Giornata della Memoria 2020

Zamboni Luciano Giovanni, figlio di Andrea e Teresa Turri, nasce a Mizzole (Verona) il 3 febbraio 1923. Di mestiere contadino, risiede con la famiglia a Montorio Veronese (Verona) ed è celibe. Viene arrestato a Caprino Veronese (Verona) il 16 dicembre 1944. Detenuto a Verona, viene poi trasferito nel Campo di concentramento e transito di Bolzano (Polizei – und Durchgangslager Bozen) il 12 gennaio 1945. Su disposizione del BDS di Verona (Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des Sicherheitsdienstes – Comandante della Polizia di Sicurezza e Servizi di Sicurezza), viene deportato nel Campo di concentramento di Flossenbürg il 19 gennaio 1945 (trasporto n° 118). All’arrivo, il 23 gennaio 1945, gli viene assegnato il numero di matricola 43738 e viene classificato come deportato per motivi politici (POL – Politisch). Il 22 marzo 1945 viene trasferito a Offenburg (campo satellite di Natzweiler). Viene poi trasferito a Flossenbürg il 6 aprile 1945. Muore a Flossenbürg il 4 maggio 1945 (dopo la liberazione del campo). Viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Flossenbürg, alla posizione tombale tomba 5, fila 4 C. Nella seconda metà degli anni ’50 il Ministero della Difesa riesce a rintracciarne le Spoglie, le fa esumare e traslare nel Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera (Waldfriedhof) alla posizione tombale riquadro 5, fila 16, tomba 11. Resti rimpatriati nel dicembre del 2000.


“Il 20 aprile 1945, il comandante del campo di Flossenbürg, l’SS-Obersturmbannführer Otto Max Kögel, ordinò l’evacuazione e i 14.800 prigionieri in grado di camminare, furono incolonnati e avviati a piedi verso sud con destinazione il Campo di concentramento di Dachau.

Dei 1.526 internati che rimasero nel lager, (tra questi anche 46 italiani, compreso mio zio), circa la metà era ammalata di tubercolosi o di tifo e gli altri, a giudizio dei carnefici nazisti, con un piede già nella fossa, non avrebbero vissuto abbastanza da vedere i loro liberatori.

Luciano era ancora vivo quando, la mattina del 23 aprile 1945, una compagnia della 97ª Divisione di Fanteria dell’Esercito americano liberò il Campo di concentramento di Flossenbürg.

Il 4 maggio, dodici giorni dopo la liberazione del lager, mio zio morì. Morì da uomo libero e sicuramente circondato dall’affetto e non dall’indifferenza com’erano morti a migliaia nei mesi precedenti i suoi compagni di prigionia”.

Tratto da Dimenticati di Stato


 

 

 

Dimenticati di Stato – Presentato il libro ad Ancona

Gentilissimo signor Roberto,

da alcuni anni l’ANPI di Ancona, con il patrocinio delle istituzioni locali, della Regione, delle FS e del mondo associativo del territorio, in occasione della Giornata della Memoria e della posa delle Pietre d’Inciampo, organizza una settimana di incontri e mostre negli spazi e nei vagoni merci che ci vengono mesi a disposizione dalle Ferrovie.

Seguiamo con attenzione il prezioso lavoro che svolge attraverso la Fondazione Dimenticati di Stato e grazie ad una delle Sue segnalazioni il 24 gennaio 2020, fra le Pietre d’Inciampo che saranno posizionate ad Ancona, vi sarà anche quella in ricordo di Dante Sturbini, la cui storia abbiamo potuto conoscere grazie al sito “Dimenticati di stato”.

Gli eventi per la IV edizione del “Treno della Memoria” si svolgeranno dal 20 al 27 gennaio. Tra le iniziative, vorremmo presentare anche il suo libro “Dimenticati di Stato. I Caduti sepolti nei cimiteri militari italiani d’onore di Germania, Austria e Polonia”.

Tamara Ferretti

Presidente ANPI Ancona

Sezione “Gino Tommasi”


Ringrazio ANPI Ancona e la sua Presidente Tamara Ferretti, Mattia Tisba (Vice Presidente ANPI Ancona), il Generale Albino Amodio (Consigliere nazionale ANPI) e il Sottosegretario alla Difesa Onorevole Giulio Calvisi.

