Anche Giuseppe torna a casa

7 settembre 2017

Buonasera Roberto,

sono Stefania Severi e ti ho scritto circa due anni fa riguardo mio zio Severi Giuseppe sepolto nel cimitero militare di Francoforte sul Meno. Probabilmente verrai contattato da molte persone e forse non ti ricorderai di me, ma sono sicura che per ognuna delle persone che si sono rivolte a te, tu Roberto sei un punto di riferimento prezioso. Ci tenevo ad aggiornarti riguardo mio zio: probabilmente questo autunno la mia famiglia riuscirà a riportarlo a casa dopo 73 anni, verrà rimpatriato in aereo e mi è stato detto da onorcaduti che arriverà a Roma. […]


19 ottobre 2017

Ciao Roberto,

ti scrivo per renderti partecipe della mia gioia. Domani prenderò un aereo destinazione Francoforte per partecipare all’esumazione di cinque caduti, tra cui mio zio Giuseppe, che si terrà il 23 ottobre 2017. Dal 24 ottobre i caduti verranno rimpatriati in Italia.

Grazie di cuore

Stefania Severi


SEVERI Giuseppe, nato il 23 aprile 1917 a Pergine Valdarno (Arezzo). Soldato del 9° Reggimento Genio. Fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco-albanese il 22 settembre 1943. Internato a Hemer (Nord Reno-Westfalia) nello Stalag VI A / Matricola VI A 53808. Trasferito a Dortmund allo Stalag VI D / Arbeits Kommando (comando di lavoro) n° 1045. Deceduto a Dortmund il 23 maggio 1944. Causa della morte: ferite da bombardamento aereo. Inumato in prima sepoltura nel cimitero principale di Dortmund / Reparto prigionieri di guerra. Posizione tombale: Campo 11 / Tomba 61. A causa di un errore di trascrizione sarà sepolto con il nome sbagliato (Giuseppe Leverio). Esumato e traslato a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro O / fila 12 / tomba 6. Sulla lapide verrà riportato l’errore del nome. Fonti: Ministero della Difesa. Albo IMI – Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia. Documentazione dei famigliari (Stefania Severi – nipote).


Stefania Severi sulla tomba dello zio alcuni anni fa
La lapide oggi nel Cimitero di Francoforte

Documenti

Campo per prigionieri di guerra – Stalag VI D 2 marzo 1944 Carissimi genitori, con mio grande pensiero vi faccio sapere le mie notizie, come il quale mi devo con tentare e di sperando che passi tutta questa prigioneria sempre con una buona salute. Sempre con più cari saluti. Baci G.
Fotografia all’atto dell’immatricolazione presso lo Stalag VI A di Hemer (fonte: Albo IMI Caduti)

 

 

 

Il Soldato Angeloni torna a casa

Da un post su Facebook del Sindaco di Aielli Enzo Di Natale

Mario Marco Angeloni

Mario Marco Angeloni, classe 1921, aiellese, alto 1.65, viso lungo, naso grosso, bocca regolare, capelli castani e lisci, occhi castani, colorito roseo e dentatura sana. Professione carrettiere.
Lo conobbi nel 2013, quando per caso mi imbattei in un sito internet, ‘dimenticatidistato.com’, una monumentale ricerca portata avanti da Roberto Zamboni (che ringrazio per avermi guidato in questo percorso) avente l’obiettivo di rendere noti i luoghi di sepoltura di 19.000 soldati italiani dimenticati nei numerosi cimiteri militari e dati per dispersi.
Un lavoro lungo e meticoloso, quello portato avanti dall’imprenditore veronese, sfociato nella creazione di un database in cui sono raccolti i nomi dei quasi ventimila soldati erroneamente definiti ‘dispersi’, catalogati e suddivisi per Regione/provincia/comune e per luogo di sepoltura.
Controllai immediatamente se vi fosse, tra i nominativi, un nostro paesano.
C’era un milite, il ‘nostro’ Mario Marco Angeloni, sepolto a Francoforte sul Meno (RIQUADRO F FILA 8 TOMBA 19).
I giorni seguenti, insieme a Mario Palerma, avviai una ricerca e mi recai presso l’archivio di Stato di Chieti per recuperare il suo Foglio Matricolare (una specie di Carta d’identità in cui sono annotati i vari trascorsi militari e bellici di tutti i soldati).
Il foglio, utilizzando un linguaggio freddo e distaccato, tipico dei documenti militari, ‘parla’ chiaro: il soldato Mario Marco Angeloni fu chiamato alle armi nel gennaio 1941 (65^ compagnia sanità ). Poi fu fatto prigioniero, il 9 settembre 1943. Poi fu trasportato in un campo di concentramento tedesco.
Lì morì, nel maggio 1945.
Aveva solo 24 anni, lasciava una fidanzata, un padre, una madre e poi fratelli e sorelle. Una famiglia, la sua, che pagò un tributo altissimo alla seconda guerra mondiale, con altri 2 fratelli (Costantino e Francesco) risucchiati dal conflitto e mai tornati. Né vivi, né morti.
Marco aveva però anche altre due sorelle, Benedetta e Maria e un terzo fratello, Giovanni. Informati del ritrovamento hanno fatto richiesta di rimpatrio.
Purtroppo, in questi ultimi mesi, due dei tre congiunti hanno lasciato questa terra. Il destino gli ha tolto la possibilità di vivere il finale giusto di questa storia tragica.
Il soldato Mario Marco Angeloni, 72 anni dopo, torna a casa.
Il 25 ottobre, alle ore 11.30, sarà rimpatriato.
Le sue spoglie saranno tumulate ai piedi del monumento ai caduti.
Un giusto tributo alla memoria del soldato Angeloni e dei caduti di tutte le guerre.
Il 1 novembre, alle ore 11.30, in forma solenne, si terrà la cerimonia di saluto alla presenza delle autorità militari, civili e religiose.
Per entrambe le date vi chiedo di essere presenti, per accogliere Mario Marco con un grande abbraccio collettivo e per testimoniare la vicinanza alla famiglia.
Con la speranza che il momento sia per tutti un’occasione di raccoglimento e di riflessione, sulla storia,sulla guerra e sul drammatico destino che essa impone alle persone.
Ps
Le foto della tomba sono state scattate da Luigi Mancini, un lavoratore aiellese che passò , qualche anno fa , da Francoforte sul Meno e che trovò il tempo di salutare il nostro compaesano , fornendo la prova visiva della sua sepoltura.

