Every Name Counts – Ogni nome è importante


EVERY NAME COUNTS – OGNI NOME È IMPORTANTE

Il progetto degli Archivi di Arolsen “Every Name Counts” – Il più grande archivio digitale sulle vittime del nazismo

Dietro ad ogni nome c’è un volto e dietro ad ogni volto una vita


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Ogni nome conta, ogni nome è importante

Ogni informazione relativa alle milioni di persone che vennero deportate nei campi di concentramento e di sterminio durante la seconda guerra mondiale deve essere resa accessibile, per preservarne la memoria, per affermarne l’identità, per permettere ai familiari di ricercare e conoscere le storie, i volti, le vite dei loro cari.

E’ con questo obiettivo che Arolsen Archives, il centro internazionale che possiede il più completo archivio a livello mondiale riguardante le vittime e i sopravvissuti della persecuzione nazista, presente nella lista UNESCO’s Memory of the World, ha lanciato la campagna di crowdsourcing Every Name Counts. Il progetto, che inizialmente ha coinvolto mille studenti e studentesse di 26 scuole superiori tedesche, è aperto alla partecipazione volontaria di qualsiasi cittadino o cittadina di ogni parte del mondo e non richiede alcuna competenza specifica, basta avere un computer e una connessione internet.


Per saperne di più:

Every Name Counts

Rivogliamo il ruolo di “custodi morali” di Zonderwater “


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COS’ERA “ZONDERWATER”
Dal 1941 al 1947 il campo di Zonderwater Repubblica Sudafricana , ospitò più di centomila Prigionieri di Guerra italiani e fu di fatto la struttura di nella struttura per militari italiani più grande del mondo. Grazie alla visione illuminata del comandante sudafricano i prigionieri furono coinvolti in attività didattiche, sportive e culturali che ne fecero una realtà unica nel panorama concentrazionario mondiale, meriti questi sanciti da onorificenze ONU e della Repubblica Italiana.

COME È NATO IL SITO
Durante la compagnia i compagni provvidero piesamente a comporre le salme dei Prigionieri deceduti per malattia e altri eventi accidentali in un piccolo cimitero ove furono anche costruite le prime opere commemorative come i “Tre Archi”. Dopo la guerra i sepolti a Zonderwater non furono dimenticati ; gli ex prigionieri che avevano scelto di rimanere in Sudafrica, costituiti nell’associazione “Zonderwater Block ex Pow” , provvidero, con la forza delle loro braccia a tenere le tombe, erigere opere, piantare alberi ea tagliare l’erba. La gestione esclusiva e la salvaguardia del complesso cimiteriale da parte dell’Associazione è continuata sino al 1986; solo dopo tale data è subentrato il Consolato Generale di Johannesburg (sotto la tutela di Onorcaduti) che però ha continuato ad avvalersi dell’appassionato, professionale e insostituibile operato dell’Associazione. Per tale valido operato, l’Associazione ha ricevuto ampi riconoscimenti da diverse massime autorità italiane.

COS’È IL SITO PER I DISCENDENTI DEI POW
Noi figli, e ultimamente anche nipoti, di quei Pow, sparsi per il mondo, siamo cresciuti con i racconti di Zonderwater ed è un vero luogo del cuore. Per alcuni di noi è il cimitero dove è sepolto papà! Ogni pietra, ogni monumento eretto, ogni albero piantato rappresenta le mani e lo spirito di chi ha creato quello spazio per onorare la memoria di quei 277 fratelli rimasti la. La cosa veramente singolare è che il luogo, sino a poco assoluto tempo fa mantenuto in uno stato di livello internazionale, è anche importante per la storia del Sudafrica ed è un simbolo della collaborazione instaurata nel tempo fra i due paesi.

I FATTI RECENTI
Con l’arrivo della nuova Console Generale la situazione è stata sconvolta: per motivi a noi sconosciuti l’Associazione è stata estromessa da qualsiasi attività riguardante il cimitero. Il nostro Presidente che curava personalmente una miriade di attività critiche fra cui visite ordinarie e caratteristiche è stato privato delle chiavi. La struttura è chiusa e le visite di cittadini locali e di persone provenienti dall’Italia sospese.

LE RICHIESTE DELL’ASSOCIAZIONE
È fermamente dell’ Associazione , nelle sue declinazionina e Italiana, che essa si trova di particolare suddette la CUSTODE MORALE del luogo, chiede in modo accorato alle autorità della nostra riattribuirle un ruolo consono, in:

  • nel coordinamento della cura e arricchimento del sito;
  • nella guida delle visite ordinarie e straordinarie;
  • nella custodia e gestione del Museo il cui contenuto è di proprietà inalienabile dell’Associazione “ZONDERWATER BLOCK EX POW ASSOCIATION”;
  • nell’organizzazione della cerimonia commemorativa annuale;
  • nella gestione delle offerte dei soci.

In conclusione, ribadendo le enormi valenze affettive e storiche della nostra istanza, auspichiamo l’aiuto da parte del Ministro della Difesa Onorevole Lorenzo Guerini nel trovare una via d’uscita.

https://secure.avaaz.org/community_petitions/en/ministro_della_difesa_lorenzo_guerini_commissariat_rivogliamo_il_ruolo_di_custodi_morali_di_zonderwater/?txwlVfb

Il Generale Alberto Trionfi

Caro Roberto,  probabilmente il 29 gennaio prossimo ci sarà la traslazione delle ceneri di mio padre dal riquadro dei Caduti della Prima Guerra mondiale a quello della Seconda Guerra mondiale dove è giusto che stia. […]

Mi sembra giusto che tu sappia di questa storia. Ti invio in allegato anche le foto sia di dove si trova attualmente la cassetta e sia di dove andrà a stare.

Scusa se mi sono sentita in dovere di raccontarti questa storia che è un po’ a latere del tuo grande lavoro, ma mi sembrava giusto che lo sapessi.

Ti abbraccio forte e ti invio i miei migliori auguri per le prossime feste.

Cordialmente Maria Trionfi


Papà unica foto da generale 1943GENERALE ALBERTO TRIONFI

Nasce a Jesi (Ancona) il 2 luglio 1892 da antica e nobile famiglia.

Inizia la carriera delle armi il 7 novembre 1911 quale allievo volontario alla Scuola Militare di Modena da dove uscì sottotenente dei Granatieri il febbraio 1913.

Dall’aprile 1914 al marzo 1916 fu in Libia ove conseguì la promozione a Tenente (luglio 1915).

Durante la Prima Guerra mondiale fu ferito tre volte ricevendo una medaglia di bronzo al Valor Militare.

Dal 1924 al 1926 frequentò con successo i corsi della Scuola di Guerra a Torino.

Promosso maggiore nel gennaio 1927, venne destinato al Corpo di Stato Maggiore e successivamente al Comando della Divisione di Napoli nel gennaio 1931.

Tenente colonnello nel maggio 1932 e nel 1935 capo della Delegazione Trasporti di Napoli.

Nel 1936 viene trasferito al Corpo di Armata di Napoli come sottocapo di Stato Maggiore.

Promosso colonnello nel 1937 assunse il Comando del Terzo Reggimento Granatieri con il quale nel luglio 1939 partecipò all’occupazione dell’Albania.

Nel 1939 fu Capo di Stato Maggiore della Divisione “Siena” a Napoli e nel 1940 fece ritorno in Albania.

Nel dicembre dello stesso anno raggiunse la Divisione “Lombardia” quale Capo di Stato Maggiore.

Nel 1941 fu trasferito allo Stato Maggiore, poi al Comando della Difesa Territoriale di Roma e nel settembre al Comando del XVII° Corpo d’Armata.

Nell’ottobre del 1941 ebbe il comando della Scuola Militare di Roma.

Promosso generale di Brigata nell’ottobre 1942, venne destinato al Comando della Divisione “Cagliari” quale comandante della fanteria divisionale in Grecia a Navarino nel distretto di Pylos.

matricola
Scheda di entrata dell’Oflag 64 Z del Generale Alberto Trionfi

L’8 settembre 1943, al ritorno da una breve licenza in Italia (partì da Roma il 7 settembre mattina, quando l’armistizio era già stato firmato e non si sapeva e i suoi colleghi al Ministero gli consigliarono di non partire, ma lui rispose: “Devo partire, i miei soldati sono laggiù”) fu preso prigioniero dai tedeschi e portato in vagone piombato in polonia, nel lager 64Z (Oflag 64/Z) situato a Schokken (attuale Skoki).

La prigionia durò dal 30 settembre 1943 al 28 gennaio 1945, quando, in una marcia di trasferimento, in località Kusnica Zelichowaska fu trucidato insieme ai generali Carlo Spatocco, Emanuele Balbo Bertone, Alessandro Vaccaneo, Giuseppe Andreoli ed Ugo Ferrero.

I polacchi del posto interrarono le salme dei generali e le posero nel cimitero locale.

Tombe
Cimitero di prima inumazione del Generale Trionfi

A liberazione avvenuta, due generali sopravvissuti con un medico russo tornarono sul luogo dell’eccidio, recuperarono degli oggetti di ciascuno dei generali e li fecero pervenire alle rispettive famiglie.

Così mia madre ricevette l’agendina sulla quale mio padre esprimeva tutto quello che non poteva scrivere per lettera per via della censura.

Tutto è stato pubblicato sul libro: “IL GENERALE ALBERTO TRIONFI – scritti e memorie dalla Grecia al Lager – Un delitto delle SS” – Edito dall’ANEI (Associzzione Nazionale Ex Internati) nel 2004.

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Documento relativo alla sepoltura del Generale Alberto Trionfi nel Cimitero di Kusnica Zelichowaska – (cliccare sul documento per ingrandire) Documento depositato presso gli Archivi di Arolsen (Germania)
occhiali
Tra gli oggetti recuperati dopo l’eccidio vennero trovati gli occhiali del Generale Trionfi

Negli anni ’50 mia madre riuscì a mettersi in contatto con il generale Giuseppe Mancinelli capo di Stato Maggiore, che, avendo conosciuto a suo tempo mio padre, riuscì a fare in modo che la cassetta con i resti di mio padre fosse esumata, caricata su una nave mercantile russa, l’Argun, e trasportata in Italia.

Noi seguimmo con l’ambasciata russa a Roma il percorso della nave che sbarcò ad Ancona (a noi sembrò un segno del destino, perché mio padre era di Jesi ma aveva sempre vissuto ad Ancona).

Il 7 gennaio 1956 la nave sbarcò ad Ancona. C’era tutto l’equipaggio schierato sull’attenti sulla tolda e la cassetta con fiori freschi (la nave aveva fatto scalo a Bari) nel mezzo. Ad attendere, non c’era che una camionetta con due soldati che presero la cassetta e la portarono nella camera funeraria del cimitero delle Tavernelle ad Ancona. Non c’era un rappresentante militare né tantomeno diplomatico, tanto che mamma decise che, per dimostrare un minimo di ringraziamento, bisognava quantomeno portare dei fiori freschi alla moglie del comandante che viaggiava con lui.

Dopo tre mesi, in marzo, ci giunse l’avviso che sarebbero stati celebrati i funerali di stato. Così ripartimmo per Ancona e partecipammo ai funerali.

Generali trucidati a Kuznica Zelichowska
Cimitero militare italiano d’onore di Bielany (Varsavia) – Stele posta in ricordo dell’eccidio dei generali

Al cimitero non c’era ancora un riquadro per i Caduti della Seconda Guerra mondiale e perciò la cassetta venne posta in una tomba di un parente, Trionfi Honorati, Caduto nella Prima Guerra mondiale mentre una lapide sulla colonna vicina attestava la presenza delle ceneri di mio padre. Ora, dato che esiste un riquadro con i Caduti della Seconda Guerra mondiale, sarebbe mio desiderio che la cassetta venga situata in questo riquadro che è anche molto più facilmente raggiungibile.

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Attuole luogo di sepolture del Generale Alberto Trionfi
cimitero seconda guerra mondiale
Cimitero di Ancona – Reparto Caduti della Seconda Guerra mondiale

Ho avuto l’autorizzazione dal Ministero della Difesa e il cimitero di Ancona mi ha inviato la spesa che questa traslazione comporterebbe. Dato che né io né mio fratello potremmo assumercene il peso, il vice presidente dell’ANEI, Prof. Gastone Gal se ne è assunto personalmente l’onere. Vorrei che tale traslazione avvenga il 29 gennaio (sabato) perché il 28 gennaio è l’anniversario dell’eccidio.

E’ inutile dirti quanto la proibizione del funerale abbia inciso sui nostri cuori.

Maria Trionfi


pietra d'inciampo gennaio 2019
Pietra d’inciampo posata nel gennaio 2019 in memoria del Generale Alberto Trionfi

Ora ha un volto anche Gavino Piras


Grazie all’interessamento di Frederic Erminio Todde, siamo riusciti a rintracciare i parenti e a dare un volto a un altro sardo fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e internato in Germania.


20211121_105338Gavino Piras , figlio di fu Biagio e Murgia Mariangela, era nato a Urzulei (Nuoro – ora Ogliastra) il 25 ottobre 1899. Di mestiere contadino era stato arruolato nella Guardia di Finanza (Legione Udine) e aveva il grado di appuntato con il numero di matricola militare 18716.

Dopo l’armistizio, il 9 settembre 1943, era stato fatto prigioniero dai tedeschi e internato in Germania nello Stalag IX A di Ziegenhain, nella Renania-Palatinato, dove gli era stato assegnato il numero di matricola 77808.

Era poi stato assegnato al Comando di lavoro (Arbeitskommando) n° 3006 che si trovava nella città di Kassel (quartiere Bettenhausen).


Scheda di registrazione dello Stalag IX A
Scheda di registrazione dello Stalag IX A (fonte Archivi di Arolsen)

Il 21 marzo 1945, la parte orientale della città di Kassel (Battenhausen) venne pesantemente bombardata con bombe altamente esplosive e incendiarie. Circa 18.000 tonnellate di bombe vennero sganciate sulla città (si stima che siano morte 12.000 persone).

Tra le vittime del bombardamento del 21 marzo c’era anche Gavino che muore a Kassel / Bettennhausen il 19 aprile 1944 alle ore 10.00 a causa delle ferite riportate.

Viene inumato in prima sepoltura nel cimitero locale (registro sepolture n° 1690/47 – posizione tombale 6a / Bo / n° 147 / tomba n° VI).


Certificato di morte stilato nel 1947
Certificato di morte di Gavino Piras stilato dal Comune di Kassel nel 1947 (fonte Archivi di Arolsen)

Nella seconda metà degli anni ’50 le sue Spoglie vengono esumate e, su disposizione del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen) e inumate alla posizione tombale: riquadro D, fila 10, tomba 1.


Registro sepolture Francoforte sul Meno
Pagina del registro delle sepolture del Cimitero militare italiano di Francoforte sul Meno (fonte Archivi di Arolsen)

gavino piras francoforte
Tomba di Gavino Piras nel CMI di Francoforte sul Meno (riquadro D, fila 10, tomba 1 – Archivio Zamboni)

La mamma Mariangela, da subito inizia una difficile ricerca per sapere che fine abbia fatto il figlio dopo l’armistizio.

Interpella l’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra e probabilmente anche l’Ufficio Prigionieri della Croce Rossa Italiana.

Il 3 maggio del 1944 verrà a sapere che Gavino è prigioniero dei tedeschi e si trova internato in Germania.

Soltanto a guerra finita, il 13 marzo 1946, le arriverà la triste notizia che suo figlio è morto sotto un bombardamento aereo e che è stato sepolto a Kassel.

prigioniero dei tedeschi
Richiesta informazioni fatta dalla mamma di Gavino al Vaticano (fonte Archivio Segreto Vaticano – documento coperto da diritti di riproduzione – riproduzione vietata)
morto sotto bombaradamento
Informazioni inviate dall’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra alla mamma di Gavino nel 1946 (fonte Archivio Segreto Vaticano – documento coperto da diritti di riproduzione – riproduzione vietata)

Nonno Gennaro torna a casa


Buongiorno sono Gennaro Guarro e grazie al vostro sito e al gran lavoro contenuto al suo interno sono riuscito a riportare a casa mio nonno che era sepolto ad Amburgo.

Grazie ancora.


Guarro* Gennaro di Pasquale e Carolina, nasce il 16 novembre 1894 a Torre Annunziata (Napoli). Coniugato con Anna Marotta e residente a Torre Annunziata (Napoli). Muore a Rotemburg (Wümme – Bassa Sassonia) il 20 luglio 1944 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Rotemburg (Zona Britannica) alla posizione tombale n° 10, campo 1. Registro delle sepolture n° 624 / 1944. Viene successivamnte esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 2, fila S, tomba 5.

* Nei documenti originali tedeschi sotto riportati, per un errore di trascrizione, il cognome riportato è Guarra.


Guarro Gennaro rimp.

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Lista decessi del Comune di Rotemburg (Archivi di Arolsen)
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Lista degli italiani sepolti a Rotemburg (Archivi di Arolsen)
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Certificato di morte

Visita al Cimitero di Amburgo

Natale Nigro, nipote del Soldato Domenico Nigro, sarebbe desideroso di andare a far visita alla tomba dello zio ad Amburgo.
A questo proposito vuole fare un appello a tutti coloro che intendessero recarsi sulla tomba dei loro cari ad Amburgo per organizzare un viaggio collettivo.
Chi fosse interessato, può contattare Natale all’indirizzo mail nigro.natale@tiscali.it

Questi i dati dello zio di Natale:

Nigro Domenico, fu Vincenzo, nato il 1° luglio 1911 a Grotteria (Reggio Calabria). Risiede a Grotteria in Via Bon Baccani (?). Soldato. Viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in germania come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag VI C/Z di Fullen. Matricola: 87675 o 87645. Morto a Gross Fullen / Meppen (Bassa Sassonia) il 5 febbraio 1945. Causa della morte: tubercolosi polmonare. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero militare italiano di Gross Fullen alla posizione tombale fila 4, campo D, tomba 373 (n° registro 385/51). Nella seconda metà degli anni ’50, su ordine del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, le sue spoglie vengono esumate e traslate nel Cimitero militare italiano d’onoreS di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf). Inumate alla posizione tombale: riquadro 3, fila K, tomba 26. Nel 1945 richieste info all’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra da tale Mazzoni Maria di Grotteria (Reggio Calabria).

Tarò Secondo Giovanni, nato il 18 ottobre 1924 a Tetti Lesegno (Cuneo)

Lesegno (CN)
[…] Non so come mia figlia abbia recuperato i dati da Voi pubblicati e che non conoscevamo. Mi ha fatto uno strano effetto vedere dove era morto mio zio. La ringrazio per la sua pubblicazione ed invio anche una foto. […]
La ringrazio.
Tarò  Fiorenzina
[…]

tarò secondo giovanni

Tarò Secondo Giovanni, nasce il 18 ottobre 1924 a Tetti Lesegno (Cuneo). Soldato del 43° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniro dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI C/Z di Fullen. Matricola 64066. Muore a Gross Fullen il 29 aprile 1945 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Gross Fullen alla posizione tombale campo E, fila 9, tomba 629. Nelle seconda metà degli anni ’50 le sue spoglie vengono fatte esumare dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra e vengono traslate e sepolte nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 3, fila P, tomba 21.


Sepolture a Fullen (Meppen)
Elenco delle sepolture a Fullen (Meppen) – (fonte Archivi di Arolsen)

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Certificato di morte di Tarò Secondo (fonte Archivi di Arolsen)

L’eccidio del sabato di Pasqua


Era il 31 marzo 1945 ed era la vigilia di Pasqua. Alla stazione ferroviaria di Kassel-Wilhelmshöhe erano arrivati molti lavoratori provenienti da vari campi di concentramento. Tra questi anche dei militari italiani che appartenevano ad una squadra di costruzione che avrebbe dovuto riparare i danni ai binari della ferrovia di Naumburg.

