Marinaio Bancalà Giuseppe

“Innanzi tutto mi preme ringraziarla per il lavoro svolto, encomiabile davvero. Le scrivo perché il fratello maggiore di mia nonna, il marò Giuseppe Bancalà, nato a Sassari il 23 luglio 1922, è deceduto in Germania. La notizia del decesso è arrivata loro nell’autunno del 1944, ma sulla sua lapide a Francoforte è riportata una data differente: 04/01/1945. Data che coincide nell’elenco che, molto generosamente, lei ha messo a disposizione. Pare fosse stato fatto prigioniero… forse è morto in un ospedale militare. La famiglia non ha mai avuto notizie certe sull’accaduto né ha mai ricevuto i suoi effetti personali, come ad esempio la piastrina militare. Mi chiedevo se ha qualche suggerimento su come reperire queste informazioni.
Grazie ancora. Claudia Cocco”

Cara Claudia, questi sono i dati che ho archiviato (con le fonti consultate):

Bancalà Giuseppe, nato il 23 luglio 1922 a Sassari. Marò del Reparto La Spezia. Matricola 14655. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag IX B di Bad Orb. Morto per malattia a Klein-Zimmern (Dieburg) il 4 gennaio 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Dieburg (Assia). Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen). Posizione tombale: riquadro F / fila 5 / tomba 7.

Fonti: Ministero della Difesa (Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra); Ufficio Storico della Marina Militare; Deutsche Dienststelle (WASt – Berlino); Archivio dell’Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia e dall’Internamento (ANRP).

Ti allego la foto della tomba nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno.

[…] Un saluto. Roberto Zamboni

Tomba a Francoforte sul Meno del marinaio Bancalà Giuseppe

Palumbo Francesco Fortunato e i Caduti di Mesagne (Brindisi)

Mesagne, 4 febbraio 2011

Egregio Signor Zamboni,

tramite un periodico locale sono venuto a conoscenza della Sua ricerca in merito alla possibilità di rimpatrio delle salme dei deportati durante l’ultima guerra.

Sono il nipote di uno di questi sfortunati ragazzi che hanno dedicato la vita alla Patria in cambio della quale, questa Patria ha solo dato un attestato cartaceo alle famiglie e una medaglia di bronzo.

Alla famiglia di mia madre (la sorella del disperso) resta solo questo, e un misero vitalizio di circa 50 euro al mese, né una spiegazione, né un dettaglio su quello che è successo e tantomeno una salma sulla quale piangere.

[…]

Ho visitato il suo sito, non sono riuscito però a reperire materiale riguardo principalmente mio zio, ma anche riguardo agli altri tre soldati che sembrerebbe appartenessero al mio stesso comune di residenza.

Prima di informare mia madre di questa possibilità vorrei raccogliere tutte le informazioni possibili per dare a lei qualcosa di tangibile. Inoltre se, col suo prezioso aiuto potrò raccogliere materiale che interessi l’amministrazione comunale del mio paese, è mia intenzione coinvolgere le autorità per tributare magari tardivamente gli onori dovuti a chi ha sacrificato la propria vita per il bene comune.

Nell’attesa di sue notizie, nel ringraziarla per la disponibilità che potrà accordare alla presente, Le fornisco i dati relativi a mio zio e le allego una sua foto dell’epoca, chissà che magari possa aiutarmi anche a capire dove può essere stata scattata:

PALUMBO FRANCESCO (FORTUNATO), nato a Mesagne (BR) il 17 maggio 1920 deceduto il 06 settembre 1944.

Cordiali saluti.

Angelo Mitrugno


Palumbo Francesco Fortunato, nato il 17 maggio 1920 a Mesagne. Soldato del 226° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco-albanese ed internato in Germania nello Stalag XI B di Fallingbostel. Trasferito a Bergen Belsen. Morto per malattia a Bergen Belsen (Bassa Sassonia) il 6 settembre 1944 ed inumato nel Cimitero locale. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 1 / fila E / tomba 15.

