Ragazzi con lo stesso destino

Franco Budini, figlio di Corrado e di Molinari Romilda, era nato a Corno di Rosazzo (Udine) il 24 novembre 1927. Contadino di mestiere, solamente diciassettenne entrò a far parte della Divisione Garibaldi Natisone come partigiano assieme al papà Corrado, al fratello Giovanni e al suo gemello. Il 27 maggio 1944 venne messo in atto dai nazifascisti un rastrellamento nel paese di Corno di Rosazzo. Tra gli arrestati anche Franco, il fratello Giovanni e il papà Corrado (il gemello riuscì a sfuggire alla cattura nascondendosi in una tomba vuota nel cimitero del paese).

Il 21 giugno 1944, i fratelli Budini con il loro papà, vennero portati a San Giovanni al Natisone, caricati su un convoglio proveniente da Trieste e deportati nel Campo di concentramento di Dachau. Al loro arrivo, il 23 giugno, ricevettero i numeri di matricola 74591 (Corrado), 74592 (Giovanni) e 74593 (Franco) e furono classificati come deportati per motivi precauzionali.

A luglio vennero trasferiti nel Campo di concentramento di Flossenbürg, dove arrivarono il giorno 22 [verranno immatricolati anche in questo caso consecutivamente con i numeri di matricola 13026 (Corrado), 13027 (Franco) e 13028 Giovanni].

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Matricole 13026, 13027, 13028 attribuite rispettivamente a Giovanni, Franco e Corrado (ITS Arolsen – Vietata la riproduzione)

A questo punto, la sorte li vorrà divisi.

Franco rimase a Flossenburg, mentre il fratello ed il papà furono trasferiti al sottocampo di Hersbruck dove troveranno la morte, Giovanni il 4 gennaio 1945 e Corrado il 17 dello stesso mese.

Il 20 aprile 1945 il Campo di concentramento di Flossenbürg venne evacuato ed i prigionieri messi in marcia verso sud, con destinazione il Lager di Dachau.

Nel campo vennero lasciati solo coloro che erano in condizioni fisiche disperate e non in grado di muoversi. Tra questi anche 46 italiani.

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Deportati di Flossenburg fotografati dopo la liberazione (foto scattata il 4 maggio 1945 – Gentilmente concessa per la pubblicazione dal Professor Dr. Paul Kopperman – Oregon State University – U.S.A. – Vietata la riproduzione)

E tra questi 46 nostri connazionali, oltre a Franco (17 anni), anche il mio povero zio Luciano (22 anni).

Mi piace pensare che si fossero conosciuti e che fino all’ultimo si fossero sostenuti reciprocamente.

La mattina del 23 aprile 1945, una compagnia della 97ª Divisione di Fanteria dell’esercito americano liberò il Campo di concentramento di Flossenbürg.

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Liberazione del Lager di Flossenburg (foto scattata il 30 aprile 1945 – Gentilmente concessa per la pubblicazione dal Professor Dr. Paul Kopperman – Oregon State University – U.S.A. – Vietata la riproduzione)

Il quattro di maggio, dodici giorni dopo la liberazione del lager, Franco e Luciano, sicuramente allo stremo delle loro forze, morirono.

Parte dei deceduti dal 23 al 30 aprile furono cremati. Molti furono sepolti in fosse comuni nel territorio occupato dal campo di concentramento.

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Deportati di Flossenburg fotografati dopo la liberazione (foto scattata il 4 maggio 1945 – Gentilmente concessa per la pubblicazione dal Professor Dr. Paul Kopperman – Oregon State University – U.S.A. – Vietata la riproduzione)

Lo stesso giorno in cui morirono, nel cimitero del paese di Flossenbürg furono inumate le prime 21 salme di prigionieri che sopravvissero alla liberazione ma che poco dopo spirarono a causa delle vessazioni subite.

Su ognuna delle 120 tombe, che alla fine accolse quel cimitero, fu apposta una piccola lapide col nome dell’ex deportato defunto. Anche Luciano e Franco vennero sepolti in quel cimitero, l’uno in fianco all’altro (alla tomba n°104 Luciano e alla n°105, Franco).

