Alla ricerca di chi aiutò papà

In mezzo all’orrore della guerra, dei campi di concentramento e d’internamento militare, vi furono anche molti episodi di umanità e d’amore.

Furono molti i militari che riuscirono a sopravvivere a quei terribili mesi di prigionia grazie a famiglie tedesche che li aiutarono come fossero loro figli.

Ora, la figlia di uno di questi “salvati” (Laura Buchberger) cerca la famiglia che nella Germania nazista aiutò suo padre a rimanere in vita permettendogli di poter tornare a casa sano e salvo.

Chiunque fosse in grado di fornire notizie su questa famiglia o di dare consigli su come muoversi per una ricerca, può scrivere a dimenticatidistato@gmail.com.


 25 ottobre 2019

Mio padre ha avuto la fortuna di tornare in Italia, nel maggio del 1945. Era nato nel 1922 e nel 1942 era militare di leva nella Regia Aeronautica a Portorose (allora territorio italiano). Dopo l’8 settembre 1943 fu fatto prigioniero dai tedeschi e portato in Germania, assieme ad altri 4 commilitoni triestini.

Erano stati destinati a lavorare come autisti per la Wehrmacht. A fine ’44 iniziarono i bombardamenti alleati e la Germania venne praticamente rasa al suolo (ricordo ancora i racconti di mio padre). Lui ritornò in Italia a piedi attraversando l’Europa sotto i bombardamenti. Andò via dalla città di Cottbus dove era ospitato da una famiglia di contadini (dei quali aveva sempre un caro ricordo), dopo questo viaggio estenuante a piedi, arrivò a Mauthausen. Era il 1945 e il campo di sterminio veniva smantellato dagli americani, quindi vide gli ultimi prigionieri ridotti allo stremo. Arrivò a Modena con camion dell’esercito americano e da lì, questi sopravvissuti militari italiani prigionieri in Germania, vennero smistati ognuno per le città di origine.

Mio padre tornò a Trieste e potè riabbracciare la sua famiglia.

Il mio desiderio sarebbe quello di poter contattare i discendenti della famiglia tedesca di Cottbus che dalla fine del ’44 agli inizi del ’45 lo avevano tenuto con loro, come un loro figlio. Con tutta la tecnologia di oggi non mi è mai stato possibile risalire a queste persone.

Questi i dati del mio defunto papà:

Buchberger Antonio, figlio di Achille e Vincevich Anastasia, nato a Smirne (Turchia) il 28/3/1922 e morto a Trieste il 9/2/1986.

La famiglia di Cottbus (frazione Merzdorf), che lo aveva ospitato dalla fine del 1944 a metà del 1945 aveva il cognome Tschuch. So che uno dei componenti più giovani di questa cara famiglia, si chiama (o si chiamava?) Gerhard ed è (o era) del 1931 circa. Ricordo che papà raccontava di una famiglia numerosa che viveva in una fattoria in campagna.

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