Omaggio a Francesco Grasselli, Internato Militare Italiano di Albinea (Reggio Emilia)


Il 22 Aprile scorso, il sindaco di Albinea Nico Giberti e l’Ing. Corrado Ferrari (Presidente della Pro Loco), in rappresentanza di ANPI Albinea, hanno deposto un mazzo di fiori sulla tomba di Francesco Grasselli nel cimitero militare di Zehlendorf.

Anche i rappresentanti dell’amministrazione del distretto di Treptow-Kopenick, gemellato con il comune di Albinea, hanno deposto alcuni fiori sulla tomba.

Albinea è infatti gemellata con il quartiere berlinese di Treptow-Kopenick.

Il gemellaggio è nato dal fatto che ad Albinea, nell’agosto del 44, furono uccisi, dopo sommario processo da parte delle SS, 5 militari tedeschi che si erano ribellati dopo l’attentato a Hitler del 20 luglio e avevano cercato di disertare. Il più anziano di questi , Hans Schmidt di 32 anni, era di Treptow.


343732613_606581058084609_7961951757695929496_n
Il sindaco di Albinea Nico Giberti e l’Ing. Corrado Ferrari (Presidente della Pro Loco)
343789478_1091223318458612_6336182601449712899_n
Tomba di Francesco Grasselli nel Cimitero Militare Italiano d’Onore di Berlino
IMG_20230422_132427
Vista del Riquadro 3
Nico_Corrado_Peter1_Copyright_PTK
Il Sindaco di Albinea Nico Giberti con l’Ing. Corrado Ferrari e un rappresentante dell’amministrazione del distretto di Treptow-Kopenick

Francesco-GrasselliGrasselli Francesco, figlio di Giacomo, nasce il 1° settembre 1910 Montericco (frazione di Albinea – Reggio Emilia). Soldato del 260° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi il 15 settembre 1943 a Fiume (fronte croato) e internato in Germania come I.M.I. (Internato Militare Italiano) nello Stalag I B di Hohenstein. Matricola 14198. Viene poi trasferito allo Stalag III D di Berlino. Muore a Neukölln (quartiere di Berlino) il 6 gennaio 1944 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Döberitz-Elsgrund (ora localizzabile come Dallgow-Döberitz – Brandeburgo). Viene successivamente esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Berlino (Zehlendorf). Inumato alla posizione tombale: riquadro 3, fila 19, numero 5, tomba 1032.


Registro matricole Grasselli
Registro matricole dove compare il nome del Grasselli – Notare la croce sulla sinistra che indica la morte di tutti e dodici gli italiani registrati (fonte Archivi di Arolsen)

Alla ricerca di Francesco Pascariello


Ricevo e pubblico.


24.04.2023

foto Francesco PascarielloQuesta è la storia di mio prozio Francesco Pascariello, nato a San Michele Salentino, fratello di mia nonna Maria Antonia, e figlio di Tommaso e Francesca.
È il 1942 quando Francesco, a soli 19 anni, viene chiamato alla Armi.
La nonna mi raccontava a volte di questo fratello, partito per la guerra quando lei aveva solo 6 anni, e mai tornato.
Nel 1963 la nonna lascia San Michele con il marito Pietro per trasferirsi a Rimini, senza mai dimenticare la sua città natale.
In occasione del 100° anniversario della nascita di Francesco, decido di provare a cercare informazioni su di lui.
Le uniche informazioni che ho sono nome e cognome. Nessuno oggi in vita si ricorda la sua data di nascita.
Inizio le ricerche dal Comune di San Michele, grazie al quale apprendo che è nato il 03/01/1923.
Scrivo al Ministero della difesa e all’archivio di stato di Taranto, il quale mi procura il fascicolo matricolare di Francesco.
Scopro così che fu arruolato nel 309º fanteria, e si imbarcó per Rodi. Dopo l’8 settembre 1943 fu catturato dai tedeschi e tenuto in prigionia.
All’interno del fascicolo, trovo con grande sorpresa due lettere (che allego) da lui spedite alla famiglia, e probabilmente mai giunte a destinazione. La prima è datata 26 agosto 1943, qualche giorno prima della cattura, mentre la seconda è datata 23/01/1944, ultima data in cui si hanno notizie di lui, dove dice di trovarsi internato nel 5º campo di raccolta di Rodi.
Ho scritto ad Arolsen, al Bundes Archiv, agli archivi dei memoriali russi, a Varsavia, all’Archivio Vaticano… non ho lasciato nulla al caso per cercare di ricostruire la sua storia.
Ad oggi per tutti risulta disperso a Rodi nel gennaio 1944, ma pur essendo passati 81 anni dal giorno della sua partenza, nessuno lo ha dimenticato.
Pochi giorni fa ho fatto personalmente richiesta per l’assegnazione della medaglia d’onore.
Se qualcuno avesse qualche notizia, o conosce la storia di altri militari arruolati nel 309° fanteria che potrebbe avere avuto una storia ed un percorso simile a quella di Francesco, mi può contattare (gabriele.andreozzi.rimini@gmail.com).
Grazie

