Un fiore ed una preghiera sulla tomba di Sandrino

11 maggio 2016

Egregio signor Zamboni, se le fosse possibile indicarmi il settore del cimitero dove è sepolto mio zio Sandrino Bonetti le sarei infinitamente grato.
Saluti Giuseppe Bonetti

Caro Giuseppe,
questo è quanto ho archiviato su tuo zio Sandrino.

Bonetti Sandrino di Ferdinando, nato il 6 marzo 1915 a Santa Maria Maddalena – Occhiobello (Rovigo). Fante dell’89° Battaglione Territoriale Bis / 4a Compagnia / Distaccamento Frascati. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag XIII C di Hammelburg. Morto a causa di un bombardamento aereo su Schweifurt (Baviera – Bassa Franconia) il 24 febbraio 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Schweifurt. Esumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro C / fila 5 / tomba 27.

Un abbraccio sincero, Roberto Zamboni

[…]

Sono commosso dalla tua sollecitudine, vivo in Svizzera da 54 anni (ne ho 68) e prossimamente mi recherò a Francoforte dove non mancherò di visitare il Cimitero e la tomba di mio zio del quale mio padre e l’altro zio naturalmente già deceduti (ma che l’avevano scampata in Africa) avevano sempre tenuto vivo il ricordo. Contraccambio di cuore il tuo abbraccio Beppe Bonetti

23 maggio 2016

Caro signor Zamboni, non può immaginare il sollievo che ha ricevuto la mia famiglia soprattutto una cugina ottantenne che ha avuto nello zio Sandrino un secondo padre visto che il suo ed il mio sono stati 10 anni in Africa e lei ha conosciuto il suo a 10 anni. Inoltre le informazioni avute molti anni fa lo davano sepolto in una fossa comune cosa che naturalmente ci rattristava enormemente.

Quando ieri tramite un figlio ha ricevuto mie foto e le informazioni che lei mi aveva inviato é scoppiata a piangere per la gioia ed il sollievo. Per tutto questo io le sarò eternamente grato e ringrazio il Signore che ci sono ancore persone come lei. Il mio abbraccio più forte assieme alla mia famiglia Beppe Bonetti

Beppe Bonetti sulla tomba dello zio Sandrino a Francoforte
Beppe Bonetti sulla tomba dello zio Sandrino

Un mondo di eroi sconosciuti

Alcuni mesi fa, sollecitato dai parenti di un nostro soldato scampato all’internamento, pubblicai un articolo con l’intento di rintracciare un “angelo” che con il suo comportamento aveva probabilmente salvato la vita ad un loro congiunto.

Ora, finalmente la lieta conclusione.

11 febbraio 2016

In questi giorni, tra le richieste di ricerca e ricostruzione delle vicende dei nostri Caduti, ne ho ricevuta una su un Caduto nativo della provincia di Reggio Emilia da parte della nipote (Marisa Nizzoli).

Si trattava dello zio della scrivente del quale si sapeva a grandi linee che era stato fatto prigioniero ed internato in Germania. Mi allegava una lista di prigionieri (si trattava di una lista di prigionieri impiegati presso la Todt) chiedendomi se dai dati e dal documento era possibile stabilire qualcosa di più.

Lo zio, Bacchi Otello era nato a Boretto (Reggio Emilia) il 26 marzo 1919. Soldato del 6° Reggimento Artiglieria Guardia alla Frontiera era stato fatto prigioniero a Merano (Bolzano) il 9 settembre 1943 ed internato in Polonia nello Stalag II B di Hohenstein (in polacco Swietajno – Voivodato di Varmia-Masuria). Trasferito in Germania nello Stalag VI J di Fichtenhain (Nord Reno-Vestfalia) era stato impiegato presso un Comando di lavoro dell’Organizzazione Todt (O.T. – Lager Hülser Bruch). Poi trasferito allo Stalag VI C di Bathorn (Bassa Sassonia) era morto per malattia a Fullen il 15 novembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero militare italiano di Gross Fullen era poi stato esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Ojendorf) alla posizione tombale: riquadro 3, fila f, tomba 24.


Anche il papà di Marisa aveva rischiato di finire in Germania quel fatidico 8 settembre del 1943, ma un sant’uomo lo aveva nascosto, sottraendolo cosi ad un mare di sofferenza e, nel peggiore dei casi, anche alla morte.

