3 novembre 2019. Ojendorf – Amburgo

Ricevo e pubblico


Signor Roberto,
come avevo promesso, invio alcune immagini della cerimonia svoltasi il 3 novembre al Cimitero di Ojendorf.
[…]
Porgo distinti saluti
Pierino Monaldi
(Orfano di guerra) Comitato Famiglie dei Caduti sepolti a Ojendorf.


Pierino Monaldi, con il nipote Cesare, per la seconda volta onora il bisnonno. Depone fiori alla grande croce per tutti i 5849 Caduti

Ruggiero Lanotte. Ancora un volto tra i Caduti di Amburgo

Buonasera tramite la vostra pagina sono riuscita a risalire alla posizione dov’è sepolto al Cimitero di Amburgo (riquadro 1 fila R tomba 45) il fratello di mio nonno materno, il soldato Lanotte Ruggiero nato a Barletta in Puglia. Mi piacerebbe avviare la procedura di rimpatrio e per questo vorremmo fare richiesta al Comune di Barletta città insignita anche da medaglia d’oro al valore militare, con la speranza di poter riportare in Patria le spoglie del nostro defunto. Allego la foto di un ritratto che fu fatto prima della partenza in guerra così da poter dare un volto anche a questo Caduto.
Ringrazio per il grande sforzo impiegato. Almeno noi familiari sappiamo che le sue spoglie hanno avuto degna sepoltura.

Rosanna Rizzi


Rimpatrio Resti mortali

Lettera tipo da inviare ai sindaci


Ruggiero Lanotte – Foto scattata il giorno della sua partenza

Lanotte Ruggiero, nato il 27 marzo 1915 a Barletta. Fatto prigioniero dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania. Morto a Peine (Bassa Sassonia) l’11 ottobre 1944. Sepolto nel reparto italiano del cimitero di Peine (Cimitero cattolico). Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf – Germania). Posizione tombale: riquadro 1 / fila R / tomba 45.

Elenco 864/H – Pagina 3 (tratto da 864/A-N: elenchi giunti dalla Germania tramite la Pontificia missione il 20 agosto 1946 – Certificati di morte di 54 deceduti) in Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra
Riquadro 1 del Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (03.09.2017 – Foto M. W.)
Riquadro 1 – CMI Ambrgo – Öjendorf (03.09.2017 – Foto M. W.)
Tomba di Ruggiero Lanotte nel CMI di Amburgo (03.09.2017 – Foto M. W.)

Onore a Pasquale Pietragalla

Signor Zamboni buonasera,
domenica 3 novembre si è tenuta la cerimonia solenne in onore di mio nonno.
Come le avevo anticipato le invio le foto della cerimonia.
Vorrei esprimerle ancora una volta la mia gratitudine, perché se tutto si è compiuto è soprattutto grazie a lei.
La nostra famiglia le sarà riconoscente, cari saluti.

Giulio Ronzano

Per la storia di Pasquale Pietragalla si veda https://dimenticatidistato.com/2019/10/25/nonno-pasquale-e-tornato-nella-sua-amata-terra/


Pietragalla Pasquale di Saverio, nato il 13 marzo 1908 a Forenza (Potenza). Soldato del Battaglione Alpino Sciatori Monte Rosa. Matricola 4578. Internato nello Stammlager XII F / 2044 / Campo di Assegnazione n° 471. Ultime notizie date il 16 agosto 1944. Morto il 22 marzo 1945. Sepolto a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro L / fila 3 / tomba 17.

Le figlie di Pasquale Pietragalla con le Spoglie mortali del loro papà
I nipoti di Pasquale

I Resti mortali di Pasquale portati dal nipote finanziere

Santa Caterina Villarmosa (Caltanissetta) – Ancora tre nomi da ricordare


Internato Militare Italiano – Amico Giuseppe, nato il 17 febbraio 1923 a Santa Caterina Villarmosa (Caltanissetta). Marò. Fatto prigioniero dai tedeschi il 9 settembre 1943 a Cannes (Francia) ed internato in Germania nello Stalag V C di Offenburg. Morto a Rheinfelden (Baden-Württemberg) il 31 maggio 1944. Causa della morte: incidente. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Rheinfelden. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera (Waldfriedhof – Germania). Posizione tombale: riquadro 5 / fila 21 / tomba 19.

