“Caduti senza croce”. Giuseppe Lanza

In tutte le guerre ci sono genitori che perdono figli e figli che perdono padri, ma la cosa che più tormenta è quella di non sapere che fine abbia fatto un figlio o un padre.

“Disperso”.

Al suono di questa parola il pensiero va subito ai Caduti in Russia, a quei poveri giovani inghiottiti dal ghiaccio e dalla neve durante la tragica ritirata.

Ma nel secondo conflitto mondiale ci furono dispersi, su altri fronti. Dalla guerra nei deserti del Nord Africa, alla Jugoslavia, all’Albania, fino alla Grecia. Dispersi in battaglia.

Nel dopoguerra, si aggiunsero a questo lungo stuolo di “Caduti senza croce” anche i dispersi in prigionia: internati militari e deportati civili dei quali si era persa ogni traccia.


Scheda preparata con la collaborazione del Professor Paparella del Liceo di Cerea.


lanza giuseppe
Lanza Giuseppe (foto Flavia De Paoli)

Lanza Giuseppe nato a Cerea il 23 luglio 1916, figlio di Ettore e di Ferrarini Maria, residenza Stradella Pila (Asparetto) coltivatore.

Siamo venuti in possesso, grazie alla nipote Flavia De Paoli, che ringraziamo, di alcune lettere scritte dal nostro soldato alla famiglia. Una di queste riveste, a nostro parere, una grande importanza storica. E’ inviata da Cefalonia il 1 settembre 1943 e nulla lascia presagire la bufera che solo pochissimi giorni dopo avrebbe travolto i nostri soldati [1].



Carissimi tutti di Famiglia

Ancora da ieri mi trovo già alla Vecchia Batt [eria] il viaggio ho pasato abbastanza bene e ancora mi trovo in ottima salute come al solito

come giunto qua mi sono interesato subito se cera posta cioè notizie vostre ma nessuna l’ettera ancora e arrivata io sperò di poter aver presto vostre notizie esendo 20 giorni che non so più niente – o chiesto qua per quelle famose carte per l’avicinamento qua non sanno dirmi niente perciò se volete fatelo pur presente al Raggioniere (parola incomprensibile)

qua e la solita vita, ora sono

in batteria e faccio come fanno tutti gli altri non ci sono tanti lavori da fare, e nonsi stare tanto male, non aver pensieri per lavenire che sappiamo aprendere le cose come che vengono qua non sie più al corente come prima quando ero acasa che si ascoltava il giornale radio, qua nonce neanche quello, ma tutti qui isperiamo che termini presto.

Spero che la stagione proceda bene e tutto posiate raccogliere senzache le pioggie vi interompono i vostri lavori. Come va con luva? Ditemi se ricevete dispesso posta da mè, e quanti giorni cimpiega.

Ancora come il solito tanti e tanti salutoni e speriamo in un presto arivederci. Ciao tutti

Vostro figlio e fratello Giuseppe Lanza

[(seconda pagina) con grafia capovolta rispetto al resto della lettera Lanza scrive una breve nota alla madre]: Cara Mammina le foto che miai mandato ancora prima della licenza leo viste ora. Ciao“.

La triste e complessa storia di questo nostro sfortunato concittadino, viene puntualmente ricostruita da un documento sottoscritto da sua madre e inviato il 29 agosto 1949, tramite il Comune di Cerea, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Commissione Interministeriale per gli atti di morte presso il Ministero della Difesa-Esercito R o m a:

” … chiamato alle armi il giorno 4 settembre 1939 dal Distretto Militare di Verona e dislocato sul fronte francese nel giugno 1940. Nel dicembre dello stesso anno venne dislocato sul fronte greco – albanese e, successivamente, nelle isole di Corfù e Cefalonia. Ha prestato servizio sempre presso il 33° Reggimento Artiglieria = 1° gruppo = 2^ batteria. In seguito ai noti avvenimenti dell’8 settembre 1943 ( a quell’epoca egli si trovava nell’isola di Cefalonia) venne deportato dai tedeschi a Pinsi (Germania) il 1° dicembre 1943, presso il campo prigionieri n° 84. Scrisse può o meno frequentemente (suo indirizzo internato n. 17228 Feldpost nr.03603) fino al 20 agosto 1944. Da allora non ebbi più alcuna notizia, finché nel maggio 1947 il reduce dalla Germania e Russia PREGNOLATO PALMIRO fu Giovanni, residente a Porto Tolle (Rovigo) Via Boccasette n. 44 venne fino a casa mia a comunicarmi che mio figlio era deceduto alle ore 23 circa del giorno 25 marzo 1945, in un fossato nei pressi di Danzica in seguito a ferita alla fronte causatagli da scheggia di proiettile. Mio figlio morì quasi istantaneamente e venne sepolto a cura del suddetto Sig. Pregnolato nel luogo stesso del decesso. La salma si trova a Danzica in Via “Langhe Fuher” senza numero”.

 

Il 19 ottobre 1950 (prot. n. I24337) la Presidenza del Consiglio dei Ministri a firma del Colonnello Mario Barbi Cinti, invia al Distretto Militare di Verona una comunicazione nella quale si riconosce la qualifica di partigiano combattente: << In armonia a quanto disposto alla Circolare 1526/O.p.a. del 20/11/47 del Ministero della Diesa – Esercito per la conferma dei riconoscimenti effettuati da questa Commissione si comunica che al sottonotato Partigiano è stata riconosciuta la qualifica segnata a margine:

G.8500/1151 = P. 30127

LANZA GIUSEPPE di Ettore cl. 1916

Domiciliato  Cerea (Verona)

DIVISIONE ACQUI = GRECIA

Partigiano 9.9.43 = 22.9.43

Prig. causa Partig. 22.9.43 = 25.3.45

Caduto in prigionia il 25.3.45 = DANZICA


[1] La strage di Cefalonia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’esercito italiano si dissolve e i reparti militari all’estero non sanno come agire. Il generale Antonio Gandin, che a Cefalonia comanda i 12.000 uomini della Divisione Acqui, riceve ordini contraddittori, mentre i tedeschi, con un ultimatum, intimano agli italiani di cedere le armi. Soli e senza rinforzi, Gandin e i suoi uomini respingono l’ultimatum e scelgono di resistere ad oltranza, malgrado la disparità delle forze in campo. La battaglia di Cefalonia dura una settimana, al termine della quale gli italiani sono costretti alla resa. I tedeschi giustiziano brutalmente migliaia di soldati e ufficiali, provocando la più sanguinosa strage di militari italiani della Seconda guerra mondiale. Dopo anni di tentativi per rendere giustizia alle vittime di Cefalonia, il primo e unico processo sulla strage si è concluso il 18 ottobre 2013, con la condanna all’ergastolo dell’allora caporale Alfred Stork.


Riportiamo di seguito anche l’atto di morte:

MUNICIPIO di CEREA

UFFICIO DELLO STATO CIVILE

ESTRATTO dal Registro ATTI DI MORTE Parte II  – Serie C

Lanza Giuseppe scheda

Il 31 gennaio 2011 dal Ministero della Difesa – Commissariato Generale Onoranze caduti in guerra, alla incessante richiesta dei famigliari per individuare il luogo della sepoltura del nostro soldato, risponde che: ” … negli anni 50′ una Delegazione di questo Ente, con la collaborazione della Croce Rossa Polacca, effettuò delle ricerche dell’art. Giuseppe Lanza, purtroppo, però, con esito negativo…“.

Il 23 febbraio 2012 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Segretario Generale – Dipartimento per i Coordinamento Amministrativo, il Presidente del Comitato Colonnello Pier Luigi Felli, invia alla sig.ra Flavia De Paoli, nipote di Lanza, una lettera nella quale si comunica che : ” l’istanza presentata dalla S.V. è stata accolta dal Comitato da me presieduto nella seduta del 10 gennaio 2012. E’ stato così disposto il conferimento a nome di Giuseppe Lanza della medaglia d’onore prevista dalla normativa in oggetto… “.

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