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Lapide nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte

Un pisano a Dachau

Italo Casini

Sposato e padre di due figli, Italo Casini era nato a Pisa il 27 settembre 1920.

Sergente  del 7° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria, fu fatto prigioniero in territorio italiano dopo l’Armistizio e deportato,  assieme ad altri 233 prigionieri, nel Campo di concentramento Dachau su un convoglio partito da Trieste il 16 novembre 1944 .

Arrivato a Dachau il 18 novembre 1944, gli venne assegnato il numero di matricola 128763 e fu alloggiato nel Blocco 13. A Dachau fu classificato come deportato per motivi precauzionali con misure speciali di sorveglianza e non trasferibile in altro lager (SCH/NAL).


Documento tratto dagli archivi del Servizio Internazionale di Ricerche di Arolsen

E. 529: elenchi spediti da Dachau, giunti tramite la nunziatura apostolica in Francia il 22 maggio 1945 con i nomi dei 1380 prigionieri cristiani ed ebrei internati nel campo di concentramento, compilati, al momento della liberazione, dal condetenuto padre Carlo Manziana a nome del Comitato italiano dei prigionieri di Dachau (protocollo 00625458). Tratto da Archivium Secretum Vaticanum / Cav 52: «Inter Arma Caritas» – L’Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra, istituito da Pio XII (1939-1947) – A cura di Francesca Di Giovanni e Giuseppina Roselli (2004) – Volume 1 / Inventario, volume 2 / Documenti. Schedario digitalizzato.

Il 29 aprile 1945, quando i soldati dell’Esercito americano liberarono il Lager, Italo era ancora vivo ma ammalato di tubercolosi e fisicamente in condizioni disperate (secondo alcune testimonianze riferite ai famigliari, Italo al momento della liberazione pesava 31 chili perché “aveva tentato la fuga per numerose volte, ed ogni volta che veniva nuovamente catturato, la sua alimentazione veniva ridotta”. Venne ricoverato presso l’Ospedale americano  di Dachau ma non riuscì più a riprendersi e il 15 giugno 1945 morì.

Elenco dei deceduti presso l’Ospedale americano di Dachau (fonte Italo Tibeldi – tratto da Giovanni Melodia – membro del Comitato Clandestino Internazionale e del Comitato Italiano alla liberazione di Dachau).

Testimonianza di un compagno di prigionia depositata presso l’Archivio di Stato di Bolzano

Venne inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Dachau (Lager Friedhof) alla posizione tombale J / 4 / 1140 per poi essere esumato e traslato nel cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera alla posizione tombale: riquadro 4 / fila 8 / tomba 56.

Grazie all’impegno della figlia Morena, da qualche anno le Spoglie di Italo Casini sono state rimpatriate e riposano nel Cimitero comunale di Pisa.

 

 

 

Francesco Cariello

Francesco Cariello

Francesco Cariello era nato il 6 giugno 1912 a San Giovanni a Piro (Salerno). Caporal Maggiore del 32° Reggimento di Fanteria venne catturato dopo l’8 settembre ’43 sull’Isola di Creta e successivamente internato nello Stalag I A di Stablack (Prussia Orientale) dove gli fu assegnato il numero di matricola 18774 Ia. Fu poi trasferito poi allo Stalag XI B di Fallingbostel. Morì il 22 ottobre 1944 a Braunschweig (Bassa Sassonia) per le ferite riportate a causa del bombardamento aereo britannico (sulla città di Braunschweig furono sganciate 200.000 bombe incendiarie) del 15 ottobre 1944. Venne inumato in prima sepoltura nel vecchio Cimitero cattolico di Braunschweig per poi essere esumato nel dopoguerra e traslato da Onorcaduti nel cimitero militare italiano d’onore di Amburgo alla posizione tombale: riquadro 1 / fila H / tomba 37.

Foto di Franca Cariello (nipote)


Francesco Cariello con la moglie