Su un binario morto della stessa stazione era stato abbandonato un treno merci con generi alimentari destinati all’esercito tedesco. Il treno era già stato saccheggiato dai civili del luogo che avevano invitato gli italiani a fare altrettanto (testimonianza di un superstite italiano) dicendo loro che la guerra era ormai finita e che i soldati dell’esercito americano sarebbero arrivati nel giro di un paio d’ore.

Verso mezzogiorno la notizia dei saccheggi giunse al comandante della polizia di sicurezza cittadina, l’SS-Sturmbannführer Consigliere di governo Franz Marmon, che decise di intervenire contro i responsabili. Un reparto, armato di mitragliatrici, pistole e moschetti, si diresse verso la stazione.

“Il Comandante del reparto W. ordinò all’inizio agli operai addetti ai binari di tornare nel loro treno di servizio, treno che venne poi accuratamente perquisito. Un interprete non molto pratico della lingua italiana chiese a ciascun lavoratore dove fosse stata presa la merce trovata in possesso e, al termine di questa indagine, W. fece richiudere in due vagoni vuoti 78 italiani, ai quali gli uomini di Marmon trovarono generi sottratti al convoglio della Wermacht.”. (tratto da Gerhard Schreiber, I militari italiani internati nei campi di concentramento del Terzo Reich 1943-1945, Roma, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, 1997, p. 768).

Fu dunque deciso di condurre gli internati in gruppi di circa 6-8 in una zona nei pressi della ferrovia dove vennero via via sistemati sull’orlo di cinque crateri scavati da bombe e fucilati alle spalle. Nella prima fossa furono fucilati 19 prigionieri, nella seconda 38, nella terza 12, nella quarta 9 e nella quinta 1, per un totale di 79 salme. 78 di questi erano italiani, uno era di nazionalità russa.

Ai primi di aprile le truppe dell’esercito americano entrarono a Kassel.

Il 10 maggio 1945 venne ordinata dagli americani l’apertura delle fosse comuni e le salme riconosciute vennero sepolte nel Cimitero Wehlheiden (Kassel).


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Scheda di ricerca di uno dei militari uccisi a Kassel (tratta da Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra)

 

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L’esumazione dei militari italiani a Kassel – Kassel Exhumierung italienischer Kriegsgefangener am Bahnhof Wilhelmshöhe (tratto da Stadt Kassel; Foto Stadtarchiv, Signatur E1P_ExhumierungC)
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L’esumazione dei militari italiani a Kassel – Kassel Exhumierung italienischer Kriegsgefangener am Bahnhof Wilhelmshöhe (tratto da Stadt Kassel; Foto Stadtarchiv, Signatur E1P_ExhumierungC)

Nel 1955, le vittime furono nuovamente esumate su ordine del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno.

Per molto tempo questo terribile eccidio venne sottaciuto e poco alla volta dimenticato. Solo negli anni ’80, grazie ad una ricerca dell’Università di Kassel, la vicenda venne riportata definitivamente alla luce.

Dei 79 assassinati le autorità locali tedesche sapevano ben poco, se non che si trattasse di militari italiani.

Oggi, dietro la stazione ferroviaria di Wilhelmshöhe, all’angolo di Wilhelm-Schmidt-Straße / Backmeisterweg, una targa commemorativa ricorda l’eccidio con un breve testo e i nomi (molti dei quali storpiati) degli assassinati.


LAPIDE COMMEMORATIVA
Una targa commemorativa ricorda l’eccidio di Kassel

 


I 78 italiani uccisi a Kassel

Solo negli ultimi anni, grazie all’apertura di molti archivi, è stato possibile dare con certezza un nome a molti di questi ragazzi.

L’elenco sottostante riporta i dati di 84 Caduti (6 nominativi in più di quelli riportati sulla lapide) che, dalla documentazione tedesca, da documenti dell’Archivio Segreto vaticano e dai dati del Ministero della Difesa, risulterebbero essere morti alla stazione di Kassel il 31 marzo 1945. Si tratta di 3 lavoratori civili, 71 militari e 10 italiani non identificati.

Tutto ciò per ricordare chi erano e non dimenticare.

Roberto Zamboni

P.S.: tutti i documenti inseriti in questo articolo provengone dagli Archivi di Arolsen.


Alagna Giuseppe fu Francesco, nasce il 1° agosto 1921 a Trabia (Palermo). Celibe. Marinaio (Marò), viene fatto prigioniero dai tedeschi sull’Isola di Lero (Grecia) il 16 novembre 1943 e internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Matricola 106852. Lavoratore ausiliario dal 1° settembre 1944. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 78. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 26.

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Antoniotti Giovanni di Santo, nasce il 22 gennaio 1913 a Mulazzano (Lodi). Soldato di fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e internato in Germania nello Stalag VI J di Fichtenhain. Matricola 69233. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 37. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 15.

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Babetto Oreste di Emilio, nasce il 25 agosto 1921 a Abano Terme (Padova). Aviere del Reparto Servizi in Aeroporto. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 55. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 17.

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Balossi Fiorentino di Pietro, nasce il 18 dicembre 1924 a Cisano Bergamasco (Bergamo). Soldato del 9° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 40. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro F, fila 2, tomba 25.

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Baracchetti Battista di Antonio, nasce il 6 maggio 1922 a Brivio (Lecco). Soldato del 5° Reggimento Alpini. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa IV). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 2. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 30.

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Barattini Giovanni, nasce il 2 marzo 1924 ad Arzignano (Vicenza). Soldato dell’80° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero a Mantova l’8 settembre 1943 e internato in Germania nello Stalag VI J di Fichtenhain. Matricola 68915. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 64. RIMPATRIATO. Attualmente sepolto nel Cimitero comunale di Recoaro Terme (Vicenza).

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Certificato di morte (fonte Archivi Arolsen)

Barattini Pietro, nasce il 18 ottobre 1922 a Recoaro Terme (Vicenza). Soldato dell’80° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero a Mantova l’8 settembre 1943 e internato in Germania nello Stalag VI J di Fichtenhain. Matricola 70014. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 9. RIMPATRIATO. Attualmente sepolto nel Cimitero comunale di Recoaro Terme (Vicenza).


Barcherini Mario fu Pericle, nasce il 18 febbraio 1912 ad Amelia (Terni). Soldato d’Artiglieria del 26° Reggimento Corpo d’Armata. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 14. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 10.

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Boin Italo Lorenzo fu Sante, nasce il 20 aprile 1915 a Cinto Euganeo (Padova). Soldato del 58° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 20. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 9, tomba 3.

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Bonella Michele di Giovanni, nasce il 5 marzo 1921 a Potenza. Aviere. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 34. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 7.

bonella michele tomba

Borgioli Giuseppe di Adolfo, nasce il 5 agosto 1913 a Vaiano (Prato). Soldato del 7° Centro automobilisti. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 65. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 2, tomba 13.

borgioli giuseppe tomba

Borsetti Giuseppe fu Santo, nasce il 2 febbraio 1916 a Brescia. Caporal Maggiore di sanità del 524° Ospedale da Campo. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 42. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 23.

borsetti giuseppe tomba

Bossi Gino di Ernesto, nasce il 8 novembre 1922 a Fiorenzuola d’Arda (Piacenza). Aviere del Reparto Servizi in Aeroporto. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 24. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 4, tomba 24.

bossi gino tomba

Bresciani Mario Eusebio fu Pietro, nasce il 7 giugno 1911 a Agnosine (Brescia). Soldato del 6° Reggimento Alpini. Viene fatto prigioniero dai tedeschi al Brennero il 17 settembre 1943 e internato in Germania. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 38. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 29. Nota: sulla lapide di Kassel è riportato come Bocciani.

bresciani mario tomba

Cappellari Ferruccio Giovan Battista di Carlo, nasce il 18 agosto 1908 a Grancona (Vicenza). Soldato dell’86° Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 8. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 29.

cappellari ferruccio tomba

Caroppo Luigi di Cosimo, nasce il 23 agosto 1915 a Muro Leccese (Lecce). Sergente Maggiore del 51° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune. Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro F, fila 5, tomba 21.

caroppo luigi tomba

Carappo o Caroppo Salvatore, nasce il 19 maggio 1917 a (?). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 37.

001 (2)

Carsetti o Corsetti Mario, nasce il 11 giugno 1916 a Esanatoglia (Macerata). Caporal Maggiore del 185° Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 6. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro F, fila 7, tomba 21.

corsetti o carsetti mario tomba

Cassola Eugenio, nasce il 14 dicembre 1924 a Ferriere (Piacenza). Soldato del 27° Settore e Sottosettore (Guardia alla Frontiera). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 56. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 12, tomba 1.

cassola eugenio tomba

Cavasin Giovanni Luigi fu Primo, nasce il 6 giugno 1924 a Montebelluna (Treviso). Soldato del 65° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 52. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 8, tomba 8.

cavasin giovanni tomba

Ciceri Luigi fu Enrico , nasce il 20 agosto 1918 a Milano. Soldato del 1° Reggimento Genio Minatori. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune. Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro F, fila 8, tomba 27.

ciceri luigi tomba

Cimador o Cimadori Arrigo, nasce il 6 giugno 1922 a Buie d’Istria (Pola). Aviere. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 69. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 18.

cimadori arrigo tomba

Cinquegrana Anacleto o Cinquegrani Antonio, nasce il 25 novembre 1923 a Mignano Montelungo (Caserta). Soldato del 5° Autoreparto Automobilisti, viene fatto prigioniero dai tedeschi a Ragusa (fronte croato) l’8 settembre 1943 e internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Matricola 101163. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 12. RIMPATRIATO. Attualmente sepolto nel Cimitero militare di Mignano Montelungo.

certificato di morte cinquegrani

Convertito o Convertino Vito di Francesco, nasce il 23 dicembre 1920 a Crispiano (Taranto). Soldato di Sanità del 348° Ospedale da campo. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 10. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 8, tomba 31.

convertito o convertino vito tomba

Corvasce Antonio fu Abele, nasce il 28 agosto 1915 a Barletta (Barletta Andria Trani). Soldato della 9a Compagnia Sanità. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 57. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro L, fila 3, tomba 25.

cavasce antonio tomba

Corzani Italo di Pasquale, nasce l’11 settembre 1920 a Santa Sofia (Forlì-Cesena). Soldato della 107a Compagnia Presidio Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 7. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 10, tomba 34.

corzani italo tomba

Cremaschi Luigi di Secondo, nasce il 28 marzo 1920 a Livraga (Lodi). Soldato di Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 66. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 2, tomba 7.

cremaschi luigi tomba

Dal Monte Giannetto, nasce il 1° dicembre 1914 a Imola (Bologna). Soldato del 119° Gruppo di Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 22. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 9, tomba 24.

dal monte giannetto tomba

Davolio Ivo di Francesco, nasce il 24 ottobre 1915 a Novellara (Reggio Emilia). Soldato del 51° Reggimento di Artiglieria, viene fatto prigioniero dai tedeschi a Calamata (fronte greco) il 9 settembre 1943 e internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Matricola 80011.  Viene poi trasferito allo Stalag VI J di Fichtenhain. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 43. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 12, tomba 3.

davolio ivo tomba

De Cico Alessandro, nasce il 28 settembre 1909 a Baranello (Campobasso). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 41.

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De Gaetano Pasquale, nasce il 26 marzo 1912 a Ercolano o Torre del Greco (Napoli). Marinaio (Marò). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il . Sepolto in fossa comune. Fossa ?. Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 44.

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De Mitri Francesco fu Domenico, nasce il 3 dicembre 1914 a Serrano (frazione di Carpignano Salentino – Lecce). Soldato del 383° reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte balcanico l’8 settembre 1943 e internato in Germania nello Stalag VI J di Fichtenhain.  Matricola 73941. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 35. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 10, tomba 5.

de mitri francesco tomba

Di Battista Gennaro di Sabatino, nasce il 31 maggio 1923 a Morro d’Oro (Teramo). Soldato dell’89° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi l’8 settembre 1943. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 53. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 2, tomba 12.

di battista gennaro tomba

Farulli Nicola, nasce il 17 novembre 1909 ad Anversa – Belgio (o Aversa – Caserta). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 29.

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Feudo Giuseppe di Bernardino, nasce il 29 agosto 1910 a Vallecorsa (Frosinone). Maresciallo Maggiore dell’Aeronautica. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 70. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 12.

feudo giuseppe tomba

Frascini o Fraschini Gino di N. N., nasce il 24 marzo 1916 a Bologna. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 27. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 4, tomba 4.

fraschini gino tomba

Ghione Italo fu Felice, nasce il 26 febbraio 1920 a Pezzolo Valle Uzzone (Cuneo). Soldato del 51° Reggimento di Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 5. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 34.

ghione italo tomba

Girelli Igino o Gino di Andrea, nasce il 26 gennaio 1923 a Bussolengo (Verona). Soldato del 2° Reggimento Artiglieria Alpina. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 33. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 8, tomba 1.

girelli igino tomba

Gubiani Giacomo fu Giuseppe, nasce il 23 novembre 1911 a Gemona del Friuli (Udine). Soldato del 23° Reggimento Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 15. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 2.

gubiani giacomo tomba

Guidi Luigi, nasce il 7 novembre 1915 a Ferrara. Soldato del 12° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 4. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 3.

guidi luigi tomba

Hlaga o Blaga Antonio, nasce nel 1928 a Sussek (? Susak – Istria). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune. Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 8, tomba 21.

hlaga o blaga antonio tomba


Ignoto italiano di anni 28-30. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano di anni 25-30. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano di anni 25-30. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano di anni 25-30. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano di anni 20-24. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano di anni 30. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.

 

Ignoto italiano di anni 22-24. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune.


 La Rosa Santi o Santino di Salvatore, nasce il 29 marzo 1913 a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 16. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 14.

la rosa santino tomba

La Torre Gustavo di Luigi, nasce il 14 agosto 1906 a San Vincenzo la Costa (Cosenza). Sergente Maggiore dell’Aeronautica. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 3. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro F, fila 6, tomba 10.

la torre gustavo tomba

Lanzafame Letterio di Vincenzo, nasce il 10 settembre 1916 a Messina. Sergente maggiore del 3° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 38 o 39. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 1.

lanzafame letterio tomba

Luzzara Marco Dino di Sincero, nasce il 22 aprile 1907 a San Daniele Po (Cremona). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa I). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 11. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 8, tomba 22.

luzzara o lazzara marco tomba

Marocchi Giuseppe, nasce il 30 maggio 1923 . Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 48. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 9.

marocchi giuseppe tomba

Mazzoli Lorenzo di Giuseppe, nasce il 25 aprile 1915 a Verghereto (Forlì). Soldato del 4° Reggimento Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 18. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 10, tomba 4.

mazzoli lorenzo tomba

Meccia Carmine di Rocco, nasce il 10 febbraio 1916 a Ricigliano (Salerno). Soldato del 29° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 17. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 11, tomba 28. RIMPATRIATO. Attualmente sepolto nel Cimitero comunale di Ricigliano.

meccia carmine tomba

Meronen Antonio, nasce a Vercelli. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 64. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 1.

meronen antonio tomba

Navarra Bernardino fu Silvestro, nasce il 11 febbraio 1921 a Massa d’Albe L’Aquila). Soldato dell’80° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 54. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 9, tomba 6.

navarra bernardino tomba

Olivieri Augusto, nasce il 22 agosto 1912 a Zocca (Modena). Soldato del 43° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 68. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 24.

olivieri augusto tomba

Pagano Alfonso, nasce il 5 agosto 1921 a Pontecagnano (Salerno). Soldato del 69° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 67. RIMPATRIATO. Attualmente sepolto nel Cimitero comunale di Pontecagnano-Faiano.

pagano

Paladini Oronzo di Domenico, nasce il 22 novembre 1913 a Carmiano (Lecce). Soldato del 47° Reggimento di Fanteria. Viene fatto prigioniero dai tedeschi in Montenegro. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 25. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 4, tomba 25.

paladini oronzo tomba

Ragusa Tommaso, nasce il 28 giugno 1921 a Piandimeleto (Pesaro e Urbino). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 51.

ragusa

Ravelli Pietro, nasce il 17 ottobre 1912 a Morbegno. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 79. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 2, tomba 25.

ravelli pietro tomba

Rotondo Saverio di Pasquale, nasce il 26 febbraio 1906 a Campana (Cosenza). Brigadiere dei Carabinieri. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 43. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 2, tomba 26.

rotondo saverio tomba

Ruggeri Todaro (Todaro Ruggero), nasce il 27 novembre 1908 a Motta d’Affermo (Messina). Soldato. Viene fatto prigioniero dai tedeschi in Grecia il 10 settembre 1943 ed internato in Germania come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag V B di Villingen (Baden-Württemberg). All’arrivo gli viene assegnato il numero di matricola 52386. Viene poi trasferito al comando di lavoro di Hassel (Weser) in Bassa Sassonia. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune. Fossa ?. Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 76. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 19.

ruggeri todaro - todaro ruggeri tomba

Saccomandi Francesco fu Pio, nasce l’11 aprile 1914 a Notaresco (Teramo). Soldato del 74° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 72. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 4.

saccomandi francesco tomba

Salerno Mario, nasce il 5 gennaio 1922 a Torano Castello (Cosenza). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune. . Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° . Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro F, fila 1, tomba 10.

salerno mario tomba

Santucci Santino fu Guglielmo, nasce il 30 ottobre 1916 a Novafeltria (Rimini). Caporale del 50° Reggimento di Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 60. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 11.

santucci santino tomba

Spaccasassi Ottone fu Patrizio, nasce il 13 giugno 1911 a Colonnella (Teramo). Caporal Maggiore del 6° Reggimento Genio. Viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato nello Stalag VI J di Fichtenhain. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 75. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 10.

spaccasassi ottone tomba


Sperlonga Vincenzo, nasce il 21 marzo 1913 a Priverno (Latina). Soldato del 31° reggimento Fanteria Carristi. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 28.


Stecco Francesco fu Amabile, nasce il 27 marzo 1924 a Chiampo (Vicenza). Soldato dell’80 Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 62. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 15.

stecco francesco tomba

Stellacci Bartolomeo di Antonio, nasce il 3 ottobre 1908 a Bitonto (Bari). Soldato di Sanità del 485° Ospedale da campo. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 34. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 10, tomba 33.

stellacci bartolomeo tomba

Susi Vito fu Francesco, nasce l’11 febbraio 1909 a Sulmona (L’Aquila). Soldato del 9° Reggimento Alpini. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune. . Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° . Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 2, tomba 23.

susi vito tomba

Tarulli Nicola, nasce il 19 febbraio 1909 a Anversa degli Abruzzi (L’Aquila). Sergente del 40° Battaglione Alpini. Viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte francese l’8 settembre 1943 e internato in Germania. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 29. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 4, tomba 5.

tarulli nicola tomba

Tonin Giovanni di Giuseppe, nasce il 24 marzo 1924 a Sarego (Vicenza). Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 30. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 4, tomba 6.

tonin giovanni tomba

Trabalzi o Trabalsi Antonio di Pasquale, nasce il 12 febbraio 1921 a Pescina (L’Aquila). Spldato dell’8° Reparto Specialisti Artiglieria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 59. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 4.

trabalsi antonio tomba


Venco Bortolo, nasce il 15 dicembre 1919 a Valdagno (Vicenza). Soldato di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 26. RIMPATRIATO. Attualmente sepolto nel Cimitero comunale di Valdagno.