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Elenco italiani sepolti nel Cimitero comunale di Flossenburg con nomi storpiati all’atto della trascrizione, poi corretti – Comune di Flossenburg
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Riscontri fatti presso l’Amministrazione cimiteriale di Monaco di Baviera

Nel 1958, le Spoglie di Franco e Luciano furono esumate e traslate nel Cimitero militare italiano di Monaco di Baviera, sempre uno in fianco all’altro, alle tombe 1 e 2 del riquadro 5, fila 16.

Ora anche Franca Budini, nipote di quel ragazzo, conosce la sorte dello zio.

Alcuni ritrovamenti di dicembre

Trascrivo alcuni commenti da parte di parenti (emigrati in Francia) che hanno rintracciato i dati dei loro cari.


Daniel

7 dicembre 2016 alle 23:53
Merci pour votre travail sur ce site très documenté.
J’ai pu trouvé de nombreux renseignements concernant le frère de ma grand-mère maternelle Ilario Tonet décédé en Allemagne en 1945 et non en Libye comme le pensait mon père.
Je m’excuse d’écrire en français mais mon italien est très élémentaire.
Cordialement

Tonet Ilario di Stefano e di Bianco Alvina, nato il 20 ottobre 1913 a San Gregorio nelle Alpi. Professione operaio. Soldato del 71° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero sul fronte greco-albanese. Morto a Dahn (Renania Palatinato) il 22 gennaio 1945. Causa della morte: mitragliamento aereo presso la Stazione Ferroviaria di Schindhard / Dahn (informazioni date da S. Franco di Fiumicello – Udine). Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Dahn. Esumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro a / fila 1 / tomba 13. Fonti: Ministero della Difesa, Albo IMI Anrp, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (Elenco 852, pagina 7: lista inviata il 15 maggio dalla Caritasverband di Friburgo, con elenco di 221 internati e deceduti in Germania).


BIGONI Michel

18 dicembre 2016 alle 23:34
Molto Grazie s’ignore. O trovato les informazioni seul moi zio Ugo BIGONI morto in Germania.

Bigoni Ugo Gino, nato il 16 settembre 1922 a Ferrara. Soldato del 75° Reggimento Fanteria. Morto il 19 giugno 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero centrale di Francoforte sul Meno. Esumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro C / fila 7 / tomba 7. Fonti: Ministero della Difesa, Gian Paolo Bertelli.

Si cercano i parenti dei Caduti della strage di Brenna

fucilazione

Da qualche tempo sono in contatto con il Professor Ettore Deodato(1) con il quale ho più volte avuto uno scambio d’informazioni riguardanti i nostri caduti in prigionia o per motivi di guerra.

Dal Professor Deodato sono venuto a conoscenza che la Magistratura polacca ha iniziato ad indagare su una strage avvenuta a Brenna (Alta Slesia – Polonia) nel febbraio del 1945 nella quale furono coinvolti, oltre a 7 partigiani polacchi e a 21 russi, anche 13 italiani.

La stessa magistratura vorrebbe contattare le famiglie degli italiani per iniziare delle azioni che prevedano una richiesta di risarcimento, congiuntamente con le famiglie dei caduti polacchi.

Questa una breve ricostruzione dei fatti di Brenna tratta dal libro di Lazzero Ricciotti “Gli schiavi di Hitler”:

“Brenna è una cittadina dell’Alta Slesia, a circa 70 km a sudovest di Auschwitz, circondata da una zona montagnosa – i monti Beschidi e ricca di Boschi.

Le SS vi avevano dislocato un lager in cui si trovavano anche prigionieri di guerra italiani. La zona in quei giorni [nda – febbraio 1945] era sconvolta dai bombardamenti e dalla pressione esercitata dall’Armata Rossa, che avanzava impetuosamente. L’organizzazione nazista stava saltando del tutto.

