Il ritorno dell’Alpino Germano Grua

Montaione, 20 settembre 2017   –   Famiglia Grua / Montaione (Asti)

Ritorno a casa dell’Alpino Germano Antonio Francesco Grua dopo 73 anni

Inviamo la presente per informare le S. V. che sabato 23 settembre 2017, alle ore 15, presso la Chiesa Parrocchiale Sant’Antonio Abate in Montabone si terrà la Messa di commemorazione dell’Alpino Grua Germano, caduto nella Seconda Guerra mondiale.
Attualmente i Resti mortali dell’Alpino, giunti dalla Germania dopo 73 anni, sono custoditi nella Sede Alpini di Terzo (Alessandria).
Dopo la Funzione, i resti mortali di nostro zio riposeranno in pace accanto ai suoi adorati genitori e fratello nella tomba di famiglia sita nel Cimitero di Montabone (Asti).

L’Alpino Grua Germano era nato il 6 dicembre 1923 a Montabone. Arruolato nel 1° Battaglione Alpini, internato in Germania nello Stammlager X e deceduto per malattia il 23 novembre 1944.

La nostra riconoscenza va alle Istituzioni ed a quanti hanno partecipato al rimpatrio di nostro zio.

Un sincero ringraziamento a quanti vorranno partecipare alle esequie di un giovane soldato morto per la Patria.

Famiglia Grua


Germano Grua

Storia di un giovane Alpino morto per la Patria

Germano Antonio Francesco Grua nacque a Montabone il 6 dicembre 1923, figlio di Pietro Grua e Maria Tersilla Berutti.
Figlio di contadini, dimostrò da sempre una buona predisposizione agli studi.
Frequentava il Liceo Classico Parodi di Acqui Terme quando fu chiamato dal Servizio di Leva.
Dopo il Servizio di Leva fu richiamato in guerra nel 1943 e spedito a combattere per la Patria.
In un primo momento fu mandato in Trentino, vicino a Bolzano, ma insieme a molti compagni furono catturati dai tedeschi.
Internati, nello Stalag morì il 23 novembre 1944, per malattia.
A causa delle pessime condizioni di vita e del duro lavoro nel campo di concentramento si ammalò di tubercolosi.
Nelle sue lettere alla madre, al padre e al fratello, cercava sempre di rassicurarli dicendo loro che stava bene, mangiava, ma in realtà la fame, il duro lavoro, la sofferenza per la lontananza dai suoi cari, lo hanno portato alla morte.
Chiedeva costantemente alla sua famiglia delle loro condizioni di salute, diceva loro di star tranquilli che lui stava bene e aveva tanti amici, tra cui molti compaesani.
Chiedeva al babbo di conservargli una buona bottiglia di Dolcetto che avrebbero bevuto insieme in allegria.
Chiedeva se i raccolti erano stati buoni e se le ciliegie eranodeliziose come sempre.
Domandava alla madre se faceva le frittelle e sognava di mangiarle.
Sperava di tornare e di ruabbracciare suo fratello Guido Grua. Si raccomandava con il fratello di prendersi cura dei genitori, ma era certo che lo faceva nel miglior dei modi.
Mandava saluti a tutti, parenti, amici e compaesani.

La sua famiglia, appresa la notizia della sua morte, fu distrutta dal dolore.
Per loro non fu possibile rimpatriare le sue Spoglie per problemi burocratici.

Nel 2015 noi nipoti siamo venuti a conoscenza dal giornale “l’Ancora” del rimpatrio dell’Alpino Quinto Perotti.
Grazie alle informazioni della famiglia Perotti abbiamo iniziato le domande per il rimpatrio e dopo quasi due anni tutto questo è stato possibile.

Grazie per averci aiutato a rendere omaggio a nostro zio.

Germano Grua
Antonella Squillace
Mariangela Grua
Valentina Grua

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