Venegoni Luigi di Enrico, nasce il 18 maggio 1921 a Ossona (Milano. Soldato del 41° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 50. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro D, fila 3, tomba 1.

venegoni luigi tomba

Versaci Cosimo fu Giuseppe, nasce il 21 marzo 1923 a Messina. Marinaio (Marò), viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sul fronte greco. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 47. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 8.

versaci cosimo tomba

Vito Luigi, Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa III). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 63.

vito luigi

Zaramella Luigi, nasce il 18 settembre 1921 a Ronco all’Adige (Verona). Soldato dell’80° Reggimento di Fanteria. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 13. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro F, fila 2, tomba 27.

zaramella luigi

Zorzi Antonio di Luigi, nasce il 21 dicembre 1893 a San Pietro in Cariano (Verona). Lavoratore civile. Fucilato alla stazione ferroviaria di Kassel il 31 marzo 1945 e sepolto in fossa comune (fossa II). Esumato e traslato nel Cimitero di Wehlheiden (Kassel). Tomba n° 46. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno, alla posizione tombale: riquadro B, fila 13, tomba 1.

zorzi antonio tomba


 

Gregorio Proietti adesso ha un volto


08.11.2021

Grazie, grazie, grazie…
Sig. Roberto, tra migliaia di nomi c’è anche quello di mio zio Gregorio.
Grazie a nome di tutta la mia famiglia.

Paolo Proietti


FB_IMG_1636224750675Proietti Gregorio fu Paolo, nasce il 13 marzo 1914 a San Gregorio da Sassola (Roma). Soldato del 151° Reggimento Artiglieria, viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e internato in Germania come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag XII A di Limburg. Matricola 10665. Il 16 ottobre 1944 viene decentrato al Comando di lavoro (Arbeits Kommando) n° 1616. Muore a Darmstadt il 17 dicembre 1944 (causa della morte: incidente sul lavoro) e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Darmstadt (Waldfriedhof) in Assia. Nella seconda metà degli anni ’50, su disposizione del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, le spoglie vengono fatte esumare e vengono traslate e sepolte definitivamente nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen) alla posizione tombale riquadro D, fila 8, tomba 17.

Comunicazione decessi
Comune di Darmstadt – Comunicazione decessi (fonte Arolsen Archivi)

Registro sepolture di Francoforte sul Meno
Registro sepolture del CMI di Francoforte sul Meno (fonte Arolsen Archivi)

Proietti Gregorio Francoforte
Tomba a Francoforte sul Meno – Posizione tombale riquadro D, fila 8, tomba 17

Cerimonia di commemorazione ad Amburgo


Ricevo dal Consolato di Hannover e pubblico .


Momenti della cerimonia di commemorazione dei Soldati e Civili Italiani caduti, svoltasi il 7 novembre 2021 presso il Cimitero Militare d’Onore di Amburgo Öjendorf.

Alla cerimonia, organizzata dal Consolato Generale, hanno partecipato le Autorità militari italiane e tedesche e rappresentanti della comunità italiana e tedesca di Amburgo, Lubecca, Wolfsburg, Hannover, che hanno deposto corone in onore dei Caduti. 
Il Console Generale Michelut e il Presidente del COMITES Scigliano hanno pronunciato parole in onore ai caduti e contro la guerra.
 
Comunico tutto questo per confortare tutti gli orfani di guerra e i loro parenti rassicurandoli che non dimentichiamo i loro cari.

Cordiali saluti
Luisa Bergamaschi


Marcello Dinan tra i sepolti ad Amburgo

06.11.2021

Gentilissimo Signor Zamboni,
la volevo innanzitutto ringraziare per tutto quello che ha fatto, per il suo grandioso lavoro di ricerca e di tutto quello che continua a fare.
Mi chiamo Luciana e grazie a lei siamo riusciti a scoprire che mio zio Marcello Dinan, morto nel 1945 in Westfalia, è sepolto ad Amburgo nel cimitero militare d’onore.
Finalmente, due anni fa grazie a lei e alle fotografie pubblicate sul sito, mia mamma e suo fratello hanno potuto vedere dove è stato sepolto. I suoi fratelli e sorelle ormai sono tutti andati avanti, ma ho promesso a mio zio (suo fratello più giovane) che se fosse stata una cosa possibile lo avrei riportato in Italia.
[…]
Le allego la foto di mio zio in modo che anche il suo nome possa essere associato a un volto.
Non la ringrazierò mai abbastanza per il lavoro che ha fatto!
Con affetto.
Luciana


Cara Luciana,
mi fa veramente piacere che siate venuti a sapere dove si trova sepolto il vostro caro.

Questi i dati che ho rintracciato sul tuo parente:

Dinan MarcelloDinan Marcello*, nasce il 2 ottobre 1922 a Verrayes (Aosta). Di mestiere agricoltore, risiedeva a Schermbeck, in Brünen Haus – n° 60. Dai documenti risulta essere morto alle ore 9.00 del 23 maggio 1945 (o giugno come riporta il Ministero della Difesa) per malattia presso il Marienhospital di Schermbeck, nella zona militare liberata dagli inglesi. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Brünen (n° registro 97/45), sarà poi esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) e sepolto alla posizione tombale: riquadro 4, fila Y, tomba 20.

* Nei documenti originali, presumibilmente per un errore di trascrizione, il nome riportato è Martin.

Certificato di morte stilato nel 1949
Certificato di morte stilato nel 1949 (fonte Archivi Arolsen)

Filippo Alferi e Todaro Ruggeri tornano a casa

Filippo e Todaro tornano finalmente a casa.

Dopo oltre 76 anni dalla morte in prigionia o per mano delle SS, i due soldati tornano nella loro Sicilia.


Filippo Alfieri*, figlio di Antonino e Anna Ganguzza, nasce il 20 febbraio 1911 a Motta d’Affermo (Messina). Celibe, risiede a Motta d’Affermo in Via Balzo al n° 7. Soldato del 433° Battaglione Costiero di Fanteria – Plotone Comando, viene fatto prigioniero dai tedeschi il 9 settembre 1943 ed internato in Germania come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag XII F di Freinsheim (Renania Palatinato). Matricola n° 01270. Muore per malattia (debolezza cardiaca) a Schönenburg (Alsazia – ora territorio francese – Schœnenbourg) il 5 dicembre 1944 alle ore 21.00 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Schönenburg (angolo cimitero posteriore destro) il 7 dicembre 1944 alle ore 15.00. Nella seconda metà degli anni ’50 le sue spoglie vengono esumate tramite il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen) alla posizione tombale: riquadro B, fila 11, tomba 1.

Ruggeri Todaro, nasce il 27 novembre 1908 a Motta d’Affermo (Messina). Soldato. Viene fatto prigioniero dai tedeschi in Grecia il 10 settembre 1943 ed internato in Germania come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag V B di Villingen (Baden-Württemberg). All’arrivo gli viene assegnato il numero di matricola 52386. Viene poi trasferito al comando di lavoro di Hassel (Weser) in Bassa Sassonia. Fucilato dalle SS il 31 marzo 1945 (Vigilia di Pasqua) presso la stazione ferroviaria di Kassel-Wilhelmshöhe (Assia) assieme ad altri 77 militari italiani italiani addetti alla manutenzione delle ferrovie di Kassel accusati di aver prelevato del cibo da un treno in sosta nella stazione di Kassel-Wilhelmshohe. Viene inumato in prima sepoltura in fossa comune con gli altri italiani uccisi. Il 10 maggio 1945 alle ore 16.00 la fossa viene fatta aprire dai soldati dell’esercito americano da poco arrivati a Kassel e le spoglie vengono identificate e portate nel Cimitero di Wehlheiden (per quelli senza segni d’identificazione saranno inumati con la dicitura “italiano sconosciuto”. Ruggeri Todaro viene inumato alla posizione tombale campo 24, fila 27, tomba IV (numero registro 938/46). Nella seconda metà degli anni ’50 i resti mortali vengono esumati dalla Missione del Ministero della Difesa, traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen) ed inumate alla posizione tombale: riquadro D, fila 6, tomba 19.

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Abbiamo dato un volto anche a Domenico Pignoli

Picciano (Pescara), 23.10.2021

Buon pomeriggio sono Di muzio Gabriella e le scrivo da Picciano Pescara per sapere di un mio zio disperso e tramite voi so che sepolto ad Amburgo.
Lui si chiama Pignoli Domenico, nato il 10 ottobre 1923 a Castiglione Messer Raimondo (Teramo) e deceduto il 4 novembre del 1944.
Mia nonna Pignoli Maria Nicola, nata il 16 febbraio del 1925 a Castiglione Messer Raimondo era sua sorella, purtroppo deceduta il 10 aprile 2017.
Mi piacerebbe sapere di preciso ad Amburgo dove è sepolto e un giorno andarlo a trovare e poi riportarlo qui nel cimitero di Picciano dove abbiamo solo la sua lapide.
La ringrazio infinitamente.


Cara Gabriella,
questo è quanto ho archiviato sul tuo parente.

pignoli domenico divisaPignoli Domenico (il cognome in diversi documenti è stato storpiato in Piguoli), nasce il 10 ottobre 1923 (risulta anche 2 ottobre 1923 ma potrebbe essere un errore di trascrizione) a Castiglione Messer Raimondo (Teramo) – (risulta anche Picciano – Pescara). Soldato del 7° Reggimento Bersaglieri / 4a Compagnia Bolzano. Dopo l’8 settembre 1943, viene fatto prigioniero dai tedeschi ed internato in Germania nello Stalag VI F di Bocholt come IMI (Internato Militare Italiano), dove gli viene assegnato il numero di matricola 58009. Viene impiegato alle acciaierie Mannesmannröhren-Werke (dipartimento Grillo Funke – arbeitskommando 1351 I – nello stesso stabilimento vengono impiegati 186 italiani) di Schalke-Nord / Gelsenkirchen (Nord Reno Vestfalia). Gli italiani, compreso Domenico, vengono alloggiati nel campo di Ubertusstrasse. Ultime sue notizie sono arrivate alla famiglia il 15 agosto 1944 (tramite l’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra) a tale Pasquale in Contrada Piccianello (Pescara). Muore a Gelsenkirchen il 4 novembre 1944 alle ore 12.00 per un bombardamento aereo americano (bombardamento diurno su Gelsenkirchen avvenuto alle ore 11.52). Viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero Schalke di Gelsenkirchen in fossa comune con altri 55 italiani (vedi elenco) morti nello stesso bombardamento. Nel 1958 le spoglie dei 56 italiani vengono esumate, identificate e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf). Domenico Pignoli viene inumato alla posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 1.


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PIGNOLI DOMENICO

CERTIFICATO DI MORTE
Certificato di morte stilato dal Comune di Gelsenkirchen in data 10 giugno 1949 (fonte Archivi Arolsen)

elenco decessi e posizioni tombali
Elenco deceduti e luogo di sepoltura a Gelsenkirchen (fonte Archivi Arolsen)


lapide pignoli amburgo
Tomba del Bersagliere Domenico Pignoli nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (foto M.W. del 27.09.2015)


ELENCO DECEDUTI ITALIANI NEL BOMBARDAMENTO DI GELSENKIRCHEN TRASLATI NEL CIMITERO MILITARE ITALIANO D’ONORE DI AMBURGO

Adani Daniele, nato a Monte San Pietro il 20/9/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 20

Aliperti Luigi, nato a Marigliano il 16/5/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 22

Allocca Ciro, nato a San Sebastiano al Vesuvio il 3/7/1911. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 21

Amadei Elmo, nato a Cagli il 14/5/1912. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 18

Ansaldi Paolo, nato a Giarratana il 26/5/1915. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 23

Bassetti Ottavio, nato a Vezzano il 1/1/1921. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 24

Batini Bruno, nato a Massarosa il 30/1/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 25

Bazzeo Aldo, nato a San Vito al Torre il 7/6/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 26

Beretta Giuseppe, nato a Romano di Lombardia il 16/3/1908. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 27

Bertolaso Ermenegildo, nato a Povegliano Veronese il 21/12/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 28

Bolognini Giuseppe, nato a Poggiardo il 21/9/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 30

Bonalumi Mariano, nato a Vignate il 14/8/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 29

Boschini Antonio, nato a Barberino Val d’Elsa il 13/1/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 32

Botti Giovanni, nato a Almenno San Bartolomeo il 15/3/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 33

Cangemi Pasquale, nato a Reggio di Calabria il 14/4/1914. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 34

Cavedo Fioravante Alberto, nato a Sant’urbano il 27/10/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 35

Cernoia Giovanni, nato negli Stati Uniti d’America il 12/5/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 36

Cudima Francesco, nato a Salermo il 17/2/1920. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 38

D’Amato Antonio, nato a San Costantino Albanese il 27/5/1922. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 39

De Amici Aldo, nato a Lacchiarella il 15/10/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 40

De Felice Pierino, nato a Loreto Aprutino il 2/1/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 42

Del Tongo Pietro, nato a Monte San Savino il 31/5/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 41

Di Fulvio Antonio, nato a Montesilvano il 20/11/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 43

Gagliano Salvatore, nato a Corleone il 4/1/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 44

Giometti Vittorio, nato a Pesaro il 18/1/1911. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 37

Guadagno Salvatore, nato a Pollena Trocchia il 23/11/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 46

Innocenti Gregorio, nato a Subbiano il 31/10/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 47

Lanni Antonio Pietro, nato a Caserta il 13/3/1922. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 48

Longhi Martino, nato a Bordolano il 18/12/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 49

Maggioni Riccardo, nato a Besana Brianza il 29/8/1911. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 50

Marcato Giuseppe, nato a Camposampiero il 10/5/1922. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 51

Marchesini Vardes, nato a Budrio il 1/10/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 52

Martinelli Battista, nato a Romano di Lombardia il 7/11/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 53

Martinetti Alberto, nato a Milano il 1/10/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 56

Martini Ilo, nato a Gubbio il 5/4/1915. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 54

Matassini Renato, nato a Castelfranco di Sopra il 13/9/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 55

Mattavelli Ambrogio, nato a Cornate d’Adda il 11/12/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 57

Mazzocco Elvino Vittorio, nato a Elice il 19/7/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 58

Nicoli Giulio, nato a Albino il 1/7/1923. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 59

Orcioni Felice, nato a Isola del Piano il 8/2/1907. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 60

Ortombina Giuseppe, nato a Caprino Veronese il 10/3/1924. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 61

Panato Serafino, nato a Vestenanova il 12/2/1917. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 62

Pignoli Domenico, nato a Castiglione Messer Raimondo il 10/10/1923. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 1

Praolini Giuseppe, nato a Colico il 24/7/1923. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 2

Prezzo Carmine, nato a Santa Sofia d’Epiro il 6/2/1924. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 3

Pussig Luciano, nato a Gradisca d’Isonzo il 11/11/1921. Posizione tombale: riquadro 3, fila U, tomba 4

Recchia Mario, nato a Sona il 1/11/1924. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 4

Sfondrini Giuseppe, nato a Borghetto Lodigiano il 16/12/1908. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 5

Siciliano Francesco, nato negli Stati Uniti d’America il 1/1/1909. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 6

Soattin Araldo, nato a Saletto il 29/7/1923. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 7

Tadiello Luigi, nato a Roncà il 27/1/1914. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 8

Toia Agostino, nato a Busto Arsizio il 22/9/1908. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 10

Tommasi Giovanni Battista, nato a Grezzana il 5/12/1922. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 9

Trovò Giuseppe, nato a Candiana il 5/3/1915. Posizione tombale: riquadro 3, fila T, tomba 59

Vacca Filippo, nato a Savona il 2/10/1922. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 11

Villa Ernesto, nato a Besana in Brianza il 19/2/1912. Posizione tombale: riquadro 4, fila T, tomba 12

Giuseppe è tonato tra i suoi cari nella sua amata terra

Prato, 5 giugno 2019

Salve, mi chiamo Lorenzo Pacini e sono il nipote di Giuseppe, l’11 giugno porterò mio padre e mia zia a trovare la tomba del nonno, mi piacerebbe conoscere la posizione tombale esatta di Pacini Giuseppe nato a Prato il 08/05/1912 e morto il 01/06/1944.
Ringraziandola anticipatamente porgo i miei saluti
Lorenzo Pacini


Verona, 6 giugno 2019
Caro Lorenzo,
questi sono i dati che ho archiviato sul tuo parente:

Pacini Giuseppe, nato l’8 maggio 1912 a Prato. Contadino. Soldato del 128° Reggimento di Fanteria. Matricola 197360. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sul fronte albanese ed internato in Germania come Internato Militare Italiano (IMI) nello Stalag XI B di Fallingbostel. Morto per malattia il 1° giugno 1944 alle ore 16.15 presso l’Ospedale militare (Lazzareto) di Fallingbostel. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Orbke (Fallingbostel) alla tomba n° 470. Esumato e traslato nella seconda metà degli anni ’50 nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 5, fila O, tomba 22.

Ti allego uno stralcio di un mio libro dove potrai trovare tutte le indicazioni sul Cimitero militare italiano di Amburgo e una mappa per individuare la posizione tombale.

Un caro saluto. Roberto Zamboni


Infinitamente grazie… mi ha fatto un gran piacere sapere queste informazioni su mio nonno.

Grazie ancora e saluti

Lorenzo Pacini


mappa cimitero di fallingbostel
Mappa del Cimitero di Fallingbostel (tomba n° 470 – PACINI GIUSEPPE) – (fonte Archivi di Arolsen) – Cliccare sul LINK per ingrandire

certificato di morte
Certificato di morte stilato il 13 marzo 1950 dal Comune di Fallingbostel (fonte Archivi di Arolsen)

elenco sepolture fallingbostel 4
Pagina tratta dall’elenco delle sepolture a Fallingbostel (fonte Archivio Arolsen)


Un fiore sulla tomba di Franco Pieragostino

Dopo tanti anni, grazie a Dimenticati di Stato, anche i parenti di Franco Pieragostino sono venuti a conoscenza del luogo di sepoltura del loro caro ed hanno potuto portare un fiore sulla sua tomba.

Franco Pieragostino, nasce il 23 agosto 1912 a Pianella (Pescara) – (su alcuni documenti tedeschi risulta come data di nascita il 21 agosto 1912 a Villa Magna – Chieti). Soldato del 128° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte albanese dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag X B di Sandbostel come I.M.I. (Internato Militare Italiano) dove gli viene assegnato il numero di matricola 197268. Viene poi trasferito allo Stalag XI B di Fallingbostel ed infine decentrato al Comando di lavoro n° 6226 di Braunschweig-Gliesmarode. Muore a causa di un bombardamento aereo su Braunschweig-Gliesmarode (Bassa Sassonia) il 19 maggio 1944 e viene inumato in prima sepoltura nel cimitero di Braunschweig alla posizione tombale blocco destro, fila 2, tomba n°40. Nella seconda metà degli anni ’50 le sue Spoglie vengono esumate dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale riquadro 1, fila L, tomba 3.

tomba pieragostino franco amburgo
Tomba ad Amburgo di Franco Pieragostino
cimitero amburgo
Cimitero militare italiano di Amburgo (croce monumentale)
elenco decessi pieragostino franco
Elenco decessi a Braunschweig – Tratto da Arolsen Archives (https://collections.arolsen-archives.org/en/archive/70639738/?p=1&s=pieragostino%20franco&doc_id=70639738)
elenco sepoltura pieragostino franco
Elenco sepolture Braunschweig – Tratto da Arolsen Archives (https://collections.arolsen-archives.org/en/archive/70584017/?p=1&s=pieragostino%20franco&doc_id=70584017)

 

 

Si cercano i compagni d’armi dell’Aviere Giuseppe Mele

Ricevo e pubblico.


“Cerco notizie del mio prozio, Giuseppe Mele. Nato a Norbello (Oristano) nel 1920.
Era un aviere scelto armiere della 50^ squadriglia del 32° stormo aerosiluranti. Secondo il verbale di irreperibilità, scomparve il 12 agosto 1942 a 10 miglia a Ovest dell’isola de La Galite, dopo che il suo velivolo fu colpito e venne visto allontanarsi in fiamme.

