto il 7 marzo 1944. Sepolto a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro M / fila 1 / tomba 26. Fonti: Ministero della Difesa, Archivio Anrp, Comune di Paisco Loveno.

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Manifesto

Nicola Di Roberto – Il tenente pittore

29 ottobre 2015

Prego di farmi conoscere, se in possesso, ulteriori dati (grado militare e quant’altro) sul sopraindicato Di Roberto, cugino di mio nonno Vincenzo.
Grazie

Mario Tammaro

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Di Roberto NicolaDi Roberto Nicola fu Roberto, nato a Popoli (Pescara) il 27 maggio 1883, rappresentante di commercio (ma la sua vera passione era la pittura) viveva a Milano, in Viale Romagna, 46. Si era sposato nel 1930 con la triestina Luigia Stein, a Cerchio (L’Aquila) – un piccolo comune dell’abruzzo marsicano – dove aveva il cugino Parroco (Don Salvatore). Tenente presso il Quartier Generale, venne fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato nell’Offlager 83 di Wietzendorf/Soltau (Bassa Sassonia) con numero di matricola 28334. Morì a Wietzendorf il 4 settembre 1944 alle ore 19.35 per malattia (pleurite purulenta) e venne inumato in prima sepoltura nel cimitero del lager (Offlager 83 Friedhof), nell’angolo sinistro estremo del camposanto. Nella seconda metà degli anni ’50, il Ministero della Difesa lo fece esumare e traslare ad Amburgo nel Cimitero militare italiano d’onore (Hauptfriedhof Öjendorf). La sua tomba ad Amburgo si trova alla posizione tombale: riquadro 1 / fila K / tomba 31. Fonti: Ministero della Difesa, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (testimonianze dei Cappellani Militari Don Luigi Pasa e Don Josè Cottini), Archivio Anrp, Deutsche Dienststelle (WASt), Mario Tammaro.

Sotto, alcuni quadri del Tenente Di Roberto (immagini inviate da Mario Tammaro)

Dipinto 1  Dipinto 2  Dipinto 3

Si veda anche: Fidenza arte e storia: Nicola Di Roberto pittore

Modesto Zaru – Un sardo nell’inferno di Buchenwald

Campo di concentramento di Mittelbau Dora

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Di Modesto, purtroppo non si aveva nemmeno un’immagine. Nemmeno una vecchia fotografia. Di lui erano rimasti solo i ricordi. E proprio con questi, e tanta determinazione, il pronipote Cesare Zaru, è riuscito a ricostruire gli ultimi mesi di vita di quel prozio mai conosciuto e a dargli un volto .

Zaru ModestoModesto Zaru, era nato a Genoni (Nuoro ora Oristano) il 3 febbraio 1920. Soldato del 2° Reggimento Genio, nel maggio del 1942 venne inviato in Albania.

L’8 settembre 1943 fu catturato dalle truppe tedesche e, il 12 ottobre, deportato in Germania come Internato Militare Italiano. Inviato allo Stalag IX C di Bad Sulza, gli venne assegnato il numero di matricola 49890.

Il 30 ottobre 1943 fu trasferito a Dora (comando esterno dipendente dal Campo di concentramento di Buchenwald), gli venne dato il numero di matricola 0122 e gli fu assegnata la categoria di prigioniero di guerra (Kriegsgefangene – KGF).

La sua situazione di prigioniero peggiorò notevolmente, passando da un lager gestito dall’esercito regolare tedesco (Wehrmacht) ad un lager gestito dalle SS, appunto quello di Mittelbau Dora nei pressi di Nordausen.

Riuscì a sopravvivere per oltre quattro mesi in condizioni disumane.

Modesto morirà alle ore 08.30 dell’11 marzo 1944 e verrà sepolto in una fossa comune a Mittelbau Dora.

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Rientra anche Celestino Pastorelli

Solo grazie al grandissimo impegno dell’Ufficiale in congedo Mirco Livi di Mantignana (Perugia), rientra anche Celestino Pastorelli.

Ciao Roberto, domani 27 ottobre 2015 alle 19,30 dopo 71 anni Celestino Pastorelli ritorna a casa a San Martino in Campo (PG) dalla sua famiglia. Un’altro piccolo miracolo è stato compiuto. Sabato 31 ottobre si terrà la celebrazione funebre nella chiesa parrocchiale del paese. Un grazie di cuore da parte di tutti.