Un particolare ringraziamento va al Prof. Gian Mario Raggetti, Professore Ordinario di Economia degli Intermediari finanziari, presso la Facoltà di Economia “G. Fuà” della Università Politecnica delle Marche – Ancona, per aver presentato il libro e il sito Dimenticati di Stato.

Roberto Zamboni


 


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Dimenticati di Stato – Roberto Zamboni
Storia e filosofia – 1a edizione 3/2014 Formato 15×23
Copertina Morbida – bianco e nero
508 pagine
self-publishing

Testo messo in vendita al prezzo di costo


 

 

Pietra d’inciampo per Dante Sturbini

“Buongiorno Roberto.
Oggi Dante Sturbini ha avuto la sua pietra d’inciampo disvelata.
Ho parlato doverosamente anche di te e del tuo sito, perché senza entrambi la mia ricerca non sarebbe mai iniziata e Dante sarebbe rimasto nell’oblio eterno. Ancora grazie con tutto il mio cuore
Giovanna Carsughi”.

“La storia cammina lungo le vie della nostra città […] La storia locale diventa nazionale, la memoria individuale diventa universale. Inciampiamo sulla pietra di Dante con la nostra mente ed il nostro cuore, con l’intento di recuperare le memorie familiari, difendere e far scintillare l’ottone della sua vita […] In bilico fra l’eroismo del suo gesto di rubare le patate per gli altri deportati e il peso delle atrocità subite nel numero di prigioniero 23628, la sua testimonianza riecheggia fino a noi e ci incarica di esserne promotori attivi”.
(riflessioni elaborate da 3 quinte dell’IIS Volterra Elia di Ancona)


VIDEO Pietra d’inciampo a Dante Sturbini


Per Dante Sturbini vedi anche:

Dopo 74 anni, Giovanna omaggia la memoria di Dante Sturbini

Medaglia d’Onore a Dante Sturbini

Medaglia d’Onore a Giovanni Zanovello

“Signor Zamboni buongiorno, sono la nipote di Zanovello Giovanni. Le scrivo per informarla che ho fatto domanda per la medaglia d’onore che mi è stata concessa e che mi sarà conferita il giorno 27 gennaio. La ringrazio infinitamente. Giovanna”.



Zanovello Giovanni nasce il 23 aprile 1912 a Campolongo Maggiore (Venezia). Soldato del 343° Battaglione costiero di fanteria viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania. Muore a Velbert (nord Reno – Vestfalia) il 22 settembre 1944 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero cattolico della stessa località. Viene poi esumato e traslato da Onorcaduti nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo ed inumato alla posizione tombale riquadro 1, fila T, tomba 48.

Il 6 ottobre 2018 le sue Spoglie vengono rimpatriate.

Si veda anche Giovanni ritorna nella sua amata terra

 

Pietra d’inciampo per Giulio Bergo Oro

Sabato 18 gennaio 2020, si è svolta a Sottomarina (camminamento dei Murazzi davanti a calle dei Celoni) la cerimonia per la posa della Pietra d’inciampo in memoria dell’internato militare Sergente Nocchiere Giulio Bergo Oro, organizzata dall’amministrazione comunale con il comitato ANPI di Chioggia e alla presenza dell’artista tedesco Gunter Demnig.


 

Giulio Bergo Oro di Sante, nasce il 17 maggio 1919 a Catania. Sergente Nocchiere Reparto Venezia, viene imbarcato sulla Regia Nave Scuola Marco Polo. Viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco il 9 settembre 1943 ed internato nello Stalag XII A di Limburg an der Lahn dove gli viene assegnato il numero di matricola 49201. Viene successivamente trasferito allo Stalag XX B di Marienburg (ora Malbork – Voivodato di Pomerania – Polonia). Viene fucilato a Bydgoszcz (Voivodato di Cuiavia-Pomerania – in tedesco Bromberg – Hoheneiche Bei Bromberg) il 17 agosto 1944.
Viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero cittadino di Bromberg (Städtischer Friedhof), per poi essere esumato e traslato dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa), nel Cimitero militare italiano di Bielany-Varsavia (Cmentarz Żołnierzy Włoskich – Polonia). Attualmente la sua tomba si trova in uno dei due mausolei del Cimitero di Bielany.

