Pietra d’inciampo per Giulio Bergo Oro

Sabato 18 gennaio 2020, si è svolta a Sottomarina (camminamento dei Murazzi davanti a calle dei Celoni) la cerimonia per la posa della Pietra d’inciampo in memoria dell’internato militare Sergente Nocchiere Giulio Bergo Oro, organizzata dall’amministrazione comunale con il comitato ANPI di Chioggia e alla presenza dell’artista tedesco Gunter Demnig.


 

Giulio Bergo Oro di Sante, nasce il 17 maggio 1919 a Catania. Sergente Nocchiere Reparto Venezia, viene imbarcato sulla Regia Nave Scuola Marco Polo. Viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco il 9 settembre 1943 ed internato nello Stalag XII A di Limburg an der Lahn dove gli viene assegnato il numero di matricola 49201. Viene successivamente trasferito allo Stalag XX B di Marienburg (ora Malbork – Voivodato di Pomerania – Polonia). Viene fucilato a Bydgoszcz (Voivodato di Cuiavia-Pomerania – in tedesco Bromberg – Hoheneiche Bei Bromberg) il 17 agosto 1944.
Viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero cittadino di Bromberg (Städtischer Friedhof), per poi essere esumato e traslato dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (Ministero della Difesa), nel Cimitero militare italiano di Bielany-Varsavia (Cmentarz Żołnierzy Włoskich – Polonia). Attualmente la sua tomba si trova in uno dei due mausolei del Cimitero di Bielany.

 

L’artista tedesco Gunter Demnig posa la Pietra d’inciampo in memoria di Giulio Bergo Oro

Abbiamo dato un volto anche a Vincenzo

Alle volte basta poco. Bastano due righe su Facebook per riuscire a riallacciare quel filo strappato molti anni prima.

“Salve. Non abbiamo mai avuto notizie di mio zio di nome Di Benedetto Vincenzo, nato a Palagonia (Catania). Sappiamo che era prigioniero ad Amburgo. Cosa si può fare per sapere se c’é una tonba ed avere eventualmente una foto. La ringrazio. Nello Di Benedetto”.


Caro Nello, questo è quanto ho trovato su tuo zio:

Di Benedetto Vincenzo di Giuseppe, nato il 18 maggio 1913 a Palagonia (Catania). Artigliere del 19° Reggimento Artiglieria Divisione Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI C di Bathorn. Impiegato presso il Comando di lavoro n° 1375 J di Bergisch Neukirchen. Morto per polmonite a Bergisch Neukirchen – Opladen (Nord Reno-Vestfalia) il 13 aprile 1944. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero comunale di Bergisch Neukirchen (Opladen) alla posizione tombale Campo II, tomba n° 566. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf – Germania). Posizione tombale: riquadro 4 / fila U / tomba 39.

Ti allego alcuni documenti dell’Archivio Segreto Vaticano (Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra) riferiti a tuo zio e la foto della tomba nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo.

Un abbraccio a te e ai tuoi cari.

Roberto Zamboni


“Grazie tante. Finalmente grazie a lei sappiamo la verità.

Nello Di Benedetto.”


Vincenzo Di benedetto
Retro della foto
Ufficio Informazioni vaticano per i Prigionieri di Guerra – Elenco 741/F: elenco di 19 morti nei campi ed ospedali di Lev-Wiesdorf (Colonia).
Ufficio Informazioni vaticano per i Prigionieri di Guerra – Elenco 741/F: elenco di 19 morti nei campi ed ospedali di Lev-Wiesdorf (Colonia).
Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (foto M. W.)

Sebastiano De Lucia – Dato per disperso in Grecia, ritrovato (probabilmente) in Germania

Nell’ottobre del 2013 ho ricevuto una mail con la foto di un soldato italiano ed i suoi dati anagrafici. Alla mail non veniva aggiunto nulla. Ritenendola una richiesta di ricerca, ho pubblicato foto e dati alla pagina “Appelli e ricerche dispersi” (https://dimenticatidistato.com/appelli-e-ricerche-dispersi/). Secondo i parenti, il loro congiunto era morto (o aveva dato sue ultime notizie) a Rodi (Grecia).

Grazie ad un utente di Dimenticati di Stato (Roberto Boris), il 24 marzo 2015, mi è stato segnalato che poteva trattarsi di un caduto i cui dati erano riportati in una scheda di ricerca del Vaticano.