Il 13 febbraio 1945, 15 soldati italiani ne approfittarono per fuggire mentre era in corso un bombardamento. Dopo una sosta nei boschi, si unirono ai partigiani russi e polacchi. Ormai contavano i giorni che li separavano dalla libertà finale, ma i tedeschi ingaggiarono un combattimento con le unità ribelli che avevano cooptato gli italiani e li catturarono nuovamente.

Le SS ne presero 2 e li uccisero subito con un colpo di pistola alla nuca insieme ai russi e ai polacchi rimasti in vita. Gli altri 13 furono rinchiusi in una baracca cosparsa di benzina cui fu appiccato il fuoco, secondo un orrendo rituale ufficialmente contemplato dal comportamento dei nazisti in guerra. Morirono tutti carbonizzati”.

Questi i nomi dei 13 italiani:

Angione Rosario, nato il 13 maggio 1922 a Laurino (Salerno). Soldato del 3° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria.

Bernabei Antonio, nato il 21 marzo 1920 a Tarano (Rieti). Soldato del 49° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria. Catturato sul fronte greco – albanese.

Bideri Luigi, nato a Trento (o provincia) nel 1922. Soldato.

Calabria Gennaro, nato Taranto nel 1922. Soldato (famigliari già contattati).

Fantini Ausonio di Vittorio, nato a Vigatto (Parma) il 28 marzo 1921. Soldato del 19° Reggimento Cavalleggeri Guide / 2a Squadra. Internato nello Stalag VIII B – 344 di Lamsdorf. Famigliari residenti nel 1943 a Vigatto (Parma).

Ferrari Felice, nato il 2 settembre 1915 a Clusone (Bergamo). Camicia Nera della 15a Legione Maca (Milizia Volontari Sicurezza Nazionale).

Giubbolini Mario di Domillo, nato il 1° aprile 1922 a Palaia (Pisa). Soldato del 292° Autoreparto pesante. Prigioniero matricola 16321. Resti sepolti nel Cimitero militare italiano di Bielany/Varsavia – Ossario sinistro. Chieste notizie in Vaticano da Suor Maria Gilberta Giubbolini / Residente presso l’Istituto S.S. Crocifisso a Lari (Pisa).

Grassi Primo, nato il 1° ottobre 1915 a Milano. Soldato del 23° Reggimento di Fanteria.

Migliorini Marcello, nato il 5 febbraio 1914 a Cerea o San Pietro di Legnago (Verona). Soldato del 57° Reggimento di Fanteria. Catturato a Zante (fronte greco) il 12 settembre 1943.

Pinetti Battista, nato il 29 dicembre 1922 ad Albino (Bergamo). Soldato del 48° Reggimento di Fanteria. Resti sepolti nel Cimitero militare italiano di Bielany/Varsavia – Ossario sinistro.

Reucci Remidò, nato a Firenze (o provincia) nel 1922. Soldato.

Rossini Guerrino, nato il 13 marzo 1915 a Legnago (Verona). Soldato dell’8° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria.

Vigiana Vittorio, nato a Potenza (o provincia). Caporalmaggiore.

<>

Nel caso qualcuno fosse in grado di fornire informazioni sui parenti di questi Caduti può contattare direttamente il Professor Deodato alla mail: ettoredeo@gmail.com.


(1) Ettore Deodato, siciliano di Messina, ha studiato al Collegio d’Europa di Bruges, in Belgio e alla Johns Hopkins University negli Stati Uniti. Dopo una esperienza di insegnamento presso l’Università di Perugia, è stato funzionario dell’Unione Europea a Bruxelles nel settore dell’educazione e della cultura dove ha lavorato per i programmi TEMPUS PHARE, Erasmus, Leonardo e Jean Monnet. Dopo il pensionamento anticipato ha iniziato a lavorare come consulente per i programmi comunitari e progetti in Italia e all’estero. Detentore del titolo d’insegnamento Jean Monnet su “Storia dell’integrazione europea” presso l’Università di Adam Miczkiewicz a Poznan, Polonia e Visiting Professor alla London Academy of Diplomacy, Regno Unito.

