La storia di Carlo – Dall’Istria ai campi di concentramento di Flossenbürg e Dachau


 

Carlo Vidovic era nato il 4 dicembre 1911 ad Abbazia/Opatija (Fiume – Istria). Sposato con Franica Zrinscak era padre di due bambini: Claudio, nato nel 1938 ed Edo nato nel 1942.

Durante l’occupazione nazifascista Carlo era entrato a far parte di una formazione partigiana, e per questo motivo venne arrestato dai tedeschi (con la collaborazione dei fascisti Ustasha) ad Icici (Fiume), imprigionato nelle carceri di Fiume e poi trasferito nelle prigioni triestine.

Il 18 dicembre 1944, assieme ad altri prigionieri, venne portato alla stazione ferroviaria di Trieste, caricato su un treno merci e deportato. La sua destinazione era il Campo di concentramento di Flossenbürg.

Il treno fece fermata a Gorizia e Udine, dove vennero caricati altri prigionieri, per poi proseguire verso la Germania con un “carico” di 260 persone. Il viaggio durò tre giorni.

Casacca “zebrata” di un deportato politico italiano – Immagine tratta da http://www.lager.it

Flossenbürg era un campo di concentramento «principale», dal quale i deportati venivano smistati in sottocampi, detti «Kommandos», per essere impiegati nei lavori più svariati. Dopo il periodo di «quarantena», vale a dire l’intervallo che precedeva il decentramento, che era di alcune settimane, generalmente i prigionieri venivano inviati ai sottocampi. Il 21 dicembre 1944, all’arrivo nel lager, dovette subire la procedura standard prevista per ogni deportato. Fu spogliato di ogni avere, dei vestiti e della dignità, rapato, rasato e lavato. Gli venne fornito il vestiario e, trasferito al blocco 20, immatricolato. Carlo ebbe il numero di matricola 40362 e il triangolo rosso con la «IT» nera che lo classificava come prigioniero politico italiano.

Quattordici giorni dopo il suo arrivo, il 4 gennaio 1945, Carlo venne decentrato a Hersbruck (sottocampo dipendente da Flossenbürg).

Già dai primi giorni di aprile, le truppe americane avevano iniziato l’avanzata verso il Lager di Flossenbürg. Intuendo che sarebbero arrivati di lì a pochi giorni, il comandante del campo, Max Koegel, decise l’evacuazione sia del lager principale che dei  campi satellite di Hersbruck, Regensburg e Plattling, spostando i prigionieri in treno o a piedi verso sud, con destinazione il Campo di concentramento di Dachau.

I primi deportati ad essere evacuati (8 aprile 1945) appartenevano ad un convoglio di ammalati ed arrivarono a Dachau il 9 aprile. Tra questi, quasi sicuramente anche Carlo.

Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera (anni ’60)

Infatti, dalla documentazione, Carlo Vidovic risulta essere stato immatricolato a Dachau il giorno 9 aprile 1945, con il numero di matricola 151314.

Il 29 aprile 1945, quando i primi soldati dell’esercito americano entrarono nel Lager di Dachau, trovarono una situazione catastrofica, con migliaia di deportati gravemente ammalati e deperiti, causa di mesi di maltrattamenti, sofferenze e fame.

Carlo, presumibilmente in condizioni fisiche disperate, fu ricoverato presso l’ospedale americano, dove morì il 20 maggio 1945.

Venne sepolto nel cimitero comunale di Dachau (Waldfriedhof) e nel 1957 le sue Spoglie furono esumate dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra per essere traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera, alla posizione tombale: riquadro 4,  fila 9,  tomba 74.

Tratto da Banca dati Onorcaduti
File sepolture Onorcaduti – Archivio Zamboni / Dimenticati di Stato

 

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Nell’immediato dopoguerra la famiglia venne a sapere da un ex deportato che abitava in un paese vicino che Carlo era morto a Dachau. Dopo aver sentito i racconti di questo ex deportato, i famigliari si convinsero che Carlo fosse finito in una delle tante fosse comuni approntate in fretta e furia per evitare il diffondersi di epidemie. Così Franika rimase vedova a soli 33 anni con due bambini piccoli.

 

Franica Zrinscak Vidovic con il marito Carlo (1938)

 

Anni dopo, Claudio, il figlio maggiore di Carlo, emigrò prima in Italia e poi in Francia, da dove prese contatti con la zia (Pierina) che viveva a Chicago, riuscendo a trasferirsi negli Stati Uniti.

Nel 1968, anche Edo con la mamma Franika riuscirono ad emigrare negli USA (Edo racconta che arrivarono a Chicago con in tasca solamente 50 dollari).

Claudio Vidovic (purtroppo morto nel 1982) ha avuto una figlia, Claudia, mentre Edo ha avuto tre figli: Eddy, Nancy e Sandy.

Ed è proprio Sandy che cercando in Internet si è imbattuta nel sito “Dimenticati di Stato” ed è riuscita a conoscere la sorte di quel nonno creduto per tutti questi anni finito in una fossa comune.

Lo scorso anno, la moglie di Claudio, Lila (e mamma di Claudia), è riuscita a mettere un fiore sulla tomba di Carlo.

 

2017 – Per la prima volta dopo 73 anni, Lila mette un fiore sulla tomba di Carlo

 

Il 22 maggio 2018, anche le nipoti Sendy e Nancy sono partite da Chicago ed hanno raggiunto il Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera.

Per loro è stata una grandissima emozione, poter piangere, dopo 73 anni, sulla tomba di quel nonno mai conosciuto.

 

 

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Elenco generale dei Caduti sepolti nel Cimitero militare italiano di Monaco di Baviera (Waldfriedhof)


 

 

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