Rimpatri da Amburgo

Riporto i nomi dei sei Caduti rimpatriati dal Cimitero militare di Amburgo con destinazione il centro-sud Italia:

Amatruda Salvatore Alfonso, nato il 14 settembre 1904 a Minori (Salerno). Marinaio (Cannoniere). Fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco-albanese l’8 settembre 1943 ed internato in Germania (Distretto Militare VI di Duisburg). Morto a Duisburg il 1° febbraio 1945 (nel 1944 venne dichiarato disperso e nel 1945 il Ministero della Guerra – in collaborazione con quello tedesco – accertò la causa della morte e il ritrovamento della salma a Duisburg). Sepolto ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila R / tomba 10.

Basili Simeone di Luigi, nato il 9 maggio 1918 a Mandela (Roma). Soldato dell’8° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria / 114° Gruppo/ 2° Battaglione / Posta Militare n° 106. Matricola del Distretto Militare di Roma: 12149. Fatto prigioniero dai tedeschi l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI J di Fichtenhain. Morto il 26 o 27 settembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero Evangelico di Duisburg. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila T / tomba 50.

Carlomagno Antonio, nato il 2 agosto 1911 a Lauria (Potenza). Soldato del 47° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sul fronte montenegrino ed internato in germania. Morto il 13 dicembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero Militare Italiano di Gross Fullen. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 3 / fila H / tomba 1.

Guadagno Salvatore, nato il 23 novembre 1923 a Pollena Trocchia (Napoli). Soldato del 6° Reggimento Bersaglieri. Morto il 4 novembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero Schalke di Gelsenkirchen. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 3 / fila U / tomba 46.

Macera Giovanni, nato il 29 maggio 1913 a San Giorgio a Liri (Frosinone). Soldato del 12° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania nello Stalag XI B di Fallingbostel e nello Stalag X B di Sandbostel. Impiegato presso l’Arbeitskommando n° 6226 di Braunschweig-Gliesmarode. Morto a Braunschweig (Bassa Sassonia) il 19 maggio 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero cattolico di Braunschweig. Posizione tombale: blocco di destra, fila 4, tomba n°51. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 1 / fila L / tomba 14.

Masci Giuseppe di Giuseppe, nato il 1° luglio 1906 a Gioia del Colle (Bari). Residente in Vico Fata, 27. Brigadiere dei Carabinieri. Matricola 196809. Internato nello Stalag XI B di Fallingbostel. Morto nello stesso lager (baracca 30) il 20 gennaio 1945 alle ore 09.00. Causa della morte: tifo addominale, miocardite e broncopolmonite. Inumato in prima sepolture nel Cimitero di Orbke (800 metri nord-est dallo Stalag di Fallingbostel). Posizione tombale: tomba n° 620. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 1 / fila K / tomba 28.


Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo

Rimpatriati i resti del Bersagliere Salvatore Guadagno

Guadagno Salvatore, nato il 23 novembre 1923 a Pollena Trocchia (Napoli). Soldato del 6° Reggimento Bersaglieri. Morto il 4 novembre 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero Schalke di Gelsenkirchen. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 3 / fila U / tomba 46.


Cercola ricorda Salvatore Guadagno, il martire del nazismo

Tornato a casa il Brigadiere Masci

Masci Giuseppe di Giuseppe, nato il 1° luglio 1906 a Gioia del Colle (Bari). Residente in Vico Fata, 27. Brigadiere dei Carabinieri. Matricola 196809. Internato nello Stalag XI B di Fallingbostel. Morto nello stesso lager (baracca 30) il 20 gennaio 1945 alle ore 09.00. Causa della morte: tifo addominale, miocardite e broncopolmonite. Inumato in prima sepolture nel Cimitero di Orbke (800 metri nord-est dallo Stalag di Fallingbostel). Posizione tombale: tomba n° 620. Esumato e traslato ad Amburgo / Hauptfriedhof Öjendorf / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 1 / fila K / tomba 28.


Seconda guerra mondiale. A Cetraro il saluto al carabiniere Giuseppe Masci

Risolto il mistero dell’Ignoto di Giovi


Due anni fa …

Ricevo e pubblico…

Buongiorno

Cerco notizie per dare un’identità all’ignoto che fu ucciso in treno alla stazione di Giovi (Arezzo) la domenica mattina del 19 marzo 1944 e seppellito nell’omonimo cimitero. Testimoni del tempo mi hanno riferito che fu ucciso da un “facinoroso” della zona che faceva controlli alla ricerca di disertori e che, con la fine della guerra , scappò in Veneto e non fu più visto. Sembra che il giovane ucciso fosse privo di documenti, vent’anni ed anche ben vestito. La ferrovia in questione collega Arezzo all’alto Casentino, via di transito per la Romagna o semplicemente per raggiungere le bande partigiane della zona. Ho fatto numerose infruttuose ricerche, anche negli archivi della polizia fascista ma dell’episodio non c’è traccia, solo un accenno nel libro dei morti della Parrocchia di Giovi oltre alla tomba nel cimitero. Navigando in internet ho visto un appello per ricercare un giovane siciliano che avrebbe cercato di raggiungere la propria madre in un paese del ravennate (Alfonsine ?). Purtroppo non sono riuscito più a trovarlo. Che ne pensa? Mi può aiutare ??

La ringrazio per l’attenzione

Roberto Carnesciali

30 settembre 2015

Ho trovato un documento in una ricerca sulla ferrovia del Casentino, un articolo de La Nazione, su un processo in cui si ricostruisce l’episodio in cui l’ignoto dichiara di chiamarsi Pietro Montagna da Pavia. Resta da capire se sia un nome vero o falso.