I parenti sulla tomba di Mario Catilina

29 novembre 2016

Buonasera Sig. Roberto, con la presente intendo ringraziarla e congratularmi per l’enorme lavoro da Lei svolto al fine di costruire/costituire questo archivio. Con il suo preciso e prezioso lavoro ha permesso a tante persone di ritrovare un parente e un legame con il proprio caro purtroppo caduto nel corso di questa pagina della nostra storia.

Grazie al suo lavoro ho potuto viaggiare con mio Padre e regalargli il ‘sogno’ di rintracciare suo zio morto in Germania e di cui aveva solo sentito parlare. Purtroppo il fato ha voluto che il ‘nostro soldato’ morisse a Essen, un paio di giorni dopo la liberazione dal campo di concentramento a Dachau dopo aver resistito alla fame e al campo. Abbiamo potuto visitare il cimitero di Amburgo, dove con stupore abbiamo trovato una grande opera di ricordo dei nostri militari. L’emozione è stata grande!

Fabio Catilina


catilina-marioCatilina Mario, nato il 16 giugno 1920 a Invorio Inferiore (ora Invorio – Novara). Caporale del 4° Reggimento Alpini. Morto il 6 maggio 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Gelsenkirchen – “Westfriedhof” – (Nord Reno-Vestfalia). Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 3 / fila T / tomba 47. Fonti: Ministero della Difesa; Archivio Anrp;


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Fabio Catilina con il papà sulla tomba di Mario

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Ora anche i parenti di Vincenzo sanno dov’è sepolto

Tratto dalla pagina Facebook “IMI Internati Militari Italiani (Italienische Militär-Internierte)”

Buongiorno a tutti, sono di Brescia e questa foto ritrae mio zio Pedrinelli Vincenzo: è da tanto che sto facendo ricerche per sapere dove è stato portato in prigionia e dove purtroppo ora possano essere sepolti i suoi poveri resti. Purtroppo di LUI so ben poco: la mia mamma, mia zia, mia nonna non ci sono più e di LUI non ho nessun documento. Ricordo che è stato deportato in Germania. Ricordo pure che era arrivata una lettera con gli estremi del luogo, ma nessuno ora può darmi alcun riferimento: l’unica cosa che riesco a ricordare è che si trattava di un luogo tipo Doeberitz (o forse è solo purtroppo un ricordo sbagliato). Mi dispiace moltissimo non sapere nulla di più. Qualcuno di voi mi può aiutare? Qualcuno riconosce questo luogo ritratto nella foto? Ingrandendola mi ha colpito molto il soldato accovacciato e la persona che sta uscendo dalla capanna: sembra un soldato o soldatessa con stivali neri: c’è pura una scritta con stemma sulla casetta. Spero molto nel VS aiuto. GRAZIE

Fiorella Mensi


Cara Fiorella, questi i dati riguardanti il tuo parente. […] Un abbraccio, Roberto Zamboni

15181553_190500888021184_7666228560399881457_nPedrinelli Vincenzo, nato il 5 giugno 1919 a Brescia. Soldato del 71° Reggimento di Fanteria. Catturato sul fronte greco-albanese dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania. Morto a Spandau (Diatretto di berlino) il 16 dicembre 1943. Causa della morte: bombardamento aereo. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Doberitz-Elsgrund (ora localizzabile come Dallgow-Doberitz). Esumato e traslato a Berlino / Friedhof Zehlendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 3 / fila 17 / numero 6 / tomba 990. Fonti: Ministero della Difesa; Documentazione Acquaviva – Elenco nominativo e posizioni tombali dei Caduti sepolti nel Cimitero Militare Italiano di Berlino/Zehlendorf – A cura del Generale Claudio Acquaviva; ANRP (Albo Caduti IMI).