Mirco Livi

Pastorelli Celestino, nato il 6 aprile 1923 a Perugia. Deceduto il 3 marzo 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Dortmund (Hauptfriedhof am Gottesacker). Riesumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro M / fila 1 / tomba 22. Fonti: Ministero della Difesa. Mirco Livi – Mantignana (Perugia). Documentazione familiare.

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Celestino Pastorelli

I parenti ritrovano la tomba di Antonio, morto poco più che ventenne in un lager nazista

16 ottobre 2015

Caro Roberto, la mamma (morta a 94 anni il 2 ottobre scorso) non ci ha mai raccontato grandi fatti circa suo fratello, anche per la sua breve vita evidentemente. Disperso in guerra non hanno più saputo niente. Solo tre anni fa cercando sul sito del Ministero della Difesa abbiamo saputo quando morì e dove fu sepolto.

Grazie ancora tantissimo.

Massimo Gualtieri

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Di Antonio si sa poco. Non aveva ancora vent’anni quando di lui si persero le tracce. Sabatino, il suo papà, nel 1944 aveva chiesto aiuto al Vaticano per riuscire a rintracciare qualcosa di quel figlio del quale da mesi non si sapeva più nulla. Ma anche la Santa Sede non era riuscita a trovare nulla di concreto.

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Tratto da: Archivium Secretum Vaticanum / Cav 52: «Inter Arma Caritas» – L’Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra, istituito da Pio XII (1939-1947) – A cura di Francesca Di Giovanni e Giuseppina Roselli. Presentazione di Sergio Pagano (2004) – Volume 1 / Inventario, volume 2 / Documenti; schedario digitalizzato (schede di ricerca in formato digitale, dei militari e dei civili di cui si chiesero notizie tra il 1939 e il 1947).

Antonio era scomparso. Disperso. Così ai suoi genitori e alla sorella non era rimasto altro che rimanere in attesa che un giorno Antonio tornasse. Purtroppo, Antonio non sarebbe tornato.

Antonio Scocchefoto 2 Scocchetti Antoniotti era nato l’8 novembre 1924 a Spoleto (Perugia).

Dopo l’8 settembre 1943 era stato fatto prigioniero dai tedeschi ed internato nel Campo di concentramento di Bolzano, in località Gries, che fungeva da campo di smistamento per la deportazione verso i lager tedeschi.

La mattina del 19 gennaio, Antonio ed altri 358 prigionieri (tra questi anche mio zio – Luciano Zamboni) furono caricati su camion e portati alla stazione ferroviaria di Bolzano dove li attendeva un treno merci, scortato da militi SS e polizia altoatesina, che aveva come destinazione finale il Campo di concentramento di Flossenbürg.

Era il pomeriggio del 23 gennaio 1945 e dai vagoni oltre ai vivi furono scaricati anche una decina di morti.

Antonio, con gli altri prigionieri, fu avviato a piedi verso il campo di concentramento che si trovava a qualche chilometro più in alto rispetto alla stazione ferroviaria.

All’arrivo nel lager, dovette subire la procedura standard prevista per ogni deportato. Fu spogliato di ogni avere, dei vestiti e della dignità, rapato, rasato e lavato. Gli venne fornito il vestiario e, trasferito al blocco 20, immatricolato. Antonio ebbe il numero di matricola 43581 e il triangolo distintivo rosso con la «I» nera che lo classificava come prigioniero politico italiano.

Scocchetti - Libro matricola Flossenburg
Estratto della pagina del libro matricola del Campo di concentramento di Flossenbürg (Antonio, il primo in alto, con il cognome sbagliato per un probabile errore di trascrizione – Socchetti) – Tratto da Fold3 – Registri militari storici

Flossenbürg era un campo di concentramento «principale», dal quale i deportati erano smistati in campi satellite, detti «Kommandos», per essere impiegati nei lavori più svariati.

Il 20 febbraio 1945, dopo il periodo di «quarantena», vale a dire l’intervallo che precedeva il decentramento, Antonio con altri detenuti fu inviato al Sottocampo di Obertraubling (un sobborgo di Regensburg).

