E non tutti ebbero una degna sepoltura …

PEZZARINI Vittorio di Luigi e di Lazzarini Isolina, nato il 4 gennaio 1924 a Corno di Rosazzo e residente a Resana del Roiale. Celibe. Professione: manovale. Partigiano della 1a Brigata Osoppo Friuli. Arrestato a Nimis. Deportato a Dachau. Arrivato ed immatricolato il 5 ottobre 1944. Numero di matricola 112930. Mestiere dichiarato: fucinatore. Trasferito a Neuengamme il 22 ottobre 1944. Matricola 62812. Classificato come deportato per motivi di sicurezza (Schutzhaftlinge). Deceduto il 15 febbraio 1945 ad Hamburg (Neuengamme). Luogo di sepoltura: sconosciuto. Fonti: “Il libro dei deportati”/ Volume 1 / Tomo 2 – Mursia Editore. Notizie dei famigliari.

Filmato a cura Vittorio Bosco (nipote del caduto)

Anche l’Alpino Tomola di Baveno potrà avere un fiore sulla tomba

Tomola Giovanni, nato il 26 gennaio 1917 a Baveno (Verbano-Cusio-Ossola). Soldato del 4° Reggimento Alpini. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Morto a Fullen (Bassa Sassonia) il 9 aprile 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero militare italiano di Gross Fullen. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 3 / fila o / tomba 4. Fonti Ministero della Difesa, Archivio Anrp.

(Articolo di Ambretta Sampietro)
la prealpina 21.2.2016
Tratto da “La Prealpina” del 21.02.2016

Ora quel marinaio di Salerno non è più un “disperso”.

Udine, 25 febbraio 2016

Salve, grazie al suo sito, ho rintracciato mio nonno paterno Amatruda Alfonso Salvatore di Minori (Salerno) sepolto nel cimitero di Amburgo.

Mio padre morto a soli 41 anni nel lontano 1979 si era attivato per il rimpatrio del padre ma gli altri fratelli, nonché miei zii, non sono stati in grado di continuare quanto intrapreso…nel frattempo in vita erano rimasti solo due dei 6 figli di mio nonno e proprio due giorni fa è mancato uno di loro due per un male incurabile e a lui avevo promesso che, finché Dio mi avrebbe fatto vivere, mi sarei attivata per esaudire una volontà che a mio padre stava molto a cuore.

Ora che ho i dati del disperso, così si legge, a casa nel quadro storico con medaglia che mio padre custodiva con amore, sono pronta ad attivarmi per un rimpatrio.

Grazie di cuore per l’ aiuto che mi potrà dare prof.ssa Chiara Amatruda.

foto nonnoAmatruda Salvatore Alfonso, nato il 14 settembre 1904 a Minori (Salerno). Marinaio (Cannoniere). Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Deceduto il 1° febbraio 1945. Sepolto ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila R / tomba 10.

Marinaio Amatruda Alfonso
Cimitero Militare Italiano d’Onore di Amburgo – Marinaio Amatruda Salvatore Alfonso (foto Franco Roscini)

Rintracciati i parenti di un altro ragazzo sepolto a Francoforte

Gent.mo sig. Roberto, buongiorno,
mi chiamo R. Barbara ed abito a Boves in Piemonte, dopo aver riscontrato sul suo sito il nominativo di Viale Pietro Mario (nato a Boves il 31/07/1908) nonno di mio marito (D. Armando di Rivoira di Boves, figlio di D. Giacomo e V. Silvana) deportato e caduto nella seconda guerra mondiale in Germania a Voerde, in un lager, vorrei sapere se e come è possibile avere ulteriori notizie. Ho trovato il suo nominativo nell’”Elenco Nazionale Caduti per comune di nascita”, dove risulterebbe essere sepolto nel cimitero d’onore a Francoforte sul Meno, sotto il nominativo Viale Pietro Mario (questo era il suo effettivo nome di Battesimo).
In seguito a primi accertamenti svolti presso il Comune di Boves ho potuto visionare e leggere copia del certificato di morte che riportava:

“L’anno 1945 il giorno 11 di Agosto nella palazzina del Comando Italiano di Voerde, avanti a me sottotenente P. Luciano Comandante del “Campo degli ex prigionierei” e Funzionante Ufficiale dello stato civile si sono presentati: G. Bartolomeo di Antonio e di M. Lucia di anni 37, professione segantino domiciliato in Boves, provincia di Cuneo e B. Giuseppe di Giacomo e di C. Anna di anni 36, professione falegname, domiciliato in Boves provincia di Cuneo, i quali mi hanno dichiarato che il giorno 10 del mese di agosto 1945 alle ore antimeridiane 5 e minuti 30 in Voerde è deceduto Viale Pietro, figlio di Carlo Luigi e di Pasero Maddalena, di anni 37 di professione contadino coniugato con C. Caterina, domiciliato in Boves provincia di Cuneo. Il quanto sopra ed a quest’atto sono stati presenti quali testimoni M. Bruno di Giovanni di anni 21, professione impiegato, domiciliato in via M. al n. 55 in B. e L. Angelo di Nazzareno di anni 22, di professione fresatore, domiciliato a S. D. di F. in provincia di A., i quali si sono meco sottoscritti… (poi venivano riportate le firme)”.