Roberto Carnesciali


26 settembre 2017

 

Articolo di Luca Serafini

De Checchi Gelindo

Buongiorno sono Lorena De Checchi nipote di De Checchi Gelindo caduto nella seconda guerra mondiale e sepolto a Francoforte. Ieri ho fatto visita al nonno al cimitero militare italiano friedhof westhausen. La ringrazio di cuore anche da parte della mia famiglia per il suo importante lavoro che ci permette di trovare i nostri familiari. Un grazie pieno.


De Checchi Gelindo, nato il 25 aprile 1912 a Loreggia (Padova). Soldato del 72° Reggimento di fanteria. Catturato dopo l’8 settembre 1943 sul fronte greco-albanese ed internato in Germania. Morto il 1° gennaio 1945. Causa della morte: bombardamento aereo. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Alsenz (Renania-Palatinato). Esumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro B / fila 3 / tomba 21. (Richieste informazioni in Vaticano da De Chiecchi Pierina / Loreggia – Padova).


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Il ritorno dell’Alpino Germano Grua

Montaione, 20 settembre 2017   –   Famiglia Grua / Montaione (Asti)

Ritorno a casa dell’Alpino Germano Antonio Francesco Grua dopo 73 anni

Inviamo la presente per informare le S. V. che sabato 23 settembre 2017, alle ore 15, presso la Chiesa Parrocchiale Sant’Antonio Abate in Montabone si terrà la Messa di commemorazione dell’Alpino Grua Germano, caduto nella Seconda Guerra mondiale.
Attualmente i Resti mortali dell’Alpino, giunti dalla Germania dopo 73 anni, sono custoditi nella Sede Alpini di Terzo (Alessandria).
Dopo la Funzione, i resti mortali di nostro zio riposeranno in pace accanto ai suoi adorati genitori e fratello nella tomba di famiglia sita nel Cimitero di Montabone (Asti).

L’Alpino Grua Germano era nato il 6 dicembre 1923 a Montabone. Arruolato nel 1° Battaglione Alpini, internato in Germania nello Stammlager X e deceduto per malattia il 23 novembre 1944.

La nostra riconoscenza va alle Istituzioni ed a quanti hanno partecipato al rimpatrio di nostro zio.

Un sincero ringraziamento a quanti vorranno partecipare alle esequie di un giovane soldato morto per la Patria.

Famiglia Grua


Germano Grua

Storia di un giovane Alpino morto per la Patria

Germano Antonio Francesco Grua nacque a Montabone il 6 dicembre 1923, figlio di Pietro Grua e Maria Tersilla Berutti.
Figlio di contadini, dimostrò da sempre una buona predisposizione agli studi.
Frequentava il Liceo Classico Parodi di Acqui Terme quando fu chiamato dal Servizio di Leva.
Dopo il Servizio di Leva fu richiamato in guerra nel 1943 e spedito a combattere per la Patria.
In un primo momento fu mandato in Trentino, vicino a Bolzano, ma insieme a molti compagni furono catturati dai tedeschi.
Internati, nello Stalag morì il 23 novembre 1944, per malattia.
A causa delle pessime condizioni di vita e del duro lavoro nel campo di concentramento si ammalò di tubercolosi.
Nelle sue lettere alla madre, al padre e al fratello, cercava sempre di rassicurarli dicendo loro che stava bene, mangiava, ma in realtà la fame, il duro lavoro, la sofferenza per la lontananza dai suoi cari, lo hanno portato alla morte.
Chiedeva costantemente alla sua famiglia delle loro condizioni di salute, diceva loro di star tranquilli che lui stava bene e aveva tanti amici, tra cui molti compaesani.
Chiedeva al babbo di conservargli una buona bottiglia di Dolcetto che avrebbero bevuto insieme in allegria.
Chiedeva se i raccolti erano stati buoni e se le ciliegie eranodeliziose come sempre.
Domandava alla madre se faceva le frittelle e sognava di mangiarle.
Sperava di tornare e di ruabbracciare suo fratello Guido Grua. Si raccomandava con il fratello di prendersi cura dei genitori, ma era certo che lo faceva nel miglior dei modi.
Mandava saluti a tutti, parenti, amici e compaesani.

La sua famiglia, appresa la notizia della sua morte, fu distrutta dal dolore.
Per loro non fu possibile rimpatriare le sue Spoglie per problemi burocratici.

Nel 2015 noi nipoti siamo venuti a conoscenza dal giornale “l’Ancora” del rimpatrio dell’Alpino Quinto Perotti.
Grazie alle informazioni della famiglia Perotti abbiamo iniziato le domande per il rimpatrio e dopo quasi due anni tutto questo è stato possibile.

Grazie per averci aiutato a rendere omaggio a nostro zio.

Germano Grua
Antonella Squillace
Mariangela Grua
Valentina Grua

Sono rientrate da Amburgo le Spoglie del Soldato Torricelli

Angelo Torricelli, figlio di Paolo, nato a Nibionno (Lecco) il 9 settembre 1923 era un soldato del 26° Parco Automobilistico Speciale e si trovava alla data dell’8 settembre 1943 a Tirana. Fatto prigioniero dai tedeschi, venne internato in Germania nello Stalag XI B di Fallingbostel. Morì il 13 agosto 1944 a Bergen Belsen (Bassa Sassonia) e venne inumato in prima sepoltura nel cimitero del campo (Waldfriedhof – blocco I, fila 1, tomba n°17). Nella seconda metà degli anni ’50 venne esumato e traslato dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo alla posizione tombale: riquadro 1 / fila D / tomba 15.

Ora le Spoglie di Angelo Torricelli riposano nel Cimitero di Veduggio.

Un ringraziamento va a tutti coloro (Mario Alberti, Gruppo Alpini, Autieri, Protezione Civile, ecc.) che si sono adoperati per il rimpatrio delle Spoglie mortali di questo Caduto.

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