Deportato civile – Colajanni Calogero, nato il 28 settembre 1920 a Santa Caterina Villarmosa (Caltanissetta). Deportato nel campo di concentramento di Neuengamme (Amburgo). Matricola 23594. Decentrato a Drütte-Watenstedt (sottocampo dipendente da Neuengamme). Morto a Drütte-Watenstedt (Bassa Sassonia) il 22 marzo 1944. Causa della morte: malattia. Sepolto nel cimitero per stranieri Jammertal presso Lehnstedt / Watenstedt (Bassa Sassonia) il 28 marzo 1944. Posizione tombale: campo I / fila XII / tomba L. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf – Germania). Posizione tombale: riquadro 2 / fila R / tomba 22.

Internato Militare Italiano – Favata Giuseppe, nato l’8 novembre 1917 a Santa Caterina Villarmosa (Caltanissetta). Soldato del 51° Battaglione mitraglieri. Fatto prigioniero dai tedeschi l’11 settembre 1943 ad Alessio (Albania) ed internato in Germania nello Stalag XIII D di Norimberga. Matricola 12651. Trasferito allo Stalag XIII C di Hammelburg. Morto a Ebelsbach (Baviera) il 27 marzo 1944. Causa della morte: bombardamento. Sepolto nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen – Germania). Posizione tombale: riquadro G / fila 9 / tomba 16.

Tomba del Favata a Francoforte sul Meno

Il soldato Bruno Pais Dei Mori è ritornato a casa

Sono il nipote di un Caduto che grazie a Lei ho scoperto essere nel cimitero di Francoforte (Bruno Pais dei Mori). Voglio abbracciarLa e dirLe grazie.
Mi ricordo i nonni che lo davano per disperso ora so dov’è… […]… Grazie ancora, grazie per tutto e per sempre Signor Zamboni che Dio gliene renda merito!

Armando Maroldo


Pais Dei Mori Bruno, nato il 19 luglio 1920 ad Auronzo di Cadore (Belluno). Soldato del 174° Autoreparto automobilisti. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Matricola 71655. Trasferito allo Stalag VI D di Dortmund. Morto presso l’Ospedale per prigionieri di guerra di Dortmund il 23 luglio 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero centrale di Dortmund – Reparto prigionieri di guerra – campo 11 – tomba n° 166. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen – Germania). Posizione tombale: riquadro M / fila 4 / tomba 3.

CMI Francoforte sul Meno – riquadro M / fila 4 / tomba n° 3

Cassetta ossario con i Resti mortali di Bruno Pais Dei Mori

Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo: una cosa vergognosa

A fine articolo, una sorpresa inaspettata, grazie alla segnalazione tempestiva di Pierino Monaldi.

Appena pubblicato l’articolo, sono stato contattato da un utente Facebook che m’informava dei cambiamenti avvenuti nel 2017.

Ho deciso di lasciare l’articolo per fare vedere com’era la situazione e di com’è stata risolta in maniera eccellente.

Un grazie a Pierino, a Onorcaduti e al Consolato Generale d’Italia di Hannover.


Quando, nel 1997, scrissi per la prima volta al Ministero della Difesa chiedendo il rimpatrio dei Resti di mio zio, mi venne risposto che la legge tal dei tali non lo permetteva e che avrei dovuto lasciare tutto com’era.


 


 

Veniva poi aggiunto: “Le sia di conforto sapere che le Spoglie del Soldato Luciano ZAMBONI, saranno per sempre custodite ed onorate, come quelle di tutti i Caduti sepolti in Cimiteri o Sacrari monumentali e permanenti realizzati da questo Commissariato Generale”.


 


 

Purtroppo, alle belle parole non sono mai seguiti i fatti…

La lapide di mio zio nel 1994 nel CMI di Monaco di Baviera
La stessa lapide alcuni anni dopo

E, a quanto sembra, le cose non sono cambiate.