NON SO COME RINGRAZIARTI! SPERO CHE ALTRE PERSONE POSSANO PROVARE QUELLO CHE STO PROVANDO GRAZIE DEL TUO AIUTO !  Fiorella Mensi


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Umberto Lucchetti tra i fucilati di Treunbrietzen

Ancona, 3 novembre 2016

Gent.mo Zamboni,
volevo ringraziarla perché grazie a lei sono riuscito a rintracciare a Berlino la tomba di mio nonno.
Purtroppo la mia famiglia non sapeva assolutamente nulla e mio nonno era dato per “disperso” e considerato morto nel 1943, quindi due anni prima della morte effettiva.
Tra l’altro ho appreso che mio nonno forse era fra i giustiziati nell’eccidio di TREUENBRIETZEN e quindi è stato vicinissimo alla liberazione.
La cosa ci ha ovviamente distrutto.

Le uniche cose che sappiamo sono riportate nelle informazioni da lei fornite:
LUCCHETTI UMBERTO, NATO IL 23 LUGLIO 1911 AD AGUGLIANO (ANCONA) – SOLDATO – DECEDUTO IL 23 APRILE 1945 – SEPOLTO A BERLINO (GERMANIA) – CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE – POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO 1 – FILA 9 – NUMERO 6 – TOMBA 159. FONTI: 1A, 9

Lei sa per caso dove è possibile avere notizie più approfondite e se veramente mio nonno era nella lista degli assassinati nell’eccidio di Treunbrietzen?
Grazie e buona giornata
Alessandro Lucchetti


Verona, 3 novembre 2016

Caro Alessandro, nonno Umberto purtroppo risulta essere tra i fucilati di Treuenbrietzen. Questi sono i dati che sono riuscito a rintracciare (di seguito pubblico l’elenco dei fucilati, tra i quali appare anche il nome del tuo parente).

Lucchetti Umberto, figlio di Mariano e sposato con Giulioni Teresa, era nato il 23 luglio 1911 ad Agugliano (Ancona). Soldato del 6° Centro Automobilisti (matricola militare 161588), venne fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag III A di Luckenwalde per poi essere assegnato al Lager 782 C di Treuenbrietzen. Il 21 aprile 1945 i Russi liberarono il campo, ma appena le truppe sovietiche proseguirono la loro avanzata, un reparto militare tedesco, rientrato nel campo, separò 127 militari italiani dal resto dei prigionieri e li trucidò nella cava di Treuenbrietzen.

Grazie all’opera misericordiosa del Missionario veronese Monsignor Luigi Fraccari, andato volontario in Germania dopo l’8 settembre 1943 per portare assistenza materiale e spirituale agli Internati Militari Italiani, vennero recuperati i corpi dei 127 Caduti a Treunbrietzen e vennero inumati nel cimitero di Nichel (Cimitero italiano).

Nel 1955, le Spoglie di questi caduti furono traslate nel Cimitero militare italiano di Berlino (Friedhof Zehlendorf).

Tra questi anche Umberto Lucchetti che venne inumato al riquadro 1 / fila 9 / numero 6 / tomba 159.


