Sulla tomba di nonno Vittorio

Padova, 10 giugno 2019

Buongiorno signor Zamboni,
grazie al suo lavoro ho scoperto dov’è sepolto mio nonno Vittorio Crestani nato nel 1910 a Galzignano Terme e morto a Gorlitz – Staglag VIIIA.
Ha lasciato moglie e tre bambini, mio padre, il più piccolo, non l’ha mai conosciuto.
Ora so che é sepolto a Varsavia, nel cimitero militare di Bielany. Dal suo sito ho appreso che ci sono sepolture in trincea, poco accessibili, e in mausoleo. Ho letto che per conoscere la posizione esatta é necessario contattare il Commissariato Generale. […] Ad agosto andrò in Polonia e vorrei passare per Gorlitz e Varsavia. Non so se nel frattempo avrò risposta dal Ministero alla mia mail. Ricordo che qualche tempo fa sul suo sito avevo visto le foto delle due pietre tombali con i nomi dei sepolti in trincea e non avevo visto quello di mio nonno. Ora però non riesco più a ritrovarle. Le chiedo pertanto se sa darmi qualche indicazione.
Ho anche salvato l’elenco dei caduti di Galzignano dal suo sito, lo trasmetterò al sindaco del paese, perché potrebbe essere utile ad altre persone.
La ringrazio per il suo lavoro, dopo 75 anni dalla morte di mio nonno sappiamo che ha avuto sepoltura degna, le ultime informazioni ricevute da mia nonna da parte di un compagno dicevano che era stato sepolto in un campo di granturco poco fuori dal campo di prigionia.


Verona,10 giugno 2019

Cara Lorena,
ti confermo che il nonno dovrebbe trovarsi in uno dei due Mausolei (il destro o il sinistro), infatti il suo nome non compare tra quelli incisi sulle lastre di copertura degli ossari in trincea.

Questi sono i dati che ho su tuo nonno:

Crestani Vittorio, nato il 10 febbraio 1910 a Galzignano Terme (Padova). Soldato del 480° Battaglione Costiro di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi il 12 settembre 1943 ad Atene ed internato in Polonia nello Stalag I A di Stablack (in polacco Stablawki – Voivodato di Varmia e Masuria). Trasferito allo Stalag VIII B di Teschen (in polacco Cieszyn). Trasferito allo Stalag VIII A di Görlitz. Morto per malattia a Görlitz (in polacco Zgorzelec – Voivodato della Bassa Slesia) il 16 agosto 1944. Inumato in prima sepoltura nel cimitero di Görlitz – Moys. Esumato e traslato a Bielany-Varsavia / Cimitero militare italiano (Polonia). Inumato in uno dei due mausolei.

Tra le schede dell’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (Archivio Segreto Vaticano) ne ho trovata una che si riferisce a tuo nonno con la quale si certificava che era prigioniero dei tedeschi.

Per chiedere informazioni relative alla sepoltura o per la documentazione giacente presso gli archivi del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti bisogna compilare e firmare il modulo di richiesta notizie (in allegato), corredato dalla fotocopia di un documento di identità, da inoltrare al Commissariato usando la mail onorcaduti@onorcaduti.difesa.it.

Per ulteriori info, sai dove trovarmi.

Un abbraccio a te e ai tuoi cari. Roberto Zamboni

      

      

Nominativi dei sepolti in trincea a Bielany


Lastre di copertura dei Sepolcreti in trincea


Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra

Padova, 11 giugno 2019

Caro Roberto,
la tua mail mi ha dato informazioni che ignoravo totalmente. Dai discorsi di mia nonna pensavo fosse stato fatto prigioniero in Albania, ora scopro che era ad Atene e solo 4 giorni dopo l’armistizio! Ricordo le sue lettere, in cui chiedeva della famiglia e dei lavori da fare nei campi. E chiedeva viveri, che non arrivavano mai a destinazione.
Quella indicazione Staglag VIIIA mi é rimasta nella mente per anni, poi con internet scopro che indicava Gorlitz e poi un anno fa per caso capito sul tuo sito e vengo a conoscenza dell’esistenza del cimitero militare di Bielany e trovo il nome di mio nonno e la data di morte. Sono rimasta impietrita davanti allo schermo. Ora non so se lo riporteremo a casa, ma sicuramente andrò a Gorlitz dove é morto e porterò a casa un pugno di terra e andrò a Bielany a rendergli un saluto, lo devo a lui e a mia nonna che l’ha pianto per una vita sotto la corazza che si è costruita per andare avanti. E se so che è a Bielany é solo grazie a te e al tuo lavoro.
Ti terrò aggiornato.
Intanto grazie da parte mia e della mia famiglia, ci hai reso un pezzo della nostra storia.