Nel giorno della commemorazioni dei defunti, per puro caso, sono venuto a conoscenza dello stato in cui si trova il Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Öjendorf).
Come forse saprete, da qualche anno la cura e la manutenzione del CMI di Amburgo è stata affidata al Consolato Generale d’Italia di Hannover (prima era il Consolato di Amburgo che si occupava del CMI).
Grazie ad una amica tedesca, sapevo che alcuni settori del CMI di Amburgo (in particolare il riquadro 1) erano in condizioni pessime già nel 2016, ma non pensavo che fossimo arrivati fino ad ora senza metter mano al portafogli del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra per un restauro generale.

Ora, il Consolato Generale d’Italia ad Hannover ha finalmente indetto una procedura negoziata di straordinaria manutenzione per la pulizia degli elementi lapidei del Cimitero Italiano d’Onore di Oejendorf ad Amburgo.

Infatti, il Consolato Generale d’Italia in Hannover sta promuovendo un’indagine esplorativa rivolta alle Ditte o Società potenzialmente interessate alla stipula di un contratto per l’esecuzione dei lavori di straordinaria manutenzione per la pulizia degli elementi lapidei del Cimitero Italiano d’Onore di Oejendorf ad Amburgo.

Viste le foto che pubblico, credo che la manutenzione delle tombe dei nostri Caduti debba essere fatta con una certa periodicità, evitando così un tale degrado.

Se è vero che dai cimiteri si vede il grado di civiltà di un popolo, direi che siamo messi malino.

Roberto Zamboni


Amburgo – Cippo destro con scritta in italiano (illeggibile)
Amburgo – Lapide commemorativa (illeggibile)
Altare
Uno dei riquadri
Particolare delle pietre tombali


 

2 novembre 2019

Ricevo e pubblico da Pierino Monaldi

Signor Zamboni.

Ero ad Amburgo a novembre 2017 ed il Cimitero era come lei ha pubblicato le foto.

Grazie al console di Hannover ed al nostro Comitato oggi le tombe risplendono.

Sono in viaggio per Amburgo pubblicherò delle foto.

 

Nonno Pasquale è tornato nella sua amata terra

29 febbraio 2016

“Signor Zamboni buonasera. Le scrivo questa mail per ringraziarla di tutto il lavoro svolto.

Qualche giorno fa abbiamo potuto “abbracciare” quel nonno mai conosciuto. I miei fratelli sono andati a Francoforte ed è stato bellissimo. Un emozione indescrivibile.

Ora ci chiediamo quale sarà il passo successivo. La saluto cordialmente e ancora grazie.

Giulio Ronzano”.

Francoforte sul Meno. I nipoti sulla tomba di Pasquale Pietragalla


Carissimi,

intanto lasciatemi dire che mi fa estremamente piacere sapere che i congiunti di un altro di questi poveri ragazzi hanno finalmente chiuso quel cerchio rimasto aperto per troppi anni.

[…]

Questi i dati che ho archiviato:

Pietragalla Pasquale di Saverio, nato il 13 marzo 1908 a Forenza (Potenza). Soldato del Battaglione Alpino Sciatori Monte Rosa. Matricola 4578. Internato nello Stammlager XII F / 2044 / Campo di Assegnazione n° 471. Ultime notizie date il 16 agosto 1944. Morto il 22 marzo 1945. Sepolto a Francoforte sul Meno / Friedhof Westhausen / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro L / fila 3 / tomba 17.

Vi allego la scheda del Vaticano che fa riferimento a vostro nonno.

Un abbraccio sincero, Roberto Zamboni


“Signor Zamboni, la ringrazio per la sua celere risposta. Con l’ultima mail ha aggiunto nuovi elementi su mio nonno ancora per noi sconosciuti come il corpo di assegnazione e il documento del Vaticano. Ho letto sul sito che anche lei ha rimpatriato un suo zio, la domanda che spesso mi pongo è ma dopo 70 anni quali possono essere le condizioni del defunto, chissà se sono stati seppelliti in cassa o altro. Potrebbero esserci effetti personali? L’esumazione nel caso di rimpatrio è fatta alla presenza dei familiari?

[…]

La ringrazio nuovamente e continui nella sua ricerca. È un lavoro bellissimo”.