Nonostante risulti attualmente disperso e nonostante la mia bisnonna lo abbia aspettato per tutta la vita, è probabile che Giuseppe sia morto in battaglia.
Quello che spero è riuscire a entrare in contatto con parenti di persone che possono averlo conosciuto.

In particolare, nella lettere alla famiglia, è nominato moltissime volte l’amico Giuseppe Lana, primo aviere della 50^ squadriglia. La mia famiglia è anche in possesso di alcune lettere di questo amico. Tra queste, la lettera con cui, dopo la scomparsa, questo amico fraterno inviò ai genitori di Giuseppe gli effetti personali del disperso.

Suppongo che un buon modo di trovare notizie e contatti sia fare una ricerca d’archivio su chi si trovava sul velivolo con lui al momento della scomparsa, ma nel frattempo, mi affido al suo sito.

Allego una foto che ritrae mio prozio poco prima della scomparsa e una foto dove posa con persone di cui ignoro l’identità (Giuseppe è l’ultimo a destra).

La ringrazio infinitamente.

Daniela Boeddu”


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Aviere scelto Giuseppe Mele

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Giuseppe Mele con alcuni compagni

Paolo Pasian – Ancora un IMI tra i sepolti ad Amburgo

16 agosto 2021

Buongiorno, mi chiamo Nicolas Signorin. 

Le scrivo perché tempo fa parlando con mio nonno, vista la mia passione per la storia, mi raccontò che suo padre dopo l’armistizio dell’8 settembre fu preso dai tedeschi, che lo avrebbero  probabilmente portato in Germania. Con lui c’era anche suo cognato Paolo Pasian di Concordia Sagittaria che aveva sposato sua sorella. Mio bis nonno Luigi riuscì a saltare dal treno a Pola attuale Croazia e tornò a casa a piedi riuscendo così a salvarsi. Ma suo cognato dalla paura non riuscì, e rimase sul treno. Grazie a lei, facendo delle ricerche su questo sito sono riuscito a scoprire dove è morto, e che è sepolto ad Amburgo. Sa dirmi se a Nienburg, città dove morì c’era un campo di prigionia?

Le allego una sua foto per dare un volto e questo povero ragazzo.

[…]

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17 agosto 2021

Caro Nicolas,

questi i dati che ho archiviato sul tuo parente:

Pasian Paolo, figlio di Giuseppe e Padovese (?), nasce il 19 luglio 1914 a Concordia Saggitaria (Venezia). Di mestiere contadino, è coniugato con Argia (?). Caporale del 412° Battaglione Costiero di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi a Pola (fronte croato) l’11 settembre 1943 ed internato in Germania come I.M.I. (Internato Militare Italiano) nello Stalag X B di Sandbostel, dove gli viene assegnato il numero di matricola 165716. Viene poi trasferito allo Stalag X C di Nienburg. Muore per malattia a Nienburg il 1° aprile 1944 alle ore 11.05 e viene inumato in prima sepoltura nel cimitero locale (Nienburg – Weser Friedhof vor dem Leintnor). Nella seconda metà degli anni ’50 il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra ne fa esumare le Spoglie e le fa traslare nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale riquadro 2, fila H, tomba 11.

Un saluto. Roberto Zamboni

Medaglia d’Onore a Battista Farina, morto nel Campo di concentramento di Natzweiler

Lo scorso 2 giugno, grazie all’impegno e alla caparbietà della pronipote Anna Teli, è stata assegnata la Medaglia d’Onore ad un altro dei nostri ragazzi morti nei campi di concentramento o d’internamento militare.

La medaglia è stata consegnata alla memoria di Battista Farina, un giovane militare bergamasco che durante la guerra fu accusato di diserzione ed incarcerato nel Reclusorio militare di Peschiera del Garda (Verona).

Il 20 settembre 1943, assieme ad altri 1794 prigionieri del Carcere di Peschiera, venne portato alla stazione ferroviaria, caricato su carri piombati e deportato nel Campo di concentramento di Dachau. Al suo arrivo gli venne assegnato il numero di matricola 55139 e la categoria di AZR (Arbeitszwang Reich), cioè di deportato ai lavori forzati. 

Il 27 marzo 1945, Battista fu trasferito nel Campo di concentramento di Natzweiler e immatricolato con il numero 9603.

Ricoverato presso l’infermeria del campo, morì il 14 aprile 1944.


CLICCA SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE


farina battista reg. matr. dachau
Registro matricole del KZ di Dachau – The National Archives and Records Administration (NARA Washington) – Volume IA/4 8: September 1943 – Farina Battista – Pag. 70 – Fold3 File #232635035 – Image provided by Fold3.

 


farina battista elenco post bellico
Registri del KZ di Dachau – Elenco dei prigionieri – The National Archives and Records Administration (NARA Washington), n° identificativo 596972– Farina Battista – Fold3 pagina 775 – Image provided by Fold3.

 


farina natzweiler
Documento dell’infermeria di Natzweiler – Registri del KZ di Natzweiler – Elenco dei prigionieri – The National Archives and Records Administration (NARA Washington), n° identificativo 596972– Farina Battista – Fold3 pagina 1208 – Image provided by Fold3.

 


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Articolo del Giornale di Merate di Marica Flore (8 giugno 2021)
calusco d'adda
Articolo del periodico d’informazione di Calusco d’Adda e delle sue contrade (Giugno 2021)

Medaglia d’onore a Raffaele Filisina

Il 2 giugno 2021, a Palazzo Morani a Prevalle (BS), sarà consegnata al fratello Pietro (95 anni) la Medaglia d’onore alla memoria per Raffaele Filisina.


filisina raffaeleRaffaele, nasce il 3 agosto 1923 a Prevalle (Brescia). Soldato dell’8° Reggimento Automobilisti, viene fatto prigioniero di tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI D di Dortmund, dove gli viene assegnto il numero di matricola 53455. Viene poi impiegato presso un comando di lavoro presso Wetten (Nord Reno-Westfalia). Succesivamente viene trasferito presso lo Stalag VI C di Bathorn. Raffaele muore di malattia il 3 ottobre 1944 a Gross Fullen e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Fullen. Nella seconda metà degli anni ’50 le sue spoglie vengono esumate su richiesta del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa) e vengono traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 3 / fila D / tomba 19.

Nel 2009, il fratello Pietro riuscì, accompagnato da una figlia e due nipoti, a portare un fiore sulla tomba di Raffaele.

BRESCIAOGGI DEL 31.05.2021

Dov’è sepolto Albino Carbone?


Su richiesta del nipote (Angelico Carpinella), ripropongo la vicenda del Sottotenente Albino Carbone.


Mio zio il sottotenente Albino CARBONE è stato sepolto nel cimitero militare di Bergen-Belsen, però non si riesce ad individuare la tomba poiché alcune sono senza nome, se qualcuno ha delle notizie può contattarmi tramite mail.

angelico.carpinella@gmail.com


carbone albino

Carbone Albino, nato il 22 febbraio 1917 a Napoli. Sotto Tenente / Direzioni Commissariato Sussistenza. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Polonia nello Stalag 366/Z di Biala Podlaska. Matricola 58710. Ricoverato presso l’Ospedale Glyn Hughes Hospital nei pressi del Campo di concentramento di Bergen Belsen perché ammalatosi di tubercolosi. Morto l’8 settembre 1945 per paralisi cardiaca e sepolto nel campo Hohne (detto anche campo Zelltheater) di Bergen Belsen.

Nato il 22 febbraio 1917 dall’avv. Luigi e da Romano Maria Grazia Anna, trascorse la sua fanciullezza a Lapio, paese d’origine dei suoi genitori, i quali si erano definitivamente ivi trasferiti nel 1921.

A Lapio frequentò le scuole elementari. Nel 1940 si laureò in Giurisprudenza presso l’Università di Roma. Ammesso con concorso all’Accademia di Modena, frequentò il corso di Commissariato, ottenendo questo giudizio: “ottimo elemento; molto disciplinato, di carattere generoso e leale.” Con il grado di sottotenente fu distaccato a Palermo e successivamente a Tirana nel 1943, presso la direzione di commissariato dell’intendenza IX armata, accompagnato dai voti di coloro che l’avevano conosciuto e dei quali si faceva interprete il Ten. Col. Commissario Vincenzo Cultresi: “Ti accompagnino ovunque i miei voti augurali per un felice avvenire, date le tue ottime doti di mente e di cuore”. Il suo avvenire si ridusse nel recinto dei campi di concentramento in Polonia. Deportato, fu assegnato al Campo M-Stammlager 366 Zwveiglager in Biala Podlaska.

Respinse con sdegno la disonorante formula di adesione alla repubblica sociale italiana, che diceva: “Mi dichiaro volontariamente pronto a combattere con le armi nel costituendo nuovo esercito del Duce, senza riserve, anche sotto il comando supremo tedesco”. Ripugnò alla sua lealtà di cittadino e di soldato italiano, “perché legato da un giuramento di fedeltà al quale il suo onore di soldato impone di prestar fede e dal quale nessuno può esimerlo”. Respinse anche l’ordine di lavoro obbligatorio, appellandosi alle norme della “Convenzione di Ginevra”. Rifiutò così il salvacondotto per aver salva la vita, per il ritorno a casa tra i suoi; e la rabbia degli oppressori si accanì ancora di più. Nel gennaio del 1944 fu trasferito nel Campo M. Stammlager XI B Of di Deblin-Irena, prima nello Stalag 307 P. U. e poi nell’Oflag 77. Gepruft. La razione di pane fu ridotta a meno di 150 grammi ed il trattamento divenne disumano per lui e per gli altri internati, che, come lui, vollero offrire una sorda resistenza, come modesto contributo alla causa italiana. Il 14 agosto 1954 fu dichiarato “Disperso”.  (Tratto dal sito del Comune di Lapio)


Lapide commemorativa Bergen Belsen

Lapide commemorativa a Bergen Belsen – Qui riposano migliaia di vittime conosciute e sconosciute del Campo di concentramento di Bergen Belsen


Come risulta nella banca dati del Ministero della Difesa e da altri testi, Carbone Albino, nato il 22 febbraio 1917 a Napoli, morì presso l’Ospedale allestito dagli inglesi (Glyn Hughes Hospital) nei pressi del Campo di concentramento di Bergen Belsen l’8 settembre 1945 e sepolto nel Campo Hohne (detto anche Campo Zelltheater) di Bergen Belsen.

Tutti i morti, da quando gli inglesi entrarono nel Lager di Bergen Belsen il 15 di aprile 1945, furono sepolti in fosse comuni senza segni di riconoscimento (non furono rintracciate neanche liste dei decessi o altro). Il numero dei caduti da seppellire era spaventoso.

Il 21 aprile 1945 furono sepolti in due fosse comuni 6.000 corpi, il 22 aprile in altre due fosse comuni vennero inumati 7.000 corpi, il 23 altri 2.600 corpi, il 24 ancora 2.600 e il 25 oltre 5.000 corpi.

Da quanto risulta, a Bergen Belsen furono allestiti quattro cimiteri, il primo situato nel settore 1 del campo, costituito da fosse comuni; il secondo, detto Campo Hohne o Zelltheater dove vennero sepolte le salme degli internati deceduti dopo il 26 di aprile; il terzo, nel settore 2 del campo, che conteneva i corpi di 87 internati, ed infine un quarto dove furono sepolti i prigionieri di guerra russi.

Tutti i caduti in fossa comune fino al 26 aprile furono inumati in maniera “disordinata” (basti vedere i filmati inglesi per capire cosa s’intende – vennero utilizzati i bulldozer per seppellire in fretta i corpi ed evitare epidemie che avrebbero decimato i sopravvissuti),  quindi per tutti questi caduti non sarebbe stata possibile l’esumazione.

C’era una possibilità di esumazione per gli internati morti dopo il 26 aprile (sepolti in fossa comune ma allineati ad una certa distanza l’uno dall’altro – con tanto di liste di decesso compilate dalla Croce Rossa Britannica), ma l’idea con il tempo venne abbandonata, forse anche visti i risultati avuti con le esumazioni in Austria ed in Baviera, fatte con estrema scrupolosità ma che portarono all’identificazione di pochi caduti.

La perplessità di non aver rintracciato la tomba del Carbone nasce dal fatto che, essendo morto presso l’ospedale inglese (Glyn Hospital) nel settembre del 1945, si conosceva la sua identità e quasi sicuramente venne sepolto in fossa singola.

Nonostante ciò, e pur avendo molta documentazione in merito, non si riesce a trovare la sua sepoltura.

Di seguito riporto quanto reperito sul Sotto Tenente Albino Carbone dal nipote Angelico Carpinella, dall’ITS di Arolsen e dalla gentile e sempre disponibile M. W. per le ricerche sul posto.

Tutto ciò, nel caso si venisse a sapere qualcosa in più su questi cimiteri e sulle loro sepolture e nel caso qualcuno avesse un parente negli elenchi dei sepolti in uno di quei sacrari.



Elenco italiani sepolti a Bergen Belsen

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Abbiamo dato un volto anche al Fante Filippo Alfieri

24.03.2021

Caro sig. Roberto, mi chiamo Salvatore Alferi e vivo in Sicilia. Grazie a Lei e al suo sito ho potuto conoscere il luogo di sepoltura di mio zio morto durante la Seconda Guerra mondiale.
Mio zio era il fratello di mio padre, si chiamava Filippo Alferi, nato a Motta d’Affermo il 20 Febbraio 1911 e morto il 5 Dicembre 1944.
Io e mio fratello, insieme ai miei cugini avremmo il desiderio di rimpatriare i resti del nostro caro zio sepolto a Francoforte sul Meno.
[…]
La saluto cordialmente.
Salvatore Alferi


Alferi Filippo
Filippo Alfieri (foto di Salvatore Alferi)

Filippo Alfieri*, figlio di Antonino e Anna Ganguzza, nasce il 20 febbraio 1911 a Motta d’Affermo (Messina). Celibe, risiede a Motta d’Affermo in Via Balzo al n° 7.
Soldato del 433° Battaglione Costiero di Fanteria – Plotone Comando, viene fatto prigioniero dai tedeschi il 9 settembre 1943 ed internato in Germania come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag XII F di Freinsheim (Renania Palatinato). Matricola n° 01270.
Muore per malattia (debolezza cardiaca) a Schönenburg (Alsazia – ora territorio francese – Schœnenbourg) il 5 dicembre 1944 alle ore 21.00 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Schönenburg (angolo cimitero posteriore destro) il 7 dicembre 1944 alle ore 15.00.
Nella seconda metà degli anni ’50 le sue spoglie vengono esumate tramite il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen) alla posizione tombale: riquadro B, fila 11, tomba 1.

* Il cognome in origine era Alfieri. Dopo un incendio presso il Comune di Motta d’Affermo il cognome venne trascritto come Alferi e così rimase anche per i discendenti.


Francoforte Alferi Filippo
Tomba nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (fonte Dimenticati di Stato)
Scheda entrata Stalag XII F
Scheda di entrata nello Stalag XII F (fonte Arolsen Archives)
Cartolina dal campo di prigionia
Cartolina postale inviata alla famiglia da Filippo nell’agosto del 1944 (fonte Salvatore Alferi)

Cartolina dal campo di prigionia2

Atto di morte (fronte)
Atto di morte stilato il 6 dicembre 1944 (fonte Arolsen Archives)
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Medaglia d’Onore alla Memoria del Fante Alferi Filippo

 

Medaglia d’Onore a Giulio Bergo Oro

Salve io sono Rinaldo Oro, nipote del sergente nocchiere Giulio Bergo Oro. Oggi sono molto emozionato, perché finalmente si chiude un cerchio. Ricevo da parte dello Stato la più alta onorificenza alla memoria di mio zio: una Medaglia d’Onore al Valore Militare per Giulio Bergo Oro, internato militare italiano nei campi di concentramento nazisti. Giulio è stato uno dei circa 700mila giovani soldati che, all’indomani dell’ Armistizio 8 settembre 1943, ha deciso di non consegnarsi ai tedeschi e di non arruolarsi nella Repubblica Sociale Italiana di Salò: Giulio Bergo Oro, sergente nocchiere della Regia Marina Militare, nato a Catania il 17 maggio 1919, ha detto No!

Con questo gesto, ha in pratica firmato la propria condanna a morte. In pochi riuscirono infatti a fare ritorno a casa dai lager: tutti i soldati italiani che si rifiutarono all’appello nazista furono catturati dove si trovavano, chi sul fronte greco chi nelle caserme (come Giulio, il quale prestava servizio all’Arsenale di Venezia dopo aver combattuto anche lungo il fronte albanese), poi caricati , con l’inganno di fare rientro a casa , sopra i carri per il bestiame, in condizioni impossibili tra freddo, fame, sete, bisogni fisiologici, e deportati nei campi di concentramento per il lavoro coatto, al servizio dell’industria bellica tedesca.

A Giulio Bergo Oro toccò in sorte lo Stalag XXII (22), a Limburg an der Lahn, quindi lo spostamento attraverso altri campi. Alla fine fu trasferito a Bromberg in Polonia, dove – dopo l’ennesima vessazione – si è ribellato alle umiliazioni ed è stato ucciso da un ufficiale tedesco a colpi d’arma da fuoco. Con lui, testimoni, c’erano altri soldati chioggiotti.

Ora riposa in pace, nel cimitero militare italiano di Bielany Varsavia, situato nel mausoleo sinistro posizione tombale n 98. lo scorso gennaio un giornalista polacco, Piotr Ferenc, ha individuato la sua esatta posizione tra gli altri caduti,  ha acceso un cero alla sua memoria. Ringrazio Girolamo Tomarchio, che non può essere qui oggi per via della distanza,  e delle restrizioni sanitarie,  senza il quale non avrei potuto avere, documenti importanti, come il foglio matricolare.

Cimitero militare italiano di Bielany (Varsavia)

Grazie naturalmente al sindaco Ferro che mi ha accolto qui nel palazzo municipale, in rappresentanza della città.   Grazie alle autorità ministeriali che hanno deciso l’assegnazione della Medaglia d’Onore a mio zio Giulio. Grazie al comitato ANPI di Chioggia, che lo scorso anno assieme al Comune ha collocato una Pietra d’Inciampo a Sottomarina, nel luogo dove la madre di Giulio, mia nonna Maria Oro, aveva vissuto assieme ai suoi figli appena dopo la guerra.

Il dovere della memoria, delle sofferenze che la popolazione civile e i militari italiani hanno subìto durante il fascismo e il nazismo, dev’essere un monito anche verso le giovani generazioni. Io stesso, conosciuta la sorte di mio zio, mi sono informato e lo sto coltivando, anche per portare alla luce le storie degli  IMI cioè internati militari italiani, considerati dai tedeschi dei “traditori” (e non prigionieri), i quali hanno combattuto fino alla fine una guerra senza armi.

Solo per dirne una, gli internati militari non erano più protetti dalla Convenzione di Ginevra e non hanno ricevuto gli aiuti della Croce Rossa, al contrario di quanto succedeva ai soldati nazisti prigionieri degli inglesi e degli americani. Per sfuggire, i soldati italiani avrebbero solo potuto aderire alla Repubblica di Salò, che avrebbe valso loro il rientro in Italia: ma tantissimi scelsero il campo di concentramento, consapevolmente, così come consapevolmente rifiutarono il fascismo. Questa è la differenza. E io posso dirmi orgoglioso di aver avuto uno zio come Giulio, e di raccontare qui la sua storia comune a tanti altri, ricordando che nei lager non c’erano solo gli ebrei, gli oppositori politici, gli omosessuali, gli zingari, ma c’erano anche gli  IMI  internati militari italiani, fra i quali tanti di Chioggia come Giulio Bergo Oro, Medaglia d’Onore al Valor Militare. Grazie ancora.

