Un 25 aprile per Mario

Video di Vincenzo (Enzo) Salomone

MARIO SALOMONE 

di Vincenzo Salomone

SALOMONE MARIO, nato il 25 maggio 1920 a Ercolano (Napoli) – Deceduto il 15 marzo 1945 – Sepolto nel cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Germania) – Posizione tombale: riquadro 1 – fila R – tomba 6.

Tratto dal «Corriere del Mezzogiorno» del 31 gennaio 2012 – Articolo di Nora Puntillo

Napoli – «Quando sentì che il fratello era stato torturato e forse accecato dai nazifascisti nel carcere di san Vittore a Milano, mio padre si accasciò sulla sedia, il suo occhio sinistro si velò di bianco: cataratta traumatica, disse poi l’oculista, meravigliato che non ci fosse stato alcun colpo a provocarla».

Enzo Salomone, il bravo attore noto per tante incisive interpretazioni in teatro, sul piccolo e sul grande schermo, ha saputo solo pochi giorni fa che suo zio Mario, partigiano deportato in un lager nazista, è sepolto nel cimitero militare italiano di Amburgo. Ne ha trovato il nome su uno degli elenchi che un privato, Roberto Zamboni (titolare di una piccola impresa a Montorio presso Verona), sta pubblicando sul suo sito web significativamente intitolato «Dimenticati dallo Stato». Enzo ricorda suo padre Ciro (docente di lingua e letteratura inglese) ostinato nel rifiuto di farsi operare, per condividere in qualche modo la sorte del fratello minore, della cui sepoltura la famiglia non aveva mai avuto notizia.

«Disperso» e sepolto chissà dove, forse in una fossa comune come tante vittime del nazismo: ma è solo una disonorevole menzogna di Stato.

Mario salomone da Ercolano , combattente partigiano nella Val d’Ossola, è infatti uno dei circa 15mila italiani che nel 1957 e ’58 furono sepolti in vari cimiteri tedeschi da un italianissimo Commissariato Generale Caduti in Guerra (sigla: «Onorcaduti») che li identificò, ne scrisse nomi e date e luoghi di origine sulle tombe. Ma alle famiglie, nessuna notizia. Non una lettera, né un avviso tramite uffici militari. Genitori, mogli, figli, fratelli, furono tacitamente condannati all’angoscia e alla disperata speranza di veder tornare un giorno il loro congiunto. Addirittura una legge – davvero difficile crederci se non fosse tutto stampato in Gazzetta Ufficiale – emanata il 9 gennaio 1951, numero 204, all’articolo 4 recava il «divieto di rimpatrio delle salme sepolte nei cimiteri militari italiani all’estero», Presidente del Consiglio era Alcide de Gasperi, che due anni prima aveva estromesso dal governo comunisti e socialisti su richiesta del governo Usa, ottenendo per il suo partito, la Democrazia Cristiana, la schiacciante vittoria del 18 aprile 1948.

Sono gli stessi anni in cui qualcuno, nella sede del Tribunale Militare, ordinò di girare contro il muro affinché non si potesse aprire l’armadio con 695 rapporti e 2.274 denunce («notizie di reato») a carico di nazisti tedeschi e fascisti italiani responsabili di stragi con migliaia di morti innocenti. Lo troverà nel 1994 il Procuratore Militare Antonio Intelisano, che documentava la responsabilità del vecchio ex ufficiale delle SS Erik Priebke nella strage delle Fosse Ardeatine.

Enzo Salomone ha saputo per caso della sorprendente iniziativa: «Il titolo del giornale, cronaca locale, annunciava semplicemente che un elenco di 790 caduti della Campania sepolti in Germania e Polonia, era stato messo in rete. Ho scoperto così che Roberto Zamboni da dieci anni indaga negli archivi, raccoglie, trascrive e pubblica sul suo sito Internet i nomi dei deportati italiani considerati dispersi».