Gabriele Andreozzi

FASCICOLO MATRICOLARE

PRIMA LETTERA SCRITTA DA FRANCESCO

SECONDA LETTERA SCRITTA DA FRANCESCO

Lettera della nipote di Plinio Sollai, morto nell’affondamento del Cacciatorpediniere “Ascari”

Ricevo e pubblico


21 aprile 2023

Buongiorno sono Mariagrazia Sollai, volevo ringraziare per le vs ricerche.
Ho letto la lettera della Sig.ra Maria Serio che riporta il nome di mio nonno Plinio Sollai imbarcato sull’Ascari e sepolto nell’ossario di Cefalù . La famiglia era a conoscenza del luogo di sepoltura.
Mia zia, la figlia di mio nonno, negli anni 60 aveva attraversato l’Italia con la sua 500 per andare nel cimitero ma il frate della portineria non aveva trovato il nome sul registro.
Solo alcuni anni fa, grazie a internet, avevo deciso di fare ricerche e abbiamo scoperto che era veramente sepolto a Cefalù e che il nome scritto a mano nel registro era stato letto male.
Eravamo felici e speravamo di poter far rientrare la salma quando Onorcaduti ci avvisò che , a causa di lavori, le tombe erano state rimosse e le salme spostate nell’ossario comune. Purtroppo siamo arrivati tardi, anche se è stata una grande emozione avere notizie di una persona della quale avevo sempre sentito raccontare.
Cordiali saluti
Mariagrazia Sollai

Affondamento dei Cacciatorpediniere Ascari e Malocello – Tornano alla luce i nomi e le sepolture di alcuni marinai italiani

Grazie alla segnalazione e alle ricerche fatte da Maria Serio di Cefalù, sono tornati alla luce i nomi di alcuni ragazzi morti nell’affondamento dei Cacciatorpediniere Ascari e Malocello.

Dopo l’affondamento dei due cacciatorpediniere, lungo le spiagge nei pressi di Cefalù vennero rinvenuti i corpi senza vita di molti dei naufraghi delle due navi da guerra (italiani e tedeschi) che furono composti e portati nel Cimitero di Cefalù.

Le Spoglie mortali di questi ragazzi si trovano tuttora nell’ossario del piccolo cimitero siciliano.
Per questo abbiamo pensato di pubblicare i loro nomi, nel caso le famiglie non fossero a conoscenza che i loro cari non sono dei “Dispersi”.
Un ringraziamento particolare va a Maria Serio che ha portato a termine questa nobile ricerca e a Pancrazio (Ezio) Vinciguerra, curatore del sito La Voce del Marinaio, che da anni tiene viva la Memoria dei Marinai italiani.


Salve, mi chiamo Maria Serio ed abito a Cefalù.
Mi sono imbattuta casualmente durante una ricerca genealogica, nei nominativi e matricole di alcuni militari caduti durante la seconda guerra mondiale (aprile/ maggio 1943) sepolti in un anonimo ossario del cimitero di Cefalù.
Grazie alla consultazione dell’archivio dell’ufficio del cimitero, ritengo con una certa probabilità che i dati personali relativi ai suddetti Caduti, non siano mai pervenuti ai familiari né siano stati comunicati al Commissariato del Ministero della Difesa.
Potreste aiutarmi, come associazione ad identificare ed individuare soprattutto i soldati che possiedono il solo numero di matricola?
Grazie per l’attenzione,
Maria Serio.


Salve Signor Roberto,
grazie al suo aiuto e alla consultazione di alcuni siti, ho potuto completare le informazioni sui marinai dispersi dei Cacciatorpediniere Ascari e Maloncello affondati al largo di Capo Bon il 24 marzo 1943.

Maria Serio


Il Regio Cacciatorpediniere Ascari
Il Regio Cacciatorpediniere Ascari (foto tratta da “La Voce del Marinaio” di Ezio Pancrazio Vinciguerra)

I caduti tra l’equipaggio Ascari:

Marino Balzarini, marinaio fuochista, deceduto. Nato il 17 giugno 1923 a Sumirago (Varese). Fuochista. Matricola militare: 148878. Dato per disperso dal Ministero della Difesa (morte presunta) dal 24 marzo 1943. È stato rinvenuto morto lungo la spiaggia Santa Lucia-Finale il 9 aprile 1943. Sepolto nel Cimitero di Cefalù il 10 aprile 1943.