Vincenzo Amormino – Diario di un IMI siciliano

Vincenzo Amormino è un ragazzo della provincia di Agrigento che, alla data dell’8 settembre 1943, ha solamente 22 anni. Orfano di padre, come moltissimi altri ragazzi viene sbattuto in una guerra assurda, come tutte le guerre, fin dal 1941.

É un Aviere della Regia Aeronautica e nel settembre del 1943 si trova a Rodi in Grecia, dove dopo l’armistizio viene disarmato e fatto prigioniero dai tedeschi.

Il 29 dicembre 1943 viene imbarcato con atri 735 prigionieri (fonte Gerhard Schreiber – I militari italiani internati nei campi di concentramento del Terzo Reich – 1943/1945) con destinazione il Pireo.

Il bastimento fa tappa sull’isoletta di Simi. Il giorno seguente raggiunge l’Isola di Lero.

I prigionieri arrivano al Pireo presumibilmente il 1° gennaio 1944.

Vincenzo viene poi inviato in un campo di raccolta ad Atene (Dulag 136 – Atene) e successivamente trasferito a Kalamaki, sull’Isola di Zante.

Il 16 maggio 1944 parte da Zante con destinazione un campo di concentramento a Zagabria (Croazia), dove arriva il 23 maggio 1944.

Viene successivamente trasferito a Görlitz (Stalag VIII A) in Slesia (campo nel quale fa solo tappa ma non viene immatricolato) per poi essere inviato in via definitiva come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag VI D di Dortmund (estate-autunno 1944). Dopo mesi di trasferimenti ed oltre 3.200 chilometri di viaggio, Vincenzo viene immatricolato con il numero 55849 e messo a lavorare presso l’Arbeitskommando (Comando di lavoro) n° 1043 di Steele (sobborgo di Essen) a 37 chilometri da Dortmund (risulta un suo passaggio anche in un lager di Colonia).

Per tutto il periodo della prigionia, Vincenzo trascrive molti degli avvenimenti considerati da lui più importanti, dall’8 settembre 1943 fino 9 di aprile, giorno del suo compleanno.

Purtroppo, la parte centrale il diario diventa poco o quasi per niente leggibile a causa di una non buona fotocopiatura. Torna ad essere leggibile dalla data del 6 marzo 1945 fino alla data dell’11 aprile 1945 dove il diario prosegue con una diversa calligrafia.

L’11 aprile 1945, infatti Vincenzo muore. I suoi compagni di prigionia venuti in possesso del diario, decidono di riportare anche quanto accaduto dopo la morte del loro amico.

A guerra finita, questa agendina viene consegnata ai familiari dai suoi compagni di sventura.

Il manoscritto negli anni successivi segue la sorte dei suoi possessori che emigrarono negli Stati Uniti. Nel timore che questo documento storico sia un giorno perduto, ne viene fatta una copia fotostatica che viene gelosamente custodita dalla sorella di Vincenzo.

Con il passare degli anni, infatti, dell’originale se ne perdono le tracce e ne rimane solo la fotocopia che riporta le 56 pagine del diario con copertina che presumibilmente doveva essere in cartoncino.

Sulla prima di copertina è scritto: “Memorie di Amormino Vincenzo”. Sulla quarta di copertina è riportato: “Coscienza perduta per causa di codesta gente maledetta. Sono loro tutto il guaio di noi e di anche loro medesimi ma speriamo che il buon Dio li illumini presto così saremo tutti liberi di tornare alle nostre case”.

Prima di copertina

Quarta di copertina

La prima pagina del diario invece riporta un commento di Vincenzo sull’anno.

1941

Anno felice e buono per la bella borghesia. Non si credeva mai una così lunga vita di guerra e di prigionia. Si stava in casa gustandosi la bella vita, libero e felice fra i miei cari famigliari.


Ma come ho avuto questo diario?

Nell’aprile del 2011 mi arrivò un messaggio su “Messenger” da un signore (Peter Lattuca) che abitava in Florida e che aveva trovato sul sito “Dimenticati di Stato” il nome di suo zio (Amormino Vincenzo) Caduto in prigionia in Germania e sepolto nel Cimitero militare italiano di Francoforte sul Meno.

Grazie mille per aver trovato mio zio. Durante il suo periodo di detenzione mio zio ha scritto un diario che documenta il trattamento orribile a cui sono stati sottoposti questi coraggiosi giovani soldati. Ho una fotocopia del diario. L’originale è sparito. È leggibile al 60 – 70%. Se sei interessato a leggerlo fammelo sapere. Te lo manderò in modo che più persone conoscano le atrocità che hanno subito questi giovani.

Leggo l’italiano ma la mia scrittura è terribile. Grazie ancora per tutto il lavoro che hai fatto per tutte le famiglie di questi eroi caduti”.

Poi, per motivi vari, non ci sentimmo più fino allo scorso 23 febbraio, dove a commento di un articolo pubblicato sul mio account Facebook del ritrovamento della gavetta di un IMI, Peter tornò a contattarmi:

Mi chiamo Peter Lattuca e mi hai aiutato a trovare mio zio Vicenzo Amormino, sepolto a Francoforte in Germania. Guardando alcune vecchie carte mi sono imbattuto in un diario che mio zio teneva mentre era un prigioniero di guerra. Non è molto chiaro… ma se mi mandate un indirizzo mi farà piacere che lo abbiate…. la mia email […].

Grazie per tutto quello che avete fatto!!!!”.

Il 3 marzo 2021 arriva la busta dalla Florida contenente copia fotostatica del diario accompagnata da un biglietto: “Caro Roberto, spero che tu possa leggere e capire gli scritti di mio zio. Dovresti pubblicare questo diario. Mi piacerebbe moltissimo avere una copia di tutto ciò che sei in grado di capire”.

Memorie di Amormino Vincenzo

Vincenzo Amormino, figlio di fu Pietro, nasce il 9 aprile 1921 a Calamonaci (Agrigento) e risiede con la famiglia a San Giovanni Gemini (Agrigento) in Via Orefice, 32.

Aviere del Reparto Servizi in Aeroporto, viene fatto prigioniero dai tedeschi a Rodi, in Grecia, dopo l’8 settembre 1943.

1943 Rodi

Rodi – Partenza ore 4 di mattina. Arrivo a Simi ore 10.

Partenza ore 7 arrivo Lero ore 24.

Partenza alle ore 20 da Lero, dopo avere fatto 20 km a piedi. Arrivo al Pireo Grecia.

Il giorno è passato triste e malinconico sentendo l’effetto della prigionia e, finalmente, dopo 4 giorni ho mangiato. Dopo tanti giorni che sono stato in Atene è venuto il famoso bombardamento del Pireo, quindi mi è toccato di andare a tirare i morti di sotto le macerie ma non sono stato scontento di essere uscito perché così ho trovato il mezzo di sfamarmi.

La vita è durata parecchi giorni in cui ho avuto parecchie visite da gente che mi voleva indurre a firmare con i tedeschi [n.d.a.: richiesta di arruolamento nelle forze armate tedesche].

Sono partito, mi hanno portato in un campo di aviazione a Calamacchi [n.d.a.: Kalamaki – Isola di Zante]. Là i mesi sono stati tristi tristi e abbattuti. Sono stato 5 mesi e ho avuto parecchie visite dalla C. R. I. [n.d.a.: Croce Rossa Internazionale]. Ho scritto parecchie volte a casa, ma non ho mai ricevuto nessuna risposta. Da qui sono partito il 16 maggio.

Viene poi internato in alcuni campi di concentramento in Jugoslavia e successivamente trasferito in Slesia nello Stalag VIII A di Görlitz.

Dopo un viaggio di 7 giorni, sono arrivato in Croazia, a Zagabria.

Le condizioni personali sono le seguenti: scalzo, nudo, carico di pidocchi, morto di fame. Mi sono informato se ci fossero paesani e difatti ho trovato gente di Bivona che [stavano] abbastanza bene e, viste le condizioni in cui mi trovavo, si sono affrettati a farmi sentire l’odore di polenta con fagioli.

I giorni qui sono stati tristi per la seguente ragione: tutti quanti i giorni nevicava o pioveva. Quindi mi toccava andare a lavorare scalzo e tutto stracciato. Se non sono morto lo devo tutto alla Beata Vergine Maria.

Dopo un po’ mi hanno mandato in un campo nuovo. Peggio di […] per fame.

Dopo 10 giorni il campo è stato attaccato dai partigiani. Sono stato sotto il fuoco per 5 ore consecutive ma con la grazia della Beata Madre celeste c’è stato solo un ferito. Finita la sparatoria, ci hanno fatto la sveglia e ci hanno portato al lavoro e durante codesto sacrificio ho avuto la fortuna di trovare un orologio con il quale ho fatto soldi vendendolo. La fortuna è durata poco perché una sera, rientrato dal lavoro e appesa la giacca per fare la pulizia, mi hanno rubato 1500 lire […].

Qui mi sono trovato nelle medesime condizioni di prima, se il buon Dio non ci avesse pensato. Infatti, dopo alcune sere dal furto, mi sento chiamare dall’interprete e mi comunicava che dovevo partire per Belgrado a lavorare in una fabbrica di motori di aviazione.

Sono partito dopo due giorni. Sono arrivato e ho visto dopo tanti mesi la branda con il pagliericcio, e la vita [stava prendendo] un’altra piega, come difatti si vedeva, qui ho conosciuto uno di Cianciana [n.d.a.: provincia di Agrigento], un certo Salvatore Taglialavore, che per me è stato come un vero padre.

Ma anche qui la vita non è nata tanto comoda perché è durato poco. Mi toccò partire per la Germania dopo che mi hanno portato in Slesia a Gorlizi [Görlitz].

Viene infine internato come IMI (Internato Militare Italiano) nello Stalag VI D di Dortmund, dove gli viene assegnato il numero di matricola 55849. Sarà poi decentrato al Comando di lavoro n° 1043 di Essen – Steele.

Il fronte si avvicina sempre di più. Il tuono del cannone è sempre più vicino.

Oggi, 6 marzo 1945, ore 8 e 15, mi trovo da solo dentro un garage con il cuore abbastanza triste per codeste ragioni: prima, da due giorni i miei compagni partono per dove non si sa, secondo, con l’avvicinarsi degli Americani i tedeschi diventano più cattivi. Poi stamane alle ore 6 hanno fatto la […] e fatti partire miei compagni. Io non sono voluto andare dove mi è stato detto, ma sono andato al mio posto dove c’è gente che rispetta e mai […] sentinella alle spalle che dice: “lussi Arbait”, poi c’è il cannone che tuona continuamente, con quel tuono lugubre che non finisce mai.

Speriamo di partire […]. 

8 marzo 1945 – ore 12 – il viaggio è stato triste e lungo. Carichi di quel poco di roba, ci siamo messi in cammino. Abbiamo attraversato diversi villaggi e paesi senza mangiare e sotto il pericolo dei mitragliamenti. Siamo arrivati in un campo di concentramento di Russi, Polacchi e Italiani. Lì, sempre senza mangiare, ci hanno buttati in una baracca per terra e [siamo rimasti] lì fino al 10 [marzo] mattina.

Ci siamo messi in cammino alle ore 3 del pomeriggio. Siamo arrivati in un campo di concentramento. Là ci hanno dato 50 grammi di pane e un po’ di brodo.

Sotto il bombardamento, ci hanno fatti partire e finalmente alle ore 11 pomeridiane siamo arrivati in una caserma della Toti [n.d.a.: Todt]. Qui si aspetta il momento di partire nuovamente.

Wuppertal – Nutrimento al primo giorno. Il secondo ci chiamano e ci dicono codesta cosa: “è stato mancato [manca] un filone di pane e bisogna che salti fuori chi l’ha rubato” sennò non si dà da mangiare. Passata la giornata con la speranza […].

10 marzo 1945 – Vivere è una parola, ma questa mi fa paura. Tutti i giorni sono uguali: fame, tristezza. Ah… quanto sono stufo! Se non fosse per la mamma che voglio rivedere (se nostro Signore Gesù Cristo mi fa questa grazia) chi sa cosa avrei fatto a quest’ora pur di farla finita.

11 marzo 1945 – ore 17 – Sono sopra la mia branda e, avendo finito quel po’ da desinare, la mia testa naviga come una barca nell’oceano in tempesta. Penso alla mia mamma e a tutto quello di un tempo tranquillo e felice, quella felicità che da quattro anni non sento più [illeggibile]… che non deve più ritornare il tempo di una volta di potere riabbracciare la mia cara e amata mamma come le mie sorelle e fratelli.

Oggi, 23 marzo 1945, mi trovavo in una fabbrica per costruire una baracca. Verso le nove sono venute diverse formazioni di caccia bombardieri e siamo dovuti andare in rifugio dove ho passato tutta la giornata.

24 [marzo] – Partito la mattina a bordo di una macchina, sono arrivato al medesimo posto per riprendere il lavoro, ma non ho fatto niente perché c’erano gli Americani che ci facevano sentire come cantavano le loro mitraglie […] e le loro bombe.

… un compagno avendo preso in magazzino 1 chilo di pane e 1 chilo di burro è stato pescato. Preso a calci e pugni, portato al comando. Là il comandante ha dato degli ordini. L’hanno preso e portato dietro una casa e mentre camminava ci hanno sparato come un cane colpendolo al cervello. Poi hanno preso ciò e hanno mostrato questo […].

[…] … che si è ripassato a mitragliare così mi sono rimesso a letto […] primo pensiero è stato alla mia famiglia, la mamma […] Gesù risorto mi faccia ritornare a casa. La Pasqua la passo sentendo il cannone che tuona continuamente.

Finora tutto procede male. Fame, pidocchi, disperazione, senza mezzi di poter comunicare […]

Sono arrivato. Un mio amico mi ha fatto trovare un po’ di roba cucinata. […]

Mi sono recato all’adunata con la speranza di uscire così non si sente tanto la fame, ma giunti fuori mi hanno detto tutti che si lavorava […] qui mi sono […] un vagone […] dopo un po’ mi sono allontanato dal campo in cerca di qualche cosa da mangiare. Infatti dopo avere fatto 5 […] trovo un mucchio di barbabietole.

Quindi, pieno il sacco, sono ritornato in baracca però senza avere provato un bel quarto d’ora brusco. Difatti, mentre facevo la via del ritorno, primo caccia bombardiere […] saltata una fabbrica a poca distanza da dove mi trovavo.

Io […] mi sono quasi visto spacciato, ma il buon Dio mi ha dato la sua mano […] il pericolo.

Domenica. Dopo Pasqua mi sono recato in compagnia di Cattani e [?] in chiesa e con tutti gli altri abbiamo assistito alla Santa Messa. Sono stato in quell’ora felice. Pensavo alla mia piccola chiesa, alla mamma, al parroco. Tutto era un istante quasi felice. Mi sembrava perfino che Gesù rivolgesse il suo sguardo verso me e mi dicesse non temere che tornerai a rivedere tutto quello che di caro c’hai in questa vita. I tuoi stanno tutti bene e spesso si recano in chiesa e pregano per te e io ho esaudito le tue preghiere. Dio mio […] tempo stesso […] misericordia vostra è […] Vergine ti aiuta […].

8/4/45 – Mi recai in paese in cerca di cicchi [?] dopo avere fatto […] ora quasi di ricerche, mi sono recato in chiesa. Sono arrivato al loro Santa [?] che da tanto tempo.

Giornata molto movimentata – Le cunfetta [n.d.a.: i confetti] dell’artiglieria americana arrivano vicini e proprio in questo momento [illeggibile].

Mi accingo ad andare alle funzioni che si celebravano al rifugio ed io prendevo parte spirituale e corporale, la mamma, la casa, i compagni, la malinconia si impossessa di me e divento triste e pensieroso. ma poi un mio compaesano mi fece coraggio quindi ho acceso la stufa e ho battuto la biancheria lavata e messa ad asciugare.

Mi sono recato in chiesa e ho assistito alla Santa Messa. La sera sono ritornato c’era un prete […] alle funzioni […] uscito dalla casa canonica […] giovani e giovani […] la prima comunione e ha messo Gesù esposto [illeggibile].

ore 9 – [09.04.1945] – Giorno del mio compleanno mi reco in chiesa. Prego Gesù che mi aiutasse dandomi la fortuna che il prossimo compleanno lo possa fare in condizioni migliori.

Tra il 9 ed il 10 aprile 1945 viene ricoverato all’Ospedale di Kupferdreh – Essen, dove muore l’11 aprile 1945.

11 aprile 1945 ore 2 – decesso Riposi in pace

I suoi compagni di prigionia lo seppelliscono  nel Cimitero cattolico di Niederbonsfeld.

Oggi 12 aprile 1945, io Grioni Guido – Via Paciello [?] n° 4 Milano – con Monachello Rosario – Palma di Montechiaro – Vicolo Paccini n° 9 – con Viola Mario – Via Domenico [illeggibile] n° 3 – con Cacciola Sebastiano – Via Della Riccetta [?] n° 350 Messina – con Chisio [?] Antonio – Via Triestina Tessere 418, ci siamo portati dall’Ospedale di Kuppenfield (Essen) [n.d.a.: Kupferdreh – Essen] abbiamo composto la salma del nostro camerata in una buona bara e lo abbiamo portato al Cimitero di Niederbonsfeld. Con un sacerdote cristiano cattolico lo abbiamo noi stessi sotterrato in quel cimitero. [illeggibile] ancora il sacerdote ha […] la fossa ed ha dato l’ass […] alla bara.

Il funerale […] ma tutto noi e gli altri […] hanno concorso con le offerte a far celebrare lì una messa.

Infatti domani […] 13 aprile [1945] – Il Sacerdote della Parrocchia di Nierenhof alle 8 e mezza dice la Santa Messa di Suffragio proprio per lui [Vincenzo]. Tutti insieme abbiamo cooperato perché sia posta sulla fossa la croce con il nome e [illeggibile] abbiamo … dei documenti … auguriamo ai famigliari del nostro amico [illeggibile] rassegnazione e forza.

Scritto a Nierenhof il 12 aprile 1945 – Marinaio Grioni Guido – Via [illeggibile] Milano.

Registro sepolture italiani a Niederbonsfeld in The Arolsen Archives online collections – 70616059 / Amormino Vincenzo


Amici in tempo di prigionia

Lampardo [?] Distefano – Paolo Buscaglia Carmelo – Buscaglia Carmelo [?] – Salvatore Cerutti Felice – Dastoli Francesco Filadelfio – Colabino – Cerutti Felice, Via Rocca di Baldi, Lincotto [Lingotto] (Torino) – Catanio Pietro, Via san Giorgio n° 6, Martinenco [Martinengo] (Bergamo) – Pancoto Giovanni, Via Roma, Tarzo (Treviso) – Chizzio Favaro, Veneto, Tessera Via Triestina ai fornazzotti [?] n° 418 (Venezia) – Panpalone Quintilio, Via Gorizia 22, Montevarchi (Arezzo) – Gasperini Carlo, Gemonio, Comacchio Cuvio (Varese) – Costantino Antonio fu Giovanni, Via Roma, Castelbuono (Palermo) – Cattaneo Pietro – Taglialavore Salvatore – Appuntato dei Carabinieri nato Cianciana Agrigento Sicilia – Chizzio Antonio Favaro Veneto, Tessera Via Triestina ai fornazzoni [?] n° 418 (Venezia) – Pampalone Quintilio [….].


Vincenzo, durante la sua permanenza presso lo Stalag VIII A di Görlitz, si era particolarmente affezionato ad un Appuntato dei Carabinieri (Taglialavore Salvatore di Cianciana – Agrigento) che considerava come quel padre che non aveva più (infatti Vincenzo era orfano di padre).

Al caro amico Salvatore, era riuscito ad inviare una cartolina postale e a riceverne risposta.

Destinatario: Amormino Vincenzo – Coln Ratch (22) [Köln Rath/Heumar – Quartiere di Colonia] – Lager Vinlelberasch [?]

