Gentilissima Signorina …

Grazie ad una lettera rintracciata tra il materiale archiviato dalla Biblioteca di Avio nella sezione “Archivi del Novecento”, dove sono stati raccolti in versione digitale, immagini, lettere, diari della Prima e della Seconda guerra mondiale, è stato possibile conoscere la sorte di tre Caduti sepolti ad Amburgo.

Ora si cercherà in ogni modo d’informare le famiglie.

Questi i loro nomi:

[nda – Congiunti già informati] – Fornelli Giovanni di Giuseppe, nato il 19 maggio 1916 ad Avio (Trento). Soldato del 43° Reggimento di Fanteria / 36a Compagnia Cannoni da 47/32 / Divisione Forlì. Posta Militare n° 38. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. In data 21 novembre 1944 si trovava internato nello Stalag VI A di Hemer (Nord Reno-Vestfalia). Morto a causa di un bombardamento aereo il 6 marzo 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Salzbergen (Bassa Sassonia). Esumato e traslato ad Amburgo (Germania). Cimitero militare italiano d’onore. Posizione tombale: riquadro 4 / fila H / tomba 10. Fonti: Archivio Zamboni, Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, Archivio Anrp, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra.

Cerri Felice, nato il 4 gennaio 1924 a Breme (Pavia). Soldato del 291° Regimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Morto a causa di un bombardamento aereo il 6 marzo 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Salzbergen (Bassa Sassonia). Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila H / tomba 9. Fonti: Archivio Zamboni, Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, Archivio Anrp.

Corona Alessandro di Primo, nato il 1° ottobre 1924 a Bassignana (Alessandria). Soldato del 38° Reggimento di Fanteria (Deposito) / 2a Compagnia Reclute / Tortona. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania. Morto a causa di un bombardamento aereo il 6 marzo 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Salzbergen (Bassa Sassonia). Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila H / tomba 8. Fonti: Archivio Zamboni, Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, Archivio Anrp, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra.

Bellano (Como), 5 novembre 1945

Gentilissima Signorina,

[…]

Avrei voluto io stesso darvi la notizia della morte di vostro fratello ma non sapevo come fare, perciò al mio rimpatrio consegnai tutto alla Croce Rossa e mi ripromisi di scrivere a loro non appena avessi avuto un loro rigo.

Lei chiede a me tutto e i minimi particolari ed io mi affretto a spiegarle nel miglior modo possibile come avvennero i fatti.

Conobbi Giovanni alla fine del gennaio del C.A. e con lui fui assegnato al lavoro in una raffineria di petrolio in Subribergen (Hannover). Era per me un ottimo compagno, un ragazzo molto taciturno, calmo, non molestava nessuno ed andava d’accordo con tutti. Sovente quando si era in baracca assieme, parlava dei suoi cari e dei suoi progetti per il futuro. Creda era veramente un amico ed a vicenda ci si infondeva coraggio.

La sua perdita causò in me ed in tutti i suoi compagni di lavoro una profonda tristezza, e poi proprio alla fine, il destino è stato molto duro con lui e con tutti voi, le sue sofferenze meritavano un miglior premio, ma Dio ha voluto così.

Immagino il dolore di sua mamma e di tutti. Questo me lo conferma anche dal fatto che lui doveva essere molto legato a voi perché sempre ne parlava.

[…]

Ora non mi dilungo ed in breve cercherò di raccontare gli avvenimenti del 6 marzo 1945.

Era martedì, la giornata era rigida, vi era molta nebbia e cadeva una fitta pioggerellina. Alle ore 11.20 suonò la sirena d’allarmi. Tutti lasciammo il lavoro e ci ritirammo come sempre nella nostra baracca perché per noi l’allarme era ormai cosa abituale, perciò si aspettava solo che la sirena suonasse per andare nella baracca a riscaldarci. Tutti si era inconsciamente convinti che mai nulla ci sarebbe successo. A questo si aggiungeva pure che noi nei rifugi dei civili tedeschi non si poteva entrare, perciò anziché starcene all’aperto al freddo si stava dentro.

Un pochino prima di mezzogiorno, tutti insieme si mangia. Sentiamo in lontananza come sempre il cupo rumore dei bombardieri ma eravamo tutti tranquilli e fiduciosi. Improvvisamente, cioè alle 12.05 fu sganciata la prima bomba. Tutti si fuggì dalla baracca. Giovanni con altri due compagni si rifugiò in un rifugio poco distante. L’incursione durò sino alle 12.30. Appena finita, tanto era il panico di tutti che si era quasi pazzi. Io avevo il comando degli Italiani, perciò mi affrettai a fare l’appello. Tre erano mancanti e tra loro vi era anche il povero Giovanni. Dalle prime informazioni seppi che era nel rifugio sopraccitato alle spalle del quale una bomba era caduta.

Salito in cima del rifugio, per mezzo di una bocca d’aria mi affrettai a chiamare gli assenti, ma solo uno mi rispose, un certo Cerri Felice.

Nella speranza di poter porgere un aiuto a loro, tutti noi con le pale ed anche con le mani ci affaticammo a rimuovere terra e macerie, lavoro duro ma non ci importava, i nostri compagni avevano bisogno di noi.

In lontananza sempre si udiva il rumore degli aerei ma nessuno ci badava perché quanto stavamo facendo non era ne più ne meno che il nostro dovere al quale non si poteva venire meno. In tutti era la smania di fare presto perché un filo di speranza era sempre tra noi. Mai, mi creda, fummo così tutti uniti come in quel momento.

Dopo 5 ore di lavoro, e cioè alle ore 6 circa, riuscivamo ad estrarre il Cerri il quale era ferito e nella nottata stessa morì.

Dopo circa un’ora ancora estraemmo il corpo di un altro nostro compagno, Corona Sandro […]. Visti inutili i nostri sforzi e tutti avviliti e data anche l’oscurità, tralasciammo i lavori per riprenderli il giorno dopo.

Alle 10 del giorno 7 estraemmo dalle macerie il corpo del povero Giovanni […].

Creda se per lei e per tutti loro il dolore è stato grande, anche per noi è un ricordo triste, perché anche lui come tanti altri seppe nel fiore della giovinezza soffrire e sacrificarsi per la grandezza della Patria, alla quale il suo amore non venne mai meno. Egli è per me e per tutti i suoi compagni di lavoro un esempio ed una guida per l’avvenire e il suo caro e dolce sguardo sempre ed ovunque ci accompagnerà e ci sarà di sprone per le future fatiche. Creda il dover parlare di suo fratello per me è molto doloroso perché a lui ero molto legato dato che assieme a lui per un breve periodo di tempo ho molto sofferto.

Unitamente a tutti si fece del nostro meglio per far sì che avesse quella giusta pace anche in terra straniera. Il giorno 12 del mese di marzo, unitamente agli altri compagni caduti ebbe sepoltura nel Cimitero civile Cattolico di Salzbergen. I funerali furono svolti secondo il rito cattolico. Era mia intenzione e di tutti di poter fare una croce ma purtroppo gli avvenimenti precipitarono e si dovette abbandonare il paese perché subentrarono gli alleati. Prima della mia partenza incaricai un mio compagno di fare una foto sulla tomba, ma purtroppo sinora lui non è ancora ritornato. Sarà mio dovere appena ne avrò notizie farvelo sapere perché vorrei avere la possibilità di dare a loro un perenne ricordo del povero e caro Giovanni.

P. L. – Bellano (Como)

lettera 2 - Copia
Stralcio della lettera datata 5 novembre 1945

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...