Purtroppo, per le condizioni di vita terribili e le malattie (nel campo era scoppiata un’epidemia di tifo), Antonio riuscì a sopravvivere solamente un mese. Era il 20 marzo 1945.

Scocchetti - Deceduti a Obertraubling il 20.03,45
Estratto di pagina 4 della lista dei deceduti a Obertraubling il 20 marzo 1945 – Tratto da Fold3 – Registri militari storici

Nel dopoguerra i caduti sepolti nel terreno che ospitava il Kommando di Obertraubling furono esumati.

Le salme dei 230 deportati non identificati vennero traslate nel grande cimitero del Campo di concentramento di Flossenbürg (Lagerfriedhof).

Altri deportati furono invece identificati e successivamente traslati nel Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera.

Tra questi anche Antonio.

Nominativi degli identificati a Obertraubling e traslati a Monaco di Baviera:

Avigdor Enrico Doro, nato il 17 agosto 1927 a Torino. Partigiano. Matricola 43467. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 27 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 43.

Baldovin Terenzio, nato il 5 aprile 1926 a Lozzo di Cadore (Belluno). Figlio di Lorenzo e Dolores. Studente. Partigiano. Matricola 43469. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Morto il 3 aprile 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 44. Resti rimpatriati.

De Angeli Bruno, nato il 28 maggio 1915 a San Giovanni Lupatoto (Verona). Matricola 43447. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 3 aprile 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 42.

Caviglia Tommaso, nato il 25 novembre 1926 a Morbello (Alessandria). Matricola 43569. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 16 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 45.

Del Piero Fortunato (detto Pin) di Emilio e Giulia Michelazzi, nato il 6 aprile 1924 a Roveredo in Piano (Pordenone). Deportato a Flossenburg il 21 dicembre 1944. Matricola 40146 Flossenburg. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Morto il 20 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 41. Resti rimpatriati.

Pastarini Arnaldo di Luigi, nato il 9 marzo 1924 a Gualtieri (Reggio Emilia). Matricola 43717. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 20 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 47.

Pianon Fortunato, nato l’8 novembre 1923 a Tambre d’Alpago / Frazione Pianon (belluno). Matricola 43712. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 16 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 46.

Scocchetti Antonio, nato l’8 novembre 1924 a Spoleto (Perugia). Matricola 43581. Decentrato a Obertraubling il 20 febbraio 1945. Deceduto il 20 marzo 1945. Traslato a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 7 / tomba 32.

Geniere Giuseppe Dito. Un sacrificio dimenticato

20 ottobre 2015

Salve. Il mio nome è Maria Franca e vivo in un piccolo paesino dell’entroterra cosentino… e dopo una ricerca son riuscita a trovare mio zio, caduto in Tunisia nel 1943. Ora so che si trova nel Sacrario di Bari. Ho informazioni su di lui, com’è morto ed ho anche una sua foto… e tante lettere scritte (essendo zio Giuseppe analfabeta, le lettere le scriveva per lui un suo commilitone ed amico, il Caporale Ferraro Angelo) . Ho fatto richiesta il 3 aprile 2007 per un’onorificenza in quanto risulta esser morto (come da dati acquisiti) per tentare generosamente di salvare un altro commilitone, colpito a morte dall’esplosione di una mina. La richiesta è stata bocciata perché un decreto concedeva la possibilità di presentare le proposte fino al compimento del secondo anno dalla data di dichiarazione della cessazione dello stato di guerra… e i miei nonni pensavano a questo?
Penso proprio che non facevano altro che piangere la disgrazia…

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Dito Giuseppe di Vidito giuseppencenzo, nato l’11 novembre 1921 a Verbicaro (Cosenza). Deceduto in Tunisia il 19 marzo 1943. Inumato in prima sepoltura a Teboulbou. Esumato e traslato nel Sacrario Militare Caduti d’Oltremare di Bari.

 

Dito Giuseppe Foglio Matricolare
Foglio Matricolare di Giuseppe Dito

Fedele trascrizione testo rela

Relazione bn
Relazione originale sui fatti accaduti
Richiesta onorificenza
Richiesta onorificienza