Padova, 12 settembre 2019

Ciao Roberto,
Grazie al tuo lavoro e alle tue informazioni questo agosto ho trovato mio nonno Vittorio Crestani.
Ho visitato quanto resta dello Stalag VIII A di Zgorzelec in Polonia. Esiste un centro informativo sia in Polonia che nella vicina Gorlitz tedesca, ma essendo sabato era chiuso.
Ho visitato il cimitero militare italiano a Varsavia il 15 agosto. Pur avendo tutte le tue informazioni (sepoltura in uno dei due mausoleo) ho rischiato di non trovarlo perchè sono chiusi a chiave e nel registro del custode non risulta il nome di mio nonno. Per fortuna su insistenza di mio marito e dopo la lettura della tua mail, ci è stato concesso di cercarlo. E l’abbiamo trovato, è nel mausoleo di sinistro al posto 245, anche se nel registro risulta un altro nominativo (che in realtà è sepolto in trincea). Ti allego alcune foto del campo e del cimitero e anche quella del registro con la postilla a matita sul nominativo del soldato che dovrebbe essere sepolto dove in realtà c’è mio nonno. Nel caso te ne servissero altre per il tuo archivio fammi sapere. […] Ho rischiato di essere mandata via a mani vuote dopo 1300km di viaggio perchè non avevo il numero della sepoltura e con poca disponibilità ed empatia da parte del custode.
Al di là di questo ti posso assicurare che l’emozione è stata molta. E ti ringrazio, perchè se l’abbiamo trovato è grazie al tuo lavoro.

Lorena Crestani


Il campo Stalag VIIIA a Zgorzelec in Polonia , pur praticamente completamente smantellato subito dopo la guerra, è famoso perché un compositore francese (Olivier Messiaen) da prigioniero ha composto il Quartetto per la fine del Tempo eseguendolo nel campo nel 1941. Negli anni successivi le condizioni di vita nel campo si sono fatte più dure, con l’arrivo di prigionieri russi e poi italiani. Solo grazie alla traccia lasciata da Olivier Messiaen la memoria del campo è rimasta e negli scorsi anni proprio dove sorgeva in terra polacca è stato costruito un centro culturale e informativo con una esposizione che approfondisce la condizione di quanti sono stati costretti al lavoro forzato da parte dello stato tedesco nel corso della seconda guerra mondiale; in quella zona lavoravano nei campi, nelle miniere o nelle fabbriche. Dove c’era il campo e le baracche ora c’è un bosco di querce e betulle, un sentiero pedonale con cartelli informativi ripercorre il viale principale del campo. Noi l’abbiamo visitato in un pomeriggio uggioso, eravamo soli, nostra figlia dormiva in passeggino ed è stata un’esperienza struggente. Quando stavamo per ripartire le nuvole hanno cominciato a lasciare spazio a sprazzi di azzurro, ho salutato mio nonno lasciato morire senza cure per una malattia non contagiosa e poi siamo andati incontro ad una serata con dei meravigliosi colori che ci ha riconciliati con quella terra. Anche nella contigua città tedesca di Gorlitz è presente un centro informativo sul campo di prigionia, proprio quel sabato mattina si era concluso un campo di lavoro dedicato ai ragazzi.
Il cimitero militare italiano di Bielany sorge nella periferia nord di Varsavia. I soldati della prima guerra mondiale sono sepolti a terra con croci di pietra che ne riportano i nomi. I soldati della seconda guerra mondiale sono sepolti o in due mausolei (di destra e sinistra) il cui ingresso è chiuso a chiave, per cui bisogna chiedere al custode, oppure in trincea. In questo caso l’ossario è praticamente inaccessibile essendo completamente sotto il livello del terreno.
La Polonia è una terra meravigliosa, che ha vissuto una storia travagliata e difficile e che solo di recente ha riconquistato l’indipendenza. La memoria della seconda guerra mondiale e della presenza russa è ancora molto presente, lo abbiamo percepito molto chiaramente nei racconti delle nostre guide.
In questo viaggio abbiamo scoperto un grande paese ma soprattutto abbiamo ricucito uno strappo che ha lasciato segni indelebili nella nostra famiglia. Abbiamo trovato il nonno Vittorio e lo abbiamo trovato grazie al tuo impegno.

Lorena

STALAG VIII A



 

CIMITERO MILITARE ITALIANO DI BIELANY – VARSAVIA

Sepolture dei Caduti italiani della Grande guerra – Bielany

Tomba 245 – Mausoleo sinistro
Registro sepolture a Bielany con il nome errato rispetto alla posizione tombale

 

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