Li, 1/1/1945 – Mio carissimo Vincenzo,

rispondo con qualche giorno di ritardo alla tua cara tanto desiderata cartolina che portava la data del 11.12 scorso anno [11.12.1944]; E non puoi immaginare di quanto sono rimasto contento nel sentire l’ottimo stato di tua salute come pure di Monachello [altro militare]. E nello stesso tempo ti posso assicurare anche di me, Lupi [?] e tutti i nostri compagni della camera n° 61. Non ti posso dire e neanche raccontare di quanto mi è dispiaciuta la tua distanza. Il Santo Natale l’ho passato dentro la stanza assieme a Lupi e abbiamo mangiato una scatola di carne e ti pensavamo […] il mio paesano ed oggi abbiamo fatto la festa all’altra scatola di carne. Speriamo nella Madonna che l’anno nuovo ci porti la pace e di tornare sani e salvi alla nostra casa. Non avendo altro più che dirti, ti salutano caramente tutti i nostri compagni della camerata n° 61 ed io dandoti i più cari baci ed abbracci dal tuo per sempre fratello che mai ti scorderà.

Taglialavore Salvatore – risposto subito e buone cose e mi saluti tanto Monachello Rosario ed amici che sono assieme a te.

Nella seconda metà degli anni ’50 il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra ne fa esumare le Spoglie e le fa traslare nel Cimitero militare italiano d’onore di Francoforte sul Meno (Friedhof Westhausen) alla posizione tombale: riquadro M, fila 3, tomba 25.

Registro sepolture Francoforte in The Arolsen Archives online collections – 70569404 / Amormino Vincenzo

Soldato Amormino Vincenzo – Riquadro M, Fila 3, Tomba n° 25

Memorie di Amormino Vincenzo

è assolutamente vietato ogni tipo di riproduzione

Anche il fante Carmelo La Rosa ora ha un volto

Una gavetta, un articolo di giornale, il tam-tam sui social e i famigliari sono venuti a conoscere la sorte di Carmelo nel giro di poche ore.

Questo l’articolo di Andrea Di Grazia pubblicato su Catania Today ieri 22 febbraio 2021

La gavetta di un soldato catanese emerge in un campo di concentramento: si cercano i familiari

“Gli autori della scoperta vorrebbero poter consegnare la gavetta che hanno tra le mani, con incise le sue generalità, alla famiglia. Si sono quindi rivolti a CataniaToday per rintracciarla a distanza di 77 anni

Nel fango di un campo di prigionia tedesco situato vicino alla città di Meppen, in Germania, due ricercatori di cimeli storici olandesi, armati di metal detector, hanno ritrovato la gavetta di un soldato catanese, morto nel 1944 per malattia durante la sua detenzione nel secondo conflitto mondiale. Il suo nome è Carmelo La Rosa. Era nato l’11 maggio 1922 nel capoluogo etneo e, durante l’ultimo conflitto mondiale, ha prestato servizio nel 31° reggimento fanteria, per poi essere catturato nel 1943 sull’Isola d’Elba. Adesso, gli autori della scoperta vorrebbero poter consegnare la gavetta che hanno tra le mani, con incise le sue generalità, alla famiglia. Si sono quindi rivolti a CataniaToday per rintracciarla a distanza di 77 anni.”

Gavetta di Carmelo La Rosa – Foto Catania Today

“Incidere le lettere del proprio nome su questi attrezzi di uso quotidiano, che erano praticamente gli unici effetti personali ammessi nel campo di prigionia, era una prassi comune in quel periodo buio. La Rosa, malato e probabilmente consapevole del proprio destino, ha così lasciato una traccia della propria presenza nello stalag VI-C, costruito nel 1933 sei chilometri ad ovest del villaggio Oberlangen, nel nord-ovest della Germania. In questo campo di concentramento persero la vita molti suoi commilitoni italiani, insieme a migliaia di soldati dell’armata russa, dell’esercito belga e jugoslavo. Gli internati erano costretti a patire il freddo, la fame ed i lavori forzati. Una situazione che durò fino all’arrivo dell’armata Canadese, nell’aprile del 1945. Carmelo La Rosa morì un anno prima, nel ’44, ed è sepolto nel cimitero militare italiano d’Onore ad Amburgo. Chiunque abbia un legame di parentela con lui può contattare la nostra redazione. La notizia del ritrovamento è stata data dal gruppo di ricerca storica “Ww2 Tuscany Hunters” con base in Toscana, vicino Firenze.”


Lo stesso giorno ricevo questa mail…

Catania, 22 febbraio 2021

Salve sono il figlio della nipote di un soldato italiano di Catania che dovrebbe essere sepolto nel Cimitero di Amburgo (almeno é quello che crediamo). Il suo nome è La Rosa Carmelo.
Purtroppo con gli anni non ci è stato possibile risalire completamente ai dati anagrafici e alla reale data di nascita, le uniche notizie che sappiamo tramandate dal mio defunto nonno sono quelle che ebbe la notizia di suo fratello morto giovanissimo in Germania in un campo di prigionia. Gli arrivò al tempo anche la lettera dove spiegavano l’ubicazione della tomba ma purtroppo non abbiamo più trovato questo documento.

Le mando questa mail perché da poco abbiamo saputo del ritrovamento in un campo di una gavetta con inciso il nome e il cognome “LA ROSA CARMELO”. Ovviamente può ben immaginare la sorpresa.
Siccome vorrei sapere qualcosa di più per approfondire la storia e gli spostamenti dello zio di mia madre e magari capire se realmente questa gavetta potesse appartenere a lui, vorrei chiederle se magari da qualche parte nei vostri archivi risulta essere figlio di LA ROSA SALVATORE E DI STEFANO CARMELA.
Grazie anticipatamente. Distinti saluti.


Carissimi,
questi sono i dati che ho archiviato e relativi al vostro parente:

La Rosa Carmelo, figlio di Salvatore e di Di Stefano Carmela, nasce l’11 maggio 1922 a Catania. Celibe e di religione cattolica, risiede con la famiglia a Catania in Via Vitaliti, 4. Dichiara come mestiere di essere panettiere. Soldato del 31° Reggimento di Fanteria (risulta anche 214° Fanteria), viene fatto prigioniero dai tedeschi sull’Isola d’Elba il 17 settembre 1943 ed internato in Germania come I.M.I. (Internato Militare Italiano) nello Stalag VI C dove gli viene assegnato il numero di matricola 103190. Nel novembre del 1943 viene trasferito allo Stalag VI C/Z di Versen (Neu Versen). Il 1° dicembre 1943 viene trasferito allo Stalag VI J ed impiegato presso il comando di lavoro n° 1173. Muore per malattia (bronchite influenzale – debolezza fisica – debolezza cardiaca) a Velbert il 4 maggio 1944 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero Cattolico di Velbert (Nord Reno Westfalia) alla posizione tombale campo 1, posizione 6, tomba 91 (numero di registrazione 424/1948). Nella seconda metà degli anni ’50 il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa) ne fa esumare le Spoglie e le fa traslare nel Cimitero Militare Italiano d’Onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale riquadro 1, fila T, tomba 44, dove si trovano tutt’ora.

Vi allego il documento di registrazione nel lager del vostro parente, la notifica ed il certificato di morte, un elenco delle sepolture di varie località (tra queste Velbert) e alcuni registri con le posizioni tombali di prima inumazione del vostro caro.

[…]

Un abbraccio fraterno.

Roberto Zamboni

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La tomba del Fante La Rosa Carmelo nel Cimitero militare italiano d’Onore di Amburgo (Foto M. W. del 03.09.2017)
Notifica del decesso di Carmelo La Rosa (Fonte Arolsen Archives)

Questi erano gli IMI. Questa era l’altra Resistenza.

“Da due giorni si è intensificata la propaganda di alcuni Ufficiali italiani per convincere la nostra massa a rinnegare il nostro Giuramento militare.
Io mi assumo la responsabilità della contropropaganda che dovrà servire a tenere vivo il sentimento del nostro dovere, per il quale ora siete in un campo di concentramento fuori dalla nostra Italia.
Noi non siamo ne potremo essere dei prigionieri. Noi siamo dei disarmati per volontà del nostro governo che è l’unico che potrà riarmarci. Noi siamo ancora dei soldati Italiani fedeli alla nostra disgraziata Italia. Nessun partito può sorgere all’estero, e nessun uomo potrà governare la nostra Italia senza il consenso del Popolo di cui noi siamo l’espressione più grande e più forte. Solo dopo il nostro rientro in Patria potremo giudicare e farci guidare da chi sarà capace di sollevare la nostra Italia e che comunque sarà Italiano.
Un gruppo di miei colleghi darà a chiunque le chiarificazioni occorrenti a dissipare i dubbi e le titubanze.
Io personalmente nella baracca 42 discuterò con chicchesia.
Non firmate dichiarazioni ambigue. Ognuno sia ben padrone della propria volontà.
Viva l’Italia”.

Bad-Orb, 22 settembre 1943

Maresciallo di Marina Ferdinando Rini


Lettera allegata al diario del Maró Francesco Maresca, internato nello Stalag IX B di Bad Orb (fonte documento Lisa Apreda – nipote del Marò Francesco Maresca – Vietata ogni riproduzione).

Lettera stilata dal Maresciallo di Marina Ferdinando Rini, nato a Guardia Sanframondi (Benevento) il 5 novembre 1908. Internato nello Stalag IX B di Bad Orb. Prigioniero di guerra (IMI), impiegato in comandi di lavoro nel Circondario della Bergstraße (Distretto di Darmstadt) fino al 27 novembre 1944 e poi impiegato come lavoratore agricolo nel Comune di Hofheim am Taunus fino al 23 aprile 1945.


IL NO DEGLI IMI
Fonte documento Lisa Apreda – nipote del Marò Francesco Maresca – E’ VIETATA OGNI RIPRODUZIONE

Medaglia d’Onore a Pasquale Pietragalla

Buonasera Sig. Zamboni.

Oggi 27 gennaio, Giornata della Memoria, mio nonno Pietragalla Pasquale ha ricevuto dal Prefetto di Potenza Annunziato Vardé la Medaglia d’Onore. Un ringraziamento al sindaco di Forenza, Francesco Mastrandrea, che ha seguito da vicino tutte le fasi del rimpatrio.

Così si chiude un capitolo della mia famiglia.

Cordiali saluti ed infinitamente grazie.


Per Pietragalla Pasquale si veda ONORE A PASQUALE PIETRAGALLA


Anche per i famigliari di Pietro Cortiana si chiude il cerchio

Era la fine di novembre del 2019 quando, grazie ai social e alla Rete, mi scrisse Mary Bertaglio, nipote di Pietro Cortiana, per informarmi di aver trovato tra gli elenchi di “Dimenticati di Stato” anche il nome dello zio, cercato per tutta la vita e mai dimenticato dai suoi cari.

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Grazie grazie grazie ❤️
Adesso so dov’è sepolto mio zio Pietro Cortiana, dopo averlo cercato tutta la vita.
Roberto, io e tutta la mia famiglia non sappiamo più come ringraziarti, non sai che regalo sia questo per me.
Mary Bertaglio

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cortiana pietro fotoPietro Cortiana , figlio di Guido, era nato a Trezzo d’Adda (Milano) il 24 gennaio 1923. Autiere del 157° Autoreparto Automobilisti (autocarrette), era stato fatto prigioniero dai tedeschi in Jugoslavia dopo l’8 settembre 1943 e successivamente internato in Germania. Pietro muore a Colonia (Nord Reno-Vestfalia) il 9 marzo 1945 e viene inumato in prima sepoltura nel cimitero locale.

Solamente nella seconda metà degli anni ’50 il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra farà esumare le sue Spoglie e le farà traslare nel Cimitero militare italiano d’Onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale riquadro 3, fila Z, tomba 24.

Ricerche fatte presso il Vaticano dal papà di Pietro nel 1944

La tomba di Pietro Cortiana nel C.M.I. di Amburgo (foto M. W. 13.09.2014)

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Così Mary e la famiglia decidono di farlo tornare a casa nella sua amata terra, circondato dall’affetto dei suoi cari. Inizia la procedura per il rimpatrio, poi scoppia la pandemia e sembra che tutto sia destinato a fermarsi.

Invece…

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Domenica 8 novembre 2020

Ciao Roberto, oggi si è svolta la cerimonia funebre, sentita e commovente, per Pietro.

Ora riposa con suo padre e sua madre.

Ho ricevuto affetto e solidarietà da parte di tutta la cittadinanza Trezzese che ha partecipato commossa.

..ed è tutto merito tuo.

Mary

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Gazzetta dell’Adda 14.11.2020

L’artigliere Bruno Corsi è tornato a casa

“HO FATTO UNA GRANDE COSA”

All’inizio di quest’anno ho deciso di iniziare un viaggio: ero come una velista da sola in mezzo al mare, poi è diventato un viaggio collettivo. Il ritorno di Bruno si è potuto realizzare con il supporto del Ministero della Difesa, del Consolato di Hannover, dell’esercito italiano, del Comune di Carmignano. Alla base c’è stata però la mia tenacia perché alcuni obiettivi non sono impossibili. Non bisogna perdersi di coraggio, come diceva San Giovanni Paolo II. Quella di ieri è stata una cerimonia di quelle che si vivono una volta sola nella vita perchè avere davanti alte cariche dell’esercito, dell’Arma, le associazioni locali (dagli Alpini all’Anc, dagli Artiglieri d’Italia, sezioni di Firenze, Prato e Poggio passando per le Misericordie, l’Anpi e le associazioni combattenti e reduci) e molti amici che non ho potuto neanche salutare (perchè seguiva la cerimonia al cimitero) è stato emozionante. Un momento che non ha prezzo. L’esercito è stata la seconda “famiglia” di Bruno, prima nei reggimenti contraerei dal 1932 al 1943, poi per 76 anni sepolto vicino a tanti altri militari ad Amburgo. Ora mi rendo conto che questa “famiglia”, rappresentata da tutte le cariche militari, c’è ancora ed era in chiesa: è la nostra famiglia. Grazie a tutti coloro che hanno dedicato un pomeriggio a Bruno. Io questa celebrazione l’ho vissuta come un momento felice, l’occasione per ricordare tutti gli Imi caduti e sepolti lontano da casa. A tutto questo sono arrivata con le ricerche di Roberto Zamboni che ho ricordato anche in chiesa. Grazie a don Elia, grazie ai colleghi della stampa e della Tv (Tv Prato in particolare), ai consiglieri di Campi che hanno avuto un pensiero per me (Simona Pizzirusso, Lorenzo Galletti e la presidente Eleonora Ciambellotti). Grazie al sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti e al consigliere Marco Grassi, per la presenza con Claudio Scappini e il comandante della pm Palagini. Grazie a Paolo Gandola, un amico, consigliere comunale a Campi e ieri rappresentante della Città Metropolitana, all’amica Renza Martini. Grazie all’agenzia di Riccardo Germogli. Grazie a chi non si dimentica mai di me: Alberto Danese, Emilio Paradiso, poi Rosa Maria Freiles, Roberto Rempi, Paolo Cintolesi, Marcello Picchi. E grazie a chi mi ha dato un supporto fondamentale in questi giorni: Massimo Cardini, Mauro Scarpitta, Alessandro Capecchi e Barbara Prosperi. Grazie a Sergio Pagliai e alla Misericordia, a Sergio Campanelli e ai confratelli di Poggio. Nei prossimi anni, se la salute me lo permetterà, confido di raccogliere la storia di Bruno in un libro e portare il suo mandolino nel museo degli Imi a Roma. E spero di poter comunque visitare il cimitero di Amburgo e quelli militari per un saluto ai suoi compagni. In tanti mi hanno detto, in questi giorni “Hai fatto una grande cosa”: è vero e oggi ne sono profondamente orgogliosa.

Maria Serena Quercioli

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Bruno Corsi

Corsi Bruno, nasce il 10 dicembre 1912 a Campi Bisenzio (Firenze). Soldato del 3° Reggimento di Artiglieria Contarerea, viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte croato il 12 settembre 1943 ed internato, prima a Sarajevo (campo di transito) e poi in Germania nello Stalag XI B di Fallingbostel (Bassa Sassonia). Gli viene assegnato il numero di matricola 164481 e viene poi assegnato al comando di lavoro n° 6072 di Braunschweig. Muore a Braunschweig a causa di un bombardamento aereo il 17 settembre 1944 e viene sepolto nel Cimitero di Braunschweig (Hochstrasse Friedhof). Nella seconda metà degli anni ’50 le sue spoglie vengono esumate su ordine del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa) e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 1 – fila H – tomba 21, dove si trovano tuttora. Fonti: Archivio Zamboni, Ministero della Difesa (Onorcaduti), Albo IMI Caduti (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia e dall’Internamento).Corsi Bruno, nasce il 10 dicembre 1912 a Campi Bisenzio (Firenze). Soldato del 3° Reggimento di Artiglieria Contarerea, viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte croato il 12 settembre 1943 ed internato, prima a Sarajevo (campo di transito) e poi in Germania nello Stalag XI B di Fallingbostel (Bassa Sassonia). Gli viene assegnato il numero di matricola 164481 e viene poi assegnato al comando di lavoro n° 6072 di Braunschweig. Muore a Braunschweig a causa di un bombardamento aereo il 17 settembre 1944 e viene sepolto nel Cimitero di Braunschweig (Hochstrasse Friedhof). Nella seconda metà degli anni ’50 le sue spoglie vengono esumate su ordine del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa) e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 1 – fila H – tomba 21, dove si trovano tuttora. Fonti: Archivio Zamboni, Ministero della Difesa (Onorcaduti), Albo IMI Caduti (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia e dall’Internamento).

Tomba nel CMI di Amburgo (foto M. W.)
Articolo de La Nazione del 21 ottobre 2020
Bisenzio Sette – 23 ottobre 2020
La Nazione – 22 ottobre 2020

Per mantenere viva la Memoria abbiamo bisogno anche di te

campagna tesseramento
Articolo de “La Voce dell’Adige” del 22 giugno 1945 – Fotografia: 4 maggio 1945, liberazione del Campo di concentramento di Flossenbürg – Ragazzo cecoslovacco di soli 23 anni (foto gentilmente concessa per la pubblicazione dal Professor Dr. Paul Kopperman dell’Oregon State University)

logo aned

Aned è l’associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti.

I suoi aderenti sono i sopravvissuti allo sterminio nazista, i familiari dei deportati e coloro che intendono studiare e divulgare, soprattutto tra i giovani, la storia del fascismo, della Resistenza e delle deportazioni nei Lager nazisti.

Aned Verona è una piccola sezione che dal 1957 valorizza il patrimonio prezioso dei deportati e delle deportate veronesi, per il debito di riconoscenza verso chi nei Campi nazisti ha perduto o consumato la vita.

Oggi ANED continua a portare avanti la Memoria delle deportazioni, soprattutto per le nuove generazioni.

Per poterlo fare, ANED ha bisogno di sempre più forza e consensoInvitiamo, quindi, chi già non lo avesse fatto a sostenere ANED iscrivendosi (o rinnovando l’iscrizione), come adesione morale.

La quota annuale è di 25 euro (comprensiva dell’abbonamento alla rivista ‘Triangolo rosso’) e può essere versata:

  • con bonifico bancario sul conto corrente intestato a:
    ANED Verona / Sezione “Gino Spiazzi” – Banco Popolare di Verona – IBAN:   IT24K0503411723000000076000  aggiungendo alla causale – “tesseramento Aned Verona” – il proprio cognome, nome, recapito ed indirizzo mail.

 

  • presso la sede di Via Arnolfo di Cambio 17 – Verona – tel. 045 8036150 / e-mail: aned.verona@gmail.com – nell’orario di segreteria, il lunedì e martedì mattina dalle 10 alle 12, il giovedì pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00.