Per questo, Marisa avrebbe piacere di conoscere chi in quei giorni infausti riuscì a salvare la vita al suo papà. Questo l’appello.

Stimatissimo Roberto Zamboni, molte grazie per la risposta inviatami, Bacchi Otello richiamato nella risposta è il fratello di mia madre . Devo ringraziare per la descrizione del viaggio che ha portato lo zio Otello da Merano alla sua infausta destinazione fino al campo di concentramento della morte di Fullen. Mia mamma era la fonte delle notizie riguardanti Otello, però mai ha riferito che il calvario dello zio lo aveva portato prima in Polonia poi in Germania. Il mio appetito di curiosità mi spinge a chiedere se è possibile postare nel sito da Te gestito, “Dimenticati di Stato” la richiesta di informazioni.

Mio padre Marino Nizzoli, caporal maggiore, in forza alla 4° sussistenza 1° compagnia dist. Varna Bolzano era distaccato presso un fornaio di Bolzano tale COLETTI. Il Sig. Coletti ha aiutato mio padre a nascondersi, l’8 di settembre del 1943, per evitare la deportazione in Germania. Stante il lungo periodo di tempo trascorso spero che qualcuno abbia memoria di questo benefattore e che si faccia vivo.
Ringraziando di cuore per l’attenzione porgo Cordiali Saluti.

Marisa Nizzoli


8 maggio 2016

Caro Roberto, ritorno a Te per comunicarti che la mia ricerca per rintracciare colui che ha salvato mio padre, Marino Nizzoli dalla deportazione in Germania, a seguito degli eventi dell’otto settembre 1943, ha avuto un lieto fine.

Sono riuscita a contattare i nipoti del sig. Coletti, in realtà il nome è Giuseppe Coletti Contin.

Ho avuto il piacere di essere invitata presso l’abitazione che fu del sig. Giuseppe Coletti Contin in Bolzano.

La commozione era palpabile all’incontro e la soddisfazione dei nipoti, Sig. Paolo, Sig.ra Fiore, Sig.ra Tiziana e Sig. Marco, è stata grande nel venire a conoscenza che il nonno ha compiuto una azione che sicuramente ha evitato grandi sofferenze che in molti casi chi è stato deportato non ha più fatto ritorno dai suoi cari.

Ancora una volta Ti chiedo se è possibile postare questa nota sul Tuo sito, mi farebbe grande piacere e sarebbe un atto, anche se tardivo, di grande riconoscenza per il Sig. Giuseppe Coletti Contin.

Ringraziandoti per la meritoria opera che stai facendo porgo Cordiali Saluti.

Marisa Nizzoli


Un ringraziamento va anche da parte mia al Signor Giuseppe Coletti Contin e a tutti coloro che durante la guerra rischiarono la loro vita per salvarne un’altra.

GRAZIE

Il nipote di Giuseppe Racaniello ha potuto pregare sulla tomba del nonno

Anche dopo tanti anni lontani dalla terra dei propri avi, il legame di sangue si fa sempre sentire.

Così il nipote di Giuseppe Racaniello, figlio di emigranti, è riuscito a ritrovare quel nonno dato per “disperso”.

Grazie Roberto. Grazie al tuo lavoro ho trovato mio nonno. Si chiamava Giuseppe Racaniello. La sua tomba è a Francoforte sul Meno. Io sono andato tre settimane fa. Mille grazie. Scusa per il mio Italiano.

José Antonio Racaniello Tortosa

racaniello giuseppe 2Racaniello Giuseppe fu Pasquale, nato il 25 settembre 1915 a Castelgrande (Potenza). Soldato del 14° Reggimento di Fanteria / Batteria di Accompagnamento. Fatto prigioniero dai tedeschi in Grecia dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania, prima nello Stalag II B di Hammerstein e poi nello Stalag IV D di Torgau. Morto per malattia il 27 gennaio 1944 a Bochum (Nord Reno-Vestfalia). Inumato in prima sepoltura nel Cimitero centrale di Bochum. Esumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro P / fila 4 / tomba 14. Fonti: Archivio Zamboni, Ministero della Difesa, Archivio Anrp, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra.


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Riquadro P – Cimitero Militare Italiano di Francoforte sul Meno