“Rispondo per De Lucia Sebastiano nato a Mugnano del Cardinale. Dovrebbe essere quel De Lucia Sebastiano internato nel Stammlager IV/B Muhlberg/Elbe, matricola 827775 presente nello schedario dell’Archivio Vaticano (DELUCACALCE_DEMARCHETTO – Ft. 436). Non è certo deceduto a Creta. Distini saluti – Roberto Boris”.

Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra

Ora, grazie alle indicazioni e ai documenti di Maria Cristina Ferro, possiamo pubblicare quanto segue.

“Caro Roberto, sto facendo ricerche sugli “IMI di Zeithain”.

Ho ricevuto dall’archivio di Stato di Bolzano la copia di 15 schede provenienti dall’ospedale militare di Wasungen, relative a militari trasferiti da Wasungen a Zeithain il giorno 12 febbraio 1944.

Erano tutti con diagnosi di TBC e, secondo il racconto dello zio di mio marito, morirono tutti, o a Zeithain o dopo essere stati rimpatriati col treno della Croce Rossa partito da Zeithain il 12 giugno 1944.

Di quasi tutti ho trovato i dati nei due archivi online di Onorcaduti (quindi con data di morte) tranne tre nominativi. Uno di questi tre si chiamava Sebastiano De Lucia, nato a Mugnano del Cardinale (AV).  Nei database di Onorcaduti è presente un omonimo, nato nello stesso paese ma con data di nascita differente e deceduto a Rodi (o più genericamente in Grecia, a seconda del database che si consulta) l’8 settembre 1943.

Il De Lucia della scheda di Wasungen apparteneva al “42° Fanteria” (di stanza in Grecia e Albania all’8 settembre 1943.

Sempre secondo la scheda di Wasungen, venne  immatricolato col numero 8277[7]5 nello Stalag IX A (Ziegenhain).

Il giorno 1° febbraio 1944 gli venne diagnosticata la tubercolosi nel Reserve-Lazarett (ospedale militare di riserva) di Treysa.

L’8 febbraio venne trasferito all’ospedale militare di Wasungen dove la diagnosi venne confermata e il 12 venne trasferito nel campo-ospedale di Zeithain, sottocampo dello Stalag IV B di Mühlberg.

Gli “ospedali militari” per prigionieri, in particolare Zeithain, erano in realtà dei Lager dove i malati non venivano curati e venivano lasciati morire di stenti.

Le notizie della scheda di Wasungen si fermano al giorno del trasferimento a Zeithain. Il nome del De Lucia non risulta nell’elenco degli IMI deceduti a Zeithain, compilato dai cappellani padre Luca Airoldi e monsignor Ezio Ghidini.

Il 12 giugno 1944 partì da Zeithain un treno-ospedale della Croce Rossa che rimpatriò circa 150 malati in gravissime condizioni di salute. Il De Lucia potrebbe essere stato su quel treno. I malati giunsero il 15 giugno 1944 all’Ospedale Militare di Modena.

Ho potuto consultare il registro dei decessi (riportante una sessantina di nomi di malati provenienti da Zeithain sui 150 che partirono) e non ho trovato nessun De Lucia.

I malati provenienti da regioni controllate dalla Repubblica Sociale Italiana vennero man mano trasferiti in ospedali più vicini alle loro case (dove morirono quasi tutti entro pochi mesi), mentre quelli provenienti dal Sud Italia dovettero attendere la fine della guerra per potersi riavvicinare a casa.

Cristina”.

 

La data di nascita del De Lucia internato in Germania non corrisponde con i dati che mi sono stati inviati dai parenti del caduto, ma potrebbe trattarsi della stessa persona.

 

Naturalmente, ho girato tutti i dati ai famigliari, augurandomi che dopo sette anni si ricordino ancora della loro richiesta e invitandoli a contattare tutti gli uffici preposti per avere eventuali ulteriori info sulla prigionia del loro caro.

Giuseppe Pannunzi è tra i Caduti di Amburgo

Sig. Roberto Zamboni,

mi presento, sono Edoardo Pascucci e sono un pronipote di un caduto (Giuseppe Pannunzi – fratello della mia bisnonna materna) che ho scoperto di recente nel suo sito.
[…]
Le allego tutti i documenti rinvenuti su Giuseppe che furono consegnati alla mia bisnonna dopo la sua istanza fatta all’epoca. Inoltre allego la foto del defunto, relativa documentazione e la foto allegata con i documenti del Cimitero di Amburgo nel 1964.
La ringrazio di cuore per il lavoro svolto e per il suo grande aiuto nelle nostre ricerche anche se a sua insaputa.
Spero di sentirla presto e le auguro un buon 2020.
E. P.

