Sebastiano De Lucia – Dato per disperso in Grecia, ritrovato (probabilmente) in Germania

Nell’ottobre del 2013 ho ricevuto una mail con la foto di un soldato italiano ed i suoi dati anagrafici. Alla mail non veniva aggiunto nulla. Ritenendola una richiesta di ricerca, ho pubblicato foto e dati alla pagina “Appelli e ricerche dispersi” (https://dimenticatidistato.com/appelli-e-ricerche-dispersi/). Secondo i parenti, il loro congiunto era morto (o aveva dato sue ultime notizie) a Rodi (Grecia).

Grazie ad un utente di Dimenticati di Stato (Roberto Boris), il 24 marzo 2015, mi è stato segnalato che poteva trattarsi di un caduto i cui dati erano riportati in una scheda di ricerca del Vaticano.

“Rispondo per De Lucia Sebastiano nato a Mugnano del Cardinale. Dovrebbe essere quel De Lucia Sebastiano internato nel Stammlager IV/B Muhlberg/Elbe, matricola 827775 presente nello schedario dell’Archivio Vaticano (DELUCACALCE_DEMARCHETTO – Ft. 436). Non è certo deceduto a Creta. Distini saluti – Roberto Boris”.

Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra

Ora, grazie alle indicazioni e ai documenti di Maria Cristina Ferro, possiamo pubblicare quanto segue.

“Caro Roberto, sto facendo ricerche sugli “IMI di Zeithain”.

Ho ricevuto dall’archivio di Stato di Bolzano la copia di 15 schede provenienti dall’ospedale militare di Wasungen, relative a militari trasferiti da Wasungen a Zeithain il giorno 12 febbraio 1944.

Erano tutti con diagnosi di TBC e, secondo il racconto dello zio di mio marito, morirono tutti, o a Zeithain o dopo essere stati rimpatriati col treno della Croce Rossa partito da Zeithain il 12 giugno 1944.

Di quasi tutti ho trovato i dati nei due archivi online di Onorcaduti (quindi con data di morte) tranne tre nominativi. Uno di questi tre si chiamava Sebastiano De Lucia, nato a Mugnano del Cardinale (AV).  Nei database di Onorcaduti è presente un omonimo, nato nello stesso paese ma con data di nascita differente e deceduto a Rodi (o più genericamente in Grecia, a seconda del database che si consulta) l’8 settembre 1943.

Il De Lucia della scheda di Wasungen apparteneva al “42° Fanteria” (di stanza in Grecia e Albania all’8 settembre 1943.

Sempre secondo la scheda di Wasungen, venne  immatricolato col numero 8277[7]5 nello Stalag IX A (Ziegenhain).

Il giorno 1° febbraio 1944 gli venne diagnosticata la tubercolosi nel Reserve-Lazarett (ospedale militare di riserva) di Treysa.

L’8 febbraio venne trasferito all’ospedale militare di Wasungen dove la diagnosi venne confermata e il 12 venne trasferito nel campo-ospedale di Zeithain, sottocampo dello Stalag IV B di Mühlberg.

Gli “ospedali militari” per prigionieri, in particolare Zeithain, erano in realtà dei Lager dove i malati non venivano curati e venivano lasciati morire di stenti.

Le notizie della scheda di Wasungen si fermano al giorno del trasferimento a Zeithain. Il nome del De Lucia non risulta nell’elenco degli IMI deceduti a Zeithain, compilato dai cappellani padre Luca Airoldi e monsignor Ezio Ghidini.

Il 12 giugno 1944 partì da Zeithain un treno-ospedale della Croce Rossa che rimpatriò circa 150 malati in gravissime condizioni di salute. Il De Lucia potrebbe essere stato su quel treno. I malati giunsero il 15 giugno 1944 all’Ospedale Militare di Modena.

Ho potuto consultare il registro dei decessi (riportante una sessantina di nomi di malati provenienti da Zeithain sui 150 che partirono) e non ho trovato nessun De Lucia.

I malati provenienti da regioni controllate dalla Repubblica Sociale Italiana vennero man mano trasferiti in ospedali più vicini alle loro case (dove morirono quasi tutti entro pochi mesi), mentre quelli provenienti dal Sud Italia dovettero attendere la fine della guerra per potersi riavvicinare a casa.

Cristina”.

 

La data di nascita del De Lucia internato in Germania non corrisponde con i dati che mi sono stati inviati dai parenti del caduto, ma potrebbe trattarsi della stessa persona.

 

Naturalmente, ho girato tutti i dati ai famigliari, augurandomi che dopo sette anni si ricordino ancora della loro richiesta e invitandoli a contattare tutti gli uffici preposti per avere eventuali ulteriori info sulla prigionia del loro caro.

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