Plinio Sollai, capo radiotelegrafista di prima classe, deceduto. Nato a Suelli il 5 giugno 1907 è morto il 24 marzo 1943 nell’affondamento del CT Ascari a circa 28 miglia a Nord di Capo Bon (Tunisia). Corpo recuperato e tumulato nel cimitero di Cefalù. È stato rinvenuto morto lungo sulla spiaggia località Gangiotto (Cefalù), 11 aprile 1943. Sepolto nel Cimitero di Cefalù 12 aprile 1943.

I caduti tra l’equipaggio del Malocello:

Salvatore Del Tufo, nato il 15 ottobre 1923 a Palermo. Fuochista. Matricola: 122370. Dato per disperso dal Ministero della Difesa (morte presunta) dal 24 marzo 1943. È stato rinvenuto morto lungo la spiaggia Santa Lucia-Finale il 9 aprile 1943. Sepolto a Cefalù il 10 aprile 1943.

Francesco Antonio Nicoteresa, nato 1920 circa, 23 anni marinaio. Sepolto nel cimitero di Cefalù il 10 maggio 1943.

Parrini Dante, figlio di Natale, nato il 27 aprile 1911 a Rivarolo Ligure (Genova). Macchinista. Residente a Milano in Via Plinio, 20. Matricola militare: 23177. Dato per disperso dal Ministero della Difesa (morte presunta) dal 24 marzo 1943. È stato rinvenuto morto lungo la spiaggia Santa Lucia-Finale il 9 aprile 1943. Sepolto nel cimitero di Cefalù il 10 aprile 1943.

Nazario Sauro Cardarelli, nato a Ficulle (Terni) il 23 febbraio 1921. Maresciallo della Regia Marina. Matricola militare: 46439. Imbarcato sul Regio Cacciatorpediniere “Malocello”. Dato per disperso dal Ministero della Difesa (morte presunta) dal 24 marzo 1943. È stato rinvenuto morto lungo sulla spiaggia località Gangiotto (Cefalù), 11 aprile 1943. Sepolto nel cimitero di Cefalù 12 aprile 1943.

Inoltre nell’archivio del cimitero di Cefalù, esiste il seguente elenco:

Raccolti dalla spiaggia di Cefalù dal 10 aprile 1943 al 10 giugno 1943:

11 cadaveri ignudi che non fu possibile riconoscere se della Regia Marina o del Regio Esercito.

65 cadaveri di militari tedeschi raccolti dalla spiaggia o in combattimento.

Sergente di marina sconosciuto, è stato rinvenuto morto lungo la spiaggia di Cefalù. Sepolto nel cimitero di Cefalù il 10 maggio 1943.

Cadavere italiano di circa 25-30 anni d’età, marinaio, trovato morto lungo la spiaggia località Gangiotto (Cefalù), 11 aprile 1943.

Cadavere italiano sconosciuto, trovato morto lungo la spiaggia San Lucia-Finale il 9 aprile 1943. Sepolto nel cimitero di Cefalù il 10 aprile 1943.

Quindi i corpi che sono stati trovati spiaggiati da aprile a giugno del 1943 a Cefalù sono circa 20, e probabilmente potrebbero appartenere quasi tutti ai marinai della Regia Marina.

Umili Adelmo Lidio

Buongiorno,
nel ringraziarla vivamente per il lavoro dai Lei svolto, volevo segnalarle che, grazie all’elenco recuperato in internet, mia suocera ha ritrovato il fratello deceduto in guerra e sepolto nel cimitero di Francoforte.
Dopo un viaggio in Germania e la visita al luogo di sepoltura, abbiamo deciso per il rimpatrio delle ceneri e oggi si trova tumulato nel cimitero di Alseno (luogo di nascita).
Il nome è Umili Lidio e risulta il numero 4422 ,(nato ad Alseno il 2 luglio 1921).
Le scrivo questa email per aggiornare la lista e segnalare il suo rientro in Italia che, grazie al Consolato di Francoforte e del Ministero della Difesa, è avvenuto con tutti gli onori.
Grazie mille e approfitto per porgerle i migliori auguri di buona Pasqua.
Francesco Beone


Umili Adelmo Lidio, nasce il 2 luglio 1921 ad Alseno (Piacenza). Soldato del 3° Reggimento Genio, viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e internato in Germania. Muore per malattia a Bochum il 19 aprile 1945 e viene inumato in prima sepoltura nel cimitero locale. Le Spoglie saranno poi fatte esumare dal Ministero della Difesa e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen) alla posizione tombale: riquadro N, fila 4, tomba 33.


umili lidio
La tomba di Lidio Umili a Francoforte sul Meno

PODCAST DI ELISA MALACALZA


Pontiere piacentino muore prigioniero in Germania, dopo quasi 80 anni i suoi resti tornano a casa