Carissimo, rispondo alle tue domande.

– I nostri caduti sono stati inumati in prima sepolture in semplici casse di legno (ovviamente non come quelle che ci sono adesso) nei cimiteri che si trovavano nei pressi dei campi per prigionieri militari con tutte le indicazioni di sepoltura. Nella metà degli anni ’50 i corpi sono stati esumati (con gli effetti personali rintracciati) e messi in sacche per la raccolta di resti umani (sacche in plastica abbastanza spesse) e nuovamente inumati nei Cimiteri militari italiani.

– All’esumazione possono assistere anche i famigliari.

– I resti mortali che sono rimasti sono dei resti ossei mineralizzati.

Ho diverse fotografie di esumazioni (abbastanza macabre), ma preferisco mandarti un mio articolo dell’ottobre scorso che fa riferimento al National Geographic Deutschland sul quale si parla di un amico di Perugia che ha trovato il suo papà tra dieci caduti “ignoti” ai quali è stato fatto fare l’esame del DNA. Queste foto sono molto meno macabre e rendono benissimo l’idea. Questo il link: https://dimenticatidistato.com/2015/10/08/la-storia-di-alberto-pubblicata-sul-national-geographic-deutschland/.

[…]

Un saluto, Roberto


“Signor Zamboni buongiorno. Le scrivo aggiungendo quella che la memoria di mia zia ancora conserva.

Scrivo in prima persona così come mi sono stati raccontati i fatti da una zia di 84 anni che con la mente lucida ritorna al 1943 quando di anni ne aveva 11.

In ricordo di papà…

Papà era un contadino e nella quiete di quella che poteva essere una normale famiglia contadina, ricevette la chiamata alle armi. Ricordo quel giorno come se fosse oggi, l’8 dicembre 1942.

Partì per la guerra lui e un altro ragazzo, non ricordo chi fosse. Faceva freddo era inverno, partirono a piedi da Forenza per Palazzo San Gervasio e andarono a prendere il treno, lì c’era la stazione più vicina.

Per un anno non ricevemmo notizie.

Tornò a Forenza nel 1943, non ricordo né il giorno ne il mese, aveva avuto una licenza premio di quindici giorni.

Eravamo in casa io, mamma e mia sorella nata da poco (la mamma di chi scrive), si aprì la mezza porta e nella luce che entrava da quell’unica apertura entrò un uomo alto, sporco in viso, era il mio papà. Posò a terra lo zaino e mi abbracciò, gli dissi: perché hai il viso sporco?

Il fumo del treno, mi rispose.

Prese in braccio mia sorella e la baciò, non l’aveva mai vista, era nata in sua assenza, mamma era incinta quando lui partì. Posò mia sorella nella culla e abbraccio mamma.

Nei giorni seguenti dissi a papà: “non partire più, scappa nel bosco, nasconditi, ti porteremo noi da mangiare”. Lui mi disse: “ho avuto una licenza premio, non sono un disertore, e a giorni ci sarà l’armistizio”.

Passarono i 15 giorni e ripartì, mi disse per il Monte Rosa.

Scrisse solo due lettere, poi non avemmo più notizie.

Non ricordo l’anno, vennero 2 carabinieri a casa e dissero a mamma di salire in caserma per una comunicazione. Mamma mi disse: “resta a casa con tua sorella”, ma io le dissi di no. Andammo così tutte e tre in caserma. Ricordo che c’era una stanza grande e c’erano le finestre aperte che davano sulla piazza. Un carabiniere chiuse le finestre e prese dalle braccia di mamma mia sorella. Mamma fu chiamata in una stanza, la sentii urlare e piangere per la disperazione, capii subito che papà non sarebbe più tornato”.


24 ottobre 2019

“Signor Zamboni buonasera, le scrivo per comunicarle che ieri 23 ottobre il nonno Pasquale è finalmente tornato a casa.

È stata un emozione davvero indescrivibile.

Abbiamo fissato per domenica 3 novembre la cerimonia solenne.

Le invio le foto e mi piacerebbe inviarle dopo anche quelle della cerimonia.

Con immensa stima

Giulio