 

L’artista tedesco Gunter Demnig posa la Pietra d’inciampo in memoria di Giulio Bergo Oro

Abbiamo dato un volto anche a Vincenzo

Alle volte basta poco. Bastano due righe su Facebook per riuscire a riallacciare quel filo strappato molti anni prima.

“Salve. Non abbiamo mai avuto notizie di mio zio di nome Di Benedetto Vincenzo, nato a Palagonia (Catania). Sappiamo che era prigioniero ad Amburgo. Cosa si può fare per sapere se c’é una tonba ed avere eventualmente una foto. La ringrazio. Nello Di Benedetto”.


Caro Nello, questo è quanto ho trovato su tuo zio:

Di Benedetto Vincenzo di Giuseppe, nato il 18 maggio 1913 a Palagonia (Catania). Artigliere del 19° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Impiegato presso il Comando di lavoro n° 1375 J di Bergisch Neukirchen. Morto per polmonite a Bergisch Neukirchen – Opladen (Nord Reno-Vestfalia) il 13 aprile 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Bergisch Neukirchen (Opladen) alla posizione tombale Campo II, tomba n° 566. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf – Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila U / tomba 39.

Ti allego alcuni documenti dell’Archivio Segreto Vaticano (Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra) riferiti a tuo zio e la foto della tomba nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo.

Un abbraccio a te e ai tuoi cari.

Roberto Zamboni


“Grazie tante. Finalmente grazie a lei sappiamo la verità.

Nello Di Benedetto.”


Vincenzo Di benedetto
Retro della foto
Ufficio Informazioni vaticano per i Prigionieri di Guerra – Elenco 741/F: elenco di 19 morti nei campi ed ospedali di Lev-Wiesdorf (Colonia).
Ufficio Informazioni vaticano per i Prigionieri di Guerra – Elenco 741/F: elenco di 19 morti nei campi ed ospedali di Lev-Wiesdorf (Colonia).
Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (foto M. W.)

Giuseppe Pannunzi è tra i Caduti di Amburgo

Sig. Roberto Zamboni,

mi presento, sono Edoardo Pascucci e sono un pronipote di un caduto (Giuseppe Pannunzi – fratello della mia bisnonna materna) che ho scoperto di recente nel suo sito.
[…]
Le allego tutti i documenti rinvenuti su Giuseppe che furono consegnati alla mia bisnonna dopo la sua istanza fatta all’epoca. Inoltre allego la foto del defunto, relativa documentazione e la foto allegata con i documenti del Cimitero di Amburgo nel 1964.
La ringrazio di cuore per il lavoro svolto e per il suo grande aiuto nelle nostre ricerche anche se a sua insaputa.
Spero di sentirla presto e le auguro un buon 2020.
E. P.

Caro Edoardo, questo è quanto ho archiviato sul tuo congiunto:

Pannunzi Giuseppe fu Luigi, nato il 26 agosto 1920 a Subiaco (Roma). Caporale del 47° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sul fronte montenegrino ed internato in Germania nello Stalag XII D di Trier (Treviri). Trasferito allo Stalag VI K (326) di Senne Forellkrug. Ricoverato presso l’infermeria (ospedale militare) di Forellkrug über Paderborn (Nord Reno-Westfalia). Morto il 5 ottobre 1944 e sepolto nel cimitero di Stukenbrock (Nord Reno-Westfalia / Kriegsgefangene Ehrenfriedhof West – Cimitero d’Onore Ovest per prigionieri di guerra). Causa della morte: pleurite. Posizione tombale: campo III / tomba 81. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf / Germania). Posizione tombale: riquadro 5 / fila U / tomba 29.

Tra le schede di ricerca dell’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (Archivio Segreto Vaticano) ne ho trovata una che fa riferimento al tuo congiunto (in allegato). I dati riportati provengono dall’elenco n° 741/E, che riporta i nominativi di circa 110 soldati morti nell’infermeria di Forellkrug presso Paderborn e sepolti nel cimitero di Stukenbrock, in Westfalia. Tra questi anche il tuo parente.


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Giuseppe Pannunzi in una foto scattata il 12/02/1943
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Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo – Tomba del Caporale Giuseppe Pannunzi (foto M. W. – scattata il 04.03.2016)

Archivio Segreto Vaticano (Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra
Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (1964)