ANED Verona

Sezione “Gino Spiazzi”

Presidente Ennio Trivellin, deportato a Mauthausen

Vicepresidente Tiziana Valpiana, familiare

Ente morale D.P.R. 5 – 11 – 1968 N.1377

Via Arnolfo di Cambio 17 – 37138 Verona

Telefono 0458036150 – Cellulare 324 991 7064

aned.verona@gmail.com

www.deportati.it/verona

Un 25 aprile per Mario

Video di Vincenzo (Enzo) Salomone

MARIO SALOMONE 

di Vincenzo Salomone

SALOMONE MARIO, nato il 25 maggio 1920 a Ercolano (Napoli) – Deceduto il 15 marzo 1945 – Sepolto nel cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Germania) – Posizione tombale: riquadro 1 – fila R – tomba 6.

Tratto dal «Corriere del Mezzogiorno» del 31 gennaio 2012 – Articolo di Nora Puntillo

Napoli – «Quando sentì che il fratello era stato torturato e forse accecato dai nazifascisti nel carcere di san Vittore a Milano, mio padre si accasciò sulla sedia, il suo occhio sinistro si velò di bianco: cataratta traumatica, disse poi l’oculista, meravigliato che non ci fosse stato alcun colpo a provocarla».

Enzo Salomone, il bravo attore noto per tante incisive interpretazioni in teatro, sul piccolo e sul grande schermo, ha saputo solo pochi giorni fa che suo zio Mario, partigiano deportato in un lager nazista, è sepolto nel cimitero militare italiano di Amburgo. Ne ha trovato il nome su uno degli elenchi che un privato, Roberto Zamboni (titolare di una piccola impresa a Montorio presso Verona), sta pubblicando sul suo sito web significativamente intitolato «Dimenticati dallo Stato». Enzo ricorda suo padre Ciro (docente di lingua e letteratura inglese) ostinato nel rifiuto di farsi operare, per condividere in qualche modo la sorte del fratello minore, della cui sepoltura la famiglia non aveva mai avuto notizia.

«Disperso» e sepolto chissà dove, forse in una fossa comune come tante vittime del nazismo: ma è solo una disonorevole menzogna di Stato.

Mario salomone da Ercolano , combattente partigiano nella Val d’Ossola, è infatti uno dei circa 15mila italiani che nel 1957 e ’58 furono sepolti in vari cimiteri tedeschi da un italianissimo Commissariato Generale Caduti in Guerra (sigla: «Onorcaduti») che li identificò, ne scrisse nomi e date e luoghi di origine sulle tombe. Ma alle famiglie, nessuna notizia. Non una lettera, né un avviso tramite uffici militari. Genitori, mogli, figli, fratelli, furono tacitamente condannati all’angoscia e alla disperata speranza di veder tornare un giorno il loro congiunto. Addirittura una legge – davvero difficile crederci se non fosse tutto stampato in Gazzetta Ufficiale – emanata il 9 gennaio 1951, numero 204, all’articolo 4 recava il «divieto di rimpatrio delle salme sepolte nei cimiteri militari italiani all’estero», Presidente del Consiglio era Alcide de Gasperi, che due anni prima aveva estromesso dal governo comunisti e socialisti su richiesta del governo Usa, ottenendo per il suo partito, la Democrazia Cristiana, la schiacciante vittoria del 18 aprile 1948.

Sono gli stessi anni in cui qualcuno, nella sede del Tribunale Militare, ordinò di girare contro il muro affinché non si potesse aprire l’armadio con 695 rapporti e 2.274 denunce («notizie di reato») a carico di nazisti tedeschi e fascisti italiani responsabili di stragi con migliaia di morti innocenti. Lo troverà nel 1994 il Procuratore Militare Antonio Intelisano, che documentava la responsabilità del vecchio ex ufficiale delle SS Erik Priebke nella strage delle Fosse Ardeatine.

Enzo Salomone ha saputo per caso della sorprendente iniziativa: «Il titolo del giornale, cronaca locale, annunciava semplicemente che un elenco di 790 caduti della Campania sepolti in Germania e Polonia, era stato messo in rete. Ho scoperto così che Roberto Zamboni da dieci anni indaga negli archivi, raccoglie, trascrive e pubblica sul suo sito Internet i nomi dei deportati italiani considerati dispersi».

Subito l’attore ha pensato allo «zio Mario» di cui si parlava con dolore in famiglia, nato nel 1920 a Ercolano, secondo figlio di quel nonno Vincenzo che dopo aver lavorato sulle navi Napoli-New York, con i risparmi aveva comperato una barca da pesca, era stato attivo sindacalista, aveva conosciuto Antonio Gramsci e partecipato alla nascita del Partito Comunista d’Italia. Mario a diciotto anni se n’era andato a fare l’operaio alla Breda di Sesto San Giovanni, entrando nel Partito Comunista clandestino. Nel 1944 Mario è nelle Brigate Garibaldi che conquistano la Val d’Ossola dove la repubblica partigiana dura dal 9 settembre al 22 ottobre. I nazifascisti impiegarono dieci giorni per tornare, ma nei villaggi e a Domodossola non trovarono nessuno: i partigiani oltre a contrastare duramente l’avanzata dei «neri», avevano fatto riparare tutti i cittadini in Svizzera. E proprio in quella valle Mario – lo riferì un compagno di armi tornato a casa – fu ferito, catturato e consegnato alle SS, torturato e deportato. Partigiano, comunista, ebreo di cognome.

«Per tutta la nostra vita di ragazzi – racconta Enzo Salomone – vedemmo il dolore segnato sul volto di mio padre, quello sguardo opaco, pallido, fu assurdo senso di colpa e ricordo vivente di quello che noi non avevamo vissuto …».

Il professor Ciro Salomone è morto nel 1994, senza poter sapere nulla di quel fratello «disperso». Il figlio pochi giorni fa ha scritto www.dimenticatidistato.com sulla tastiera del computer: «Non posso descrivere che cosa ho provato quando è apparsa la scritta Salomone Mario, nato il 25 maggio 1920 a Ercolano (Napoli) deceduto il 15 marzo 1945, attualmente sepolto ad Amburgo (Germania) Cimitero militare italiano d’onore , posizione tombale: riquadro 1, fila R, tomba 6. Dunque mio zio non era «disperso», ma non ce l’hanno mai detto. Né a noi, né ad altre migliaia. Io voglio sapere perché. Mi pare un altro armadio della vergogna, mi domando dove sono i parlamentari, i giornali, la televisione, il servizio pubblico …! ».


mario salomone foto
Mario, in piedi a destra col pugno chiuso

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Certificato di morte stilato il 25 settembre del 1950 (la data di nascita risulta sbagliata di un giorno per un probabile errore di trascrizione) – FONTE: Archives Arolsen (Germania)

Carlo Salomone 3.9.2017
Lapide nel Cimitero militare italiano di Amburgo (foto M. W. – 03.09.2017)

corriere del mezzogiorno napoli 31.1.2012
Articolo del Corriere del Mezzogiorno – Edizione di Napoli – del 31 gennaio 2012

Si cercano i parenti di Giovanni Monticelli


Ricevo  e pubblico


Buongiorno.

Innanzitutto complimenti per l’enorme lavoro che fa da anni, per le famiglie di coloro che sono morti per la Patria.
Mi spiace disturbare. Ho trovato il suo sito internet facendo ricerche su un italiano (classe 1917) di Lainate (MI), la cui piastrina è stata trovata in Francia poco tempo fa.
Ho provato sulla banca dati Caduti e Dispersi (Ministero della Difesa), ma non ho avuto alcun riscontro.

Anche se Lei si occupa dei Caduti in Austria, Germania e Polonia, potrebbe darmi qualche dritta per risalire agli eredi di questo militare la cui piastrina è stata rinvenuta in Costa Azzurra (vicino a Nizza)? Questo perché, il signore francese (di origini italiane) che l’ha ritrovata, vorrebbe consegnarla alla famiglia.

Grazie della cortese attenzione.
Distinti saluti, Alberto.

Chiunque avesse notizie, può scrivere a questa e-mail: mas13mm@gmail.com

 


1917

1129/76/C.

MONTICELLI GIOVANNI

DI BATTISTA E COLOMBO ROSA

LAINATE – MILANO

Piastrina 1

 

Su “Triangolo Rosso” la storia di Dante Sturbini

Sul numero gennaio-marzo del Triangolo Rosso – giornale a cura dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti e della Fondazione della memoria della deportazione – è stata pubblicata la storia di Dante Sturbini.

Quale Consigliere provinciale dell’Associazione Nazionale ex Deportati di Verona, ho pensato di riportare l’articolo che ricostruisce la storia di Dante, storia fatta pubblicare dalla pronipote Giovanna Carsughi.

Roberto Zamboni

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Amburgo – Hauptfriedhof Öjendorf  – Cimitero militare italiano d’onore           riquadro 2 – fila R – tomba 24


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tr-1-2020

tr-2-2020 - Copia

Si veda anche: https://dimenticatidistato.com/2020/01/25/pietra-dinciampo-per-dante-sturbini/

Si cercano notizie su Rocchetti Aurelio

Aurelio Rocchetti

Cerco notizie sul luogo di sepoltura in Germania di mio zio I.M.I. ROCCHETTI AURELIO, nato il 22/12/1921 Ostra Vetere (ANCONA).

Catturato dai Tedeschi nel settembre 1943 presso la Caserma 3° Btg. Fanteria Carristi a Bologna.

Internato nello Stammlager VI J di Krefeld- Fichtenhain / Arbeitskommando n.1917 I°. Matricola 60531.

Poi trasferito presso la Fabbrica Mannesmann Werke a Duisburg assieme a un altro militare di Jesi (AN), Pastorini Raffaele. Forse lavorava come falegname.

Ufficialmente deceduto sotto bombardamento alleato il 13/04/1945 a Duisburg.

Sepolto secondo una mappa approssimativa in prossimità di uno zuccherificio vicino ad un bivio Paderborn – Kassel. Presumibile un successivo spostamento della salma. A tutt’oggi luogo esatto di sepoltura sconosciuto.

Se esistono ancora testimoni che siano stati internati nei lager di Krefeld o Duisburg o loro familiari che possono fornirmi indicazioni utili, prego di essere contattato. Grazie.

Sebastianelli Roberto
Largo Oberdan 14
60033 Chiaravalle (AN)
e mail: robertoseb21@gmail.com

Da Vicenza ad Amburgo sulla tomba dello zio Giovanni

Signor Zamboni,
sono tornata di recente da Amburgo e vorrei ringraziarLa, perché grazie al Suo lavoro siamo riusciti a far visita alle spoglie dello zio di mio padre. E’ stata una commozione immensa.
Se non fosse stato per la Sua banca dati, non saremmo mai riusciti a trovare l’effettivo luogo di sepoltura.

Sono stata lassù dal 12 al 14 febbraio con i miei genitori, perché, come le dicevo, ad Amburgo è sepolto lo zio di mio padre: si chiamava Guarise Giovanni nato a Rossano Veneto (VI) il 03 dicembre 1917. Avevo sempre visto la sua foto sulla tomba di famiglia, ma solo qualche anno fa ho scoperto che in realtà si trattava solo di una foto commemorativa, perché nessuno sapeva dove effettivamente si trovasse.
Grazie al Suo splendido lavoro abbiamo scoperto dove fosse. Era da un po’ di tempo che cercavo di organizzare la visita in Germania, ma solo quest’anno siamo riusciti a raggiungere la meta. Non Le nascondo la profonda commozione: ho visitato altri cimiteri militari come ad esempio Redipuglia e Cima Grappa, quelli americani di Cassino e Colleville sur mer, quello canadese di Beny sur mer, quello tedesco di La Cambe, ma l’emozione provata di fronte al ricordo di un parente è indescrivibile. Non Le dico come stava mio padre: cuore a mille e pelle d’oca.

A tutti coloro che sono alla ricerca di qualcuno suggerisco di provare a cercare tra i tanti dati frutto delle Sue ricerche. Quando spiego quello che ha fatto, tutti rimangono increduli e basiti per il Suo lavoro. Purtroppo non tutte le ricerche hanno esiti positivi e per questo motivo mi ritengo davvero molto fortunata.

Ora, lavoro permettendo, mi prenderò un po’ di tempo per cercare di capire come procedere per il rimpatrio (ho visto pure i suoi suggerimenti).

Grazie mille ancora. Michela Guarise


Guarise Giovanni, nasce il 3 dicembre 1917 a Rossano Veneto (Vicenza). Soldato del 232° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco-albanese ed internato in Germania. Muore a Essen per annegamento il 15 luglio 1945 (dopo la liberazione) e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Essen (Sud West Friedhof). Nella seconda metà degli anni ’50, su ordine del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, le sue Spoglie saranno esumate e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 2 / fila U / tomba 29.


Archivio di Stato di Bolzano – Testimonianze di reduci dalla prigionia – Documentazione Internati Militari Italiani (IMI) – Elenchi internati con relativa sorte – Lettera G – Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano (Busta 210)

Archivio di Stato di Bolzano – Testimonianze di reduci dalla prigionia – Documentazione Internati Militari Italiani (IMI) – Elenchi internati con relativa sorte – Lettera G – Commissariato del Governo per la Provincia di Bolzano (Busta 210)

CMI Amburgo

Portate a casa il Soldato Cammardella

Ciro Cammardella, nasce il 20 settembre 1923 a Polla (Salerno). Soldato del 265° Reggimento di Fanteria, viene fatto prigioniero dai tedeschi sull’Isola di Creta il 25 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Matricola 77225. Muore a Paderborn per malattia l’11 gennaio 1944 e viene inumato in prima sepoltura nel cimitero locale. Su ordine del Commissariato Generale per le Onoranze ai caduti in Guerra, nella seconda metà degli anni ’50 le sue Spoglie vengono esumate e traslate nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 1 – fila V – tomba 13.



Salerno – occhionotizie.it – Soldati della provincia Salerno morti nella seconda guerra mondiale sepolti all’estero

Scompare per l’ennesima volta la “vecchia” banca dati dei caduti e dispersi della Seconda Guerra Mondiale

Probabilmente la “vecchia” banca dati di Onorcaduti soffre il freddo.

Non si riesce a capire perché ciclicamente nei mesi di gennaio-febbraio scompaia dalla Rete.

Ma vediamo com’è andata fin dall’inizio…

Nel 2005, ho iniziato a pubblicare in Internet i dati completi e le posizioni tombali dei caduti civili morti nei campi di concentramento e sepolti nei cimiteri militari italiani.

Dal marzo del 2009, dopo aver ricevuto dallo stesso Ministero della Difesa copia degli elenchi di tutti i caduti (civili e militari) sepolti nei sei sacrari militari in Germania, Austria e Polonia, ho iniziato la pubblicazione, per provincia di nascita, dei nominativi, con dati anagrafici, di morte e di sepoltura (e rispettive posizioni tombali) di migliaia di caduti.

Ai primi di novembre del 2009, magicamente veniva pubblicata in Rete da Onorcaduti la prima banca dati delle sepolture dei nostri connazionali morti in prigionia o per cause di guerra in terra tedesca, austriaca e polacca.

Tale banca, accessibile tramite il portale del Ministero della Difesa, pur non riportando dati specifici sulle sepolture (posizione tombale – n° di riquadro, fila e tomba), consentiva di accedere a tutte le info (dati anagrafici, luogo e data di morte) di tutti questi Caduti.

Alcuni anni dopo, la gestione della banca dati veniva affidata ad una azienda esterna dal Ministero della Difesa, che apportava pesanti modifiche alla precedente pubblicazione con moltissimi errori ed omissioni di nominativi.

Dal dicembre del 2014, dopo ripetute segnalazioni di questo fatto al Ministero della Difesa, venne (almeno) riattivata anche la vecchia banca dati, permettendo così di effettuare ricerche e riscontri sia su una che sull’altra banca, così da poter verificare i dati da me pubblicati e poterne accertare la veridicità comparandoli a quelli di un sito istituzionale (anche se, ripeto, i dati da me pubblicati provengono dallo stesso Ministero della Difesa).

Dal 2 gennaio 2016, il problema si è riproposto e la vecchia banca dati è nuovamente scomparsa dalla Rete (appariva la dicitura “401 UNAUTHORIZED” – successivamente con reindirizzamento al data base modificato).

Dopo qualche tempo, la “vecchia ” banca dati torna attiva.

Il 13 febbraio 2020, ennesima scomparsa…

Chi attualmente cerca un parente, verrà sicuramente assalito dal dubbio che i miei dati siano errati, dando quasi certamente più credito all’ente istituzionalmente preposto che ha messo in Rete la banca dati (appunto Onorcaduti).

Poi ho notato una cosa molto particolare…

E’ dal 1994 che porto avanti questo lavoro non retribuito con l’obbiettivo di informare e dal 2005 (primo anno dell’entrata in vigore della risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che prevede la commemorazione del “Giorno della Memoria“) ho notato un incremento delle richieste d’informazioni sui caduti in prigionia (militari o civili), specialmente nel periodo gennaio-febbraio.

Durante le feste natalizie, come succedeva anche a casa mia, si parla con i parenti di chi non c’è più e di quello zio, di quel nonno o di quel congiunto dato per disperso in guerra. Poi, il 27 gennaio arriva il Giorno della Memoria, e i media ti ricordano quelle tristi vicende. Ma che fine avrà fatto quello zio, o quel nonno di cui abbiamo parlato a Natale con i parenti? Ora c’è Internet e fare una ricerca veloce su quel nominativo è possibile a chiunque.

Come diceva qualcuno: “A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso ci si indovina“…

Non è che la vecchia banca dati scompare nei mesi di gennaio-febbraio e poi ricompare magicamente passata la “burrasca” solo per evitare a Onorcaduti di ricevere vagonate di richieste informazioni da parte dei parenti dei Caduti?

Se i parenti di Alberto Adami, veneziano morto il 6 maggio 1945 (dopo la liberazione del campo), in questi giorni cercassero notizie sul loro caro sui siti istituzionali troverebbero quanto segue:

Però Alberto è sepolto nel Cimitero di Amburgo da almeno 65 anni!

Adami Alberto, nato l’11 maggio 1922 a Venezia. Soldato del 164° Gruppo di Artiglieria. Morto il 6 maggio 1945 a Celle (Bassa Sassonia). Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 1 / fila c / tomba 8.