Caro Edoardo, questo è quanto ho archiviato sul tuo congiunto:

Pannunzi Giuseppe fu Luigi, nato il 26 agosto 1920 a Subiaco (Roma). Caporale del 47° Reggimento di Fanteria. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 sul fronte montenegrino ed internato in Germania nello Stalag XII D di Trier (Treviri). Trasferito allo Stalag VI K (326) di Senne Forellkrug. Ricoverato presso l’infermeria (ospedale militare) di Forellkrug über Paderborn (Nord Reno-Westfalia). Morto il 5 ottobre 1944 e sepolto nel cimitero di Stukenbrock (Nord Reno-Westfalia / Kriegsgefangene Ehrenfriedhof West – Cimitero d’Onore Ovest per prigionieri di guerra). Causa della morte: pleurite. Posizione tombale: campo III / tomba 81. Esumato e traslato nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf / Germania). Posizione tombale: riquadro 5 / fila U / tomba 29.

Tra le schede di ricerca dell’Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (Archivio Segreto Vaticano) ne ho trovata una che fa riferimento al tuo congiunto (in allegato). I dati riportati provengono dall’elenco n° 741/E, che riporta i nominativi di circa 110 soldati morti nell’infermeria di Forellkrug presso Paderborn e sepolti nel cimitero di Stukenbrock, in Westfalia. Tra questi anche il tuo parente.


Archivio Segreto Vaticano (Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra
Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (1964)

Da Colletorto a Mauthausen

Silvestri Saverio, nato il 4 settembre 1917 a Colletorto (Campobasso). Soldato del 18° Reggimento di Fanteria. Morto a Vienna l’8 aprile 1944. Sepolto a Mauthausen (Austria) / Cimitero militare italiano. Posizione tombale: fila 4 – croce 92 – tomba 482.


 

Da Colletorto a Mauthausen (Di là dal fiume e tra gli alberi)

Cortometraggio di Gaetano Nasillo sul viaggio da Colletorto (CB) a Mauthausen (Austria) alla ricerca del soldato Saverio Silvestri (caduto in guerra l’8 aprile 1944). Le immagini di Mauthausen sono state girate l’8 aprile 2019 in occasione del 75esimo anniversario della morte del Silvestri. Il ragazzo del video è Saverio Silvestri, discendente del caduto.

Rintracciata ad Amburgo la tomba di Paolo Cendali

11 dicembre 2019

Buongiorno.
mio zio Cendali Paolo, nato a Vendrogno(LC) il 07-06-1918 e’ sepolto dal 1945 ad Amburgo ma i suoi parenti non ne sapevano nulla dal 1945.
Ricordava mio padre (mancato nel 2000) che nel 1945 quando aveva 8 anni aveva assistito la madre che era stata informata della morte del figlio in terra straniera senza ulteriori dettagli.

Ormai sono mancati ovviamente i genitori ed i fratelli, ma noi nipoti vorremmo possibilmente saperne qualcosa di più.
Se mio padre avesse saputo che suo fratello era sepolto ad Amburgo sarebbe andato sicuramente perché il ricordo in lui era indelebile, tanto che aveva dato il nome del fratello al suo primogenito.
Spero tanto che ci possa aiutare con qualche notizia in più.

Marco Cendali


Caro Marco,
questo è quanto ho potuto ricostruire dai dati e dai documenti in mio possesso.

Cendali Paolo di Giuseppe, nasce il 7 giugno 1918 a Vendrogno (Como, ora Lecco). Soldato del 5° Reggimento Autieri, viene fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag X B di Sandbostel, dove gli viene assegnato il numero di matricola 65321. Viene poi trasferito al campo satellite di Wietzendorf. Muore a Wietzendorf (1) il 12 gennaio 1945 alle ore 16.00 e viene inumato nel Cimitero di Sandbostel alla posizione tombale tomba 354. Il Ministero della Difesa, nella seconda metà degli anni ’50, ne rintraccia le spoglie e le fa esumare e traslare nel Cimitero militare italiano d’onore di Amburgo (Hauptfriedhof Öjendorf) alla posizione tombale: riquadro 2 – fila O – tomba 37.

I dati sul decesso sono riportati sui documenti dell’Archivio Segreto Vaticano (Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra) e per la precisione nell’elenco 533 che riporta il registro dei morti, in forma di diario, con annotazioni relative ai dati anagrafici, al decesso ed alla sepoltura di 166 militari internati nel campo di Wietzendorf (campo satellite di Sandbostel), compilato e consegnato al Vaticano dal cappellano militare Luigi Pasa il 24 maggio 1945.
I richiedenti notizie al Vaticano su questo soldato nel 1944 sono: Cendali Giuseppe, residente in Via Novara, n° 8 (Legnano) e Locatelli Martino, residente in Via Sassino n° 33 Bellano per Vendrogno (Como).