Ringrazio sentitamente per l’attenzione con preghiera di voler al più presto farmi pervenire il Vs. riscontro, poiché ritengo nobile l’impegno nel voler rendere giustizia a chi è caduto per la patria lasciando familiari e congiunti nella disperazione. La ringrazio di cuore per il lavoro che svolge.

Cordialmente R. Barbara

Viale Pietro Mario, nato il 31 luglio 1908 a Boves (Cuneo). Soldato del 29° Battaglione Alpini. Morto a Voerde (Nord Reno-Vestfalia) il 10 agosto 1945. Causa della morte: polmonite. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Voerde. Esumato e traslato a Francoforte sul Meno (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Westhausen). Posizione tombale: riquadro e / fila 2 / tomba 4.

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Giovanni Angelo Pala. Disperso in Russia ed ora ritrovato.

imageSassari, 20 febbraio 2016

Gentile signor Zamboni, l’anno scorso mi rivolsi a Lei per chiedere informazioni su mio nonno disperso in Russia. Le comunico che due settimane fa abbiamo avuto la risposta dal Ministero della Difesa. La ringrazio per il suo sito e per i buoni suggerimenti che vi sono contenuti e per tutto quello che fa per i discendenti che portano ancora i segni di una ferita mai rimarginata. Con stima Maria Baingia Dettori.

Il soldato Pala morì in un lager sul fronte russo, la verità dopo 73 anni

Finalmente si parla degli IMI nelle scuole

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Romanelli Giuseppe
Romanelli Giuseppe

Romanelli Giuseppe, nato il 9 febbraio 1921 a Martina Franca (Taranto). Prigioniero dei tedeschi. Imprigionato nelle Carceri di Bielefeld / presso il Campo Löhne (Nord Reno-Vestfalia). Registro prigionieri n° 416. Lista indumenti n° 416. Assegnato al lavoro presso il Reichsbahnlger a Lohne (Nord Reno-Westfalia). Deceduto il 24 febbraio 1945. Causa della morte: bombardamento. Sepolto ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 2 / fila V / tomba 18. Fonti: Ministero della Difesa. Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra. Documentazione dei familiari.

GIUSEPPE ROMANELLI di Grazia Carbotti

Storie di solidarietà umana e di riconoscenza

In questi giorni, tra le richieste di ricerca e ricostruzione delle vicende dei nostri Caduti, ne ho ricevuta una su un Caduto nativo della provincia di Reggio Emilia da parte della nipote (Marisa Nizzoli).

Si trattava dello zio della scrivente del quale si sapeva a grandi linee che era stato fatto prigioniero ed internato in Germania. Mi allegava una lista di prigionieri (si trattava di una lista di prigionieri impiegati presso la Todt) chiedendomi se dai dati e dal documento era possibile stabilire qualcosa di più.

Prigionieri O.T.

Lo zio, Bacchi Otello era nato a Boretto (Reggio Emilia) il 26 marzo 1919. Soldato del 6° Reggimento Artiglieria Guardia alla Frontiera era stato fatto prigioniero a Merano (Bolzano) il 9 settembre 1943 ed internato in Polonia nello Stalag II B di Hohenstein (in polacco Swietajno – Voivodato di Varmia-Masuria). Trasferito in Germania nello Stalag VI J di Fichtenhain (Nord Reno-Vestfalia) era stato impiegato presso un Comando di lavoro dell’Organizzazione Todt (O.T. – Lager Hülser Bruch). Poi trasferito allo Stalag VI C di Bathorn (Bassa Sassonia) era morto per malattia a Fullen il 15 novembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero militare italiano di Gross Fullen era poi stato esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Ojendorf) alla posizione tombale: riquadro 3, fila f, tomba 24.

Anche il papà di Marisa aveva rischiato di finire in Germania quel fatidico 8 settembre del 1943, ma un sant’uomo lo aveva nascosto, sottraendolo cosi ad un mare di sofferenza e, nel peggiore dei casi, anche alla morte.

Per questo, Marisa avrebbe piacere di conoscere chi in quei giorni infausti riuscì a salvare la vita al suo papà. Questo l’appello.

Stimatissimo Roberto Zamboni, molte grazie per la risposta inviatami, Bacchi Otello richiamato nella risposta è il fratello di mia madre . Devo ringraziare per la descrizione del viaggio che ha portato lo zio Otello da Merano alla sua infausta destinazione fino al campo di concentramento della morte di Fullen. Mia mamma era la fonte delle notizie riguardanti Otello, però mai ha riferito che il calvario dello zio lo aveva portato prima in Polonia poi in Germania. Il mio appetito di curiosità mi spinge a chiedere se è possibile postare nel sito da Te gestito, “Dimenticati di Stato” la richiesta di informazioni.

Mio padre Marino Nizzoli, caporal maggiore, in forza alla 4° sussistenza 1° compagnia dist. Varna Bolzano era distaccato presso un fornaio di Bolzano tale COLETTI. Il Sig. Coletti ha aiutato mio padre a nascondersi, l’8 di settembre del 1943, per evitare la deportazione in Germania. Stante il lungo periodo di tempo trascorso spero che qualcuno abbia memoria di questo benefattore e che si faccia vivo.
Ringraziando di cuore per l’attenzione porgo Cordiali Saluti.

Marisa Nizzoli