CMI Francoforte sul Meno – Tomba di Altavilla Francesco Cosimo
CMI Francoforte sul Meno – Tomba di Caramia Carmelo
CMI Francoforte sul Meno – Tomba di Dello Monaco Angelo
CMI Amburgo – Tomba di Palumbo Francesco – (foto M. W.)

Da Padova a Francoforte, sulla tomba dello zio Giovanni

Padova, 2 ottobre 2019

Caro Roberto,
sabato mattina 28 settembre io e mio fratello siamo finalmente arrivati davanti alla tomba dello zio Giovanni.
Avevo visto qualche foto del Cimitero militare di Francoforte, ma poi esserci di persona è tutt’altra cosa.
Ci siamo emozionati nel vedere la distesa di tombe, quasi 5.000 vite giovanissime in tombe tutte uguali indipendentemente dal loro grado, disposti in file geometriche perfette. mi ha colpito molto la geometria delle file, ancora una volta disposti in fila come probabilmente lo erano durante la prigionia.
Non abbiamo avuto difficoltà a individuare la tomba dello zio, anche perché siamo partiti preparati da casa con la piantina.
Trovarla ed “incontrarlo” così, in piedi in mezzo alle file perfette ci ha fatto provare una sensazione strana, ma siamo stati felici di esserci.
Speriamo sia arrivata alla sua anima il nostro pensiero ed affetto, quello di mio papà che dall’Italia ha assistito in diretta via WhatsApp alla brevissima “cerimonia” nel corso della quale abbiamo letto brevi testi e deposto i fiori del papà e il nostro fiore. e l’affetto dei nostri cugini che ci hanno seguito anche loro via WhatsApp e ci hanno chiesto di portare anche il loro abbraccio.
Tra le emozioni anche un po’ di tristezza, sopratutto nel pensare alla vita durissima trascorsa nei campi di concentramento.

Abbiamo fatto delle fotografie che ti invio ora affinchè tu possa portare anche la nostra testimonianza nella tua bellissima pagina dedicata a questo triste capitolo della storia italiana.

[…]

Un abbraccio.
Loredana Borgato


Borgato Giovanni di Angelo, nato il 13 giugno 1921 a Saonara (Padova). Soldato della 3a Compagnia Genio. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Trasferito allo Stalag VI A di Hemer (Hemer/Iserlohn). Impegato presso il Comando di lavoro n° 730 (Arbeitskommando n° 730). Morto il 13 marzo 1945. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero centrale di Dortmund (Gottesacker). Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen). Posizione tombale: riquadro K / fila 8 / tomba 27.

Tomba nel Cimitero militare italiano di Francoforte sul Meno
La nipote Loredana
L’altro nipote di Giovanni Borgato
Una rosa sulla tomba di Giovanni Borgato

 

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Sulla tomba di nonno Vittorio

Padova, 10 giugno 2019

Buongiorno signor Zamboni,
grazie al suo lavoro ho scoperto dov’è sepolto mio nonno Vittorio Crestani nato nel 1910 a Galzignano Terme e morto a Gorlitz – Staglag VIIIA.
Ha lasciato moglie e tre bambini, mio padre, il più piccolo, non l’ha mai conosciuto.
Ora so che é sepolto a Varsavia, nel cimitero militare di Bielany. Dal suo sito ho appreso che ci sono sepolture in trincea, poco accessibili, e in mausoleo. Ho letto che per conoscere la posizione esatta é necessario contattare il Commissariato Generale. […] Ad agosto andrò in Polonia e vorrei passare per Gorlitz e Varsavia. Non so se nel frattempo avrò risposta dal Ministero alla mia mail. Ricordo che qualche tempo fa sul suo sito avevo visto le foto delle due pietre tombali con i nomi dei sepolti in trincea e non avevo visto quello di mio nonno. Ora però non riesco più a ritrovarle. Le chiedo pertanto se sa darmi qualche indicazione.
Ho anche salvato l’elenco dei caduti di Galzignano dal suo sito, lo trasmetterò al sindaco del paese, perché potrebbe essere utile ad altre persone.
La ringrazio per il suo lavoro, dopo 75 anni dalla morte di mio nonno sappiamo che ha avuto sepoltura degna, le ultime informazioni ricevute da mia nonna da parte di un compagno dicevano che era stato sepolto in un campo di granturco poco fuori dal campo di prigionia.