Subito l’attore ha pensato allo «zio Mario» di cui si parlava con dolore in famiglia, nato nel 1920 a Ercolano, secondo figlio di quel nonno Vincenzo che dopo aver lavorato sulle navi Napoli-New York, con i risparmi aveva comperato una barca da pesca, era stato attivo sindacalista, aveva conosciuto Antonio Gramsci e partecipato alla nascita del Partito Comunista d’Italia. Mario a diciotto anni se n’era andato a fare l’operaio alla Breda di Sesto San Giovanni, entrando nel Partito Comunista clandestino. Nel 1944 Mario è nelle Brigate Garibaldi che conquistano la Val d’Ossola dove la repubblica partigiana dura dal 9 settembre al 22 ottobre. I nazifascisti impiegarono dieci giorni per tornare, ma nei villaggi e a Domodossola non trovarono nessuno: i partigiani oltre a contrastare duramente l’avanzata dei «neri», avevano fatto riparare tutti i cittadini in Svizzera. E proprio in quella valle Mario – lo riferì un compagno di armi tornato a casa – fu ferito, catturato e consegnato alle SS, torturato e deportato. Partigiano, comunista, ebreo di cognome.

«Per tutta la nostra vita di ragazzi – racconta Enzo Salomone – vedemmo il dolore segnato sul volto di mio padre, quello sguardo opaco, pallido, fu assurdo senso di colpa e ricordo vivente di quello che noi non avevamo vissuto …».

Il professor Ciro Salomone è morto nel 1994, senza poter sapere nulla di quel fratello «disperso». Il figlio pochi giorni fa ha scritto www.dimenticatidistato.com sulla tastiera del computer: «Non posso descrivere che cosa ho provato quando è apparsa la scritta Salomone Mario, nato il 25 maggio 1920 a Ercolano (Napoli) deceduto il 15 marzo 1945, attualmente sepolto ad Amburgo (Germania) Cimitero militare italiano d’onore , posizione tombale: riquadro 1, fila R, tomba 6. Dunque mio zio non era «disperso», ma non ce l’hanno mai detto. Né a noi, né ad altre migliaia. Io voglio sapere perché. Mi pare un altro armadio della vergogna, mi domando dove sono i parlamentari, i giornali, la televisione, il servizio pubblico …! ».


mario salomone foto
Mario, in piedi a destra col pugno chiuso
ats1
Certificato di morte stilato il 25 settembre del 1950 (la data di nascita risulta sbagliata di un giorno per un probabile errore di trascrizione) – FONTE: Archives Arolsen (Germania)
corriere del mezzogiorno napoli 31.1.2012
Articolo del Corriere del Mezzogiorno – Edizione di Napoli – del 31 gennaio 2012

Si cercano i parenti di Giovanni Monticelli


Ricevo  e pubblico


Buongiorno.

Innanzitutto complimenti per l’enorme lavoro che fa da anni, per le famiglie di coloro che sono morti per la Patria.
Mi spiace disturbare. Ho trovato il suo sito internet facendo ricerche su un italiano (classe 1917) di Lainate (MI), la cui piastrina è stata trovata in Francia poco tempo fa.
Ho provato sulla banca dati Caduti e Dispersi (Ministero della Difesa), ma non ho avuto alcun riscontro.

Anche se Lei si occupa dei Caduti in Austria, Germania e Polonia, potrebbe darmi qualche dritta per risalire agli eredi di questo militare la cui piastrina è stata rinvenuta in Costa Azzurra (vicino a Nizza)? Questo perché, il signore francese (di origini italiane) che l’ha ritrovata, vorrebbe consegnarla alla famiglia.

Grazie della cortese attenzione.
Distinti saluti, Alberto.

Chiunque avesse notizie, può scrivere a questa e-mail: mas13mm@gmail.com

 


1917

1129/76/C.

MONTICELLI GIOVANNI

DI BATTISTA E COLOMBO ROSA

LAINATE – MILANO

Piastrina 1

 

Su “Triangolo Rosso” la storia di Dante Sturbini

Sul numero gennaio-marzo del Triangolo Rosso – giornale a cura dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti e della Fondazione della memoria della deportazione – è stata pubblicata la storia di Dante Sturbini.

Quale Consigliere provinciale dell’Associazione Nazionale ex Deportati di Verona, ho pensato di riportare l’articolo che ricostruisce la storia di Dante, storia fatta pubblicare dalla pronipote Giovanna Carsughi.

Roberto Zamboni

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Amburgo – Hauptfriedhof Öjendorf  – Cimitero militare italiano d’onore           riquadro 2 – fila R – tomba 24

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Si veda anche: https://dimenticatidistato.com/2020/01/25/pietra-dinciampo-per-dante-sturbini/

Si cercano notizie su Rocchetti Aurelio

Aurelio Rocchetti

Cerco notizie sul luogo di sepoltura in Germania di mio zio I.M.I. ROCCHETTI AURELIO, nato il 22/12/1921 Ostra Vetere (ANCONA).