Per avere un’idea delle enormi omissioni riportate nella nuova banca dati rispetto alla “vecchia”, ripropongo una piccolissima percentuale di dati che risultano essere errati o mancanti (ho preso in considerazione soltanto i primi 80 caduti, in ordine alfabetico, sepolti nel cimitero di Amburgo, riscontrando errori od omissioni su almeno il 25% dei nominativi, più un caduto sepolto a Monaco di Baviera).

accatini dionisioAccatini Dionisio, nato il 2 aprile 1889 a Villafranca in Lunigiana (Massa e Carrara). Civile. Morto il 28 dicembre 1944. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 1 / fila y / tomba 3.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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adami albertoAdami Alberto, nato l’11 maggio 1922 a Venezia. Soldato del 164° Gruppo di Artiglieria. Morto il 6 maggio 1945 a Celle (Bassa Sassonia). Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 1 / fila c / tomba 8.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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adani attusAdani Attus, nato il 25 dicembre 1910 a Modena. Soldato del Drappello Automobilisti. Morto il 28 ottobre 1944. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila z / tomba 71.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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adermicosa benedettoAdermicosa Benedetto, nato il 7 luglio 1913 in località non conosciuta. Civile. Morto il 23 marzo 1945. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila X / tomba 5.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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agazzi gervasioAgazzi Gervasio, nato il 28 aprile 1895 a Palosco (Bergamo). Civile. Morto l’8 aprile 1945. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 1 / fila c / tomba 14.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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alippi andreaAlippi Andrea, nato il 5 novembre 1900 ad Abbadia Lariana (Lecco). Civile. Morto l’11 giugno 1944. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 1 / fila h / tomba 20.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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agostini marioAgostini Mario, nato il 2 novembre 1914 a Bludenz (Austria). Soldato del 4° Reggimento di Fanteria. Morto il 7 aprile 1944 a Wolfenbüttel. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila G / tomba 1.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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alberti enrico francescoAlberti Enrico Francesco, nato il 1° maggio 1910 a Brescia. Civile. Morto il 13 agosto 1944. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila F / tomba 30.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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albertini aldinoAlbertini Aldino, nato il 18 aprile 1925 a Pergola (Pesaro e Urbino). Civile. Morto il 15 maggio 1945. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila H / tomba 3.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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albertini primo pasqualeAlbertini Primo Pasquale, nato il 15 novembre 1893 a Longiano (Forlì – Cesena). Civile. Morto a Köln/Colonia (Nord Reno-Vestfalia) il 12 maggio 1943. Sepolto nel cimitero locale (inviata alla famiglia la fotografia della tomba tramite il parroco di Longiano il 29 marzo 1946). Esumato e traslato ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila Z / tomba 16.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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alboresi giuseppeAlboresi Giuseppe, nato il 30 dicembre 1903 a Frosinone. Civile. Morto il 12 giugno 1943. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila U / tomba 26.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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.alfieri antonioAlfieri Antonio, nato il 7 febbraio 1903 a Catanzaro. Civile. Morto il 6 luglio 1941. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 2 / fila a / tomba 17.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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altarelli giuseppeAltarelli Giuseppe, nato il 22 aprile 1904 a Pannarano (Benevento). Civile. Morto il 7 aprile 1945. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale:  riquadro 2 / fila H / tomba 5.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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abondio enricoAbondio Enrico, nato il 3 ottobre 1884 a Gazzaniga (Bergamo). Civile. Morto il 17 aprile 1942. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 3 / fila Z / tomba 32.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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adamo antoninoAdamo Antonino, nato il 5 marzo 1921 a San Pier Niceto (Messina). Soldato del 6° Reparto Speciale STI Artiglieria. Morto il 9 maggio 1944 a Dorsten (Nord Reno-Vestfalia). Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 3 / fila V / tomba 30.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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agostini antonio francescoAgostini Antonio Francesco, nato l’11 febbraio 1924 a Borgo Valsugana (Trento). Aviere del Reparto Servizi in Aeroporto. Morto il 19 dicembre 1944 a Fullen (Bassa Sassonia). Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 3 / fila H / tomba 19.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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ailliaud giovanniAilliaud Giovanni, nato il 23 settembre 1920 a Cesana Torinese (Torino). Soldato del 3° Reggimento Alpini. Morto il 13 luglio 1945 a Dorsten (Bassa Sassonia). Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 3 / fila W / tomba 64.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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alesi lucianoAlesi Luciano, nato il 13 dicembre 1913 a Palestrina (Roma). Soldato del 1° Reggimento di Fanteria. Morto il 10 marzo 1944 a Gelsenkirchen (Nord Reno-Vestfalia). Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: 3 / fila T / tomba 7.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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allari pierinoAllari Pierino, nato il 28 giugno 1921 a Pegognaga (Mantova). Soldato del 231° Reggimento di Fanteria. Morto il 28 marzo 1945. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 3 / fila X / tomba 39.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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allasia stefanoAllasia Stefano, nato il 13 settembre 1923 a Villafranca Piemonte (Torino). Soldato del 30° Reggimento di Fanteria. Morto il 26 aprile 1945. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 3 / fila P / tomba 13.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

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allegretto giuseppeAllegretto Giuseppe, nato il 19 luglio 1915 a San Quirino (Pordenone). Civile. Deportato nel Campo di concentramento di Dachau. Matricola 104778. Trasferito a Neuengamme il 22 ottobre 1944. Matricola 61124. Decentrato a Meppen-Versen (sottocampo dipendente da Neuengamme). Morto a Meppen-Versen (Bassa Sassonia) il 14 febbraio 1945. Sepolto ad Amburgo (Germania) / Cimitero militare italiano d’onore (Öjendorf). Posizione tombale: riquadro 3 / fila R / tomba 51.

Banca dati Onorcaduti: nessun dato.

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Monetti StefanoMonetti Stefano, nato il 17 luglio 1907 a Malnate (Varese). Deceduto il 10 ottobre 1945. Sepolto a Monaco di Baviera / Waldfriedhof / Cimitero militare italiano d’onore (Germania). Posizione tombale: riquadro 6 / fila 10 / tomba 29.

Banca dati Onorcaduti: luogo di sepoltura sconosciuto.

Giornata della Memoria 2020

Zamboni Luciano Giovanni, figlio di Andrea e Teresa Turri, nasce a Mizzole (Verona) il 3 febbraio 1923. Di mestiere contadino, risiede con la famiglia a Montorio Veronese (Verona) ed è celibe. Viene arrestato a Caprino Veronese (Verona) il 16 dicembre 1944. Detenuto a Verona, viene poi trasferito nel Campo di concentramento e transito di Bolzano (Polizei – und Durchgangslager Bozen) il 12 gennaio 1945. Su disposizione del BDS di Verona (Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des Sicherheitsdienstes – Comandante della Polizia di Sicurezza e Servizi di Sicurezza), viene deportato nel Campo di concentramento di Flossenbürg il 19 gennaio 1945 (trasporto n° 118). All’arrivo, il 23 gennaio 1945, gli viene assegnato il numero di matricola 43738 e viene classificato come deportato per motivi politici (POL – Politisch). Il 22 marzo 1945 viene trasferito a Offenburg (campo satellite di Natzweiler). Viene poi trasferito a Flossenbürg il 6 aprile 1945. Muore a Flossenbürg il 4 maggio 1945 (dopo la liberazione del campo). Viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero di Flossenbürg, alla posizione tombale tomba 5, fila 4 C. Nella seconda metà degli anni ’50 il Ministero della Difesa riesce a rintracciarne le Spoglie, le fa esumare e traslare nel Cimitero militare italiano d’onore di Monaco di Baviera (Waldfriedhof) alla posizione tombale riquadro 5, fila 16, tomba 11. Resti rimpatriati nel dicembre del 2000.


“Il 20 aprile 1945, il comandante del campo di Flossenbürg, l’SS-Obersturmbannführer Otto Max Kögel, ordinò l’evacuazione e i 14.800 prigionieri in grado di camminare, furono incolonnati e avviati a piedi verso sud con destinazione il Campo di concentramento di Dachau.

Dei 1.526 internati che rimasero nel lager, (tra questi anche 46 italiani, compreso mio zio), circa la metà era ammalata di tubercolosi o di tifo e gli altri, a giudizio dei carnefici nazisti, con un piede già nella fossa, non avrebbero vissuto abbastanza da vedere i loro liberatori.

Luciano era ancora vivo quando, la mattina del 23 aprile 1945, una compagnia della 97ª Divisione di Fanteria dell’Esercito americano liberò il Campo di concentramento di Flossenbürg.

Il 4 maggio, dodici giorni dopo la liberazione del lager, mio zio morì. Morì da uomo libero e sicuramente circondato dall’affetto e non dall’indifferenza com’erano morti a migliaia nei mesi precedenti i suoi compagni di prigionia”.

Tratto da Dimenticati di Stato


 

 

 

Dimenticati di Stato – Presentato il libro ad Ancona

Gentilissimo signor Roberto,

da alcuni anni l’ANPI di Ancona, con il patrocinio delle istituzioni locali, della Regione, delle FS e del mondo associativo del territorio, in occasione della Giornata della Memoria e della posa delle Pietre d’Inciampo, organizza una settimana di incontri e mostre negli spazi e nei vagoni merci che ci vengono mesi a disposizione dalle Ferrovie.

Seguiamo con attenzione il prezioso lavoro che svolge attraverso la Fondazione Dimenticati di Stato e grazie ad una delle Sue segnalazioni il 24 gennaio 2020, fra le Pietre d’Inciampo che saranno posizionate ad Ancona, vi sarà anche quella in ricordo di Dante Sturbini, la cui storia abbiamo potuto conoscere grazie al sito “Dimenticati di stato”.

Gli eventi per la IV edizione del “Treno della Memoria” si svolgeranno dal 20 al 27 gennaio. Tra le iniziative, vorremmo presentare anche il suo libro “Dimenticati di Stato. I Caduti sepolti nei cimiteri militari italiani d’onore di Germania, Austria e Polonia”.

Tamara Ferretti

Presidente ANPI Ancona

Sezione “Gino Tommasi”


Ringrazio ANPI Ancona e la sua Presidente Tamara Ferretti, Mattia Tisba (Vice Presidente ANPI Ancona), il Generale Albino Amodio (Consigliere nazionale ANPI) e il Sottosegretario alla Difesa Onorevole Giulio Calvisi.

Un particolare ringraziamento va al Prof. Gian Mario Raggetti, Professore Ordinario di Economia degli Intermediari finanziari, presso la Facoltà di Economia “G. Fuà” della Università Politecnica delle Marche – Ancona, per aver presentato il libro e il sito Dimenticati di Stato.

Roberto Zamboni


 


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Dimenticati di Stato – Roberto Zamboni
Storia e filosofia – 1a edizione 3/2014 Formato 15×23
Copertina Morbida – bianco e nero
508 pagine
self-publishing

Testo messo in vendita al prezzo di costo


 

 

Pietra d’inciampo per Dante Sturbini

“Buongiorno Roberto.
Oggi Dante Sturbini ha avuto la sua pietra d’inciampo disvelata.
Ho parlato doverosamente anche di te e del tuo sito, perché senza entrambi la mia ricerca non sarebbe mai iniziata e Dante sarebbe rimasto nell’oblio eterno. Ancora grazie con tutto il mio cuore
Giovanna Carsughi”.

“La storia cammina lungo le vie della nostra città […] La storia locale diventa nazionale, la memoria individuale diventa universale. Inciampiamo sulla pietra di Dante con la nostra mente ed il nostro cuore, con l’intento di recuperare le memorie familiari, difendere e far scintillare l’ottone della sua vita […] In bilico fra l’eroismo del suo gesto di rubare le patate per gli altri deportati e il peso delle atrocità subite nel numero di prigioniero 23628, la sua testimonianza riecheggia fino a noi e ci incarica di esserne promotori attivi”.
(riflessioni elaborate da 3 quinte dell’IIS Volterra Elia di Ancona)


VIDEO Pietra d’inciampo a Dante Sturbini


Per Dante Sturbini vedi anche:

Dopo 74 anni, Giovanna omaggia la memoria di Dante Sturbini

Medaglia d’Onore a Dante Sturbini

Medaglia d’Onore a Giovanni Zanovello

“Signor Zamboni buongiorno, sono la nipote di Zanovello Giovanni. Le scrivo per informarla che ho fatto domanda per la medaglia d’onore che mi è stata concessa e che mi sarà conferita il giorno 27 gennaio. La ringrazio infinitamente. Giovanna”.



Zanovello Giovanni nasce il 23 aprile 1912 a Campolongo Maggiore (Venezia). Soldato del 343° Battaglione costiero di fanteria viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania. Muore a Velbert (nord Reno – Vestfalia) il 22 settembre 1944 e viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero cattolico della stessa località. Viene poi esumato e traslato da Onorcaduti nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo ed inumato alla posizione tombale riquadro 1, fila T, tomba 48.

Il 6 ottobre 2018 le sue Spoglie vengono rimpatriate.

Si veda anche Giovanni ritorna nella sua amata terra

 

Pietra d’inciampo per Giulio Bergo Oro

Sabato 18 gennaio 2020, si è svolta a Sottomarina (camminamento dei Murazzi davanti a calle dei Celoni) la cerimonia per la posa della Pietra d’inciampo in memoria dell’internato militare Sergente Nocchiere Giulio Bergo Oro, organizzata dall’amministrazione comunale con il comitato ANPI di Chioggia e alla presenza dell’artista tedesco Gunter Demnig.


 

Giulio Bergo Oro di Sante, nasce il 17 maggio 1919 a Catania. Sergente Nocchiere Reparto Venezia, viene imbarcato sulla Regia Nave Scuola Marco Polo. Viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco il 9 settembre 1943 ed internato nello Stalag XII A di Limburg an der Lahn dove gli viene assegnato il numero di matricola 49201. Viene successivamente trasferito allo Stalag XX B di Marienburg (ora Malbork – Voivodato di Pomerania – Polonia). Viene fucilato a Bydgoszcz (Voivodato di Cuiavia-Pomerania – in tedesco Bromberg – Hoheneiche Bei Bromberg) il 17 agosto 1944.
Viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero cittadino di Bromberg (Städtischer Friedhof), per poi essere esumato e traslato dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa), nel Cimitero militare italiano di Bielany-Varsavia (Cmentarz Żołnierzy Włoskich – Polonia). Attualmente la sua tomba si trova in uno dei due mausolei del Cimitero di Bielany.

 

L’artista tedesco Gunter Demnig posa la Pietra d’inciampo in memoria di Giulio Bergo Oro

Abbiamo dato un volto anche a Vincenzo

Alle volte basta poco. Bastano due righe su Facebook per riuscire a riallacciare quel filo strappato molti anni prima.

“Salve. Non abbiamo mai avuto notizie di mio zio di nome Di Benedetto Vincenzo, nato a Palagonia (Catania). Sappiamo che era prigioniero ad Amburgo. Cosa si può fare per sapere se c’é una tonba ed avere eventualmente una foto. La ringrazio. Nello Di Benedetto”.


Caro Nello, questo è quanto ho trovato su tuo zio:

Di Benedetto Vincenzo di Giuseppe, nato il 18 maggio 1913 a Palagonia (Catania). Artigliere del 19° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Impiegato presso il Comando di lavoro n° 1375 J di Bergisch Neukirchen. Morto per polmonite a Bergisch Neukirchen – Opladen (Nord Reno-Vestfalia) il 13 aprile 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Bergisch Neukirchen (Opladen) alla posizione tombale Campo II, tomba n° 566. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf – Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila U / tomba 39.

Ti allego la foto della tomba nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo.

Un abbraccio a te e ai tuoi cari.

Roberto Zamboni


“Grazie tante. Finalmente grazie a lei sappiamo la verità.

Nello Di Benedetto.”


Vincenzo Di benedetto

Retro della foto

Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (foto M. W.)

Giuseppe Pannunzi è tra i Caduti di Amburgo

Sig. Roberto Zamboni,

mi presento, sono Edoardo Pascucci e sono un pronipote di un caduto (Giuseppe Pannunzi – fratello della mia bisnonna materna) che ho scoperto di recente nel suo sito.
[…]
Le allego tutti i documenti rinvenuti su Giuseppe che furono consegnati alla mia bisnonna dopo la sua istanza fatta all’epoca. Inoltre allego la foto del defunto, relativa documentazione e la foto allegata con i documenti del Cimitero di Amburgo nel 1964.
La ringrazio di cuore per il lavoro svolto e per il suo grande aiuto nelle nostre ricerche anche se a sua insaputa.
Spero di sentirla presto e le auguro un buon 2020.
E. P.

Caro Edoardo, questo è quanto ho archiviato sul tuo congiunto:

Pannunzi Giuseppe fu Luigi, nato il 26 agosto 1920 a Subiaco (Roma). Caporale del 47° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sul fronte montenegrino ed internato in Germania nello Stalag XII D di Trier (Treviri). Trasferito allo Stalag VI K (326) di Senne Forellkrug. Ricoverato presso l’infermeria (ospedale militare) di Forellkrug über Paderborn (Nord Reno-Westfalia). Morto il 5 ottobre 1944 e sepolto nel cimitero di Stukenbrock (Nord Reno-Westfalia / Kriegsgefangene Ehrenfriedhof West – Cimitero d’Onore Ovest per prigionieri di guerra). Causa della morte: pleurite. Posizione tombale: campo III / tomba 81. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf / Germania). Posizione tombale: riquadro 5 / fila U / tomba 29.

Tra le schede di ricerca dell’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra ne ho trovata una che fa riferimento al tuo congiunto. I dati riportati provengono dall’elenco n° 741/E, che riporta i nominativi di circa 110 soldati morti nell’infermeria di Forellkrug presso Paderborn e sepolti nel cimitero di Stukenbrock, in Westfalia. Tra questi anche il tuo parente.


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Giuseppe Pannunzi in una foto scattata il 12/02/1943

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Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo – Tomba del Caporale Giuseppe Pannunzi (foto M. W. – scattata il 04.03.2016)


Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (1964)

Da Colletorto a Mauthausen

Silvestri Saverio, nato il 4 settembre 1917 a Colletorto (Campobasso). Soldato del 18° Reggimento di Fanteria. Morto a Vienna l’8 aprile 1944. Sepolto a Mauthausen (Austria) / Cimitero militare italiano. Posizione tombale: fila 4 – croce 92 – tomba 482.


 

Da Colletorto a Mauthausen (Di là dal fiume e tra gli alberi)

Cortometraggio di Gaetano Nasillo sul viaggio da Colletorto (CB) a Mauthausen (Austria) alla ricerca del soldato Saverio Silvestri (caduto in guerra l’8 aprile 1944). Le immagini di Mauthausen sono state girate l’8 aprile 2019 in occasione del 75esimo anniversario della morte del Silvestri. Il ragazzo del video è Saverio Silvestri, discendente del caduto.

Rintracciata ad Amburgo la tomba di Paolo Cendali

11 dicembre 2019

Buongiorno.
mio zio Cendali Paolo, nato a Vendrogno(LC) il 07-06-1918 e’ sepolto dal 1945 ad Amburgo ma i suoi parenti non ne sapevano nulla dal 1945.
Ricordava mio padre (mancato nel 2000) che nel 1945 quando aveva 8 anni aveva assistito la madre che era stata informata della morte del figlio in terra straniera senza ulteriori dettagli.

Ormai sono mancati ovviamente i genitori ed i fratelli, ma noi nipoti vorremmo possibilmente saperne qualcosa di più.
Se mio padre avesse saputo che suo fratello era sepolto ad Amburgo sarebbe andato sicuramente perché il ricordo in lui era indelebile, tanto che aveva dato il nome del fratello al suo primogenito.
Spero tanto che ci possa aiutare con qualche notizia in più.

Marco Cendali


Caro Marco,
questo è quanto ho potuto ricostruire dai dati e dai documenti in mio possesso.

Cendali Paolo di Giuseppe, nasce il 7 giugno 1918 a Vendrogno (Como, ora Lecco). Soldato del 5° Reggimento Autieri, viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag X B di Sandbostel, dove gli viene assegnato il numero di matricola 65321. Viene poi trasferito al campo satellite di Wietzendorf. Muore a Sandbostel (1) il 12 gennaio 1945 alle ore 16.00 e viene inumato nel Cimitero di Sandbostel alla posizione tombale tomba 354. Il Ministero della Difesa, nella seconda metà degli anni ’50, ne rintraccia le spoglie e le fa esumare e traslare nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 2 – fila O – tomba 37.

[…]

Un caro saluto. Roberto Zamboni


(1) Nella scheda del Vaticano pubblicata sopra, viene riportato come luogo di morte lo Stalag XII B probabilmente per un errore di trascrizione, visto che in un elenco dei decessi italiani del campo di Sandbostel (sepolti nel cimitero dello stalag) esposto nella mostra del Memoriale del Lager di Sandbostel (foto di M. W. scattata l’8 novembre 2015), compare il nome del Cendali Paolo.

cendali sandbostel - Copia
Particolare dell’elenco dove compare il nome del Cendali

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Elenco dei decessi italiani del campo di Sandbostel e sepolti nel cimitero dello stalag (foto di M. W. scattata l’8 novembre 2015)

Foto M. W. – 03.07.2015

Autiere Cendali Paolo / riquadro 2 – fila O – tomba 37 (Foto M. W. – 03.07.2015)