Verona,10 giugno 2019

Cara Lorena,
ti confermo che il nonno dovrebbe trovarsi in uno dei due Mausolei (il destro o il sinistro), infatti il suo nome non compare tra quelli incisi sulle lastre di copertura degli ossari in trincea.

Questi sono i dati che ho su tuo nonno:

Crestani Vittorio, nato il 10 febbraio 1910 a Galzignano Terme (Padova). Soldato del 480° Battaglione Costiro di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi il 12 settembre 1943 ad Atene ed internato in Polonia nello Stalag I A di Stablack (in polacco Stablawki – Voivodato di Varmia e Masuria). Trasferito allo Stalag VIII B di Teschen (in polacco Cieszyn). Trasferito allo Stalag VIII A di Görlitz. Morto per malattia a Görlitz (in polacco Zgorzelec – Voivodato della Bassa Slesia) il 16 agosto 1944. Inumato in prima sepoltura nel cimitero di Görlitz – Moys. Esumato e traslato a Bielany-Varsavia / Cimitero militare italiano (Polonia). Inumato in uno dei due mausolei.

Tra le schede dell’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (Archivio Segreto Vaticano) ne ho trovata una che si riferisce a tuo nonno con la quale si certificava che era prigioniero dei tedeschi.

Per chiedere informazioni relative alla sepoltura o per la documentazione giacente presso gli archivi del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti bisogna compilare e firmare il modulo di richiesta notizie (in allegato), corredato dalla fotocopia di un documento di identità, da inoltrare al Commissariato usando la mail onorcaduti@onorcaduti.difesa.it.

Per ulteriori info, sai dove trovarmi.

Un abbraccio a te e ai tuoi cari. Roberto Zamboni

      

      

Nominativi dei sepolti in trincea a Bielany


Lastre di copertura dei Sepolcreti in trincea


Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra

Padova, 11 giugno 2019

Caro Roberto,
la tua mail mi ha dato informazioni che ignoravo totalmente. Dai discorsi di mia nonna pensavo fosse stato fatto prigioniero in Albania, ora scopro che era ad Atene e solo 4 giorni dopo l’armistizio! Ricordo le sue lettere, in cui chiedeva della famiglia e dei lavori da fare nei campi. E chiedeva viveri, che non arrivavano mai a destinazione.
Quella indicazione Staglag VIIIA mi é rimasta nella mente per anni, poi con internet scopro che indicava Gorlitz e poi un anno fa per caso capito sul tuo sito e vengo a conoscenza dell’esistenza del cimitero militare di Bielany e trovo il nome di mio nonno e la data di morte. Sono rimasta impietrita davanti allo schermo. Ora non so se lo riporteremo a casa, ma sicuramente andrò a Gorlitz dove é morto e porterò a casa un pugno di terra e andrò a Bielany a rendergli un saluto, lo devo a lui e a mia nonna che l’ha pianto per una vita sotto la corazza che si è costruita per andare avanti. E se so che è a Bielany é solo grazie a te e al tuo lavoro.
Ti terrò aggiornato.
Intanto grazie da parte mia e della mia famiglia, ci hai reso un pezzo della nostra storia.


