Rimpatri – Come fare

Procedura per il rimpatrio di un Caduto

Dopo aver riscontrato alcune minime modifiche tra i moduli per i rimpatri pubblicati su questo sito (2015) ed i moduli attualmente adottati dal Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (2016), per evitare che non venga dato seguito all’eventuale richiesta di rimpatrio di un congiunto, ho pensato fosse opportuno rimuoverli.
Quindi, per avere tutti i chiarimenti necessari e conoscere quali siano le procedure da adottare per far rimpatriare uno o più caduti, bisogna necessariamente rivolgersi al Commissariato Generale (Onorcaduti – Ministero della Difesa), inviando una mail a:  onorcaduti@onorcaduti.difesa.it

In linea di massima, quanto segue è ciò che si dovrà fare per rimpatriare un Caduto

Dopo aver scritto all’indirizzo mail sopra riportato, chiedendo tutte le informazioni necessarie al rimpatrio di un congiunto sepolto in uno dei cimiteri militari italiani, vi verrà inviata la modulistica per la traslazione di resti mortali di caduti sepolti all’estero.

Il Commissariato Generale richiederà il preventivo di spesa aggiornato al consolato incaricato, per effettuare l’esumazione e organizzare il trasporto delle Spoglie in Italia, che sarà poi sottoposto all’approvazione dei parenti. A quel punto sarà possibile confermare o disdire la procedura di rimpatrio.

In alternativa, i parenti potranno avvalersi di una ditta di propria fiducia per l’espletamento di tutte le formalità burocratiche e delle operazioni di esumazione e trasporto in Italia, comunicandolo al Commissariato Generale nel momento in cui sarà presentato il preventivo di spesa.

Una volta espletato l’iter burocratico tramite i consolati interessati, il Commissariato notificherà la data di esumazione e di rientro (generalmente con largo anticipo), così da permettere di poter organizzare la cerimonia per la sepoltura.

Alla data stabilita, le Spoglie saranno portate allo scalo aeroportuale prescelto dai congiunti o presso caserme delle Forze Armate, in base al numero delle spoglie rimpatriate in quel periodo nella stessa zona.

Visto che si tratta di resti ossei in cassetta ossario, non occorre assumere una ditta di pompe funebri per il ritiro delle spoglie in aeroporto (o presso le caserme), che potranno essere ritirate dagli stessi familiari.

Per sapere le misure precise della cassetta ossario (evitando così intoppi al momento dell’eventuale inumazione in una celletta murale del cimitero del proprio paese) è sempre consigliabile sentire il Commissariato Generale ai numeri di telefono sotto riportati.

I tempi per espletare tutte le procedure purtroppo possono variare a seconda delle richieste di rimpatrio o da eventuali intoppi burocratici. Posso solo assicurare che non ci sono delle tempistiche standard, ma ho notato che generalmente, se tutto fila liscio, la procedura si conclude in 6-8 mesi (nel 2102 e nel 2013 i rimpatri sono avvenuti nel periodo settembre/ottobre).

I procedimenti per la sepoltura (o la deposizione in loculo o altro) sono da concordare, seguendo i regolamenti cimiteriali, tramite le normali vie (pompe funebri, servizi funebri municipalizzati, ecc.).

Vorrei ricordare che la legge attuale prevede tutte le spese di riesumazione e rimpatrio siano a carico dei richiedenti (a settembre 2013 ho presentato una petizione alla camera dei Deputati ed una al Parlamento Europeo – in attesa di sviluppi – per l’addebito di ogni esborso economico allo Stato) e possono arrivare fino a sfiorare i 2000 euro per ogni singolo Caduto (dipende dal luogo di riesumazione dello stesso ed altre varianti – si veda come esempio: Rimpatrio da Francoforte al Comune di Torre Orsaia (Salerno).

A questo proposito, visto che lo Stato italiano non intende pagare per il rimpatrio dei nostri Caduti deceduti in prigionia o per cause di guerra, a tutti coloro che intendessero far rientrare i loro congiunti, consiglio di contattare il comune di nascita del Caduto, proponendo che l’amministrazione si faccia carico delle spese.

Lettera tipo da inviare ai sindaci

Non c’é assolutamente nulla di umiliante nel proporre ai nostri amministratori di pagare per far rimpatriare i poveri resti dei loro conterranei. Dall’entrata in vigore della legge che permette il rimpatrio, moltissimi sindaci si sono adoperati per far rientrare le spoglie dei loro concittadini. Un gesto generoso che dà uno schiaffo morale alle istituzioni centrali e che apre le braccia ai parenti dei caduti.

Anche nel caso che fosse il comune a farsi carico delle spese, il modulo per la richiesta di rimpatrio dovrà essere necessariamente compilato e firmato dai familiari del caduto.

Essendo il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra (ONORCADUTI) l’unico ente preposto al rientro dei Resti dei nostri Caduti, per avere informazioni dettagliate e aggiornate sulle spese per il rimpatrio delle Spoglie mortali, sulle procedure da seguire in caso di rimpatrio collettivo (più caduti e da cimiteri militari diversi, con spese a carico delle amministrazioni comunali), o qualsiasi altro chiarimento, e’ consigliabile sempre prendere contatto preventivamente con il Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra, all’indirizzo sopra riportato, ai numeri di telefono 0647355135 / 0647354990, o via mail onorcaduti@onorcaduti.difesa.it (posta elettronica certificata onorcaduti@postacert.difesa.it).

 

 

DETRAZIONE DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEL 19% DELLE SPESE

Infoguida per l’interpello

Interpello presentato nel 2015

2 pensieri su “Rimpatri – Come fare

  1. grazie signor zamboni per il modo in cui segue i nostri cari,dispersi o morti in guerra ,grazie per questa lodevole ricerca ,nel suo sito vi é grande guida ed imformazione per noi parenti DIO guidi la sua ricerca, cordiali saluti-

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  2. Per i familiari dei caduti che hanno continuato a combattere nella vita affrontando immani sacrifici si aggiunge anche la beffa che per richiedere i resti debbono ancora fare sacrifici come se non bastasse la vita data per dovere alla patria

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