Catturato dai Tedeschi nel settembre 1943 presso la Caserma 3° Btg. Fanteria Carristi a Bologna.

Internato nello Stammlager VI J di Krefeld- Fichtenhain / Arbeitskommando n.1917 I°. Matricola 60531.

Poi trasferito presso la Fabbrica Mannesmann Werke a Duisburg assieme a un altro militare di Jesi (AN), Pastorini Raffaele. Forse lavorava come falegname.

Ufficialmente deceduto sotto bombardamento alleato il 13/04/1945 a Duisburg.

Sepolto secondo una mappa approssimativa in prossimità di uno zuccherificio vicino ad un bivio Paderborn – Kassel. Presumibile un successivo spostamento della salma. A tutt’oggi luogo esatto di sepoltura sconosciuto.

Se esistono ancora testimoni che siano stati internati nei lager di Krefeld o Duisburg o loro familiari che possono fornirmi indicazioni utili, prego di essere contattato. Grazie.

Sebastianelli Roberto
Largo Oberdan 14
60033 Chiaravalle (AN)
e mail: robertoseb21@gmail.com

Da Vicenza ad Amburgo sulla tomba dello zio Giovanni

Signor Zamboni,
sono tornata di recente da Amburgo e vorrei ringraziarLa, perché grazie al Suo lavoro siamo riusciti a far visita alle spoglie dello zio di mio padre. E’ stata una commozione immensa.
Se non fosse stato per la Sua banca dati, non saremmo mai riusciti a trovare l’effettivo luogo di sepoltura.

Sono stata lassù dal 12 al 14 febbraio con i miei genitori, perché, come le dicevo, ad Amburgo è sepolto lo zio di mio padre: si chiamava Guarise Giovanni nato a Rossano Veneto (VI) il 03 dicembre 1917. Avevo sempre visto la sua foto sulla tomba di famiglia, ma solo qualche anno fa ho scoperto che in realtà si trattava solo di una foto commemorativa, perché nessuno sapeva dove effettivamente si trovasse.
Grazie al Suo splendido lavoro abbiamo scoperto dove fosse. Era da un po’ di tempo che cercavo di organizzare la visita in Germania, ma solo quest’anno siamo riusciti a raggiungere la meta. Non Le nascondo la profonda commozione: ho visitato altri cimiteri militari come ad esempio Redipuglia e Cima Grappa, quelli americani di Cassino e Colleville sur mer, quello canadese di Beny sur mer, quello tedesco di La Cambe, ma l’emozione provata di fronte al ricordo di un parente è indescrivibile. Non Le dico come stava mio padre: cuore a mille e pelle d’oca.

A tutti coloro che sono alla ricerca di qualcuno suggerisco di provare a cercare tra i tanti dati frutto delle Sue ricerche. Quando spiego quello che ha fatto, tutti rimangono increduli e basiti per il Suo lavoro. Purtroppo non tutte le ricerche hanno esiti positivi e per questo motivo mi ritengo davvero molto fortunata.

Ora, lavoro permettendo, mi prenderò un po’ di tempo per cercare di capire come procedere per il rimpatrio (ho visto pure i suoi suggerimenti).

Grazie mille ancora. Michela Guarise


Guarise Giovanni, nasce il 3 dicembre 1917 a Rossano Veneto (Vicenza). Soldato del 232° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco-albanese ed internato in Germania. Muore a Essen per annegamento il 15 luglio 1945 (dopo la liberazione) e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Essen (Sud West Friedhof). Nella seconda metà degli anni ’50, su ordine del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, le sue Spoglie saranno esumate e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 2 / fila U / tomba 29.


Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra
Archivio di Stato di Bolzano – Testimonianze di reduci dalla prigionia – Documentazione Internati Militari Italiani (IMI) – Elenchi internati con relativa sorte – Lettera G – Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano (Busta 210)
Archivio di Stato di Bolzano – Testimonianze di reduci dalla prigionia – Documentazione Internati Militari Italiani (IMI) – Elenchi internati con relativa sorte – Lettera G – Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano (Busta 210)
CMI Amburgo