In tutte le guerre ci sono genitori che perdono figli e figli che perdono padri, ma la cosa che più tormenta è quella di non sapere che fine abbia fatto un figlio o un padre.

Disperso“. Al suono di questa parola il pensiero va subito ai Caduti in Russia, a quei poveri giovani inghiottiti dal ghiaccio e dalla neve durante la tragica ritirata. Ma nel secondo conflitto mondiale ci furono dispersi, su altri fronti. Dalla guerra nei deserti del Nord Africa, alla Jugoslavia, all’Albania, fino alla Grecia. Dispersi in battaglia.

Nel dopoguerra, si aggiunsero a questo lungo stuolo di Caduti senza tomba anche i dispersi in prigionia: internati militari e deportati civili dei quali si era persa ogni traccia.

Migliaia di questi poveri ragazzi però, non erano affatto dei dispersi. Il Ministero della Difesa si era infatti premurato di ricercarli e di riunirli in cimiteri militari d’onore. Migliaia d’italiani caduti per cause di guerra (prevalentemente in prigionia) furono sepolti nei sacrari militari gestiti dal Commissariato Generale. Purtroppo, molti, moltissimi dei famigliari di questi sventurati non vennero mai a sapere del lavoro svolto da “Onorcaduti”, rimanendo in attesa di notizie che non sarebbero mai arrivate.

Per questo, dal 2000 porto avanti un progetto ambizioso: rintracciare le famiglie di tutti questi Caduti per informarle che i loro cari non sono mai stati dei “dispersi”.

Dimenticati di Stato è gestito e tenuto in vita da un’unica persona (Roberto Zamboni). Il sito (ed il suo gestore) forniscono notizie, indicazioni, chiarimenti e risposte in tempi rapidissimi, dando supporto a chiunque cerchi informazioni sui propri cari deceduti in prigionia.

Tutto ciò ha fatto in modo che queste pagine diventassero un punto di riferimento per i parenti dei Caduti (oltre 200.000 visite negli ultimi tre anni con quasi 600.000 pagine viste) .

Questo sito ed il servizio di ricerca è volontario, completamente gratuito ed ha finalità puramente informativa a favore dei parenti dei Caduti.


Sostieni Dimenticati di Stato

Puoi contribuire a mantenere in vita Dimenticati di Stato effettuando una piccola donazione/ricarica su Postepay (Carta Postepay n° 4023 6009 3102 8106 / intestata a Roberto Zamboni, codice fiscale ZMBRRT62M17L781M) presso una delle moltissime tabaccherie convenzionate o in una ricevitoria Sisal.


Ricariche presso le ricevitorie Sisal e le tabaccherie convenzionate con Banca ITB

Il servizio di ricarica Postepay è ora disponibile, oltre che presso le ricevitorie Sisal (cerca punto vendita Sisal più vicino), anche in tutte le tabaccherie convenzionate al servizio con Banca ITB (cerca rivendite convenzionate Banca ITB).

Come si ricarica

Effettuare la ricarica è molto semplice.
Occorre comunicare il numero della carta Postepay da ricaricare ed il codice fiscale del titolare (Carta Postepay n° 4023 6009 3102 8106 / intestata a Roberto Zamboni, codice fiscale ZMBRRT62M17L781M), nonché l’importo che si vuole accreditare sulla carta; verificare la correttezza dei dati riportati sul prescontrino che ti verrà presentato per confermare l’esecuzione della ricarica e quindi ritirare lo scontrino che ti verrà consegnato.


Puoi donare anche tramite bonifico bancario:

IBAN IT13G0760111700001006149262  /  Banca Poste Italiane SPA.


In alternativa puoi utilizzare il pulsante sottostante con carta di credito o ricaricabile sul circuito PayPal.

donazione paypal

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...