lucchetti-umberto
Alessandro Lucchetti sulla tomba di nonno Umberto
Elenco fucilati a Treuenbrietzen
Riquadro Fila Numero Tomba Grado Cognome Nome
1 10 11 189 Serg. ACCARDO Carmine
1 9 25 178 Sold. ARMATI Pasquale
1 10 12 190 Marinaio ASOLI Silvio
1 9 15 168 Marinaio BALDINI Elio
1 8 11 143 Sold. BALLARIN Gino Giuseppe
1 8 21 153 ? BALLARINI Giulio
1 11 13 216 Aviere BARBIERI Alleny Gino
1 9 3 156 Sold. BATTAGLIESE Angelo Antonio
1 6 21 111 Sold. BELLISSIMO Michelangelo
1 8 10 142 Sold. BENIGNI Angelo
1 11 5 208 Sold. BOASSO Ermenegildo
1 10 13 191 Marò BOBBI Francesco
1 10 21 199 Aviere S. BRAVACCINO Giuseppe
1 10 15 193 Sold. BROTTO Marco
1 10 9 187 Aviere BURANI Nazzareno
1 7 7 118 Sold. CALDARIGI Eugenio
1 11 14 217 Sold. CALLEGARO Alessandro
1 10 20 198 Sold. CANELLA Giovanni
1 7 2 113 Sold. CARBONE Antonio
1 11 1 204 Marinaio CARESIA Ilario
1 9 4 157 Sold. CARLI Pietro
1 9 7 160 C. Nera CECOTTI Pietro
1 9 11 164 Sold. CENTODUCATI Angelo
1 8 13 145 Sold. CERUTTI Pietro
1 9 21 174 Aviere CIBOLLA Carlo
1 7 13 124 Aviere CICERI Mario
1 7 6 117 Aviere COMPIANI Enzo
1 7 8 119 Sold. DANIELI Costantino
1 7 17 128 Sold. DE TONI Enrico
1 10 16 194 Aviere DELL’ORTO Mario
1 11 11 214 Marinaio DI PASQUALE Rinaldo
1 8 12 144 Sold. DONOLA Aurelio
1 10 7 185 Marinaio DURANTI Salvatore
1 7 5 116 Sold. FACCHIN Sereno
1 10 22 200 Aviere FAGLIONI Danilo
1 10 14 192 C. Nera FAVARO Severino
1 10 24 202 Sold. FAVERI Adelmo
1 11 16 219 Sold. FEDERICI Francesco
1 7 11 122 Sold. FIORAVANTI Angelo
1 9 20 173 Cap.le FONGARO Luigi
1 11 2 205 Sold. FORTUNA Marco
1 8 19 151 Sold. FOSCHI Iginio
1 9 23 176 Sold. GALIAZZO Adamo
1 10 25 203 Sold. GALTELLI Attilio
1 10 10 188 Aviere S. GARGINI Gabriello
1 7 19 130 Sold. GASPARRONI Manlio
1 8 18 150 Sold. GHESINI Lino
1 11 12 215 Marinaio GREGO Giusto
1 8 1 133 S. Capo GRIMA Gaetano
1 9 2 155 Sold. IAVICOLI Edmondo
1 11 6 209 1° Aviere IETRI Aldo
3 1 25 626 Sold. IGNOTO
3 2 6 632 Sold. IGNOTO
3 3 2 653 Sold. IGNOTO
3 3 7 658 Sold. IGNOTO
3 3 11 662 Sold. IGNOTO
3 4 11 687 Sold. IGNOTO
3 4 16 692 Sold. IGNOTO
3 4 24 700 Sold. IGNOTO
3 5 4 705 Sold. IGNOTO
3 5 9 710 Sold. IGNOTO
3 5 14 715 Sold. IGNOTO
4 3 5 1092 Sold. IGNOTO
4 3 10 1097 Sold. IGNOTO
1 10 23 201 Sold. INSIRILLO Salvatore
1 11 10 213 Serg. LA ROSSA Salvatore
1 11 4 207 Serg. LAZZATI Claudio
1 13 23 276 Marinaio LEOTTA Giovanni
1 7 16 127 Sold. LIBERTINI Luigi
1 7 3 114 Sold. LIDONNICI Luigi
1 9 12 165 ? LONGHI Nello
1 9 6 159 Sold. LUCCHETTI Umberto
1 9 13 166 Sold. MACCARONE Vincenzo
1 7 18 129 Cap.le MACERA MASCITELLI Amedeo
1 8 3 135 C.M. MANCINI Francesco
1 9 8 161 Marinaio MANGIAGLI Angelo
1 8 7 139 Sold. MARCONATO Sivio
1 10 4 182 Sold. MARENDA Sergio
1 10 18 196 Cap.le MARTINATO Pietro
1 8 4 136 Serg. MARTINI Angelo
1 10 2 180 S. Capo MASCI Raffaele
1 9 22 175 ? MAURILLI Marino
1 8 5 137 Civile MAZZUCCO Giuseppe
1 10 5 183 Marinaio MELATO Mario
1 10 8 186 Sold. MILAN Natale
1 9 1 154 Sold. MILANI Luigi
1 8 2 134 Sold. MISTURINI Luigi
1 9 9 162 Sold. MONTECCHIANI Giuseppe
1 8 17 149 MONTIROLI Silverio (Silvio?)
1 7 14 125 Marinaio MORDANINI Francesco
1 7 21 132 Marinaio MURATORE Antonino
1 6 20 110 ? MUZI Ferriano
1 8 6 138 C.M. NUCCETELLI Angelo
1 11 9 212 Sold. PANAROTTO (Panzarotto?) Alfonso
1 11 7 210 C.M. PEREGO Dante
1 8 16 148 Sold. PESCI Fulgenzio
1 10 17 195 Marinaio PETRALIA Angelo
1 8 14 146 Sold. PIEROTTI Calvo
1 9 5 158 Cap. Le PIOVESANA Ernesto
1 11 15 218 Sold. PIZZICHINI Giuseppe
1 7 1 112 Sold. PRETINI Italo
1 9 18 171 C.M. PULIN Mario
1 7 10 121 Aviere RAIMONDI Ubaldo
1 11 3 206 Sold. RANGO Raffaele
1 9 17 170 Sold. ROSO Pietro
1 10 19 197 Aviere RUFINO Vincenzo
1 10 3 181 Sold. RUSSO Francesco
1 11 8 211 Sold. RUSSO Giuseppe
1 7 20 131 Sold. SABATINI Giacinto
1 7 12 123 Marinaio SANTORO Michele
1 9 19 172 Marò SAPIENZA Amedeo
1 8 20 152 Sold. SCHIAVONI Telemaco
1 10 1 179 ? SERRANI Marino
1 6 12 102 C.Nera TONEATTO Antonio
1 7 9 120 Sold. TRIA Carlo
1 9 10 163 TROVARELLI Giovanni
1 9 24 177 ? VALERI Dino
1 7 4 115 Marinaio VANACORE Vincenzo
1 8 9 141 Sold. VESTALI Giuseppe
1 9 14 167 Sold. ZAMBON Sante
1 7 15 126 Sold. ZARELLI Virgilio
1 8 8 140 Sold. ZIZIOLI Claudio
1 10 6 184 Sold. ZORAT Angelo
Non sepolti a Zehlendorf
MINGARDI Mario
FAGGIOLA Domenico
STROPPA Pietro
IGNOTO ?