[…]

Un caro saluto. Roberto Zamboni

(1) Il numero dello stalag riportato sulla scheda (Stalag XII B) è sicuramente un errore di trascrizione, visto che la scheda fa riferimento ai dati anagrafici, al decesso ed alla sepoltura di 166 militari internati nel campo di Wietzendorf (campo satellite di Sandbostel), vale a dire lo Stalag X B/Z.


Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra
Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra
Foto M. W. – 03.07.2015
Autiere Cendali Paolo / riquadro 2 – fila O – tomba 37 (Foto M. W. – 03.07.2015)

Dopo 74 anni ritorna a Pontassieve la salma di Vittorio Bacciotti

Gentile Signor Zamboni,
dopo il rientro, nel 2014, della salma di Attilio Bavecchi, soldato, matricola numero 40614, nato a Pontassieve il 16/11/1918 e deceduto il 25/07/1944 a Friedrichshafen in un campo di prigionia tedesco (Dopo 70 anni torna a Pontassieve la salma di Attilio Bavecchi) il Comune di Pontassieve, d’intesa con la famiglia, si è adoperato per il rientro dei resti di Vittorio Bacciotti, civile, nato il 13/03/1915 a Pontassieve – catturato dai tedeschi il 19 agosto 1944 – deceduto il 2/09/1945 e sepolto a Francoforte sul Meno (Germania).
I funerali avranno luogo a Pontassieve (Firenze) sabato 14 dicembre alle ore 10:30 presso la Cappellina del cimitero di San Martino a Quona.
Una vittoria per i parenti e in particolare per il figlio Gian Paolo – che purtroppo nel frattempo è deceduto – e che molto aveva fatto per poter riportare la salma del padre a casa.
[…]
Ringraziandola per il suo instancabile lavoro
Cordiali saluti

L. B.
Staff del Sindaco, Segreteria
Comune di Pontassieve (FI)
via Tanzini, 30 – 50065 Pontassieve


Vittorio Bacciotti nasce a Santa Brigida il 13 marzo del 1915, dove poi trascorre la sua gioventù, si sposa con Ada, ha un figlio, Giampaolo e lavora nella cava di pietra, ancora esistente sul territorio.

Il 19 agosto del 1943, a seguito dell’uccisione di un soldato tedesco viene catturato nel corso di un rastrellamento a Santa Brigida insieme ad altri 14 concittadini. Durante il viaggio verso un campo di lavoro in Germania, in località Scopeti, a Rufina, alcuni prigionieri riescono a scappare, Vittorio non ce la fa. Soffriva di silicosi e forse pensava che sarebbe stato dichiarato inabile al lavoro.

Muore cinque mesi dopo la fine della guerra (2 settembre 1945) e viene sepolto nel Cimitero militare d’onore di Oeventrop / Arnsberg, Germania (Soldaten-Ehrenfriedhof Oeventrop).

Nella seconda metà degli anni ’50, il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra del Ministero della Difesa, iniziò la lunga e difficile ricerca delle salme dei nostri connazionali morti in prigionia o per cause di guerra e sepolti nei cimiteri (cimiteri militari secondari, cimiteri comunali, ecc.) in Germania, Austria e Polonia. Le Spoglie rintracciate ed identificate vennero sepolte nei cimiteri militari italiani d’onore di Amburgo, Berlino, Francoforte sul Meno e Monaco di Baviera in Germania, di Mauthausen in Austria e di Bielany (Varsavia) in Polonia. Vittorio Bacciotti venne sepolto a Francoforte sul Meno nel Cimitero Militare Italiano d’Onore nel riquadro O, fila 4, tomba 22.

Le notizie sono giunte alla famiglia grazie ad un frate, originario di Figline Valdarno e anch’egli prigioniero, che al rientro in Italia ha rintracciato la vedova di Vittorio, la signora Ada, alla quale ha anche restituito il portafoglio del marito, contenente la foto del figlio appena nato, Giampaolo.

I primi contatti con il Ministero delle Difesa per il rimpatrio dei resti risalgono a luglio del 2018 per volere del figlio Giampaolo, che tanto ha fatto per poter riportare la salma del padre nella sua Pontassieve.

Le esequie, in forma privata, avranno luogo sabato 14 dicembre alle ore 10.30 presso il cimitero comunale di San Martino a Quona a Pontassieve.


Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra
Cimitero Militare italiano d’Onore di Francoforte sul Meno – riquadro O, fila 4, tomba 22