Padova, 12 settembre 2019

Ciao Roberto,
Grazie al tuo lavoro e alle tue informazioni questo agosto ho trovato mio nonno Vittorio Crestani.
Ho visitato quanto resta dello Stalag VIII A di Zgorzelec in Polonia. Esiste un centro informativo sia in Polonia che nella vicina Gorlitz tedesca, ma essendo sabato era chiuso.
Ho visitato il cimitero militare italiano a Varsavia il 15 agosto. Pur avendo tutte le tue informazioni (sepoltura in uno dei due mausoleo) ho rischiato di non trovarlo perchè sono chiusi a chiave e nel registro del custode non risulta il nome di mio nonno. Per fortuna su insistenza di mio marito e dopo la lettura della tua mail, ci è stato concesso di cercarlo. E l’abbiamo trovato, è nel mausoleo di sinistro al posto 245, anche se nel registro risulta un altro nominativo (che in realtà è sepolto in trincea). Ti allego alcune foto del campo e del cimitero e anche quella del registro con la postilla a matita sul nominativo del soldato che dovrebbe essere sepolto dove in realtà c’è mio nonno. Nel caso te ne servissero altre per il tuo archivio fammi sapere. […] Ho rischiato di essere mandata via a mani vuote dopo 1300km di viaggio perchè non avevo il numero della sepoltura e con poca disponibilità ed empatia da parte del custode.
Al di là di questo ti posso assicurare che l’emozione è stata molta. E ti ringrazio, perchè se l’abbiamo trovato è grazie al tuo lavoro.

Lorena Crestani


Il campo Stalag VIIIA a Zgorzelec in Polonia , pur praticamente completamente smantellato subito dopo la guerra, è famoso perché un compositore francese (Olivier Messiaen) da prigioniero ha composto il Quartetto per la fine del Tempo eseguendolo nel campo nel 1941. Negli anni successivi le condizioni di vita nel campo si sono fatte più dure, con l’arrivo di prigionieri russi e poi italiani. Solo grazie alla traccia lasciata da Olivier Messiaen la memoria del campo è rimasta e negli scorsi anni proprio dove sorgeva in terra polacca è stato costruito un centro culturale e informativo con una esposizione che approfondisce la condizione di quanti sono stati costretti al lavoro forzato da parte dello stato tedesco nel corso della seconda guerra mondiale; in quella zona lavoravano nei campi, nelle miniere o nelle fabbriche. Dove c’era il campo e le baracche ora c’è un bosco di querce e betulle, un sentiero pedonale con cartelli informativi ripercorre il viale principale del campo. Noi l’abbiamo visitato in un pomeriggio uggioso, eravamo soli, nostra figlia dormiva in passeggino ed è stata un’esperienza struggente. Quando stavamo per ripartire le nuvole hanno cominciato a lasciare spazio a sprazzi di azzurro, ho salutato mio nonno lasciato morire senza cure per una malattia non contagiosa e poi siamo andati incontro ad una serata con dei meravigliosi colori che ci ha riconciliati con quella terra. Anche nella contigua città tedesca di Gorlitz è presente un centro informativo sul campo di prigionia, proprio quel sabato mattina si era concluso un campo di lavoro dedicato ai ragazzi.
Il cimitero militare italiano di Bielany sorge nella periferia nord di Varsavia. I soldati della prima guerra mondiale sono sepolti a terra con croci di pietra che ne riportano i nomi. I soldati della seconda guerra mondiale sono sepolti o in due mausolei (di destra e sinistra) il cui ingresso è chiuso a chiave, per cui bisogna chiedere al custode, oppure in trincea. In questo caso l’ossario è praticamente inaccessibile essendo completamente sotto il livello del terreno.
La Polonia è una terra meravigliosa, che ha vissuto una storia travagliata e difficile e che solo di recente ha riconquistato l’indipendenza. La memoria della seconda guerra mondiale e della presenza russa è ancora molto presente, lo abbiamo percepito molto chiaramente nei racconti delle nostre guide.
In questo viaggio abbiamo scoperto un grande paese ma soprattutto abbiamo ricucito uno strappo che ha lasciato segni indelebili nella nostra famiglia. Abbiamo trovato il nonno Vittorio e lo abbiamo trovato grazie al tuo impegno.

Lorena

STALAG VIII A



 

CIMITERO MILITARE ITALIANO DI BIELANY – VARSAVIA

Sepolture dei Caduti italiani della Grande guerra – Bielany

Tomba 245 – Mausoleo sinistro
Registro sepolture a Bielany con il nome errato rispetto alla posizione tombale

 

Finalmente ha un volto anche il soldato agrigentino Gernaldo Schillaci

Salve. Ho trovato da poco un mio prozio sepolto in questo cimitero:

CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE Francoforte – POSIZIONE TOMBALE: RIQUADRO C – FILA 9 – TOMBA 40.