Un fiore anche sulla tomba di Augusto

Modena, 3 novembre 2016

Devo dire grazie a Voi, al grande lavoro che avete fatto che mi ha permesso di fare un meraviglioso regalo alla mia mamma per i suoi 80 anni.
Nell’ottobre del 44 morì suo fratello in Germania ma fino a pochi mesi fa non si sapeva dove era stato tumulato.
Poi ancora grazie a Voi, quest’anno il 18 di agosto, giorno del compleanno dello zio (avrebbe compiuto 94 anni), eravamo ad Amburgo, sulla sua tomba.
Di primo impatto i nipoti e le due sorelle ancora in vita, volevamo portarlo in Italia per unirlo ai genitori, poi dopo la visita ad Amburgo abbiamo cambiato idea. Il cimitero è un parco pieno di pace ben tenuto e molto decoroso.
Grazie anche al colonello Del Prato, che mi ha contattata telefonicamente e con molto garbo mi ha consigliato di lasciarlo in Germania con i suoi compagni, mi disse: “prima di prendere delle decisioni andate a fare una visita”. Infatti è vero, il contesto rende onore a questi ragazzi. Vi allego la foto dello zio che è sempre stata sul fianco sinistro del letto della nonna e ancora oggi, anche se la casa è stata ristrutturata, è sempre la nello stesso posto. Inoltre invio la foto della tomba (la dicitura sul marmo non è corretta – il cognome è Rocchei – è stato senza dubbio un errore di trascrizione). Cordiali saluti.
Loretta Pasini


rocchei-augustoRocchei Augusto, nato il 18 agosto 1922 a Pavullo nel Frignano (Modena). Soldato del 13° Settore e Sottosettore / Guardia alla Frontiera. Deceduto il 7 ottobre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero d’onore di Euskirchen (Nord Reno-Westfalia). Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 2 / fila Y / tomba 4.


 

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Tomba nel Cimitero di Amburgo