SOLDATO: Schillaci Gerlando Giulio.

È possibile avere una foto della tomba del soldato caduto e avere news su essa?

Grazie e buona giornata


Caro Gerlando, questi sono i dati che ho archiviato sul tuo parente:

Schillaci Gerlando Giulio di Alfonso, nato il 2 dicembre 1915 ad Agrigento. Soldato del 9° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag X B di Sandbostel. Matricola 18130. Ultime notizie date: giugno 1944. Morto il 21 luglio 1944 presso la fabbrica Halberg di Ludwigshafen am Rhein (Renania-Palatinato). Causa della morte: bombardamento aereo. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Ludwigshafen. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen). Posizione tombale: riquadro C / fila 9 / tomba 40.

Ti allego la foto della tomba e alcune foto del Cimitero militare italiano di Francoforte sul Meno.

Un saluto. Roberto Zamboni


 

La ringrazio tantissimo per la sua gentilissima attenzione. Una buona giornata.

Gerlando Passarello

Pia e Anna finalmente sulla tomba di papà Angelo

Grazie alle ricerche caparbiamente svolte da Lucio Rigonat, le figlie dell’Alpino Angelo Ponton hanno potuto finalmente mettere un fiore sulla tomba del loro papà.

Pia e Anna avevano rispettivamente un anno e pochi mesi quando il padre fu richiamato alle armi (aveva già prestato servizio in Russia e in Albania) e fino allo scorso anno non avevano avuto alcuna notizia del padre che ritenevano disperso in guerra.

Poi , grazie alla Rete e alle ricerche svolte da Lucio Rigonat, la svolta.

Angelo Ponton, figlio di Pietro, era  nato il 9 luglio 1910 a Clauiano / Trivignano Udinese (UD). Soldato del 9° Reggimento Alpini era stato fatto prigioniero dai tedeschi a Toulouse (Francia) il 10 settembre 1943, internato in Germania nello Stalag XII F di Forbach (ora territorio francese) ed immatricolato con il numero 30868. Poi era stato trasferito al Comando di lavoro di Lebach. Il 26 gennaio 1945, per cause non conosciute, era stato portato nei pressi del Cimitero di Lebach e fucilato assieme ad altri quattro italiani. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Lebach (Saarland) era poi stato esumato e traslato su ordine del Ministero della Difesa (Onorcaduti) nel Cimitero militare italiano d’onore  di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen),  alla posizione tombale riquadro K / fila 7 / tomba 13.

Tomba del Ponton nel Cimitero militare italiano di Francoforte sul Meno
Certificazione delle 8 sepolture di italiani a Lebach
Appunto sulla testimonianza relativa ai 5 italiani fucilati nei pressi del Cimitero di Lebach e ivi sepolti
Le figlie Pia e Anna sulla tomba del papà

Anche i parenti di Gabriele Michele ora sanno dove fu sepolto

Salve e complimenti per il suo lavoro.
Oggi ho ritrovato il fratello maggiore di mia madre Gabriele Michele nato a Monte Sant’angelo (FG) il 13 gennaio 1906, disperso in guerra e morto il 4 aprile 1944, sepolto a Francoforte sul Meno.

Giacomo Rignanese


GABRIELE Michele era nato il 13 gennaio 1906 a Monte Sant’Angelo (FG). Brigadiere della Guardia di Finanza venne fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte albanese il 9 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag II A di Neubrandenburg. Venne poi trasferito allo Stalag VI D di Dortmund e decentrato al Comando di lavoro n° 341 (Arbeitskommando 341) dove gli fu assegnato il numero di matricola 110685. Morì per malattia a Dortmund il 4 aprile 1944 e venne inumato nel Cimitero di Dortmund. Su ordine del Commissariato generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa) venne poi esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen). Posizione tombale: riquadro K / fila 1 / tomba 1, dove si trova tutt’ora.